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CibusTour, FIPE e i segreti del pesto

Ieri sono partita presto con la mia Kia bianca lavata e lucidata per l’occasione alla volta di Parma per partecipare a Cibus Tour. Man mano che i chilometri passavano e cambiava il panorama sulle note del mio album preferito per i viaggi on the road, Magic di Bruce Springsteen, saliva l’emozione e la preoccupazione. Emozione di incontrare per la prima volta Sandra e di reincontrare la Preci, di partecipare ad un evento del genere, di collaborare con tanti professionisti del settore da cui poter imparare, ma anche preoccupazione di fare una figuraccia o, come si dice da me, una figura cacina. Veniamo infatti al mio ruolo lì.

Grazie a Sandra sono stata coinvolta nell’evento organizzato da FIPE Risto Tour “Ristorazione e Vie del Gusto ai tempi del web, in cui il foodblogger di turno doveva, e qui cito il comunicato stampa, interagire con lo chef stimolando, ponendo domande e coinvolgendo il pubblico.

Vuoto. Io? Io che ho aperto il blog per parlare nell’ambito a me più congeniale, e cioè dietro uno schermo e non sopra un palco?

Fortuna ha voluto che ci fossero Francesca e Clio che mi hanno accolta con una gentilezza e una disponibilità incredibili: pian piano l’ansia è scemata, finché non sono salita sul palco accanto allo chef Matteo D’Ambra di La Spezia per lo Show Cooking dedicato ai Sapori del Golfo dei Poeti (SP). Sono riuscita a non inciampare nel filo delle luci, a non colpire Matteo in bocca con il microfono (anche se gli sono andata pericolosamente vicina per paura che il pubblico non sentisse) e a non infilare la mia macchina fotografica nella pentola dei testaroli. Direi che dal mio punto di vista è stato un successo!

Premetto che ero la vecchia di turno: Matteo è infatti giovanissimo, e come lui lo erano gli altri tre chef della Boscolo Etoile Academy che lo hanno affiancato durante la preparazione dei piatti. Un segnale di fiducia e di ottimismo incredibile. Io ero lì a far domande e lui rispondeva con precisione, chiarezza e competenza, continuando a seguire con un occhio che tutto filasse liscio e che l’impiattamento proseguisse senza problemi. Ha avuto anche il tempo di preparare un piattino per me per farmi assaggiare finalmente i buonissimi testaroli della Lunigiana, conditi con un tris di sapori: al pesto, al ragù di cinghiale e nella forma più semplice, con parmigiano e olio buono.

I trucchi per mantenere il pesto verde brillante. Appena ho saputo che avrei accompagnato uno chef ligure, e che lui avrebbe fatto il pesto, il condimento per la pasta che preferisco da sempre, mi è venuta in mente quale sarebbe stata la mia prima domanda: come si fa a mantenere il pesto di quel bel verde brillante, evitando che annerisca e si ossidi? Matteo ci ha rivelato due accorgimenti facilmente ripetibili nella nostra cucina. Prima di tutto, accanto alle foglie di basilico fresche, è bene usare anche una parte di foglie precedentemente scottate, cosa che fa sì che il pesto finale non si scurisca. Poi, se si dovesse usare il frullatore, si può aggiungere anche un cubetto di ghiaccio, che terrà la temperatura bassa, evitando che il basilico si surriscaldi e diventi nero.

Gli ingredienti del pesto. Basilico di Prà, pinoli di Pisa (pare siano i migliori), parmigiano, pecorino, olio extravergine di oliva, aglio, sale. Qui nasce poi una questione spinosa: aglio sì aglio no? pare infatti che nell’entroterra ligure il pesto venga fatto anche senza aglio, ma un breve sondaggio tra il pubblico ha decisamente spostato l’ago della bilancia verso aglio sì! E l’olio? qui ho peccato di ingenuità. Mi immaginavo servisse un olio delicato che quasi sparisse tra basilico e formaggio, ma Matteo ha invece chiarito che serve un olio importante, fragrante, che faccia da contraltare a tutti gli altri sapori e non sparisca, bensì li accompagni e rimanga lì, a farsi sentire ed apprezzare.

Nella via di ritorno, questa volta sintonizzata su Isoradio per paura delle classiche code del rientro, avevo un sorriso stampato in faccia e la voglia di abbracciare tutti, anche quel tipo strano con la corvette grigia metallizzata con i brillantini che ho incrociato all’Autogrill di Roncobilaccio per la pausa caffè… vi devo dire grazie per questa bellissima esperienza, Sandra, Francesca, Clio, la FIPE e anche chi ho avuto la fortuna di conoscere o re-incontrare (Nadia, la prossima volta forse riusciamo a fare un discorso intero insieme!?). Un grazie sentito perché è stato bello passare una giornata tra professionisti tanto disponibili e pronti a spiegare, parlare e comunicare. Grazie!

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This Post Has 21 Comments
  1. Deve essre stata un’esperienza fantastica! Bellissimi i tuoi scatti seguiti dal racconto che mi ha trasportato assieme a te in questa avventura. Un grazie per i consiglie per il pesto, che anche io adoro 😀
    Un bacione e buon inizio settimana
    fra

  2. Sapevo che saresti riuscita a trasferirci questa tua esperienza in modo anche DIVERTENTE.. Grazie x le dritte rul pesto che adoro! Baci

  3. L’idea della vita sabbatica di Francesca è ottima. Aspetta che me la segno! 😉

    ps: sono felice che tutto sia andato bene, ma non avevo dubbi! 😉 Grazie per la dritta pestosa…

  4. Brava, superata l’emozione tutto è filato liscio, peccato non esserci stata, il reportage fotografico e il tuo racconto mi hanno fatto capire che mi sono persa una bella iniziativa e poi quei testaroli lì… che meraviglia!
    a presto
    Marina

  5. Ciao Giulia.
    Complimenti! ma come è iniziata la tua vita semiprofessionale (o professionale?) in cucina? hai iniziato solo col blog o avevi esperienze precedenti? hai fatto dei corsi o altro? scusa…sembra un terzo grado 🙂 è che mi piacerebbe tanto conoscerti meglio…se ne hai voglia anche tu…un abbraccio

  6. Ciao, complimenti per il reportage sulla giornata di Cibus Tour.
    Ottime le dritte sul pesto! Sono sempre molto utili. Per caso hanno parlato anche dell’utilizzo della prescinseua?

  7. Brava Giulia. Sono felice per te; leggo il tuo racconto ed è come se ti vedessi all’opera, percepisco la tua emozione e soprattutto la grande soddisfazione al termine di questa magnifica esperienza. L’anno prossimo ti accompagno, ti faccio da driver, ormai sono bravissima, e se vuoi ti porto anche la borsa. Un bacione, Pat

  8. Ma che care che siete tutte! tutte queste belle parole è perché non mi avete vista impacciata sul palco, son convinta! 😛 però mi son divertita tantissimo, e la cosa bella è che ho imparato tanto da questo, non solo praticamente come fare il pesto, ma come relazionarsi con dei professionisti, che solitamente sono disponibili e gentili!
    Nello specifico:
    @ Chiara: a parte che per adesso è ancora solo passione, anche se prende sempre più il campo di un secondo lavoro… io ho iniziato tutto per gioco, laureata in Scienze della Comunicazione, non ho mai fatto un corso professionale di cucina, ma ho imparato facendo e leggendo! ho fatto un corso di scrittura crativa all’Università e niente più! Per quello che riguarda el foto, anche lì ho ‘imparato’ quel che faccio – che deve ancora essere rifinito non sai quanto – da babbo, da un amico che è tanto paziente da spiegarmi 10.000 volte le cose e guardando, guardando, guardando quello che fanno gli altri, quelli che considero i miei esempi!
    E’ un piacere raccontare qualcosa, sempre pronta a chiacchierare (quanto ce piace chiacchierà!)
    @ Mafaldina: no, non ne abbiamo parlato (e l’ho googolato perché ammetto che non sapevo cosa fosse! ehm!
    @ Patty: sieh! l’anno prossimo voglio ma tornare da Pietro Zito con te!

  9. Ciao Giulia, sono sicura sarai stata bravissima, se fossi stata lì avrei fatto il tifo per te, per voi tutte!
    Alla prossima occasione 😉

  10. Che bello che ci hai portato la tua “porzione” del Cibus! Sei stata grande a intrufolare la machina fotografica quasi dentro le pentole e i piatti!!

    (I love i testaroli, per non dire del pesto!)

  11. Ciao Juls! Peccato che ci siamo mancate per un soffio domenica, mi avrebbe fatto molto piacere fermarmi, ma purtroppo avevo già il treno prenotato e un imprevisto al quale dovevo fare fronte il più presto possibile. Bellissimo reportage!

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