Archivi per la categoria ‘Colazione’

Torta di rose

martedì, 26 maggio 2009

Come promesso ieri, ecco la sorpresa! Sorpresa perché non credevo proprio che mi riuscisse… sapete benissimo che io e i lieviti siamo come Superman e la criptonite, come il diavolo e l’acquasanta… le mie mani hanno la capacità di sgonfiare tutto, garantito!
Ma in più riprese mi hanno detto di provare, di affrontare la sfida con tranquillità, perché il lievito non morde e sicuramente se seguo tutti passi con serenità poi la pasta deve lievitare.
Bene, l’occasione c’era, ed era la festa della mamma, circa due settimane fa.
Mia mamma adora le rose: ha cespugli di rose bianche, rosa, gialle e rosse sparse per il giardino, le coccola, le bagna, taglia quelle secche e conta i boccioli per sapere quante ne nasceranno.
Le annusa sempre rapita ed è molto fiera di loro.
Io e mamma siamo in continuo battibecco, è il nostro modo di comunicare: dal di fuori sembra sempre che si sti litigando, ma se ci guardano da vicino si vede che sorridiamo… sarà che lei è un po’ sorda e allora alziamo la voce tutte e due?
Insomma, la mia mamma è come tutte le mamme, la migliore del mondo!
Quale torta è più adatta di una torta di rose? Nessuna!
Quindi approfittando della sua assenza ho tentato la sorte… e visto che la sorte aiuta gli audaci, questo è il risultato!

::::: TORTA DI ROSE ALLE NOCCIOLE:::::

(continua…)

A cake for dummies

venerdì, 22 maggio 2009

Hai presente quando guardi il monitor del piccì in cerca di ispirazione e.. niente?
come quando a scuola dovevi fare un tema o una descrizione ed eri pronta con il foglio bianco, la penna in mano e le migliori intenzioni di emulare, che so, Dacia Maraini, e… nulla?
Ecco, oggi mi sento così.
Stamani in macchina mentre ascoltavo gli ABBA mi dicevo: oggi gran post, voglio presentare la torta sarda di Sigrid a dovere, voglio fare una bella introduzione, oppure fare un post carino di ringraziamento per chi passa di qui e apprezza le mie ricetta anche senza dire nulla, oppure tentare uno di quei post simpatici, che ti fanno ridere e dire ‘bada questa che simpatica che è!’… ma nulla!
Quindi forse la cosa migliore è parlare direttamente della torta sarda!
Avevo letto in tanti blog che è una torta a prova di imbranati, una cake for dummies, potrei definirla, e quindi avevo deciso di provarla, per vedere se e dove entrava in gioco questa sua peculiarità.
Bene, è semplicissima negli ingredienti, nel loro dosaggio e reperimento, nell’impasto e nella cottura, delicata e vera nel sapore.
E, soprattutto, viene bene anche se… scegli uno stampo da plum cake visibilmente troppo piccolo, che fa tracimare l’impasto in cottura dai bordi come la lava da un vulcano hawaiano, placida e tranquilla ma costante, così che sei costretta ad aprire il forno ogni 3 minuti per raccogliere con un cucchiaio l’impasto che scappa dal suo stampo.
Viene bene anche se provi a ributtarlo dentro sempre con lo stesso cucchiaio, a rigirare i lembi della carta da forno per evitare che facciano da scivolo alla lava, già di per sè fluida e vigliacca.

Viene bene anche se devi giustificare all’universo mondo che quel puzzo di bruciato che si sta diffondendo per casa non è la torta, no, poverina, lei cuoce bene, ma l’impasto fuggiasco che si è abbarbicato al fondo del forno e che sta bruciando, diventando del colore delle pietre laviche hawaiane, per rimanere in tema.
Quindi, l’unica avvertenza che mi sento di darvi è quella di utilizzare uno stampo grande da plumcake, o magari quelli da ciambellone, così che per lo meno potete sempre fare le fette quadrate, belline per questo tipo di dolce. Se non è così, riducete un po’ le dosi, altrimenti vi ritroverete come me a fare un’esperimento di fisica e dinamica dei flussi all’interno del forno!

(continua…)

Tortine integrali con carota e mela

giovedì, 14 maggio 2009

Arriva l’estate. E cosa c’è di più bello che ritagliarsi 20 minuti la mattina, prima di andare a lavoro, per fare colazione fuori al sole, sognando di essere in vacanza, ancora per un po’, ancora per 5 minuti, prima di riprendere la macchina ed andare a lavoro?

La colazione a casa mia è un rito strano.

OK, ci sono i giorni di lavoro e di scuola, e in quei giorni facciamo colazione in momenti diversi in cucina, dandoci il cambio, chiacchierando velocemente tra noi (c’è chi ha poteri medianici, vedi Claudia che riesce a parlarmi e a farmi l’imboccallupo per la giornata giù da cucina mentre io dormo e rispondo nel sonno dal letto di camera mia).

Poi ci sono i giorni di festa! Mamma si alza presto e fa colazione da sola, nel silenzio più assoluto, con la solita tazza di latte e caffè con le fette biscottate che beve da quando la conosco. Il latte deve essere bollente, ustionante direi. Le fette biscottate sono 3. E mezzo. Il mezzo è quello che toglie la fame, dice lei. Mentre mangia legge un libro o fa le parole crociate. La colazione è il suo momento di pace e vuole essere lasciata sola.

Poi arriviamo noi, caciaroni, mangioni e desiderosi di provare nuove colazioni. Fuori mangiamo biscotti con le marmellate di mamma, pane tostato, succhi, latte, yoghurt. Babbo si diverte e quando ci sveglia d’estate ci dice: gnamo che si va a fare colazione fòri, si fa finta d’esse americani in vacanza! Non so perché americani, ma ci piace da matti!

Tornando a bomba, queste tortine che vi propongo potrebbero essere un perfetto ingrediente delle prossime colazioni “all’americana”!

::::: TORTINE INTEGRALI CON MELA E CAROTA :::::

(continua…)

Extra dark plum cake di Maya

giovedì, 23 aprile 2009

Quando lessi la ricetta, sapevo che l’avrei rifatta a breve perché l’idea di mangiare un plum cake extra dark al cioccolato e che fosse pure leggero è quanto di più si avvicina al mio sogno proibito (mangiare quanto un bufalo e diventare bella, filiforme ed eterea come Gwynet Paltrow).

(continua…)

English breakfast

lunedì, 6 aprile 2009

Premessa indispensabile.
Amo l’Inghilterra, lo stile inglese, lo spirito British, tutto ciò che è anglosassone fuori, dentro e d’intorno, amo Londra, amo la campagna inglese, amo la verde Irlanda, amerei anche la Scozia se ci fossi andata, amo il cielo grigio che ogni tanto si apre, la nebbia, la pioggia inglese,
i cottage in fondo alla strada con le siepi alte, la lingua inglese, l’accento british, gli inglesi (eh eh eh, in tutti i sensi…), Jane Austen, Roddy Doyle, Nuala O’Faolain, Jamie Oliver e pure Carlo d’Inghilterra (beh, via, non tanto lui ma la sua azienda biologica).
Mi direte: ecchecceneimportaanoi?

Ecco, arrivo al punto! Claudia, la mia adorata sorellina diciottenne, è tornata sabato sera dalla gita scolastica a Parigi con gli occhi pieni di sogni e il cuore incantato da tutto ciò che è parisienne… io, che a Parigi per una serie di congiunture non ci sono mai stata, ho pensato di accogliere il ritorno della sorella prodiga (brutto detto così, eh eh) con una colazione che di francese non aveva nulla, ma proprio nulla!!

SCONES CON MARMELLATA DI FRAGOLE

(continua…)