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	<title>Juls Kitchen &#187; Secondi Piatti</title>
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	<description>Passionate moments of cooking randomly</description>
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		<title>Arrosto di tacchino con salvia e mandorle</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 06:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[mandorle]]></category>
		<category><![CDATA[tacchino]]></category>
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Ieri mattina sul presto mi stavo godendo gli ultimi ricordi di un bellissimo sogno nel dormiveglia, accarezzata da un leggero soffio di aria che entrava dalla finestra aperta. Insieme al rumore delle cicale che già alle 8 di mattina stavano riempiendo l&#8217;aria con il loro richiamo monocorde e ipnotico, saliva dalla cucina un odore ben [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/staub-ghisa-cocotte-tacchino">Arrosto di tacchino con salvia e mandorle</a></p>



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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4118/4804559654_4be0651c98_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri mattina sul presto mi stavo godendo gli ultimi ricordi di un bellissimo sogno nel dormiveglia, accarezzata da un leggero soffio di aria che entrava dalla finestra aperta. Insieme al rumore delle cicale che già alle 8 di mattina stavano riempiendo l&#8217;aria con il loro richiamo monocorde e ipnotico, saliva dalla cucina un odore ben conosciuto, quello dell&#8217;<strong>arrosto di mamma</strong>, accompagnato dall&#8217;altrettanto conosciuto e confortante rumore dei suoi passi precisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un secondo, ed ero di nuovo piccolina, capelli corti a maschiaccio e tutina da casa piena di frittelle e segni di pennarello (<em>messa pulita la mattina, la sera già era &#8216;vissuta&#8217;</em>) seduta sullo sgabello alto di cucina, le moffette pelose ai piedi, un occhio alla tv, dove sicuramente c&#8217;era uno dei miei film Disney preferiti, ed uno al tavolo, dove mamma stava arrotolando il tacchino per fare l&#8217;arrosto. <span id="more-1301"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un po&#8217; il sonno ha preso di nuovo il sopravvento, e quando mi sono svegliata mamma era già a lavoro, l&#8217;arista in forno, ma una nota lasciata in bella vista sulla tavola mi informava che quella era per la cena, nel caso in cui si fosse fermato qualcuno. Niente arrosto per pranzo? Eh no, ormai ne avevo voglia! Per fortuna in frigo c&#8217;era della fesa di tacchino che, unita a qualche altro ingrediente, si è trasformata in un arrosto colorato caratterizzato dal tocco della salvia e dalla croccantezza delle mandorle.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4095/4804557390_97365ef9e5_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>::::: ARROSTO DI TACCHINO CON SALVIA E MANDORLE :::::</strong></p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #333333;">fesa di tacchino, 600 gr circa</span></li>
<li><span style="color: #333333;">uova, 2</span></li>
<li><span style="color: #333333;">mandorle, 100 gr</span></li>
<li><span style="color: #333333;">foglie di salvia, circa 20</span></li>
<li><span style="color: #333333;">latte o panna, 100 ml</span></li>
<li><span style="color: #333333;">prosciutto toscano, 4 &#8211; 5 fette non troppo sottili</span></li>
<li><span style="color: #333333;">sale e pepe</span></li>
<li><span style="color: #333333;">vino bianco, 250 ml</span></li>
<li><span style="color: #333333;">olio extra vergine di oliva</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sbatti le uova con il latte o la panna, sale e pepe e le foglie di salvia tagliate finemente. Versa in una padella antiaderente in cui avrai già scaldato un fil d&#8217;olio extravergine di oliva. Cuoci la frittata e mettila da parte.</p>
<p style="text-align: justify;">Tosta leggermente le mandorle in forno o in una padellina antiaderente. Una volta fredde tritale grossolanamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Apri la fesa di tacchino con un coltello ben affilato, in modo da avere  una fetta spessa circa 1,5 cm. Cospargi il tacchino di mandorle, coprile con le fette di prosciutto sovrapponendole leggermente e poi adagia sopra la frittata.</p>
<p style="text-align: justify;">Avvolgi la fesa di tacchino su se stessa, a partire dal lato più lungo, e ferma il rotolo con uno spago da cucina. Massaggia brevemente la carne con un po&#8217; di sale fino e pepe.</p>
<p style="text-align: justify;">Scalda abbondante olio extravergine di oliva sul fondo di un tegame che tenga bene la cottura e diffonda il calore in modo uniforme: io ho usato una cocotte in ghisa. Quando l&#8217;olio è ben caldo, fai rosolare il rotolo di tacchino su ogni lato, avendo l&#8217;accortezza di girarlo con spatole in legno o silicone, mai in metallo, per non far fuoriuscire i liquidi in cottura e non far indurire la carne. Quando è ben dorato e croccante, versa il vino bianco, fallo sfumare per circa 2 minuti e poi prosegui la cottura per circa 20 minuti coprendo il tegame con un coperchio.</p>
<p style="text-align: justify;">Controlla spesso che il fondo di cottura non si prosciughi del tutto prima dei 20 minuti: se dovesse succedere aggiungi un po&#8217; di acqua calda e copri di nuovo. Dopo i 20 minuti, finisci la cottura per altri 5 minuti senza coperchio e lascia riposare un po&#8217; prima di togliere lo spago ed affettare la carne.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualche consiglio: </strong>non salare troppo la carne e la frittata. Il prosciutto toscano all&#8217;interno, tagliato non troppo fino, contribuirà a dare sapore alla carne. Come contorno scegli un&#8217;insalata, magari con rucola e pomodori, che bilancino con freschezza e delicatezza la sapidità della carne. La carne si può servire sia tiepida che calda, condita con qualche cucchiaio del fondo di cottura.</p>
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		<title>Spiedini di tonno e avocado: fuoco alla griglia!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 05:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Amicizia: direi che nel mio vocabolario di valori questa parola si merita il primo posto. Non per nulla è lì, sotto forma di kanji, tatuata sulla mia spalla destra.
L&#8217;amicizia può nascere da bambini all&#8217;asilo su un altalena, può nascere il primo giorno di scuola quando il fiocco azzurro ti soffoca e ti fa pronunciare il [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/raccolte/spiedini-di-tonno-e-avocado-fuoco-alla-griglia">Spiedini di tonno e avocado: fuoco alla griglia!</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4080/4780480629_bf9958e9bb_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Amicizia</strong>: direi che nel mio vocabolario di valori questa parola si merita il primo posto. Non per nulla è lì, sotto forma di kanji, tatuata sulla mia spalla destra.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>amicizia</strong> può nascere da bambini all&#8217;asilo su un altalena, può nascere il primo giorno di scuola quando il fiocco azzurro ti soffoca e ti fa pronunciare il tuo nome con un filo di voce, alla fermata dell&#8217;autobus o in aula ridacchiando dietro ai banchi, può nascere sulle scale dell&#8217;università commentando la lezione del giorno e l&#8217;ultimo film di Julia Roberts, può nascere in ufficio, quando il gioco di squadra diventa complicità, stima e divertimento, ma può anche nascere dietro lo schermo di un computer, che sia per ammirazione di Fioravanti (<em>eh Valli?</em>) o di una ricetta e di una foto che lasciano senza parole.<span id="more-1248"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per un amico si piange, si ride, si percorrono chilometri e chilometri pur di potersi dire ciao di persona. Con un amico si sogna e si fanno progetti per il futuro, si lanciano sfide alla sorte e si fa di tutto per poter realizzare l&#8217;idea fantastica e pazza che si alimenta con suggerimenti reciproci. Per un amico si può accendere il BBQ in uno dei giorni che negli annali sarà ricordato come il giorno più caldo del secolo. <a href="http://alcibocommestibile.blogspot.com" target="_blank">Genny</a>, questi sono per te!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Spiedini di tonno e avocado.</strong> <strong>Tonno</strong>, perché avevo voglia di mare e vacanze. <strong>Avocado</strong>, perché è il mio alimento preferito dell&#8217;estate 2010, che sia sotto forma di guacamole, insalata tiepida con i gamberetti del Cavoletto, fresca con mais e mozzarella o a cubotti nello spiedino. Una <strong>marinata di lime e spezie fresche</strong>, per cercare anche nelle piccole cose un po&#8217; di refrigerio e un&#8217;idea di mediterraneo. Il tocco di classe del <strong>sale di Maldon</strong>. Non lo conoscevo prima di trovarlo in dono nella goodie bag del <em>Food Blogger Connect.</em> Un altro colpo dritto al cuore! Questo sale inglese (<em>ah! l&#8217;amour</em>) non si scioglie immediatamente, è formato da tante scagliette croccanti che poi in bocca giocano con il cibo esaltandone i sapori. Si sposa particolarmente bene con le consistenze morbide, proprio come lo sono il tonno e l&#8217;avocado di questi spiedini.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4094/4780486361_4776f736cb_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;"><strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #333333;">tranci di tonno freschissimo</span></li>
<li><span style="color: #333333;">avocado maturo</span></li>
<li><span style="color: #333333;">lime</span></li>
<li><span style="color: #333333;">peperoncino</span></li>
<li><span style="color: #333333;">menta</span></li>
<li><span style="color: #333333;">basilico</span></li>
<li><span style="color: #333333;">origano</span></li>
<li><span style="color: #333333;">sale di Maldon</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Taglia il tonno a bocconcini abbastanza grandi e fai lo stesso con l&#8217;avocado. Mettili a marinare in due ciotole separate con succo di lime, olio extravergine di oliva, peperoncino (ad averlo fresco sarebbe meglio), menta, basilico ed origano. Lasciali riposare circa 3o minuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo avrai trovato un volenteroso che avrà acceso il BBQ con una griglia abbastanza stretta sopra. Quando la griglia è caldissima e la brace sotto ha fatto il suo dovere, appoggia gli spiedini e scottali circa 2 minuti per lato, non di più. Bagnali con la loro marinatura (<em>e attenzione al ritorno di fiamma quando la versi sugli spiedini, lo dico per esperienza!)</em> mentre cuociono: quando il tonno è cotto all&#8217;esterno toglili, appoggiali su un piatto da portata e salali solo adesso con dei cristalli di sale di Maldon.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4078/4781125972_58f67490a9_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualche consiglio: </strong>Mangiali immediatamente e sentiti per una sera al mare. Se ti concentri  bene potrai sentire il rumore delle onde e il profumo di salsedine! Se non hai un BBQ a portata di mano o non sei abbastanza audace da accenderlo con queste temperature subsahariane, puoi utilizzare una padella di ghisa ben calda: otterrai lo stesso risultato, anche se forse con qualche profumo in meno!</p>
<p style="text-align: justify;">Con cosa li accompagnamo? La mia idea, da immaginario collettivo, era una birra ghiacciata (<em>quella nella foto è servita puramente a scopo illustrativo, alla fine io ho bevuto acqua per i soliti vecchi e conosciuti motivi</em>). Se avete qualche suggerimento interessante per un vino, sono tutta orecchi!</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4139/4780508015_34cc5d75e0_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;">Riassumendo, ecco quindi la mia ricetta per il  contest di Genny, <a href="http://alcibocommestibile.blogspot.com/2010/05/fuoco-alle-griglie.html" target="_blank"><strong>Fuoco  alle Griglie!</strong></a> Il concorso &#8211; che mette in palio un <a href="http://www.barbecueweber.it/Default.aspx?ID=531&amp;ProductID=PROD199&amp;GroupID=GROUP37">BBQ   One-touch Original</a> &#8211; scade il <strong>24 luglio 2010</strong>. Il conto alla  rovescia è iniziato, com&#8217;on!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://alcibocommestibile.blogspot.com/2010/05/fuoco-alle-griglie.html"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3414/4624251389_c4336257cc_o.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comunicazione di servizio! Ieri è scaduto il concorso <a href="http://it.julskitchen.com/ricette-per-la-felicita" target="_blank">Ricette per la felicità</a>: sono davvero contenta della risposta entusiasta che mi avete dato, più di 100 ricette, un&#8217;emozione, non me lo aspettavo davvero! Ora dovrete pazientare fino a mercoledì per sapere chi andrà in finale!<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/raccolte/spiedini-di-tonno-e-avocado-fuoco-alla-griglia">Spiedini di tonno e avocado: fuoco alla griglia!</a></p>
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		<title>Polpettine di maiale ad arancio e finocchietto selvatico</title>
		<link>http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/polpettine-di-maiale-ad-arancio-e-finocchietto-selvatico</link>
		<comments>http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/polpettine-di-maiale-ad-arancio-e-finocchietto-selvatico#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 06:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[maiale]]></category>

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Spesso si dice che nelle polpette vanno a finire gli avanzi, che servono a riciclare altri ingredienti rimasti lì e non più in splendida forma&#8230; questa volta no, ho voluto dare un ruolo da protagonista alle mie polpettine, nate perché volevo proprio loro, piccole, rotonde e dal sapore delicato. Non sono una seconda scelta, sono [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/polpettine-di-maiale-ad-arancio-e-finocchietto-selvatico">Polpettine di maiale ad arancio e finocchietto selvatico</a></p>



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<li><a href='http://it.julskitchen.com/libri/filetti-di-maiale-al-timo' rel='bookmark' title='Permanent Link: Filetti di maiale al timo'>Filetti di maiale al timo</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4070/4647954137_5263be0f81_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;">Spesso si dice che nelle <strong>polpette </strong>vanno a finire gli avanzi, che servono a riciclare altri ingredienti rimasti lì e non più in splendida forma&#8230; questa volta no, ho voluto dare un ruolo da protagonista alle mie polpettine, nate perché volevo proprio loro, piccole, rotonde e dal sapore delicato. Non sono una seconda scelta, sono loro le protagoniste, indiscusse, del post di oggi!</p>
<p style="text-align: justify;">La carne era lì, freschissima. Avrebbe potuto diventare qualsiasi cosa, io l&#8217;ho voluta polpetta, tagliando i bocconcini di maiale al coltello per avere un macinato rustico e saporito. Pochi ingredienti più e nel giro di 15 minuti erano pronte e caldissime, da essere mangiate una dopo l&#8217;altra, senza nemmeno un rimorso perché leggere e fresche!<span id="more-1116"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4030/4647951803_477336ee8f_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #333333;">bocconcini di polpa di suino, circa 400 gr</span></li>
<li><span style="color: #333333;">pan grattato, 40 gr</span></li>
<li><span style="color: #333333;">uovo, 1</span></li>
<li><span style="color: #333333;">finocchietto selvatico, 2 rametto</span></li>
<li><span style="color: #333333;">succo di 1 arancia</span></li>
<li><span style="color: #333333;">sale e pepe</span></li>
<li><span style="color: #333333;">maizena, 1 cucchiaio<br />
</span></li>
<li><span style="color: #333333;">olio per friggere</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Taglia con il coltello i bocconcini di suino fino a che non avrai una consistenza simile ad una carne macinata un po&#8217; rustica. Aggiungi sale e pepe, un uovo sbattuto, il pan grattato e il succo di mezza arancia ed impasta bene il tutto con le mani. Io ho messo solo 40 gr di pan grattato: la quantità finale dipenderà da quanto è succoso l&#8217;arancio e da quanto è grande l&#8217;uovo. Aggiungi il pan grattato a poco a poco perché tenderà ad assorbire l&#8217;umidità pian piano.</p>
<p style="text-align: justify;">In un tegamino scalda una noce di burro e quando si è sciolto versa il  succo di mezza arancia e la maizena, sale e pepe e mescola velocemente  con una frusta finché la salsina non tenderà a solidificarsi un po&#8217;.  Aggiungi il finocchietto selvatico spezzettato finemente e metti da  parte.</p>
<p style="text-align: justify;">Scalda l&#8217;olio in una padella dal fondo spesso, deve essere alto almeno 2 dita. Forma delle palline grandi più omeno come una noce e quando l&#8217;olio è ben caldo friggile finché non sono ben dorate su tutti i lati. Mettile in un piatto con qualche foglio di carta assorbente in modo che scolino l&#8217;olio in eccesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Servi le polpettine con la salsina di arancia e finocchio tiepida.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4023/4648570924_4e3c8cc2f8_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per una volta, sono stata basic sulla ricetta. Niente spezie, niente ingredienti strani&#8230; solo maiale e due sapori che insieme per me si sposano alla meraviglia, arancia e finocchio. Tutto questo ha dato vita a polpettine semplici, delicate: l&#8217;arancia e il finocchio aiutano a &#8217;sgrassare&#8217; la componente più untuosa del maiale, rendendole aromatiche e saporite.</p>
<p style="text-align: justify;">**** Questo è il piatto forte per la <a href="http://rossa-di-sera.blogspot.com/2010/04/allora-partiamo-una-cenetta-gourmet-per.html" target="_blank">Cenetta Gourmet per due a soli 15€</a> organizzata da  Giulia &#8211; <strong>Rossa di Sera</strong>, insieme al <a href="http://it.julskitchen.com/dolci/bicchierini-di-cheesecake-alla-fragola" target="_blank">dolce</a> già pubblicato. Ora manca soltanto l&#8217;antipasto!</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4003/4656878795_64fa0c542e_o.jpg" alt="" width="500" height="354" /></p>
<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/polpettine-di-maiale-ad-arancio-e-finocchietto-selvatico">Polpettine di maiale ad arancio e finocchietto selvatico</a></p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Crumble salato zucchine &amp; asparagi</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 06:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti & Finger food]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure]]></category>
		<category><![CDATA[crumble]]></category>

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I crumble dolci sono una mia passione: frutta cotta &#8211; ancora &#8211; ma con uno strato croccante che nasconde sotto di sé i suoi misteri e i suoi presagi di golosa morbidezza, possibilità di scelta quasi infinita per gusti ed aromatizzazioni. Li puoi mangiare caldi, così come sono, oppure con una pallina di gelato, o [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/antipasti-finger-food/crumble-salato-zucchine-asparagi">Crumble salato zucchine &#038; asparagi</a></p>



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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4039/4606737243_41eca03a25_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>crumble </strong>dolci sono una mia passione: frutta cotta &#8211; ancora &#8211; ma con uno strato croccante che nasconde sotto di sé i suoi misteri e i suoi presagi di golosa morbidezza, possibilità di scelta quasi infinita per gusti ed aromatizzazioni. Li puoi mangiare caldi, così come sono, oppure con una pallina di gelato, o con un po&#8217; di yogurt bianco per una colazione particolare. Tempo fa, Sara aka <a href="http://www.fiordifrolla.it/crumble-di-asparagi-e-caprino.html" target="_blank">Fiordifrolla</a> mi ha istillato la voglia di declinarli al salato. Presa dall&#8217;impazienza di provare, ho messo insieme i migliori ingredienti che avevo in frigo ed in dispensa, ed è nata questa cocottina buonissima.<span id="more-1042"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri su <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=126456980702835&amp;ref=mf#!/pages/Juls-Kitchen/221676092925?ref=ts" target="_blank">Facebook</a> e <a href="http://www.twitter.com/julskitchen" target="_blank">Twitter</a> abbiamo fatto un <strong>giochino </strong>per vedere se riuscivate ad indovinare tutti gli ingredienti, e ci siete andati molto vicini&#8230; trovati quasi subito <strong>asparagi </strong>e <strong>zucchine</strong>, ci è voluto un po&#8217; di più per definire quali fossero gli altri sapori. Quello che non ho detto, è che sono due ingredienti che vengono direttamente dalla <strong>Basilicata</strong>, e rappresentano delle eccellenze della regione. C&#8217;è la <strong>mozzarella fiordilatte</strong>, portata dai cugini di babbo che son venuti a trovarci da Melfi (PZ) per il battesimo di Giadina e che sinceramente per me è la più buona esistente al mondo. C&#8217;è poi la <strong><a href="http://www.saporideisassi.it/63-lucanica-dolce.html" target="_blank">salsiccia lucanica dolce</a></strong>, uno dei pochi resti del pacco di prelibatezze vinto con il concorso <a href="http://aniceecannella.blogspot.com/2010/01/puglia-e-basilicata-tavola-un-contest.html" target="_blank">Puglia&amp;Basilicata a Tavola</a>. A tutto questo, aggiungi il tocco del <a href="http://www.fattoriefiandino.it/?page_id=5">Burro 1889 salato  Fattorie Fiandino</a>, e il risultato non potrà che stupirvi!</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di procedere con la ricetta, lasciatemi fare un piccolo elegio delle <strong>monoporzioni</strong>: non è bello preparare tante piccole cocottine quanti sono gli ospiti o i familiari? Non è bello essere invitati da qualcuno e trovare ad aspettarci una porzione completa in se stessa, pensata nella sua perfezione appositamente per noi? è una cosa che a me piace sempre, sia che si tratti di un crumble, di un muffin salato o dolce, di un cupcake o di un bicchierino cremoso. Ecco perché vi consiglio di preparare i crumble in stampini monoporzione! Non solo cuoceranno molto prima, ma saranno anche più simpatici da presentare in tavola e perfetti nella combinazione di verdura morbida ed umida e crumble asciutto, sapido e croccante.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm2.static.flickr.com/1328/4607353222_10882206d9_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Non darò quantità, se non rapporti indicativi, perché comunque questo crumble è uno di quei tipi di ricette che si può fare con quello che abbiamo in frigo, senza necessariamente dover tornare al supermercato o </span>dover suonare alla nonna, <em>il mio supermercato di fiducia!</em></p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #333333;">asparagi verdi, <em>circa un mazzettino</em><br />
</span></li>
<li><span style="color: #333333;">zucchine, <em>la stessa quantità degli asparagi</em><br />
</span></li>
<li><span style="color: #333333;">mozzarella fiordilatte, <em>una grande</em><br />
</span></li>
<li><span style="color: #333333;"><a href="http://www.saporideisassi.it/63-lucanica-dolce.html" target="_blank">salsiccia lucana dolce</a>, <em>stessa quantità della mozzarella</em><a href="http://www.saporideisassi.it/63-lucanica-dolce.html" target="_blank"><br />
</a></span></li>
<li><span style="color: #333333;">basilico, <em>qualche foglina</em></span></li>
<li><span style="color: #333333;">sale</span></li>
<li><span style="color: #333333;">farina di mandorle, circa 150 gr<br />
</span></li>
<li><span style="color: #333333;">farina di kamut, circa 150 gr<br />
</span></li>
<li><span style="color: #333333;"><a href="http://www.fattoriefiandino.it/?page_id=5">Burro 1889 salato Fattorie Fiandino</a>, circa 100 gr<a href="http://www.fattoriefiandino.it/?page_id=5"><br />
</a></span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Pulisci gli asparagi e rimuovi la parte di gambo più legnosa. Tagliali a rondelline di circa 1 cm di spessore, lasciando le punte intere. Lava le zucchine e tagliale a cubetti di circa 1 cm di lato. Scola bene la mozzarella fiordilatte e tagliala a cubetti di circa 1 cm di lato. Affetta la salsiccia lucana, rimuovi la pellicina e taglia anche questa a cubetti di circa 1 cm di lato. Mescola in una ciotola capiente tutti gli ingredienti con delle fogline di basilico in modo che siano ben distribuiti tra loro, poi sala leggermente il tutto e distribuisci dentor a cocottine monoporzione o una teglia da forno abbastanza profonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Porta il burro a temperatura ambiente, e mescolalo con le dita insieme alle due farine, fino a che non si formeranno delle briciole più o meno grandi. Distribuisci abbondantemente il crumble sopra il mix di asparagi e zucchine e metti in forno caldo a 180°C per circa 35 &#8211; 40 minuti finché non vedrai l&#8217;umidino della verdura affiorare dai lati del crumble. Servi caldo o tiepido. Io l&#8217;ho mangiato freddo il giorno dopo a lavoro con un piatto di insalata ed era buono altrettanto!</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm2.static.flickr.com/1095/4607348180_ca07a48da2_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
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		<title>La frittata di carciofi come fa nonna</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 05:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lunch Box]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Uova]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure]]></category>

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		<description><![CDATA[
Quando hai una sorella che così, dopo un liceo linguistico, sceglie autonomamente una facoltà come Tecnologie Alimentari, non puoi che esserne orgogliosa! Ovvio, mica solo per questo! ne sono orgogliosa per una serie infinita di motivi, per come è cresciuta, per quanto è sensibile ma forte nello stesso tempo, per quanto è seria e responsabile, [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/lunch-box/la-frittata-di-carciofi-come-fa-nonna">La frittata di carciofi come fa nonna</a></p>



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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4027/4571180349_6a26c19ec6_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quando hai una sorella che così, dopo un liceo linguistico, sceglie autonomamente una facoltà come <strong>Tecnologie Alimentari</strong>, non puoi che esserne orgogliosa! Ovvio, mica solo per questo! ne sono orgogliosa per una serie infinita di motivi, per come è cresciuta, per quanto è sensibile ma forte nello stesso tempo, per quanto è seria e responsabile, ma anche ironica, buffa e simpatica. Da sorella dico che è la migliore sorella che mi poteva capitare, le voglio bene in maniera profonda e inspiegabile. Oltre che una sorella, legame non scelto ma toccato in dono, è un&#8217;amica, un&#8217;amica di cui sono altrettanto orgogliosa!</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo per dire cosa? ho perso il filo&#8230; no, ecco, volevo dire che da quando frequenta Tecnologie Alimentari e prepara esami come <em>Orticoltura</em>, <em>Coltivazioni erbacee e arboree</em> o <em>Erbologia </em>(no, quello è Harry Potter, ops!) mi racconta un sacco di cose interessanti legate a frutta e verdura. L&#8217;ultima chiacchierata l&#8217;abbiamo fatta sui <strong>carciofi</strong>. E&#8217; stata talmente convincente nello spiegarmi quanto facciano bene i carciofi che poco dopo ne avevamo un cesto di vimini pieno in casa!<span id="more-992"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4043/4571184861_b529591232_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;">La mia tecnologa alimentare in erba mi dice che i carciofi sono della famiglia delle Asteraceae e sono ricchi di fibre, sodio, potassio, fosforo, calcio e <strong>cinarina</strong> (vi ricorda nulla il Cinar?!), una sostanza amarognola che stimola le funzioni biliari e di conseguenza ha azioni terapeutiche per il fegato. Quindi non sentitevi in colpa se mangiate una bella frittata di carciofi, come nel mio caso, o un bel fritto di carciofi o, perché no, un risotto di carciofi: vi state facendo del bene e il vostro organismo vi ringrazierà!</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3528/4571824056_cfb9650445_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nel decidere come cucinarli abbiamo coinvolto <strong>nonna</strong>, la cui specialità è il risotto di carciofi. Ma ci mancava il prosciutto &#8211; lei lo fa così &#8211; quindi abbiamo ripiegato sulla frittata, al modo della mia bisnonna, velocissima ma con un suo carattere molto forte e rustico, dato dagli spicchi di carciofi che rimangono interi nella frittata. Noi l&#8217;abbiamo mangiata come secondo, accompagnata da una ciotolina di insalata verde e una fetta di pane.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;"><strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #888888;">carciofi, 6</span></li>
<li><span style="color: #888888;">uova intere, 4</span></li>
<li><span style="color: #888888;">sale e pepe</span></li>
<li><span style="color: #888888;">basilico</span></li>
<li><span style="color: #888888;">pecorino romano grattugiato</span></li>
<li><span style="color: #888888;">limone per strusciare i carciofi</span></li>
<li><span style="color: #888888;">farina per infarinare</span></li>
<li><span style="color: #888888;">olio extravergine di oliva<br />
</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Pulisci i carciofi togliendo le foglie esterne più dure, le punte spinose e la parte dura del gambo. Tagliali in quarti e passali nel limone per evitare che si anneriscano prima di esser cotti. Una volta puliti ed affettati, infarinali abbondantemente.</p>
<p style="text-align: justify;">Versa dell&#8217;olio extravergine di oliva in una padella dal fondo spesso, quando è ben caldo versaci i carciofi e cuocili bene da ogni lato rimestando spesso. Nel frattempo sbatti le uova con sale e pepe e con una grattata abbondante di pecorino romano. Versa sui carciofi,  aggiungi qualche foglia di basilico e lascia rapprendere la frittata da un lato; poi, con l&#8217;aiuto di un piatto, girala e lasciala rapprendere anche dall&#8217;altro lato. Servi caldissima, così rimarrà soffice con il contrasto croccante degli spicchi di carciofo.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4018/4571827798_f4a4572606_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/lunch-box/la-frittata-di-carciofi-come-fa-nonna">La frittata di carciofi come fa nonna</a></p>


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<li><a href='http://it.julskitchen.com/ricette-regionali/toscana/la-cucina-di-nonna-menna-la-frittata-dei-poveri' rel='bookmark' title='Permanent Link: La cucina di Nonna Menna: la frittata dei poveri'>La cucina di Nonna Menna: la frittata dei poveri</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Filetti di maiale al timo</title>
		<link>http://it.julskitchen.com/libri/filetti-di-maiale-al-timo</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 05:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure]]></category>
		<category><![CDATA[Donna Hay]]></category>
		<category><![CDATA[maiale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una premessa: grazie di cuore ai bellissimi commenti che avete lasciato al post precedente della festa del Mad Hatter Tea Party, mi hanno veramente fatto piacere, e onorata, e galvanizzata, e gasata anche un po&#8217;, lo ammetto&#8230; eh eh eh. Ma ora è il momento di tornare sulla terra, e per farlo ho scelto una [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/libri/filetti-di-maiale-al-timo">Filetti di maiale al timo</a></p>



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</ol>]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Una premessa: <strong>grazie </strong>di cuore ai bellissimi commenti che avete lasciato al post precedente della festa del <em>Mad Hatter Tea Party</em>, mi hanno veramente fatto piacere, e onorata, e galvanizzata, e gasata anche un po&#8217;, lo ammetto&#8230; eh eh eh. Ma ora è il momento di tornare sulla terra, e per farlo ho scelto una ricetta che è molto semplice, che ho già fatto due volte nell&#8217;arco di un mese da quanto è buona e che affronta uno dei macro ingredienti che per me è taboo, la <strong>carne</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;">Chiedetemi un dolce, qualsiasi, ed in qualche modo mi ingegno e lo faccio. Chiedetemi una pasta, qualsiasi, e un modo per realizzarla lo trovo. Ma se mi chiedete dei lievitati o della carne, mi vederete sbiancare piano piano, le mani cominciano un po&#8217; a tremare, inizia un tic nervoso all&#8217;occhio e ad uno sguardo più attento sarà ben visibile anche la famosa gocciolona che si presenta ai cartoni animati giapponesi al lato della testa!</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-984"></span>Ovviamente questa situazione non può continuare così! Sono o non sono una foodblogger?! Le paure vanno affrontate con metodo e costanza. <strong>Ho deciso di imparare a cucinare la carne!</strong> E per farlo, si comincia dal basso, dai piccoli pezzetti e dalle ricette facili&#8230; non posso pretendere di affrontare un filetto alla Wellington ed uscirne illesa, giusto? Per perseguire questo alte e nobile scopo mi sono affidata per iniziare ad un libro di ricette <em>semplice ed essenziale</em>, quello di <strong>Donna Hay</strong> dedicato a <strong>manzo, agnello + maiale</strong>. E&#8217; pienamente nello stile di questa mitica australiana: semplice, immediato, mai troppo carico o sofisticato. Ingredienti facilmente reperibili, procedimenti ben spiegati e fino ad ora devo anche ammettere risultati garantiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Si comincia quindi il percorso con il <strong>filetto di maiale al timo</strong> (la ricetta richiede il timo limone, io ho usato quello normale non avendolo a disposizione).</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3045/4558738966_49c4243bbb_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p><span style="color: #808080;"><strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #808080;">filetto di maiale, 2 (circa 500 gr)</span></li>
<li><span style="color: #808080;">olio di oliva per spennellare</span></li>
<li><span style="color: #808080;">fette di pancetta, una decina</span></li>
<li><span style="color: #808080;">rametti di timo</span></li>
<li><span style="color: #808080;">patate piccole, tagliate a metà con la buccia, circa 400 gr</span></li>
<li><span style="color: #808080;">aglio in camicia, qualche spicchio</span></li>
<li><span style="color: #808080;">sale e pepe nero</span></li>
<li><span style="color: #808080;">pomodorini ciliegia a grappolo, 250 gr</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Scalda il forno a 200°C ventilato. Taglia i filetti di maiale a pezzetti regolari, più o meno una decina di parti, e spennellali con l&#8217;olio. Avvolgili nella pancetta, appoggia sopra un rametto di timo e legali con uno spago. Mettili da parte.</p>
<p style="text-align: justify;">Taglia le patate a metà o a quarti, a seconda delle loro dimensioni e mettile in una teglia con l&#8217;aglio e l&#8217;olio. Regola di sale e pepe e mescola bene. Fai cuocere per circa 20 minuti. Unisci a questo punto il maiale e i pomodorini e fai cuocere per altri 20 minuti, o finché il maiale non è ben cotto e le patate dorate. <em>Fai attenzione a che maiale, patate e pomodorini abbiano abbastanza spazio nella teglia, non sovrapporli troppo, in caso è meglio usarne una più grande o due medie.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giudizio finale:</strong> prova superata a pieni voti! Il filetto di maiale che sarebbe forse un po&#8217; stopposo se cucinato direttamente in forno così com&#8217;è, avvolto nella pancetta rimane morbido e si insaporisce. Il fatto di non salare il maiale fa sì che sia la pancetta stessa ad insaporirlo, senza che alla fine risulti eccessivamente salato. L&#8217;idea di aggiungere i pomodorini a grappolo ancora attaccati tra loro è scenica, ma anche molto pratica nello sporzionamento successivo.</p>
<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/libri/filetti-di-maiale-al-timo">Filetti di maiale al timo</a></p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La cucina di Nonna Menna: la frittata dei poveri</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 08:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Uova]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[uovo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Domenica sfogliavamo con mamma i libri di ricette in cerca di qualcosa che ci ispirasse per la ricetta settimanale dedicata alla cucina toscana, quando le si sono illuminati gli occhi: aveva trovato una ricetta che proprio le piaceva, che le ricordava un piatto che nonno faceva sempre a lei e zia quando erano piccine. Cosa [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/ricette-regionali/toscana/la-cucina-di-nonna-menna-la-frittata-dei-poveri">La cucina di Nonna Menna: la frittata dei poveri</a></p>



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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4051/4438211207_8fcbdd777f_b.jpg" alt="" width="440" height="641" /></p>
<p style="text-align: justify;">Domenica sfogliavamo con mamma i libri di ricette in cerca di qualcosa che ci ispirasse per la ricetta settimanale dedicata alla cucina toscana, quando le si sono illuminati gli occhi: aveva trovato una ricetta che proprio le piaceva, che le ricordava un piatto che nonno faceva sempre a lei e zia quando erano piccine. Cosa poteva aver catturato così la sua attenzione, di solito poco o per niente propensa a farsi affascinare da ricette e piatti ben fotografati? Nessun manicaretto, piatto complesso ed elaborato, fatto per stupire, niente che contenesse ingredienti ricercati, difficili da reperire e a volte pure da pronunciare&#8230; era un piatto che la rappresenta benissimo, la <span style="color: #0000ff;"><strong>frittata con le briciole</strong></span>. Leggi la ricetta che su <a href="http://www.madeinkitchen.tv/blog">Made in Kitchen</a>, as usual!</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-912"></span>Questa frittata a Siena si chiama anche <span style="color: #0000ff;"><strong>frittata dei poveri</strong></span>, perché cerca di tirare fuori il meglio da pochissimi ingredienti, permettendo di mettere in tavola una cena in pochi minuti e con un costo davvero contenuto. Come in altri piatti tipici del senese &#8211; vedi i pici con le briciole &#8211; il protagonista è quella<span style="color: #0000ff;"> <strong>fetta di pane</strong></span> che è rimasta lì, troppo asciutta per essere magiata ma sicuramente non troppo vecchia da essere buttata o usata per fare la pappa agli animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa c&#8217;entra tutto questo con mamma? Potrebbe quasi sempbrare offensivo! No, quello che voglio dire è che lei è proprio come questa ricetta di oggi: ama le cose semplici, non pretenziose, è buona e rassicurante come una frittata fatta con le uova fresche del contadino. Mamma che mi prepara una frittatina per cena è una scena che si ripete spesso nei miei ricordi di bambina: il rumore della forchetta che sbatte nel piatto di coccio, il giallo carico delle uova delle nostre galline, lo sfrigolare dell&#8217;olio quando mamma versa le uova nella padellina, la frittata spumosa e leggera che piano piano si sgonfia nel mio piatto, e poi l&#8217;immancabile carezza.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4059/4438211211_8f84d82039_b.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Ingredienti per una frittata monoporzione:</strong></span></p>
<ul>
<li>uova freschissime, 2</li>
<li>latte, un po&#8217;&#8230; diciamo 50ml</li>
<li>pane toscano vecchio di almeno 1 giorno, 1 fetta</li>
<li>parmigiano grattato, 1cucchiaio</li>
<li>sale e pepe</li>
<li>olio extravergine di oliva</li>
</ul>
<p>Sbatti le uova con un pizzico di sale e pepe, aggiungi il latte e un cucchiaio di formaggio. Nel frattempo scalda 2 cucchiai di olio di oliva in una padellina antiaderente. Quando è ben caldo sbriciola con le mani la fetta di pane e fai dorare le briciole, facendo attenzione a che non brucino. Se necessario aggiungi un altro cucchiaio di olio, aspetta che sia caldo e vera la frittata. Fai rapprendere l&#8217;uovo di sotto, stacca con una spatolina in legno dai bordi la frittata e girala in modo che l&#8217;uovo si rapprenda anche dall&#8217;altra parte.</p>
<p>Servi subito caldissima come un antipasto insolito &#8211; tagliata a striscioline o cubetti &#8211; o come secondo piatto, con un contorno di insalata mista e l&#8217;immancabile fetta di pane toscano.</p>
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		<title>Una domenica a Panzano in Chianti</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questo mercoledì non vi racconterò una ricetta toscana e nemmeno mi lascerò cullare dai ricordi di nonna, questo mercoledì ho intenzione di caricarvi tutti in macchina e portarvi con me a fare un giro nel Chianti, ripercorrendo la gita meravigliosa che ho fatto domenica con alcuni amici foodblogger e twitterini. Questo mercoledì andiamo a Panzano [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/travel/una-domenica-a-panzano-in-chianti">Una domenica a Panzano in Chianti</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2733/4418195284_37b0c6c12e_o.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questo mercoledì non vi racconterò una ricetta toscana e nemmeno mi lascerò cullare dai ricordi di nonna, questo mercoledì ho intenzione di caricarvi tutti in macchina e portarvi con me a fare un giro nel Chianti, ripercorrendo la gita meravigliosa che ho fatto domenica con alcuni amici foodblogger e twitterini. Questo mercoledì andiamo a <span style="color: #800000;"><strong>Panzano in Chianti</strong></span>, famoso non per un vino particolare, ma per un uomo che ha la magia nelle mani, un cuore enorme e una mente piena di idee, declama Dante a memoria ed ha una conoscenza della carne in tutte le sue forme e tagli davvero incredibile: andiamo a trovare <span style="color: #800000;"><strong>Dario Cecchini</strong></span> nella domenica in cui a Panzano c&#8217;è il <span style="color: #800000;"><strong>Mercato Aprilante</strong></span>, come ogni prima domenica del mese, con artigiani e produttori, locali e non. Trovate il resoconto della giornata anche su <a href="http://www.madeinkitchen.tv/blog">Made in Kitchen</a>.<span id="more-900"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2754/4419725279_e703fdc241_o.jpg" alt="" width="440" height="1486," /></p>
<p style="text-align: justify;">Guidare per le strade serpeggianti del Chianti toglie proprio il fiato, in qualsiasi stagione: domenica ho trovato una giornata di sole abbagliante, un freddo pungente che rendeva l&#8217;aria cristallina e un paesaggio netto, definito, luminoso e da togliere il fiato. Castellina in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti&#8230; e Panzano? Panzano in Chianti è un paesino che si stende su una collina poco dopo Castellina sulla strada per Firenze, fino a poco tempo fa era solo un borgo di passaggio, ma negli ultimi anni, grazie anche all&#8217;impegno di Dario Cecchini e alle sue idee e passione, diventa una meta per appassionati di carne e buongustai, che vengono da tutta Italia per fare la spesa all&#8217;<span style="color: #800000;"><strong>Antica Macelleria Cecchini</strong></span>, il tempio della buona <em>ciccia</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4044/4419822313_a66fd7b9d7_o.jpg" alt="" width="440" height="1288" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quando entri in macelleria, il bancone delle carni è lì, maestoso, in un tripudio di opulenza e ricchezza, tagli pregiati e conosciuti accanto ad altri pezzi meno nobili ma non per questo meno saporiti. Vicino ci sono i prodotti già preparati da Dario, come le scamerite al finocchio o i cosimini (<strong>3</strong>), polpettoni  fatti con carne di manzo macinata, sale marino, pepe nero, timo, cipolla, aglio e pochissimo uovo. Alle spalle del bancone, una piccola scelta di stuzzichini per ingannare l&#8217;attesa,  che vanno dai fagioli (<strong>1</strong>) alla porchetta (<strong>5</strong> e <strong>6</strong>), al burro del Chianti, ovvero lardo trattato con alcune spezie toscane. Ovunque ci sono appesi tagli di carne e salumi, come il guanciale (<strong>4</strong>). La cella frigorifera è lì (<strong>2</strong>), basta affacciarsi!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4019/4419822307_aa075f5890_o.jpg" alt="" width="440" height="657,5" /></p>
<p style="text-align: justify;">In tutto questo, c&#8217;è magia. Basta guardare Dario tagliare la carne e trattarla con enorme rispetto per avvertire questo sottile incanto che avvolge non solo l&#8217;Antica Macelleria Cecchini, ma tutto il borgo di Panzano. Per descrivere Dario Cecchini, userò le sue parole, prese dal suo sito, <a href="http://www.dariocecchini.com" target="_blank">www.dariocecchini.com</a>: <em> </em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>sono 35 anni che faccio il mestiere di macellaio, cercando di migliorarmi nella mia arte e di arrivare al taglio e alla cottura perfetta</em>. <em>Io sono un artigiano che cerca e propone &#8220;Qualità&#8221;. Per questo seleziono le mie carni sempre per offrire il meglio ai miei clienti ed esaltare così il mio lavoro. Fidatevi di quello che vi propongo, se volete, e comunque provate a pensare alla mia ricerca e alla mia passione per la carne oltre i soliti schemi. Muoversi per passione significa cercare il buono migliore.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4067/4420615730_b3981680a1_o.jpg" alt="" width="440" height="956" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;Antica Macelleria Cecchini si sale all&#8217;<a href="http://www.dariocecchini.com/officina_della_bistecca.html" target="_blank"><strong>Officina della Bistecca</strong></a>, pochi posti proprio sopra la macelleria (nella foto <strong>5</strong> Judy con 2 cuochi dell&#8217;Officina) dove è possibile degustare un menù da 50€ con bistecca fiorentina, costata alla fiorentina, bistecca panzanese (un taglio riportato in auge dai tempi dei convivi rinascimentali proprio da Cecchini, una bistecca senza osso ricavata dal cuore della coscia di manzo, morbidissima).</p>
<p style="text-align: justify;">In giro per Panzano la domenica del Mercato Aprilante ci sono le bancarelle con il mercatino delle pulci, e si trovano stand di produttori locali di miele, marmellate, formaggi di ogni provenienza (<strong>3</strong> e <strong>4</strong>) e anche i pecorini del Chianti del signor Giovanni (<strong>2</strong>). Un&#8217;ottima osteria nella piazza centrale di Panzano è l&#8217;enoteca Baldi, dove è possibile degustare vini, piatti tipici, olio e pasta, con due simpaticissimi proprietari (<strong>1</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">E finalmente, all&#8217;una in punto, andiamo a pranzo da Solociccia, il ristorante che è la casa del macellaio, dove si mangia il frutto del lavoro della famiglia dei macellai. Un menù completo a 30€, si mangia tantissimo e benissimo, dopo è un problema alzarsi! Vediamo il menù&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4003/4420873210_22e5b2369d_o.jpg" alt="" width="440" height="827" /></p>
<p style="text-align: center;">
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #800000;">MENU</span></h1>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Crostini di sugo all&#8217;uso di Natale (<strong>6</strong>) <em>un ragù di quelli cotti il tempo che ci vuole!</em></li>
<li style="text-align: justify;"> Fritto del macellaio, (<strong>3</strong>) <em>dalle verdure alla carne tenera alle polpettine morbidissime aromatizzate con buccia di limone</em></li>
<li style="text-align: justify;"> Pinzimonio di verdure dell&#8217;orto (<strong>2</strong>)</li>
<li style="text-align: justify;"> Schiacciata della Simonetta (<strong>1</strong>) <em>fatta con lo strutto</em></li>
<li style="text-align: justify;"> Pane di Panzano</li>
<li style="text-align: justify;"> Mischianza di fagioli e ceci (4) <em>da condire come tutto il resto con il profumo del Chianti </em>(<strong>5</strong>)<em> un sale profumato che manda via la nostalgia!</em></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4009/4420649206_3f7656d80c_o.jpg" alt="" width="440" height="657,5" /></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Ramerino in culo (<strong>1</strong>), <em>ovvero il sushi del Chianti, una specie di tartarre di carne condita con lolio, sale marino, pepe nero, peperoncino, aglio, prezzemolo e succo di limone e infilata su un rametto di ramerino</em></li>
<li style="text-align: justify;">Ciccia arrosto (<strong>2</strong>), <em>morbidissima</em></li>
<li style="text-align: justify;">Tenerumi in insalata (<strong>3</strong>), <em>i miei preferiti, in assoluto, callosetti e caldi in contrasto con un&#8217;insalatina di vedure tagliate fine &#8211; carote, sedano, cipolla &#8211; e conditi con dell&#8217;aceto</em></li>
<li style="text-align: justify;">Ciccia in umido</li>
<li style="text-align: justify;">Vino , acqua liscia o con le bolle</li>
<li style="text-align: justify;">Caffé alla moka e torta all&#8217;olio (<strong>4</strong>), <em>dolce e morbido, profumato e veamente una conclusione con il botto!</em></li>
<li style="text-align: justify;">Digestivi dell&#8217;Esercito Italiano</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ringrazio per questa splendida giornata<a href="http://divinacucina.blogspot.com/" target="_blank"> Judy -Tuscan Diva</a>, che ha riunito un bellissimo gruppo di amici!</p>
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		<item>
		<title>La mia cena greca: Moussaka</title>
		<link>http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-mia-cena-greca-moussaka</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 05:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
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		<description><![CDATA[
Chi mi segue su Twitter o sulla fan page di Juls&#8217; Kitchen su Facebook sa che questo San Valentino è stato l&#8217;occasione per fare finalmente una cena greca&#8230; vi chiederete, e che c&#8217;entra? Semplice, avete presente  Toula de Il mio Grosso Grasso Matrimonio Greco? ecco, io mi ci rivedo tanto!! La fase fagotto, l&#8217;essere stata [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-mia-cena-greca-moussaka">La mia cena greca: Moussaka</a></p>



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<li><a href='http://it.julskitchen.com/verdure/a-cena-fuori-cocotte-di-verdure-e-feta' rel='bookmark' title='Permanent Link: A cena fuori: cocotte di verdure e feta'>A cena fuori: cocotte di verdure e feta</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4067/4359981375_2eb9dc05a9_b.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p style="text-align: justify;">Chi mi segue su <strong><a href="http://twitter.com/JulsKitchen" target="_blank">Twitter</a></strong> o sulla fan page di <a href="http://www.facebook.com/pages/Juls-Kitchen/221676092925?ref=ts" target="_blank"><strong>Juls&#8217; Kitchen su Facebook</strong></a> sa che questo San Valentino è stato l&#8217;occasione per fare finalmente una cena greca&#8230; vi chiederete, e che c&#8217;entra? Semplice, avete presente  Toula de <span style="color: #800000;"><strong>Il mio Grosso Grasso Matrimonio Greco</strong></span>? ecco, io mi ci rivedo tanto!! La fase fagotto, l&#8217;essere stata una bambina tondina con un unico sopracciglio, un po&#8217; diversa dalle ragazzine bionde e magrine con la merendina di pane bianco e prosciutto cotto, il diventare timida e imbranata di fronte ai rappresentanti dell&#8217;altro sesso&#8230; ma anche l&#8217;essere legatissima alla mia chiassosa e numerosa famiglia, una forza potente e arcaica che scorre nelle vene di tutti noi, un rapporto con il cibo passionale e creativo, parte delle nostre tradizioni, della nostra storia e traccia per il nostro futuro. <span id="more-851"></span>Una frase per tutte:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Zia, Ian è vegetariano. Lui non mangia carne.<br />
Lui non mangia carne?!<br />
No, lui non mangia carne.<br />
Come sarebbe a dire che non mangia carne? Oh, non fa niente: ti faccio l’agnello!</strong></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Insomma, presa dalla voglia di sdrammatizzare questo ennesimo San Valentino da single, ho messo in piedi una cena greca tra amici e il piatto forte &#8211; nonostante le melanzane siano <em>un po&#8217; </em>fuori stagione, lo ammetto &#8211; è stato proprio la <span style="color: #800000;"><strong>moussaka</strong></span>, ricetta tratta passo passo da <a href="http://www.luxurybookscollection.com/carrello/prodotto.php?id=80" target="_blank"><strong>Falling Cloudberries</strong>, <em>ricette di famiglia dal mondo</em></a>, di Tessa Kiros.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2708/4359981387_8721738a6a_b.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<ul>
<li>melanzane, 3 grandi</li>
<li>olio extravergine leggero, 250 ml</li>
<li>cipolla, 1 grande tritata finemente</li>
<li>prezzemolo, 2 cucchiai tritati grossolanamente</li>
<li>aglio, 2 spicchi</li>
<li>carne tritata di manzo e maiale, 850 gr</li>
<li>cannella in polvere, 1 cucchaino (io non l&#8217;ho messo perché a Claudina non piace)</li>
<li>origano secco, 1 cucchiaino</li>
<li>alloro, 2 foglie</li>
<li>vino bianco, 125 ml</li>
<li>passata di pomodoro, 500 gr</li>
<li>patate pelate, 500 gr</li>
</ul>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Ingredienti per la besciamella:</strong></span></p>
<ul>
<li>burro, 120 gr</li>
<li>farina, 125 gr</li>
<li>latte caldo, 1 litro</li>
<li>noce moscata, 1 pizzico</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Elimina i piccioli delle melanzane, tagliale nel senso della lunghezza a fette di spessore di 5mm. Cospargile di sale grosso e lasciale nel lavandino o in una terrina con un peso sopra per 30 minuti perché rilascino tutto il liquido amaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Scalda 3 cucchiai di olio in una padella antiaderente. Soffriggi la cipolla, finché non è morbida e dorata. Aggiungi prezzemolo e aglio e cuoci per qualche minuto finché non senti il profumo dell&#8217;aglio, poi aggiungi la carne macinata. Cuoci a fuoco medio-alto, mescolando spesso con il cucchiaio di legno, finché la carne non ha perso il suo liquido e inizia a scurirsi. Aggiungi cannella, origano e foglie di alloro ed aggiusta di sale e pepe. Quando la carne è dorata, aggiungi il vino e raschia bene il fondo perché non si attacchi. Lascia evaporare gran parte del vino, poi aggiungi la passata di pomodoro e lascia sobbollire per circa 30 minuti, senza coperchio, rimestando di tanto in tanto. Se necessario aggiungi un po&#8217; d&#8217;acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo affetta le patate nel senso della lunghezza a fette di 5 mm di spessore, asciugale tamponando e friggile in una padella antiaderente a fuoco moderato finché non sono dorate da entrambi i lati. Trasferiscile su un piatto con della carta assorbente e lasciale lì per eliminare l&#8217;olio di troppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora è il momento di tornare alle melanzane: sciacquale sotto l&#8217;aqua corrente per eliminare il sale grosso, strizzale bene e tamponale. Friggile in olio caldo finché non sono dorate da entrami i lati e morbide dentro. Metti anche queste su un piatto con un po&#8217; di carta assorbente e scolare l&#8217;olio in eccesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Scalda il forno a 180°C e prendi una teglia capiente. Forma uno strato di melanzane (utilizzane la metà), sovrapponendole un po&#8217; perché siano ben compatte. Poi fai uno strato di patate, facendo attenzione questa volta a non sovrapporle. Adesso stendi metà del sugo di carne in uno strato abbondante e coprilo di nuovo con le melanzane rimaste. Stendi un nuovo strato di sugo di carne. Schiaccia bene tutti gli strati.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso prepara la besciamella, sciogliendo il burro in un pentolino e aggiungendo la farina: sbattila con la frusta perché non si formino i grumi e versa a filo il latte caldo. Aggiungi sale, pepe e noce moscata e continua la cottura dopo che ha preso il bollore per 5 minuti sempre mescolando, finché non diventerà liscia e densa. Versala a cucchiaiate sullo strato di ragù fino al bordo della profila.</p>
<p style="text-align: justify;">Cuoci la moussaka in forno per 45 minuti &#8211; 1 ora appoggiando la pirofila su un foglio di carta da forno, perché la moussaka tenderàa  asobbollire vivacemente e a fuoriuscire un po&#8217;! Lasciala raffreddare un po&#8217; prima di servirla e tagliala in porzioni quadrate.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4041/4359981385_b2876ee57d_b.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Il giudizio? </strong></span>L&#8217;ho adorata fino a partire dall&#8217;odore di aglio e prezzemolo del sugo di carne, passando dallo sfrigolare dell&#8217;olio delle melanzane e dagli strati carichi di gusto e sapori fino alla sensazione impagabile di attrversare strato dopo strato con la forchetta il mio quadretto di moussaka. Stay tuned per il desser della cena greca!</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio concudere con una delle frasi che preferisco&#8230;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Io ti amo<br />
Perché? Come mai?<br />
Perché ho incominciato a vivere quando ti ho conosciuto.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">E approfitto del post &#8211; quanto mai adatto &#8211; anche per fare gli auguri alla dott.ssa <strong><a href="http://www.exeigousto.net/" target="_blank">Konstantina Kostourou</a></strong>,che ieri ha conseguito con successo il suo PhD! <span style="color: #800000;"><strong>Congratulations Koko!!</strong></span></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La cucina di nonna Menna: il panino al lampredotto</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 08:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Kitchen]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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Mettiamo che presto arrivi la primavera e che ci venga voglia di andare a Firenze a fare una passeggiata per negozi, mercati e stradine, a respirare quell&#8217;aria meravigliosa che si sente solo a Firenze nelle prime giornate tiepide quando il sole scalda l&#8217;aria e la colora di bagliori dorati.
Questo è il momento di mischiarsi ai [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-cucina-di-nonna-menna-il-panino-al-lampredotto">La cucina di nonna Menna: il panino al lampredotto</a></p>



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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4040/4322726849_ef9919fd27_b.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p style="text-align: justify;">Mettiamo che presto arrivi la primavera e che ci venga voglia di andare a Firenze a fare una passeggiata per negozi, mercati e stradine, a respirare quell&#8217;aria meravigliosa che si sente solo a Firenze nelle prime giornate tiepide quando il sole scalda l&#8217;aria e la colora di bagliori dorati.<br />
Questo è il momento di mischiarsi ai fiorentini e mangiare uno dei più famosi <em>street food</em> della città: <span style="color: #993300;"><strong>il panino al lampredotto</strong></span>.<br />
Il lampredotto è un tipo di trippa, più scuro e intenso di gusto. Viene lessato nel brodo e messo nel panino con la salsa verde o &#8211; più recentemente &#8211; con la salsa piccante. Il pane usato è il tipico <em>semelle</em> (detto anche <em>semellino</em>) che su richiesta può essere bagnato nel brodo del lampredotto stesso.<br />
<span id="more-826"></span>Ho chiesto la ricetta a zia Silvana: anni fa con zio avevano anche pensato di aprire un banchino di trippaio al mercato, chi meglio di lei poteva dunque darmi la ricetta? Come ogni mercoledì trovate la ricetta anche su <a href="http://www.madeinkitchen.tv/blog/ricette/la-cucina-toscana-il-panino-al-lampredotto/" target="_blank">Made In Kitchen</a>!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2747/4322726833_ce296c18cf_b.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<ul>
<li>lampredotto, 500 gr</li>
<li>carota, 1</li>
<li>sedano, 2 gambi</li>
<li>pomodorini maturi, 2</li>
<li>cipolla rossa, 1/2</li>
<li>sale &amp; pepe</li>
</ul>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Per la salsa verde di mamma:</strong></span></p>
<ul>
<li>prezzemolo abbondante</li>
<li>uovo sodo, 1</li>
<li>capperi sott&#8217;aceto, 1 manciata</li>
<li>pane imbevuto nell&#8217;aceto, 2 fette</li>
<li>aglio, 1 spicchio</li>
<li>olio extravergine di oliva</li>
<li>sale</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sciacqua il lampredotto sotto l&#8217;acqua corrente e mettilo a freddo in una pentola riempita fino a 3/4 d&#8217;acqua con carota, sedano (<em>tanto, è quello che dà il sapore dice zia</em>), pomodorini, cipolla e una manciatina di sale grosso. Porta ad ebollizione e lascialo bollire a fuoco lento per almeno un&#8217;ora, facendo attenzione a che non si consumi tutta l&#8217;acqua.</p>
<p>Nel frattempo prepara la salsa verde. Metti un uovo in un pentolino e fai bollire l&#8217;acqua finché l&#8217;uovo non è sodo. Lascialo freddare. Imbevi il pane in acqua e aceto e strizzalo bene. Trita al coltello il prezzemolo con l&#8217;uovo sodo, lo spicchio d&#8217;aglio, i capperi e il pane strizzato. Metti tutti gli ingredienti in una ciotolina e versaci abbondante olio extravergine di oliva, mescola bene e aggiusta di sale e pepe.</p>
<p>Per preparare il panino al lampredotto, togli il lampredotto dal bordo ed affettalo sottile. Apri il panino e riempilo con il lampredotto, condiscilo con abbondante sale e pepe nero macinato e una cucchiaiata generosa di salsa verde.</p>
<p>Attenzione nel mangiarlo: la salsa verde e l&#8217;<em>unto</em> colano da tutte le parti, ma è proprio questo il bello del panino al lampredotto!</p>
<p>Ovviamente il lampredotto può anche essere mangiato seduti a tavola, in un piatto condito con semplice sale, olio e pepe o con la salsa verde, accompagnato da qualche sottaceto.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4026/4322726827_e7988e3002_b.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p style="text-align: justify;">Permettetemi una piccola precisazione: il pane nella foto non è il popolare <span style="color: #993300;"><strong>semelle</strong></span>, del quale potete leggere sul sito dell&#8217;<span style="color: #993300;"><strong><em><a href="http://www.accademiadellacrusca.it/semelle.shtml" target="_blank">Accademia della Crusca</a></em></strong></span> se volete una descrizione in <em>lingua madre</em>, ovvero un panino all&#8217;olio rotondo. Quando ho deciso di fare il lampredotto mi sono dimenticata di comprare il pane e casa avevo soltanto il multicerale fatto con la macchina del pane. Non mi pareva il caso tentare l&#8217;abbinamento. Essendo sabato sera, qualsiasi negozio era chiuso, quindi mi sono arrangiata!</p>
<p style="text-align: justify;">Al pub ho chiesto alle 11 di sera, con aria da finta tonta ingenua,<em> un panino, vuoto</em>. La cameriera mi ha guardata con tanto d&#8217;occhi, poi ha continuato il giro delle ordinazioni. Non contenta, alla fine mi fa: ma sicura? vuoto? non ci vuoi niente dentro? Ed io sempre più ingenua: <em>no no, va bene così, non importa nemmeno che tu me lo tagli, grazie</em>! Morale della favola, invece del semelle ho usato una baguette tagliata in due e abbrustolita&#8230; non è lo stesso, ma il lampredotto era buono lo stesso!</p>
<p style="text-align: justify;">
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<li><a href='http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-cucina-di-nonna-menna-la-trippa-alla-fiorentina' rel='bookmark' title='Permanent Link: La cucina di nonna Menna: la trippa alla fiorentina'>La cucina di nonna Menna: la trippa alla fiorentina</a></li>
<li><a href='http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/lesso-fricassea' rel='bookmark' title='Permanent Link: La cucina di nonna Menna: lesso in fricassea'>La cucina di nonna Menna: lesso in fricassea</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La cucina di nonna Menna: i gobbi</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 09:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Made in Kitchen]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Uova]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure]]></category>
		<category><![CDATA[uovo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Come promesso, ecco l&#8217;abbinamento perfetto per il cappone in umido: i cardi, o gobbi. Adesso si trovano facilmente in ogni supermercato &#8211; sì, anche nel mio che non è il massimo della varietà &#8211; ma in passato in ogni orto dalla fine dell&#8217;estate di cominciavano a preparare i gobbi. Si &#8216;zappettava&#8217; tutto intorno alla pianta [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/made-in-kitchen/la-cucina-di-nonna-menna-i-gobbi">La cucina di nonna Menna: i gobbi</a></p>



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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4061/4288265631_41a32f4c6b_b.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p style="text-align: justify;">Come promesso, ecco l&#8217;abbinamento perfetto per il <a href="http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-cucina-di-nonna-menna-il-cappone-in-umido" target="_blank">cappone in umido</a>: i cardi, o <em>gobbi</em>. Adesso si trovano facilmente in ogni supermercato &#8211; sì, anche nel mio che non è il massimo della varietà &#8211; ma in passato in ogni orto dalla fine dell&#8217;estate di cominciavano a preparare i gobbi. Si &#8216;zappettava&#8217; tutto intorno alla pianta di carciofo, togliendo quasi tutti i &#8216;butti&#8217;, cioè i nuovi gambi più teneri che nascevano. Questi potevano ovviamente essere cucinati, dal momento che erano teneri deliziosi, magari in una frittatina veloce o uno sformato.</p>
<p style="text-align: justify;">I <em>gobbi </em>rimasti in terra venivano avvolti in carta gialla spessa, tipo quella da macellaio, legati bene con uno spago e fatti crescere al buio, così che ingrossavano ma rimanevano bianchi. In inverno arrivava quindi il momento di mangiare i cardi!</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-805"></span>Con nonna abbiamo ricontrollato tutte le ricette presentate da <span style="color: #008000;"><strong>Pellegrino Artusi</strong></span>, alla ricerca di quella che facevano a casa sua quando era piccola. Non abbiamo trovato quella dei <span style="color: #008000;"><strong>gobbi rifatti</strong></span> (<em>rifatti </em>perché lessati, poi fritti, poi insaporiti nel sugo del cappone in umido&#8230; provateli, da urlo!). Ci sono però diverse ricette per i gobbi, che hanno tutte un punto in comune. Sentiamo cosa dice Pellegrino:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Il cardone è un erbaggio sano, di facile digestione, rinfrescante, poco nutritivo ed </em>insipido<em>; per questa ragione è bene dargli </em>molto condimento<em>.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8230;e noi toscani siamo specialisti nel dargli <strong><span style="color: #008000;">molto condimento</span></strong>! Ecco come venivano preparati da zia Pasquina. Come ogni mercoledì trovate la ricetta anche su <a href="http://www.madeinkitchen.tv/blog/ricette/la-cucina-toscana-i-gobbi/" target="_blank">Made in Kitchen</a>!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2656/4288265639_e39cd5a263_b.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #008000;">Ingredienti:</span></strong></p>
<ul>
<li>cardi, 1 mazzo</li>
<li>aglio, 1 spicchio</li>
<li>prezzemolo, 1 mazzetto piccolo</li>
<li>farina per infarinare</li>
<li>olio extravergine di oliva</li>
<li>uova (io ne ho usate 2)</li>
<li>latte</li>
<li>sale e pepe</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Lava bene i cardi, togli i filamenti esterni ed elimina le parti più dure. Metti a bollire dell&#8217;acqua salata in una pentola e quando bolle butta i cardi dentro e falli cuocere per circa 20 minuti. Quando si sono ammorbiditi, scolali, passali sotto l&#8217;acqua fredda &#8211; per evitare che diventino verdi &#8211; e asciugali con della carta assorbente. Passali nella farina e mettili da parte.</p>
<p style="text-align: justify;">Fai un battuto finissimo di aglio e prezzemolo e vela il fondo di un tegame con dell&#8217;olio. Aggiungi aglio e prezzemolo e fallo soffriggere qualche minuto. Aggiungi i cardi precedentemente infarinati, insaporiscili con sale e pepe e falli rosolare bene da ogni lato. Ci vorranno circa 5 minuti. Aggiungi circa 100 ml di latte e fallo ritirare un po&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sbatti le uova (per un mazzo di cardi grande ho usato 2 uova) con sale e pepe e versale sui cardi. Rimesta con un cucchiaio di legno per far rassodare le uova&#8230; <em>et voila</em>! I cardi son pronti! Possono essere usati come contorno (e ci vuole coraggio a chiamarli contorno!) o come piatto unico. Comunque sia, da bravi toscani abbiamo usato <span style="color: #008000;"><strong>molto condimento</strong></span>!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4045/4288265647_b57f8ac32f_b.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
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<li><a href='http://it.julskitchen.com/made-in-kitchen/la-cucina-di-nonna-menna-luovo-al-pomodoro' rel='bookmark' title='Permanent Link: La Cucina di Nonna Menna: l&#8217;uovo al pomodoro'>La Cucina di Nonna Menna: l&#8217;uovo al pomodoro</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La cucina di nonna Menna: il cappone in umido</title>
		<link>http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-cucina-di-nonna-menna-il-cappone-in-umido</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 08:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Kitchen]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
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		<description><![CDATA[
E&#8217; passato da poco Natale e già sembra che sia trascorso un secolo (lo fa solo a me questo effetto? mi sembra già di essere rientrata a lavoro da mesi). Se guardo indietro vedo un collage di immagini e lucine: pacchi con carta scintillante, rami di abete e pungitopo, vischio, pandoro (con tanta crema pasticcera, [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-cucina-di-nonna-menna-il-cappone-in-umido">La cucina di nonna Menna: il cappone in umido</a></p>



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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2683/4269248775_b2d233e8ff_b.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; passato da poco Natale e già sembra che sia trascorso un secolo (lo fa solo a me questo effetto? mi sembra già di essere rientrata a lavoro da mesi). Se guardo indietro vedo un collage di immagini e lucine: pacchi con carta scintillante, rami di abete e pungitopo, vischio, pandoro (<em>con tanta crema pasticcera, bisogna dirlo!</em> <em>alcuni di voi che leggono sanno di che parlo!</em>), panettone e torrone, fiocchi di neve e un omone vestito di rosso. Questo è l&#8217;immaginario del Natale che mi porto dietro fin da piccola, da quando sono rimasta incantata a bocca aperta davanti alle pubblicità della Coca Cola.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni, in vena di ricordi, ho chiesto a nonna come era invece il suo Natale, scoprendo la semplicità e il valore di apprezzare le piccole gioie. Mi ha detto che i bambini ricevevano i regali soltanto per la Befana, e si trattava di dolcetti, caramelle ed arance. Arance. Mi immagino la sopresa di trovare, in una mattina grigia ed invernale, un frutto che è un&#8217;esplosione di colore e profumo, ricco nel suo aroma unico, che solletica e diverte gli occhi e il cuore. Non c&#8217;era l&#8217;usanza di fare l&#8217;albero, quando era piccinetta per Natale si faceva il presepe, si andava alla messa e poi per pranzo si mangiava il cappone in umido con i <em>gobbi </em>rifatti. Il mio bis-bis nonno, nonno Tommaso, era infatti un amante di queste ricette ed ogni anno voleva per Natale i <em>gobbi </em>rifatti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-797"></span>Il primo albero di Natale nonna l&#8217;ha visto quando ci fu il <em>passaggio della guerra</em> (questa è un&#8217;espressione che usa spessissimo, ed intende quando gli alleati &#8211; Francesi e Americani nel caso delle nostre zone &#8211; risalivano l&#8217;Italia e i Tedeschi arretravano). Quassù erano sfollati tutti i figli di nonno Tommaso, anche zio Dante, che abitava a Perugia. In occasione della guerra fu raggiunto anche dalla sorella della moglie, zia Antonietta, una donna moderna e creativa che portò l&#8217;usanza di addobbare rami di alberi e di scambiarsi regalini per Natale. Nonna ancora si ricorda il prezioso dono che ricevette quell&#8217;anno: un fazzolettino ricamato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il piatto forte, però, rimaneva il <span style="color: #800000;"><strong>cappone in umido</strong></span> per Natale, come da tradizione. Ogni famiglia allevava e afceva crescere ed ingrassare i suoi capponi. Quando ho chiesto come facessero nonna, da donna d&#8217;altri tempi, mi ha spiegato che c&#8217;era una donna che passava di casa in casa, alla fine dell&#8217;estate, a &#8230; <em>farli diventare capponi</em>, senza precisare altri dettagli!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4030/4269248791_0d0ef1b556_b.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<ul>
<li>cappone, 1 in pezzi abbastanza piccoli</li>
<li>carota, 1</li>
<li>cipolla, 1</li>
<li>sedano, 1 gambo</li>
<li>passata di pomodoro, 500 ml</li>
<li>vino rosso, 1 bicchiere</li>
<li>sale e pepe</li>
<li>olio extravergine di oliva</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Lava il cappone tagliato a pezzi in acqua e poi mettilo senza scolarlo bene in un tegame e lascialo cuocere scoperto per circa 10 minuti senza aggiungere nulla: facendo così perderà acqua e soprattutto si sgrasserà un po&#8217;. Non credo fosse un&#8217;esigenza dei tempi passati, ma questo Natale lo abbiamo fatto così, per alleggerire un po&#8217;!</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo fai un battuto fino di carota, sedano e cipolla, vela il fondo di un tegame (meglio se di coccio) di olio e fai soffriggere il battuto. Aggiungi dopo un minuto anche il cappone, sale e pepe, e fallo rosolare bene da ogni parte, girandolo con un mestolo di legno (vi chiederete perché precisi sempre mestolo di legno&#8230; chiedete a nonna: con il legno ha tutto un altro sapore!). A questo punto versa un bicchiere di vino rosso e fallo ritirare, per aggiungere alla fine la passata di pomodoro. Lascia sobbollire scoperto per circa un&#8217;ora, aggiungendo se necessario qualche cucchiaio di acqua per aiutare la cottura. A questo punto è pronto!</p>
<p style="text-align: justify;">Va mangiato caldissimo, accompagnato dalla solita bella fetta di pane toscano e.. dai <em>gobbi rifatti</em>. Ma questa è un&#8217;altra storia!</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>La cucina di Nonna Menna: fegatelli di maiale</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 08:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[maiale]]></category>

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Ci risiamo. Dopo la trippa, i crostini di milza e di fegatini di pollo, la mia parte verace e ruspante di Toscana amante delle frattaglie viene di nuovo fuori.
Questa volta è il turno dei fegatelli di maiale. Un piatto semplice, povero ma pieno di gusto, adatto per questi mesi invernali che si stanno avvicinando perché [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-cucina-di-nonna-menna-fegatelli-di-maiale">La cucina di Nonna Menna: fegatelli di maiale</a></p>



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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2594/4130886730_be7efa0de9_b.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p>Ci risiamo. Dopo la trippa, i crostini di milza e di fegatini di pollo, la mia parte verace e ruspante di Toscana amante delle frattaglie viene di nuovo fuori.<br />
Questa volta è il turno dei fegatelli di maiale. Un piatto semplice, povero ma pieno di gusto, adatto per questi mesi invernali che si stanno avvicinando perché calorico e pieno di sostanza e sapori veri.<br />
La prima volta che mi sono trovata nel piatto dei fegatelli di maiale ho guardato mamma interrogativa, non sapendo come classificare quei pezzetti di carne avvolti da una cosa strana: superato il primo momento di sconcerto, si scopre un sapore deciso e ricco, sicuramente unico nel suo genere.<br />
<span id="more-722"></span>Eppure i fegatelli erano uno dei piatti preferiti di nonno Remigio. Anche in questo caso, come faceva friggendo il baccalà, aggiungeva nel tegame troppo olio e la casa si riempiva di fumi e odori.<br />
Te ne accorgevi dall&#8217;ingresso se li aveva preparati!<br />
Visto che noi siamo amanti dei sapori forti, il fegato da solo non basta! Lo avvolgiamo nella rete, che a Siena viene chiamata ratta.<br />
Dicesi ratta quel tessuto grasso che ha appunto l&#8217;aspetto di una rete che avvolge l&#8217;intestino del maiale. Nei nostri supermercati si trova già nella stessa vaschetta con il fegato del maiale.<br />
In questo caso la sua utilità è quella di avvolgere i pezzi di fegato in cottura, rendendoli più morbidi ed esaltando il loro sapore, visto che con il calore si scioglie e riveste e compenetra la polpa del fegato.</p>
<p>Trovi la ricetta anche su <a href="http://www.youtube.com/watch?v=d5PoIrcyd34" target="_blank">MadeinKitchen</a>!</p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2684/4130894692_c61e2f11ac_o.jpg" alt="" width="440" height="664" /></strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #333333;"><strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<ul>
<li> <span style="color: #333333;">fegato di maiale</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> rete di maiale</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> pane toscano a fette</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> salvia</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> sale e pepe</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> finocchietto selvatico</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> olio extravergine di oliva</span></li>
</ul>
<p>Taglia il fegato di maiale in pezzi più o meno uguali della grandezza di grandi bocconcini di carne da spiedino.<br />
Avvogli ogni singolo pezzo nella rete e poi forma uno spedino alternando fegato, salvia e fetta di pane.<br />
Appoggia gli spiedini in una pirofila e condiscili con sale, pepe e un filo d&#8217;olio. Se ti piace &#8211; a me molto, mamma poco, quindi questa volta non lo abbiamo messo &#8211; infilza lo spiedino anche con un rametto di finocchietto selvatico, che si sposa benissimo con la carne di maiale in generale.<br />
Cuoci in forno caldo a 180°C per circa 30 minuti, girandoli di tanto in tanto.<br />
Puoi cuocerli allo stesso modo in un tegame sul fuoco con un po&#8217; più di olio &#8211; mio nonno, appunto, faceva così &#8211; ma attenzione al fumo che si sprigiona!</p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>P.S. Nota di colore!</strong></span> lo vedete che bello il tavolo sotto alla prima foto? Pensate che era il tavolo da lavoro del mio bisnonno Pietro, sul quale montava ed aggiustava le <em>cassette delle pecchie</em>, quelle che comunemente sono conosciute come le casine delle api, quando ancora si faceva il miele anche nella mia famiglia.</p>
<p>Poi passò a nonno Biagio, che passava i pomeriggi curvo su quel tavolo da lavoro, ma sempre impaccabilmente con il completo &#8211; giacca e pantaloni coordinati, camicia e gilet &#8211; ad aggiustare e creare di tutto, dalle radio ai vassoi in legno di nonna &#8211; vi ricordate quello della pasta fresca?</p>
<p>Terzo in ordine di tempo a lavorare su quel tavolo è stato babbo, e in questo caso la superficie consunta e segnata dal tempo ha visto passare casse per l&#8217;impianto stereo, mensole, mobilini ed arco e frecce! Adesso è in un piccolo stanzino, in attesa di essere recuperato. Quando tornerò nella mia casetta &#8211; chissà quando, ma i 30 anni dell&#8217;ultimatum dei miei genitori per abbandonare il nido si stanno avvicinando a grossi passi &#8211; sarà il pezzo forte della mia cucina, già deciso! Deve solo passare sotto le mani capaci e sapienti di babbo!<em> (sì, babbo, se leggi il post è un caldo invito al restauro, eh eh)</em></p>
<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-cucina-di-nonna-menna-fegatelli-di-maiale">La cucina di Nonna Menna: fegatelli di maiale</a></p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La cucina di Nonna Menna: la frittata di zucca</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 09:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Made in Kitchen]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Uova]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure]]></category>
		<category><![CDATA[uovo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ci stiamo avvicinando al 31 ottobre: Halloween, la notte delle streghe, dei morti viventi, quando bambini mascherati da scheletri o mostri vanno in giro nelle case dei vicini a bussare alla porta ripetendo l’ormai celebre ‘dolcetto o scherzetto’.
Halloween non è una festa che ci appartiene, è stata importata insieme ai Marshmellow e agli hot dog [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/made-in-kitchen/la-cucina-di-nonna-menna-la-frittata-di-zucca">La cucina di Nonna Menna: la frittata di zucca</a></p>



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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2554/4049074065_dfe679314a_o.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p>Ci stiamo avvicinando al 31 ottobre: <strong><span style="color: #ff6600;">Halloween</span></strong>, la notte delle streghe, dei morti viventi, quando bambini mascherati da scheletri o mostri vanno in giro nelle case dei vicini a bussare alla porta ripetendo l’ormai celebre ‘<em>dolcetto o scherzetto</em>’.</p>
<p>Halloween non è una festa che ci appartiene, è stata importata insieme ai Marshmellow e agli hot dog dall’America grazie a film, telefilm e cartoni animati. Quando ero piccola io a scuola si aspettava la festa di Tutti i Santi per avere un giorno di vacanza, ma già quando Claudia faceva le elementari la sera del 31 ottobre si organizzavano le prime festicciole tra bambini: era d’obbligo trovare una maschera spaventosa e portare dei dolcetti a tema.</p>
<p>I puristi storcono il naso di fronte a zucche intagliate, scheletri e streghe, affermando che Halloween non ci appartiene, come non ci appartengono tutte queste tradizioni. Ma ne siamo sicuri?<span id="more-651"></span></p>
<p>Quando nonna era piccola, durante il periodo in cui si sfogliava il granturco, che corrisponde all’incirca a questa fine di ottobre, si raccoglievano le grosse zucche gialle che dall’estate erano rimaste nei campi e che ormai non erano più buone per essere mangiate perché troppo dure e filacciose. C’era chi le dava ai maiali insieme alle ghiande e chi invece, soprattutto le famiglie con i bambini, le svuotava, le intagliava disegnando occhi, naso e bocca e ci metteva dentro una candela accesa. A casa di nonna la zucca così lavorata veniva messa sul pozzo di fronte a casa e nel buio delle sere autunnali facevano un effetto spettrale e spaventavano tutti i bambini, allo stesso tempo complici e vittime consapevoli dello scherzo. Queste zucche venivano chiamate ‘<strong><span style="color: #ff6600;">la morte secca</span></strong>’.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2529/4049821096_34f7d9bce4_o.jpg" alt="" width="440" height="422" /></p>
<p>Ecco quindi come, anni prima che i telefilm provenienti dall’America conquistassero folle di teenager e prima ancora che gli Americani del fronte passassero da qui portando cioccolata e racconti a tempo di rock and roll, si intagliava la zucca e si sussurravano storie di streghe e spettri di fronte ai grandi camini accesi nelle cucine delle case di campagna.<br />
Per celebrare questi ricordi di nonna, una ricetta che di spaventoso ha ben poco, ma che esalta nella sua semplicità il sapore della zucca! Eh sì, perché quando si compra una zucca buona che non mi si venga a dire che <em>non sa di nulla</em>! (<strong><a href="http://www.madeinkitchen.tv/blog/" target="_blank">trovate la ricetta anche su Made in Kitchen</a></strong>).</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2681/4049074441_ede4637b94_o.jpg" alt="" width="440" height="660" /></p>
<p align="center">
<p align="center"><strong><span style="color: #ff6600;">::::: FRITTATA DI ZUCCA :::::</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Ingredienti per 2 persone:</span></strong></p>
<ul>
<li>zucca gialla, una bella fetta spessa (orientativamente circa 400 gr)</li>
<li>aglio, 2 spicchi</li>
<li>sale &amp; pepe</li>
<li>uova, 2</li>
<li>olio extravergine di oliva</li>
<li>farina per infarinare</li>
<li>salsa di pomodoro, 2 cucchiai (facoltativa)</li>
</ul>
<p>Taglia la zucca a fette sottili e strette. Se è la zucca gialla, non importa che siano così sottili, perché è abbastanza tenera, se invece è quella bella arancione accesa è bene che siano molto sottili, altrimenti ci mettono troppo a cuocere, dice nonna. Infarina queste fettine di zucca nella farina (io ho usato la farina di semola).</p>
<p>Versa dell’olio extravergine di oliva in una padella larga e aggiungi uno o due spicchi di aglio. Scalda l’olio e quando l’aglio comincia a colorarsi versa dentro la zucca infarinata.</p>
<p>Mescola con attenzione in modo che tutte le fette si cuociano, diventino dorate e croccanti ma non brucino. Io ho impiegato circa 20 minuti in questa operazione. Togli gli spicchi di aglio e sala la zucca. Se vuoi alla fine della cottura puoi aggiungere qualche cucchiaio di pomodoro per aggiungere un bel tocco di rosso all’arancio dorato della zucca.</p>
<p>A questo punto rompi le uova e sbattile in un piatto con sale e pepe. Quante? Alla bisogna, direbbe nonna. Ai tempi in campagna non c’era certo carestia di uova, quindi non si faceva economia sul numero di uova impiegate. Io ne ho messe una per persona.</p>
<p>Versa le uova sbattute e con un forchettone di legno bucherella qua e là per far in modo che l’uovo liquido piano piano entri a contatto con il fondo della padella e si rapprenda.</p>
<p>Quando una parte è rappresa e dorata gira la frittata (facile no? io ho usato il vecchio amico piatto) e falla rapprendere anche dall’altro lato. Servi caldissima con delle fette di pane toscano.</p>
<p>Ci crederete che ho fatto la frittata per merenda per esigenze di copione (leggi luce naturale per le foto) e la mia parte l’ho finita nel giro di 15 minuti assaggia di qui ed assaggia di là?</p>
<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/made-in-kitchen/la-cucina-di-nonna-menna-la-frittata-di-zucca">La cucina di Nonna Menna: la frittata di zucca</a></p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La cucina di Nonna Menna: fagioli all&#8217;uccelletto</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 08:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Made in Kitchen]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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Eccoci con la seconda ricetta ricicla fagioli. Dopo il passato, leggero e tutto sommato davvero veloce, bisogna andare sul corposo e robusto, con un piatto che può si fare da contorno ma che, molto spesso, per noi rappresenta un secondo a tutti gli effetti.
Direi che più che aspettare che ci avanzino i fagioli a volte li lessiamo [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/made-in-kitchen/la-cucina-di-nonna-menna-fagioli-aluccelletto">La cucina di Nonna Menna: fagioli all&#8217;uccelletto</a></p>



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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2495/4007232933_c82ed4fe94_b.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; text-align: justify;">Eccoci con la seconda ricetta ricicla fagioli. Dopo il passato, leggero e tutto sommato davvero veloce, bisogna andare sul corposo e robusto, con un piatto che può si fare da <em>contorno</em> ma che, molto spesso, per noi rappresenta un <em>secondo</em> a tutti gli effetti.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; text-align: justify;">Direi che più che aspettare che ci avanzino i fagioli a volte li lessiamo proprio per fare questa ricetta, visto che piace a tutti! Mai sentito parlare dei fagioli all’uccelletto?</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; text-align: justify;">Il nome si deve direttamente a <strong>Pellegrino Artusi</strong>. Il saggio li ha definiti così perché sono preparati con gli stessi odori coi quali si cucinano gli uccellini, un altro piatto che in Toscana è davvero apprezzato: salvia ed aglio. Niente di più semplice, no? Ma per rendere questi fagioli davvero saporiti, aggiungiamo le salsicce, che nella casa dei contadini di una volta non mancavano mai.</p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #333333;">Fagioli</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Olio extravergine di oliva</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Salvia</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Salsiccia</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Passata di pomodoro</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Aglio</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Sale e pepe</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Come potete notare sono gli stessi identici ingredienti della settimana scorsa, con  l’aggiunta delle salsicce, e anche questa volta non darò quantità, ovviamente  dipende da quanti fagioli avete.</p>
<p style="text-align: justify;">Scalda in un tegame largo e abbastanza profondo (meglio se di coccio) dell’olio extravergine  di oliva con uno spicchio di aglio in camicia e qualche foglia di salvia.  Quando l’aglio ha insaporito l’olio e le foglie di salvia si cominciano a  colorire, rimuovi l’aglio e versa i fagioli interi con qualche ramaiolo della loro acqua  di cottura, aggiungi un po’ di passato di pomodoro per colorare i fagioli e  lascia cuocere a fuoco lento in modo che tutti i sapori si amalgamino. Regola  di sale e pepe. Lascia sobbollire i fagioli per circa una mezzora, poi aggiungi  una salsiccia spellata a testa e finisci di cuocere i fagioli aspettando che  anche le salsicce siano completamente cotte.</p>
<p style="text-align: justify;">Servire caldo con un po’ di pane toscano abbrustolito per raccogliere tutto il sughetto e mangiare le salsicce!</p>
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		<title>La cucina di nonna Menna: faraona in salmì</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 09:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Kitchen]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ancora mi ricordo la prima volta che ho assaggiato la faraona fatta in questo modo. E come scordarselo, ero a letto malata, avevo gli orecchioni ed erano passati solo 2 giorni dagli esami di quinta elementare. Eravamo con tutta la famiglia a casa da nonna perché a casa nostra c’erano dei lavori di ristrutturazione in [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-cucina-di-nonna-menna-faraoa-in-salmi">La cucina di nonna Menna: faraona in salmì</a></p>



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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2551/3945230768_b59bcbd83a.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ancora mi ricordo la prima volta che ho assaggiato la faraona fatta in questo modo. E come scordarselo, ero a letto malata, avevo gli orecchioni ed erano passati solo 2 giorni dagli esami di quinta elementare. Eravamo con tutta la famiglia a casa da nonna perché a casa nostra c’erano dei lavori di ristrutturazione in corso, alcuni dei tanti che poi ci sono stati! Ero nella cameretta che anni prima era di babbo, circondata da Topolini e libri della Gaia Junior, le mie grandi passione a quei tempi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-507"></span>Ad ora di pranzo nonna mi portò un piatto con un coscino di faraona e tanto sughetto… per quanto mi sforzassi non riuscivo a buttar giù nulla, ma piano piano, intingendo e dita nella salsa vellutata e saporita, riuscii a finire tutto, coscio escluso.</p>
<p style="text-align: justify;">Da allora la richiedo spesso a nonna, perché è uno dei miei piatti preferiti. Pensavo fosse difficile, finché domenica scorsa non l’abbiamo fatta insieme ed è stata davvero sorprendente.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricetta di nonna, provata e riprovata, è tratta dal libro <em>Le migliori ricette di Lisa Biondi</em>, De Vecchi Editore, del 1978. Ha le note a lato, una foto di Claudia da piccina ed alcuni ritagli come segna libro ed una X accanto al titolo della ricetta, a significare che questa è una ricetta buona e di sicura riuscita.</p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>Faraona in salmì</strong><br />
</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #333333;"> faraona, 1 già spennata e pulita</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> fegatini di pollo, 1 (*)</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> sedano, 1 gambo</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> arota, 1</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> alloro, 2 foglie</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> aglio, 2 spicchi</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> timo, 1 rametto</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> maggiorana, 1 rametto</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> ginepro, qualche bacca</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> chiodi di garofano, 2</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> burro, 100 gr</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> vino bianco, 2 bicchieri</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> farina per infarinare</span></li>
<li><span style="color: #333333;"> sale e pepe</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Pulisci bene la faraona, lavala, asciugala e tagliala a pezzi non molto grandi, tenendo da parte il fegato (qualora la faraona non abbia<br />
il fegato – spesso è difficile trovarlo in quelle comprate al supermercato – puoi sostituirlo con un fegatino di pollo)*.<br />
Taglia sedano, carota e cipolla a pezzetti. Prepara un sacchettino con un pezzo di garza e mettici dentro timo, maggiorana, bacche di ginepro e chiodi di garofano: legalo stretto. Attenzione a non usare un filo colorato, altrimenti ti verrà una faraona blu, come la zuppa di Bridget Jones! <img src='http://www.julskitchen.com/it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
Prendi una ciotola grande, mettici i pezzi di faraona, le verdure tagliate, aglio, alloro e il sacchettino di odori. Copri la faraona con il vino bianco e tienila in infusione per 24 ore. Il giorno successivo scola i pezzi di faraona dal vino ed asciugali con della carta assorbente. Infarinali e falli rosolare in una casseruola con il burro.<br />
Quando sono dorati su tutti i lati, versaci sopra il vino e le verdure, togliendo aglio e sacchettino di odori.<br />
La ricetta originaria prevede che la faraona venga fatta cuocere per 2 ore, ma come dice nonna fa riferimento a faraone d’altri tempi, quando erano ruspanti e prese dal contadino. Per le faraone di oggi bastano circa 30 minuti, provato e confermato! Non tenere il fuoco troppo alto altrimenti si attacca! A metà cottura aggiungi il fegatino di pollo.<br />
A cottura quasi ultimata, togli la faraona e passa le verdure al passaverdure, per ottenere una crema omogenea e vellutata. Metti di<br />
nuovo i pezzetti di faraona nel sugo e fai cuocere per gli ultimi 5 minuti in modo che il sugo si addensi un po’.</p>
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<li><a href='http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-cucina-di-nonna-menna-il-cappone-in-umido' rel='bookmark' title='Permanent Link: La cucina di nonna Menna: il cappone in umido'>La cucina di nonna Menna: il cappone in umido</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La cucina di nonna Menna: la frittata di cipolle</title>
		<link>http://it.julskitchen.com/made-in-kitchen/la-cucina-di-nonna-menna-la-frittata-di-cipolle</link>
		<comments>http://it.julskitchen.com/made-in-kitchen/la-cucina-di-nonna-menna-la-frittata-di-cipolle#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 09:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Made in Kitchen]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Uova]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure]]></category>
		<category><![CDATA[uovo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Carissimi! Visto che ci sono due ricette toscane che non ho ancora postato sul blog, ma sono solo apparse su Made in Kitchen, sarà ben il caso di pubblicarle anche qui? noo? io direi proprio di sì!
La frittata, che grande invenzione! Basta avere qualche uovo in frigo &#8211; meglio se di contadino &#8211; e qualche [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/made-in-kitchen/la-cucina-di-nonna-menna-la-frittata-di-cipolle">La cucina di nonna Menna: la frittata di cipolle</a></p>



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<li><a href='http://it.julskitchen.com/made-in-kitchen/la-cucina-di-nonna-menna-i-gobbi' rel='bookmark' title='Permanent Link: La cucina di nonna Menna: i gobbi'>La cucina di nonna Menna: i gobbi</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2455/3833308480_e5617c59f1.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;">Carissimi! Visto che ci sono due ricette toscane che non ho ancora postato sul blog, ma sono solo apparse su <a href="http://www.madeinkitchen.tv/economiche/la-cucina-toscana-frittata-di-cipolle/">Made in Kitchen</a>, sarà ben il caso di pubblicarle anche qui? noo? io direi proprio di sì!</p>
<p style="text-align: justify;">La frittata, che grande invenzione! Basta avere qualche uovo in frigo &#8211; meglio se di contadino &#8211; e qualche verdura avanzata, e hai in pochi minuti un secondo piatto facile ma davvero buono, da accompagnare con del pane fresco.<br />
Di tradizione una delle frittate più tipiche delle nostre zone è la frittata di cipolle.</p>
<p><span id="more-393"></span>Il ricordo più vivo della fittata di cipolle per me è legato alle vacanze al mare che facevo da piccina.<br />
I miei genitori affittavano insieme ai miei zii una casetta a Castiglione della Pescaia per il mese di agosto: per me e mia cugina era il periodo più bello dell’anno. Finalmente insieme, avevamo la libertà di scorrazzare nella pineta a caccia di indizi che ci conducessero alle porte del mondo fatato, facevamo chilometri in bicicletta rimanendo però sempre nella stessa stradina cavalcando le nostre biciclette come destrieri purosangue.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno tentavamo il <strong>mercatino dell’usato </strong>piazzando due scatoloni all’entrata della spiaggia con Topolini, braccialettini ed altri aggeggi che speravamo di vendere ai bagnanti… ma la concorrenza era forte, ed ogni volta gli unici spiccioli che si riusciva a guadagnare erano quelli delle nostre mamme, che si ricompravano i Topolini che ci avevano preso qualche settimana prima!<br />
Il momento più emozionante della vacanza era andare con babbo e zio a pesca, che fosse la sera dopocena sulla spiaggia o la mattina all’alba sul gommone al largo, era un’esperienza fortissima, che mi entusiasmava anni prima che leggessi Il vecchio e il mare. La mattina i passi sulla strada che ci portava alla spiaggia erano attutiti dagli aghi di pino e il cielo si imbiancava piano piano. La spiaggia, deserta, ci sembrava enorme.</p>
<p style="text-align: justify;">Si metteva il gommone in acqua, spingendo con forza con i piedi nella sabbia fredda e poi via, verso il mare, a pescare.<br />
Dopo poco veniva il momento della colazione e spesso dentro al panino preparato da mamma la sera prima trovavamo la frittata di cipolle: in un giorno normale &#8211; da piccina &#8211; sarei inorridita di fronte ad una colazione che includesse la cipolla, abituata al the con i biscotti o con le fette biscottate. Ma quello era il mio giorno da lupo di mare, mi ero alzata prestissimo, avevo infilato un vermino sull’amo ed aspettavo paziente che i pesci abboccassero e quindi, corpo di mille balene, la frittata con le cipolle era perfetta per colazione!</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3483/3833308484_8f64ca52d9.jpg" alt="" width="440" height="331" /></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Ingredienti</strong></span></p>
<ul>
<li>6 cipolle medie</li>
<li>4 uova</li>
<li>1 pizzico di sale</li>
<li>1 pizzico di pepe,</li>
<li>olio extravergine di oliva</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sbatti le uova in un piatto in modo che tuorlo e albume di amalgamino bene e regola di sale e pepe.<br />
Affetta le cipolle finemente a rondelline, meglio se hai le cipolle di Certaldo, come abbiamo già visto, perché sono più dolci e succose. Metti uno o due cucchiai di olio extravergine di oliva a scaldare in una padella antiaderente e quando è caldo aggiungi le cipolle.</p>
<p style="text-align: justify;">Tieni il fuoco molto basso e mescola spesso le cipolle, facendole cuocere lentamente. Aggiungi qualche cucchiaio di acqua per far sì che le cipolle continuino a stufarsi senza mai bruciare o seccare troppo. Quando sono morbide e cominciano a disfarsi un po’, regola di sale e versaci sopra le uova sbattute, muovendo la padella in tutte le direzioni in modo che l’uovo vada a coprire tutte le cipolle e alza un po’ il fuoco. Fai rapprendere le uova da un lato e poi gira la frittata (hai polso? Io poco, uso un piatto per aiutarmi!) e falla dorare anche dall’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, non è necessario svegliarsi all’alba e avere i piedi intrigati tra canne da pesca e retino per mangiare la frittata di cipolle. Se cerchi una soluzione più moderna e stilosa, da finger food addicted, puoi fare la frittata più spessa e tagliarla a cubetti e metterla sul pane abbrustolito.</p>
<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/made-in-kitchen/la-cucina-di-nonna-menna-la-frittata-di-cipolle">La cucina di nonna Menna: la frittata di cipolle</a></p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La cucina di Nonna Menna: il pollo alla cacciatora</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 07:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Kitchen]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[pollo]]></category>
		<category><![CDATA[pomodoro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Zia Lina è la zia di mamma, una classica zia toscana, sorridente, robusta, forte. Abita in campagna vicino Barberino Val d’Elsa, ha una bella casa con tanti animali, un orto, un frutteto, una vigna e tanti olivi. Quando da piccola andavamo a trovarla ci faceva sempre mangiare tante cose buone, la pasta ruvida fatta in [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-cucina-di-nonna-menna-il-pollo-alla-cacciatore">La cucina di Nonna Menna: il pollo alla cacciatora</a></p>



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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3534/3741686061_b3560ca0ac.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Zia Lina</strong> è la zia di mamma, una classica zia toscana, sorridente, robusta, forte. Abita in campagna vicino Barberino Val d’Elsa, ha una bella casa con tanti animali, un orto, un frutteto, una vigna e tanti olivi. Quando da piccola andavamo a trovarla ci faceva sempre mangiare <strong>tante cose buone</strong>, la pasta ruvida fatta in casa, la schiacciata col rosmarino, il pollo e i dolci tipici.</p>
<p style="text-align: justify;">Si giocava fuori con le sue nipoti: a rincorrerci, a un-due-tre-stella, a nascondino… i giochi stancanti ed entusiasmanti di quando siamo piccoli, di quelli che ti fanno finire sfinita sul prato a ridere a crepapelle per un niente, guardando il cielo e le nuvole e respirando l’aria fresca delle sere d’estate, l’erba schiacciata, la menta e il gelsomino.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-390"></span>Poi ci chiamavano e si correva tutti a cena, a mangiare in una stanza fresca, con il tavolo in marmo e le sedie di paglia, rubando al passaggio pezzi di schiacciata calda dai vassoi pronti per essere portati in tavola. Il pollo alla cacciatora fatto così è uno dei piatti che faceva più spesso: alla fine restava nel piatto un sugo denso e saporito, da finire facendo la scarpetta con i cantuccini rimasti del pane toscano sulla tavola.</p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #333333;">pollo, 1 intero, pulito e tagliato a pezzetti</span></li>
<li><span style="color: #333333;">carota, 1</span></li>
<li><span style="color: #333333;">cipolla rossa, 1</span></li>
<li><span style="color: #333333;">sedano, 1 gambo</span></li>
<li><span style="color: #333333;">pomodori maturi, 3</span></li>
<li><span style="color: #333333;">olive nere</span></li>
<li><span style="color: #333333;">olio extravergine di oliva</span></li>
<li><span style="color: #333333;">vino rosso, 1 bicchiere</span></li>
<li><span style="color: #333333;">sale &amp; pepe</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Lava il pollo e taglialo a pezzi, lasciandolo a bagno in acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Fai un battuto con carota, cipolla e sedano. In una padella ampia metti a crudo dell’olio extravergine di oliva ed il battuto. A questo punto togli il pollo dall’acqua e senza scolarlo troppo mettilo in padella, ancora a freddo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fai ritirare l’acqua del pollo lavato e fallo rosolare su tutti i lati, a quel punto versa un bicchiere di vino rosso e fai ritirare anche questo. È giunto il momento del pomodoro: puoi aggiungere del pomodoro fresco a pezzi senza buccia, oppure della passata di pomodoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Lascia cuocere una decina di minuti, facendo attenzione a che non si attacchi tutto – succede attenzione! &#8211;  poi aggiungi le olive a piacere, gira e lascia cuocere ancora qualche minuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco pronto il pollo per essere mangiato!</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La cucina di Nonna Menna: l&#8217;arista alla fiorentina</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 07:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
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		<category><![CDATA[Ricette Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi Piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[maiale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Non c’è niente da fare! La carne, in Toscana, ci garba un monte! (nel senso che è di nostro grande gradimento’).
La fiorentina è forse l’esempio più lampante, ma ci sono tanti altri pezzi di carne che sono tipici delle nostre parti. Un esempio? L’arista. Per me è un taglio di carne comunissimo, il pranzo della [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-cucina-di-nonna-menna-larista-alla-fiorentina">La cucina di Nonna Menna: l&#8217;arista alla fiorentina</a></p>



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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2578/3715835085_cc2a533acf.jpg?v=0" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è niente da fare! La carne, in Toscana, ci garba un monte! (<em>nel senso che è di nostro grande gradimento’).</em></p>
<p style="text-align: justify;">La fiorentina è forse l’esempio più lampante, ma ci sono tanti altri pezzi di carne che sono tipici delle nostre parti. Un esempio? L’<strong>arista</strong>. Per me è un taglio di carne comunissimo, il pranzo della domenica, in inverno ed in estate, ma indagando un po’ ho scoperto che quella che per me è semplicemente l’arista è invece l’<strong>arista</strong> <strong>alla</strong> <strong>fiorentina</strong>, una ricetta tipica! Pensa te!</p>
<p style="text-align: justify;">L’arista è il piatto che zia Silvana ha cucinato la prima volta che babbo è andato a mangiare a casa di mamma, accompagnata da una semplice insalata verde: capite come sia fortemente radicata nella tradizione di famiglia.<span id="more-368"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’arista di mamma – soprattutto quando la cuoce nel fornetto della stufa a legna d’inverno – è buonissima, croccante e saporita fuori, tenera e bianca dentro.</p>
<p style="text-align: justify;">L’arista è poi legata anche ad un altro aneddoto, risalente a quando studiavo greco alle superiori. La mia professoressa d Latino e Greco ci spiegò – e lo racconta anche Pellegrino Artusi – che il nome ‘arista’ è stato attribuito a questo piatto di carne nel 1400. A Firenze, durante un banchetto offerto ad ospiti greci, venne presentato questo piatto – fino ad allora conosciuto con un altro nome – che riscosse un grande successo, tanto che gli ospiti non la smettevano più di dire ‘<em>arista, arista</em>!’ Bene, <em>arista</em> (plurale neutro del superlativo dell’aggettivo <em>agathos</em>, buono) significa buonissimo, ottimo!</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una tale presentazione, che aspettate a provarla?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li><span style="color: #333333;">Arista di maiale(*) con osso, 1kg</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Aglio, 1 spicchio</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Salvia, una decina di foglie</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Rosmarino, 1 rametto</span></li>
<li><span style="color: #333333;">olio extravergine di oliva, ½ bicchiere</span></li>
<li><span style="color: #333333;">vino bianco, ½ bicchiere</span></li>
<li><span style="color: #333333;">sale &amp; pepe</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">(*) il pezzo che si intende è la lombata di maiale, con il controfiletto attaccato all’osso.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima cosa da fare è quella di staccare con un coltello il controfiletto dalle costole.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi fai un trito molto fino di rosmarino, salvia, aglio, sale e pepe e cospargi tutta l’arista, massaggiandola bene. Riposiziona il controfiletto sull’osso e legalo con uno spago. Metti la carne in una teglia abbastanza alta e bagnala con abbondante olio extravergine di oliva (almeno mezzo bicchiere).</p>
<p style="text-align: justify;">Cuocila in forno caldo a 200°C per circa un’ora, girandola spesso con una forchetta, in modo che sia <em>rosellita</em> (rosolata, dorata e croccante, ma da noi si dice <em>rosellita</em>) da tutte le parti. A questo punto aggiungi il vino bianco, un po’ meno di un bicchiere, e lascialo evaporare. Quando è quasi del tutto ritirato, l’arista è pronta.</p>
<p style="text-align: justify;">Stacca l’arista dall’osso ed affetta la carne, condiscila con il sughetto rimasto e buon appetito!</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono tanti altri modi per presentarla, ovviamente, oltre a questo.</p>
<p style="text-align: justify;">In inverno, di domenica, insieme all’arista puoi cuocere le patate tagliate a tocchetti, che si impregnano del sugo della carne e diventano molto saporite. L’arista in estate si può mangiare anche fredda, come la porchetta, tagliata fina fina e condita con una salsina di olio e limone.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi raccomando, non dimenticatevi le ossa! Sono buonissime da mangiare con le mani, staccando a morsi la carne (la descrizione fa molto <em>The Flinstones</em>, ma ne vale la pena!)</p>
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		<title>La cucina di nonna Menna: la trippa alla fiorentina</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 07:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carne]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Kitchen]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Regionali]]></category>
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		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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Abbiamo già avuto modo di vedere come in Toscana ci sia una grande passione per interiora, frattaglie e parti meno nobili &#8211; ma non per questo meno gustose &#8211; degli animali: crostini di fegatini di pollo o di coniglio, crostini di milza, fegatelli cotti con la rete, il buristo, il paracore, il lampredotto di Firenze [...]<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-cucina-di-nonna-menna-la-trippa-alla-fiorentina">La cucina di nonna Menna: la trippa alla fiorentina</a></p>



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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2461/3693732006_67f8b3706f.jpg?v=0" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo già avuto modo di vedere come in Toscana ci sia una grande passione per interiora, frattaglie e parti meno nobili &#8211; ma non per questo meno gustose &#8211; degli animali: crostini di fegatini di pollo o di coniglio, crostini di milza, fegatelli cotti con la rete, il buristo, il <em>paracore</em>, il lampredotto di Firenze e la trippa!</p>
<p style="text-align: justify;">La trippa è un termine comune per indicare tre tipi di interiora di vitello, tutti appartenenti allo stomaco dell’animale (il bovino ha infatti quattro stomaci): il rumine, il reticolo ed il foiolo, che per me non differiscono di sapore ma soltanto di apparenza, in quanto sono più o meno frastagliati in superficie.<span id="more-358"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La trippa è un alimento tradizionale di molte parti d’Italia, questo è il modo in cui viene cucinata a casa mia, nel modo detto ‘alla fiorentina’.</p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>Trippa, 800gr</li>
<li>Pomodori maturi, 500 gr</li>
<li>Carota, 1</li>
<li>Cipolla rossa, 1</li>
<li>Sedano, 1 gambo</li>
<li>Prezzemolo, 1 ciuffetto</li>
<li>olio extravergine di oliva</li>
<li>sale &amp; pepe</li>
<li>parmigiano</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Lava la trippa in abbondante acqua corrente e lessala 10 minuti. Scola la trippa e tagliala a striscioline sottili. Fai un battuto finissimo con carota, sedano, cipolla e prezzemolo e fallo soffriggere lentamente in un tegame ampio con abbondante olio extravergine di oliva. Quando il soffritto si è colorato ed ammorbidito, aggiungi la trippa e lasciala insaporire girandola bene per qualche minuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo sbuccia i pomodori e tagliali a cubetti, poi passali con il passatutto o frullali con il mixer per avere una salsa liscia e omogenea. Allungala con una tazza d’acqua e versala sulla trippa, sala e pepa e lascia cuocere con un coperchio a fuoco dolce per circa 45 minuti, prestando attenzione a che non si asciughi troppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente la quantità di liquido dipenderà dal tipo di pomodoro, quindi se ti pare che la trippa non sia ancora cotta ma abbai finito il liquido, aggiungi un po’ d’acqua, mentre se è quasi giunta a cottura ma è ancora troppo brodosa, lasciala cuocere a fuoco vivace senza coperchio per qualche minuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine la trippa non dovrà risultare liquida ma nemmeno asciutta, perché non potete privarvi dell’esperienza di mangiarci qualche (solo qualche?) bella fetta di pane toscano inzuppato nel sughetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste quantità sono per 4 persone, ma sabato io e mamma l’abbiamo finita, visto che siamo le uniche in famiglia ad amare la trippa! Fortunatamente la trippa è un alimento ipocalorico (strano ma vero!) visto che contiene solo il 5% di grassi.</p>
<p>Post di: <a href="http://it.julskitchen.com">Juls' Kitchen</a><br/><br/><a href="http://it.julskitchen.com/secondi-piatti/carne/la-cucina-di-nonna-menna-la-trippa-alla-fiorentina">La cucina di nonna Menna: la trippa alla fiorentina</a></p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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