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La nostra mini guida alla Maremma

Ogni tanto sogno di prenotare un volo per una destinazione lontana, un paese poco turistico dove trovare un’accoglienza autentica, dove le persone vivono ancora secondo ritmi propri. Sogno di riempirmi gli occhi con paesaggi diversi dal solito, di sedermi a un tavolino d’angolo in un ristorante di un paesino silenzioso dove possano trattarmi come una del luogo.

Negli ultimi anni siamo stati un po’ a corto di tempo libero per poterci regalare un’esperienza del genere, ma abbiamo imparato a ritagliarci qualche giorno per noi, in cui di solito proviamo a goderci quello che ci circonda con lo stesso stupore di turisti e viaggiatori che da secoli scelgono la Toscana come meta preferita.

Maremma

Qualche mese fa David ci ha contattati per invitarci a passare qualche giorno a Borgo Case Bardi, in una delle zone meno turistiche della Maremma, per farci testare la sua ospitalità e per regalarci l’occasione di fare i turisti a casa nostra. Abbiamo caricato la macchina, incrociato le dita sperando nel bel tempo e siamo partiti in direzione Montorgiali. Ecco come è nato questo post, una guida alla Maremma basata sull’esperienza di quei giorni a Borgo Case Bardi, sulle ricerche fatte per scrivere La Cucina dei Mercati in Toscana e sull’amore senza tempo che ho per questa zona, dove ho passato gran parte delle estati fino all’adolescenza, come molti toscani.

Borgo Case Bardi

La Maremma è probabilmente una delle zone più autentiche della Toscana insieme alla Lunigiana, con la quale condivide la stessa sensazione di posto di frontiera, la prima tra Liguria ed Emilia, la seconda vicinissima al Lazio. La Maremma è la terra dei cow-boy toscani, i butteri, dei bufali e dei buoi con le corna a semiluna dipinti dai macchiaioli e da Fattori. È una Toscana che non ti aspetti, lontana dallo stereotipo delle colline del Chianti ricoperte di vigneti e oliveti, è più selvaggia e di frontiera.

Qui potrete avere davvero la sensazione di scoprire un paese per la prima volta, di posare gli occhi su un paesaggio di colline digradanti verso il mare che non è già stato immortalato da centinaia di turisti prima di voi. Qui vi sentirete a casa, accolti da quell’ospitalità schietta un po’ rustica dei maremmani, potrete visitare caseifici e sagre, mercati sul mare e aziende agricole.

Maremma Maremma

Ogni stagione è buona. La primavera è tutto un risvegliarsi, uno sbocciare, un tingersi di verde acerbo: le finestre si aprono, i ritmi si allenano a quello che verrà, i paesaggi sono mozzafiato. L’estate è ovviamente tempo di mare, di pinete, di banchini lungo la strada con frutta e verdura locali, di cene sotto le stelle a base di cinghiale, perché è sempre un buon momento per un piatto di pappardelle saporite.

L’autunno è tempo di sagre, di macchia e di bosco, di funghi, di tortelli e castagne, ci si ritira all’interno alla ricerca dei gusti decisi. Mai come ora le Terme di Saturnia hanno un fascino magnetico, con le cascatelle di acqua calda termale che invitano a lasciarsi andare, cullati dai vapori benefici. L’inverno è la bassa stagione, il tempo riflessivo, di zuppe fumanti come l’acquacotta. Ma come ho detto più volte, la bassa stagione è spesso il periodo migliore per sentirsi parte di un luogo, per capirne le dinamiche, per fare scoperte che segnano poi indelebilmente i nostri ricordi.

Borgo Case Bardi

Borgo Case Bardi

Case Bardi è immerso nelle colline maremmane, non lontano da Scansano. Il borgo nasce sulle fondamenta di un antico insediamento agricolo. Siamo stati qui due giorni, ospiti di David, e abbiamo avuto la fortuna di poter fare quello che più amiamo: abbiamo cercato storie, io con quaderno e penna, Tommaso con la macchina fotografica. Abbiamo ripercorso le tracce dell’acquacotta maremmana tra mercati e caseifici, abbiamo guidato senza meta, facendoci sorprendere da un tramonto primaverile, abbiamo fatto la spesa per poi cucinare nel nostro appartamento, una casa lontano da casa per qualche giorno.

Qui potete leggere di più sul Borgo, dove troverete tutto, dalla piscina alla palestra, dall’orto biologico alla pace necessaria per sentirsi a casa in un angolo di Maremma.

 Roccalbegna

Roccalbegna

Il Caseificio Il Fiorino a Roccalbegna

Una delle nostre prime mete è stato il Caseificio il Fiorino, poco fuori Roccalbegna, un borgo medioevale alle pendici del Monte Amiata. Il paese merita di per sé una visita, per la sua rocca e il suo fascino autentico e d’altri tempi, per il suo famoso biscotto salato, profumato d’anice, che è l’accompagnamento ideale a formaggi e salumi della zona (e crea anche una pericolosa dipendenza per la sua struttura friabile e ricca).

Proprio dentro Roccalbegna c’è la grotta del Caseificio il Fiorino. Qui c’è naturalmente il microclima ideale per la pregiatissima stagionatura in grotta, che regala al pecorino sfumature di gusto e profumo inconfondibili.

Caseificio il Fiorino

Il caseificio ha quasi cento anni di storia, è legato fin dall’inizio a Roccalbegna e al suo territorio. Nonostante l’eccellenza del pecorino del Caseificio il Fiorino sia riconosciuta a livello internazionale, l’azienda è ancora a conduzione familiare e usa esclusivamente latte di allevamenti locali selezionati. Viene infatti da Roccalbegna, Saturnia, Semproniano, Scansano, Arcidosso, Cinigiano, Campagnatico e Grosseto.

Al Caseificio potrete fare visite guidate, degustazioni e ovviamente procurarvi una scorta di formaggi freschi e stagionati da portarvi a casa. Noi ci siamo portati via il marzolino d’Etruria a latte crudo e una forma di ricotta fresca commovente.

Caseificio Il Fiorino. Località Paiolaio, 58053 Roccalbegna (GR)

GAT di Scansano GAT di Scansano

Il GAT di Scansano

Il Gat è una realtà unica in Maremma, un progetto agricolo innovativo che in una piccola frazione di Scansano ha portato la permacoltura e l’agricoltura naturale. Hanno piante da frutto, ortaggi, miele e zafferano. Qui potrete passare per acquistare direttamente prodotti di altissima qualità durante la buona stagione, ma anche fermarvi nell’agriturismo e cenare con quello che la natura offre in quel momento.

Situati in una zona isolata, sono circondati da un’alta naturalità esterna, cosa che consente una produzione veramente biologica e naturale. Hanno l’ambizione di cercare di fare la differenza, con un’azienda energicamente sostenibile. Se siete amanti del miele, il GAT di Scansano offre anche la possibilità di adottare un’arnia.

G.A.T. Gruppo Acquisto Terreni ® Scansano Podere le Piane, 158 – Fraz. Murci 58054 Scansano (GR)

Dove mangiare in maremma

Dove mangiare in Maremma

Montorgiali

Montorgiali, vicinissimo a Case Bardi, è quello che si definisce un borgo formato da quattro case e un pagliaio, per dire che è proprio piccolino… Eppure qui c’è un ristorante che vi entrerà nel cuore, La Locanda di Torquato, in Via del Corso 10, a Montorgiali, ha una cucina fatta con prodotti a km 0 dalle campagne circostanti. Qui trovate le uova del contadino, polli e conigli allevati come una volta, erbe di campo e pasta fatta in casa. Paola, la proprietaria, si sederà al vostro tavolo e vi racconterà il menu, senza tralasciare provenienze, storie e tradizioni. Impossibile non sentirsi a casa.

Orbetello

Non perdetevi un’esperienza memorabile da I Pescatori, in Via Giacomo Leopardi, 9, una cooperativa di pescatori dove le porzioni sono abbondanti, il pesce è ovviamente freschissimo e si cena direttamente sulla laguna, dove potrete farvi stregare da un tramonto sul mare. 

Dove mangiare in maremma

Argentario

Salite su fino al Ristoro La Sorgente sul Monte Argentario, lungo la Strada provinciale 77 in Località Convento, un ristorante all’aperto sotto l’ombra dei pini, dove potrete togliervi la voglia di cinghiale.

Castiglione della Pescaia

La Cremeria Corradini in Corso della libertà 45, la scoperta di qualche estate fa per uno dei migliori gelati mai assaggiati. I gusti più buoni per me? Champagne e pinoli, crema, chianti e croccantino al rum. Preparatevi a fare una discreta fila in alta stagione: la cosa migliore da fare è quella di prendere il numerino e di farvi nel frattempo un giro per il paese. 

Grosseto

Ristorante Artidoro, in Via de Barberi 12, sotto le mura antiche di Grosseto. Ristorante L’uva e il malto, in Via Giuseppe Mazzini 165, per piatti di carne e pesce, zuppe e cacciagione.

Al Caffè Pasticceria Crem, in Piazza Esperanto 4, invece, troverete una scelta abbondante di paste artigianali fatte con lievito madre. È diventato uno dei nostri bar preferiti della Toscana!

Capalbio

Rosso e Vino alla Dogana, in Via Graticciaia, Chiarone Scalo, per cucina toscana di mare da gustare direttamente sulla spiaggia.

Mercati in Maremma

I mercati in Maremma

La Maremma è stata forse una delle zone più difficili nella ricerca di mercati per il mio ultimo libro. Alcuni un po’ deludenti, altri inesistenti ci hanno un po’ scoraggiati all’inizio. Quello che abbiamo trovato, però, ha abbondantemente ricompensato le delusioni, perché ci siamo imbattuti in persone generose, storie e prodotti freschissimi. Qui un piccolo estratto dal libro, che può tornarvi utile nel prossimo giro in Maremma. 

Mercati in Maremma

Grosseto, il mercato coperto. A chiunque chiedessi, la risposta era sempre la stessa. Il mercato coperto di Grosseto era l’esempio più rappresentativo delle due anime della Maremma, quella interna, di bosco, caccia, carne, funghi e zuppe, e quella della costa, frutta e verdura matura, mare e pesce. È un mercato più modesto rispetto a quelli coperti di Livorno o di Firenze, ma in questo rispecchia a pieno l’indole Maremmana.

Dove: Piazza dei Lavatoi, Grosseto.
Quando: dal lunedì al sabato, ma i giorni migliori sono il giovedì e il sabato (leggi, pesce freschissimo e abbondante). 
Cosa non perdere: la carne della macelleria di Enzo e Emilio, il pesce dei Fratelli Ciampoli, la frutta e verdura freschissime di Stefano e Loretta.

Mercati in Maremma

Orbetello, il mercato sul mare. I banchi del mercato sono allineati lungo le banchine del porto, così che ognuno ha come sfondo il blu del mare e la luce accecante del giorno che ci si riflette sopra. La frutta e la verdura sono ovviamente freschissime, tutte di provenienza locale. Dall’altra parte invece si sceglie il pesce fresco, la maggior parte è pescato locale, si va dai moscardini locali alla mostella, un pesce del fondale del Mediterraneo da fare bollito e adatto anche ai bambini piccoli per la delicatezza della sua carni.

Dove: Via Caravaggio e via Trento, Orbetello.
Quando: sabato mattina.
Cosa non perdere: il pesce dei Fratelli Canuzzi, sia quello fresco che quello già pronto da mangiare, come il loro cartoccino di frittura.

Mercati in Maremma

I mercatini di Capalbio. Quando sono arrivata nella zona di Capalbio in cerca di mercati, la cosa più pittoresca, autentica e dal sapore inconfondibilmente maremmano che ho trovato sono stati proprio i banchini di frutta e verdura, immutabili nel loro fascino di una volta. Con Gianni, il proprietario di uno di questi banchini, ho avuto uno degli incontri più surreali ma belli di tutto il percorso di realizzazione del libro!

Dove: lungo le strade della Maremma, interna e marittima.
Quando: durante la bella stagione.
Cosa non perdere: frutta e verdura a km 0, mazzetti di basilico grandi come bouquet da sposa.
Fuori dal mercato: se volete godervi una giornata di mare, andate all’Ultima Spiaggia, lo Stabilimento Balneare in Località Chiarone Marina, con acqua cristallina e sabbia soffice e chiara. La spiaggia si estende fino all’oasi naturale del Lago di Burano.

Ricette maremmane

Ricette maremmane

Sul blog trovate già due versioni di acquacotta, una delle ricette più rappresentative delle Maremma. Questo piatto rientra a pieno diritto nella cucina povera toscana, insieme a tante altre preparazioni che hanno alla base il pane raffermo di qualche giorno e qualche verdura. È un piatto nomade, che ha seguito gli amiatini che in inverno si spostavano al piano, in Maremma, in cerca di lavoro e si portavano dietro pochi ingredienti, tra i quali non mancavano mai le cipolle. Gli ingredienti base dell’acquacotta sono infatti acqua, pane e cipolle.

Qui un’acquacotta tradizionale, qui invece una versione con erbe di campo, come ho mangiato per la prima volta qualche anno fa in un agriturismo biodinamico vicino a Saturnia. Sopra alla zuppa di erbe spontanee raccolte il giorno stesso nel bosco intorno alla casa, la proprietaria aveva cotto tante uova fresche delle sue galline, che poi distribuì piatto per piatto. A completare il piatto qualche fetta di pane arrostita e strusciata con aglio.

Non si può non parlare poi dei tortelli maremmani, che io, non me ne vogliano i maremmani, continuo a chiamare ravioli come da sempre fanno mia nonna e mia mamma. Nonna li ha sempre fatti con gli spinaci e la noce moscata, sanno di domenica, di tavola apparecchiata con la tovaglia e i tovaglioli di stoffa, come non si fa più ormai.

Una ricetta particolare poi, gli sfratti, che raccontano invece di un capitolo unico della storia della Maremma, quello legato alla presenza di una vivace comunità ebraica a Pitigliano, conosciuta dagli ebrei di Livorno come la Piccola Gerusalemme. Ancora presenti nei forni e nelle pasticcerie del borgo, gli sfratti sono biscottoni con la forma di un sigaro, farciti con un ripieno di noci tritate, miele, spezie e scorza di arancia e ricoperti da un involucro sottile di pasta non lievitata.

Acquacotta

Acquacotta, l’ultimo libro di Emiko Davies

Emiko ha di recente pubblicato il suo secondo libro, Acquacotta: Recipes and Stories from Tuscany’s Secret Silver Coast, un’occasione per raccontare la sua vita all’Argentario, dove ha trascorso sei mesi con il marito Marco, capo sommelier a Il Pellicano, e la figlia Mariù. Siamo stati a trovarli durante quel periodo e abbiamo avuto la possibilità di vivere la costa d’argento della Toscana in loro compagnia e attraverso i loro preziosi consigli. Ci siamo persi in campagne assolate, abbiamo fatto la spesa al mercato e abbiamo mangiato pesce freschissimo, gelati cremosi e frutta dolcissima. Nel libro c’è spazio per tutto questo, per bellissime foto di piatti e paesaggi, per le ricette della zona, per tradizioni, persone, ingredienti e luoghi da riscoprire. Come nel suo primo libro, Florentine, Emiko ha la capacità di trasmettere l’autenticità di un luogo, nel primo Firenze, qui la costa d’Argento della Maremma.

Le foto dei piatti sono state scattate a Il Baciarino, un incantevole agriturismo a Vetulonia con una vista mozzafiato sulle colline della Maremma che digradano verso il mare.

Quando abbiamo avuto l’occasione di trascorrere due giorni lì, a dicembre, non siamo rimasti solo stregati dalla location e dalla gentilezza di Clelia e Andrea, ma anche dal pranzo tutto a base di pesce che Andrea, ex pescatore di Castiglione della Pescaia, ci ha preparato. Per me, che vivrei di crudo di pesce, quel pranzo è fermo stabile nella top 5 delle migliori esperienze gastronomiche della mia vita.

Nel libro di Emiko si trovano tanti consigli su quell’angolo di Maremma e anche più di una ricetta per l’acquacotta. Potete leggere di più su Acquacotta qui, raccontato proprio da Emiko.

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Scopri anche altri itinerari nella nostra pagina Guida Golosa alla Toscana!

Maremma

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This Post Has 11 Comments

  1. Che bello leggere il racconto della Maremma con l’entusiasmo che è il mio ! … ma tu sei toscana Giulia, hai dentro già la tua straordinaria terra…io invece me ne sono innamorata ed ho nella mia anima questa Maremma, le città del tufo, il monte Amiata e poi giù a perdersi nella Val d’ orcia, magari a volte spinersi fino al mare e a Talamone ma soprttutto vivere bei momenti nella mia casina nel paese che ormai è anche mio ….Castell’Azzara patria di tortelli !
    .e non vengo da un posto qualunque …Salerno e la sua Divina Costiera amalfitana …insomma Dio esiste e mi vuole bene -;)
    Tua estimatrice

  2. Che bello leggere il racconto della Maremma con l’entusiasmo che è il mio ! … ma tu sei toscana Giulia, hai dentro già la tua straordinaria terra…io invece me ne sono innamorata ed ho nella mia anima questa Maremma, le città del tufo, il monte Amiata e poi giù a perdersi nella Val d’ orcia, magari a volte spinersi fino al mare e a Talamone ma soprttutto vivere bei momenti nella mia casina nel paese che ormai è anche mio ….Castell’Azzara patria di tortelli !
    .e non vengo da un posto qualunque …Salerno e la sua Divina Costiera amalfitana …insomma Dio esiste e mi vuole bene -;)
    Tua estimatrice

  3. Ciao Giulia, sono la titolare della Trattoria La Grotta, un locale aperto dal 1926 dalla nostra famiglia, quando ripasserai da queste parti sarei lieta di offrirti un caffe oppure di farti assaggiare il biscotto salato fatto da noi e cotto nel forno a legna, ti ringrazio per le foto del mio paese che viene invece spesso ignorato dalle ‘guide’ stampate locali…
    grazie da Lucia Lorenzoni
    Trattoria La Grotta
    Roccalbegna GR

  4. Che bello essere menzionati in un articolo così bello che parla di Maremma!!! Grazie! <3
    Adesso non vediamo l'ora di tornare da quelle parti per consigliare i posti che hai suggerito e che non conoscevamo!

  5. Ciao Giulia, bellissimo post! Stavo giusto cercando info sulla maremma visto che quest’estate ci soggiornerò ed andrò proprio al Baciarino che ho scoperto tramite dei tuoi post su Instagram. Anche io trovo che tutta la Maremma sia un posto magico, ricco di tanti paesaggi e luoghi meravigliosi. Proverò alcuni ristoranti che hai suggerito e se riesco qualche mercatino. Bello il tuo Blog si vede che è fatto con passione e amore…complimenti! Fabiana

  6. Bello e ricco di suggerimenti il tuo post Giulia! Posso dartene uno anch’io? Ti consiglio di fermarti a mangiare agli Attortellati, a Principina, è un posto VERO!

  7. Tu e Tommaso siete proprio bravi bravi.
    Bell’articolo, ottimi suggerimenti, belle foto. Sempre tutto molto chiaro e piacevole.
    Grazie per incuriosirmi ad ogni post, siete parte di quella fetta buona e spensierata delle giornate di tutte le persone che vi leggono.
    Complimenti di cuore.

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