Archivi per la categoria ‘Made in Kitchen’

La cucina di Nonna Menna: il risotto al lampredotto

mercoledì, 10 febbraio 2010

Mangiato una volta, me ne sono innamorata. Questo risotto non rientra nella tradizione culinaria della mia famiglia, anzi, prima della scorsa domenica nessuno ne aveva mai sentito parlare, devo proprio dir la verità!
La prima volta l’ho assaggiato nel ristorante di un’amica, Barbara, che me lo proprose extra menu per prova: rimasi affascinata dalla ricchezza dei sapori e da come il gusto del lampredotto venisse esaltato dalla preparazione e dal riso. Non avevo idea della ricetta, quindi quando mi sono trovata con un po’ di lampredotto avanzato sono andata a memoria, ma ho scoperto che poi alla fine la mia procedura non si differenzia molto dalla ricetta tradizionale di Firenze, dove ovviamente il lampredotto non solo è conosciuto, ma direi davvero osannato, parte integrante della tradizione culinaria della città.
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La cucina di nonna Menna: il panino al lampredotto

mercoledì, 3 febbraio 2010

Mettiamo che presto arrivi la primavera e che ci venga voglia di andare a Firenze a fare una passeggiata per negozi, mercati e stradine, a respirare quell’aria meravigliosa che si sente solo a Firenze nelle prime giornate tiepide quando il sole scalda l’aria e la colora di bagliori dorati.
Questo è il momento di mischiarsi ai fiorentini e mangiare uno dei più famosi street food della città: il panino al lampredotto.
Il lampredotto è un tipo di trippa, più scuro e intenso di gusto. Viene lessato nel brodo e messo nel panino con la salsa verde o – più recentemente – con la salsa piccante. Il pane usato è il tipico semelle (detto anche semellino) che su richiesta può essere bagnato nel brodo del lampredotto stesso.
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La cucina di Nonna Menna: la torta di riso

mercoledì, 27 gennaio 2010

Raccontarvi di questo dolce è un po’ come aprire la porta di casa mia, farvi vedere il camino di fronte al quale si metteva sempre nonno con le mani dietro la schiena per scaldarsi, o offrirvi un orzo nel bicchierino di latta che usava nonna quando ero piccina. E’ come fare la strada di casa al ritorno da scuola con voi, con lo zaino sulle spalle salutando i vicini che tendono i panni dalla finestra. E’ un dolce che facciamo spessissimo, buono e sano, a base di riso. E’ uno di quelli che riescono sempre, che si fa voler bene per il suo sapore dolce e la sua consistenza particolare. (continua…)

La cucina di nonna Menna: i gobbi

mercoledì, 20 gennaio 2010

Come promesso, ecco l’abbinamento perfetto per il cappone in umido: i cardi, o gobbi. Adesso si trovano facilmente in ogni supermercato – sì, anche nel mio che non è il massimo della varietà – ma in passato in ogni orto dalla fine dell’estate di cominciavano a preparare i gobbi. Si ‘zappettava’ tutto intorno alla pianta di carciofo, togliendo quasi tutti i ‘butti’, cioè i nuovi gambi più teneri che nascevano. Questi potevano ovviamente essere cucinati, dal momento che erano teneri deliziosi, magari in una frittatina veloce o uno sformato.

I gobbi rimasti in terra venivano avvolti in carta gialla spessa, tipo quella da macellaio, legati bene con uno spago e fatti crescere al buio, così che ingrossavano ma rimanevano bianchi. In inverno arrivava quindi il momento di mangiare i cardi!

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La cucina di nonna Menna: il cappone in umido

mercoledì, 13 gennaio 2010

E’ passato da poco Natale e già sembra che sia trascorso un secolo (lo fa solo a me questo effetto? mi sembra già di essere rientrata a lavoro da mesi). Se guardo indietro vedo un collage di immagini e lucine: pacchi con carta scintillante, rami di abete e pungitopo, vischio, pandoro (con tanta crema pasticcera, bisogna dirlo! alcuni di voi che leggono sanno di che parlo!), panettone e torrone, fiocchi di neve e un omone vestito di rosso. Questo è l’immaginario del Natale che mi porto dietro fin da piccola, da quando sono rimasta incantata a bocca aperta davanti alle pubblicità della Coca Cola.

In questi giorni, in vena di ricordi, ho chiesto a nonna come era invece il suo Natale, scoprendo la semplicità e il valore di apprezzare le piccole gioie. Mi ha detto che i bambini ricevevano i regali soltanto per la Befana, e si trattava di dolcetti, caramelle ed arance. Arance. Mi immagino la sopresa di trovare, in una mattina grigia ed invernale, un frutto che è un’esplosione di colore e profumo, ricco nel suo aroma unico, che solletica e diverte gli occhi e il cuore. Non c’era l’usanza di fare l’albero, quando era piccinetta per Natale si faceva il presepe, si andava alla messa e poi per pranzo si mangiava il cappone in umido con i gobbi rifatti. Il mio bis-bis nonno, nonno Tommaso, era infatti un amante di queste ricette ed ogni anno voleva per Natale i gobbi rifatti.

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