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Bomboloni caldi alla crema, una delle mie #storiedicucina

Tutto è cominciato con una mano che entrava nell’inquadratura di una foto. Fino a quel momento le mie foto delle colazioni erano sempre le stesse: riprese dall’alto, una tazza con il tè o un caffè lungo, un piatto, un po’ di frutta, magari una fetta di un dolce semplice e casalingo. Salivo in bilico su una sedia e scattavo, nella luce morbida del mattino. Le mie colazioni erano in solitaria, a volte anche in silenzio, con un libro o più spesso già con le email che reclamavano una risposta.

Bomboloni Toscani

Abitando in campagna la colazione dei giorni di festa, quando la calma e la spossatezza rilassata del giorno da inventare hanno la meglio, è sempre stata contraddistinta dai soliti elementi: magari del pane tostato con marmellata, un cappuccino se babbo era in giro, forse un succo di arancia. Ma l’inquadratura era sempre la stessa.

Poi una mano è entrata nell’inquadratura.

Bomboloni Toscani

Quando la nostra amicizia si è trasformata in quel sentimento pieno che ora ci fa parlare al plurale sono iniziate anche le colazioni in città, a Firenze. Nei giorni di lavoro niente era cambiato, se non l’aggiunta di una tazza e di un piatto sul tavolo, di chiacchiere assonnate che piano piano prendevano vita. Ma la domenica era un giorno speciale, il nostro giorno da inventare. Ci regalavamo spesso una colazione al bar.

Quanto era insolito per me. Piano piano abbandonavo l’ansia di non sapere come affrontare la colazione con tutta quella scelta nelle vetrine luccicanti di un bar di città e consolidavo le mie abitudini: un caffè macchiato, un cappuccino a volte, e un bombolone caldo alla crema.

Il bombolone è da sempre ricordo delle estati felici da bambina, la colazione dei giorni del mare e, più recentemente, la scoperta di quanto fosse eccitante fare tardi con gli amici, quando la serata finiva con un bombolone caldo e con lo zucchero che rimaneva attaccato alle labbra, la fine dolce di momenti di spensieratezza e gioventù.

Io mi sedevo al tavolo, lui arrivava prima con i bomboloni caldi – irresistibili con quei granelli di zucchero che addolcivano l’aria – e poi con i cappuccini, camminando piano per non versare la schiuma soffice profumata di caffè. Per deformazione professionale cercavo una bella luce, sistemavo le tazze e i bomboloni in una composizione accattivante, a volte spostavo la sua mano, perché tenesse morbidamente la tazza del cappuccino, poi mi alzavo per fare una foto veloce e scattavo.

Lì mi sono resa conto che una mano era entrata nell’inquadratura, una metafora tangibile di come l’uomo che prestava quella mano allo scatto di una colazione fosse entrato finalmente nella mia vita.

Bomboloni Toscani  Bomboloni Toscani

A distanza di un anno e mezzo ancora ci concediamo qualche colazione al bar, un piccolo lusso che è diventato un’abitudine per i giorni di città. I bomboloni caldi alla crema si sono così arricchiti di un significato in più, crescendo insieme a me.

Ecco quindi la ricetta per i bomboloni alla crema, fatti con lievito madre. Io ho scelto di impastarli a mano, mi sono presa un’ora e mi son fatta avvolgere dall’aroma caldo di burro, volevo vivere fino in fondo questa storia di cucina. Voi potrere anche optare per un’impastatrice o una planetaria, dimezzerete i tempi di lavorazione e arriverete più velocemente al momento finale, quando vi leccherete le labbra per raccogliere gli ultimi granelli di zucchero.

La ricetta per i bomboloni toscani è ispirata da quella raccontata da Giovanni Righi Parenti nel suo libro, La Cucina Toscana, riadattata all’uso del lievito madre.

4.8 from 4 reviews
Bomboloni Toscani
Autore: 
Tipo di ricetta: Dolce, Colazione
Cucina: Toscana
Porzioni: 20
 
Avrai bisogno di...
Per i bomboloni
  • 150 g di lievito madre rinfrescato il giorno prima
  • 150 ml acqua tiepida
  • 450 g di farina forte di grano tenero 1 (la mia 400 W)
  • 100 g zucchero di canna grezzo
  • Scorza di 1 arancia grattata
  • 1 pizzico di sale
  • 70 g di burro a temperatura ambiente
  • 500 ml di olio di semi di buona qualità
  • 100 g di zucchero
Per la crema
  • 300 g di latte fresco intero
  • 200 g di panna fresca
  • ½ bacca di vaniglia
  • 60 g di tuorli (circa 3)
  • 150 g di zucchero
  • 30 g di amido di mais
  • 15 g di amido di riso
Come si fa...
Per i bomboloni
  1. Sciogli il lievito madre con metà acqua tiepida. Aggiungi la farina, lo zucchero e la scorza di arancia grattata. Impasta velocemente e aggiungi gradualmente il resto dell'acqua. Impasta su un piano di lavoro in legno, per una decina di minuti, finché la pasta non sarà abbastanza liscia e omogenea. Aggiungi a questo punto il sale e impasta ancora per una decina di minuti. L'impasto dovrà risultare liscio, elastico, ben idratato e morbido.
  2. Unisci il burro a pezzetti piccoli e impasta ancora finché non lo avrà assorbito: l'impasto diventerà gradualmente appiccicoso, ma con pazienza e una spatola potrai togliere il burro dalla spianatoia e aggiungerlo di nuovo all'impasto, finché non sarà di nuovo liscio, non più appiccicoso, elastico e profumato. Serviranno dai 15 ai 20 minuti.
  3. Forma una palla con l'impasto, mettilo in una ciotola unta con un po' d'olio e coperta da un canovaccio umido. Fallo lievitare in un luogo caldo e riparato, come il forno con la lucetta accesa, fino a che non raddoppia. A seconda delle temperature potranno servire fino a 8 ore, come nel mio caso.
  4. Quando l'impasto è raddoppiato toglilo dalla ciotola, sgonfialo leggermente e dai una piega a due. Forma di nuovo una palla ben chiusa e fallo lievitare nella ciotola unta d'olio con il solito canovaccio umido per un'ora e mezzo, fino a che non raddoppia di nuovo.
  5. Togli l'impasto dalla ciotola, stendilo con il mattarello e un po' di farina in uno spessore di circa 1,5 cm e tagliane tanti bomboloni con un coppapasta da 5 cm.
  6. Lasciali di nuovo lievitare coperti dal canovaccio per un'ora e mezzo.
  7. Passato questo tempo friggili in abbondante olio caldo: friggine pochi per volta, girandoli di continuo ogni 20 - 30 secondi, finché non sono dorati. Scolali su un foglio di carta assorbente e poi cospargili di zucchero.
Per la crema
  1. Scalda il latte con la panna e il baccello di vaniglia aperto a fuoco dolce. Quando accenna il bollore toglilo dal fuoco.
  2. In un tegame mescola lo zucchero con i tuorli e gli amidi, poi versa gradualmente il latte, sempre mescolando.
  3. Riporta sul fuoco al minimo e continua a mescolare con una frusta finché non si addensa. Lasciala raffreddare completamente coperta da una pellicola per alimenti prima di usarla per i bomboloni.
Riempi i bomboloni
  1. Con una siringa o una tasca da pasticciere riempi i bomboloni con la crema. Spolverali con un po' di zucchero e goditeli per colazione. Puoi anche scaldarli all'occorrenza.

Bomboloni Toscani

Oggi vi ho raccontato questa piccola storia personale, una storia di cucina, forse un po’ insolita per i toni del blog, per introdurvi alla nuova collana, Storie di Cucina, appunto, che da domani uscirà con il Corriere della Sera. Ogni libro della collana selezionata sapientemente da Angela Frenda, che sia un saggio, un romanzo o una biografia, ha il cibo come elemento centrale. Su molti di quei libri ho sognato, persa nelle pagine profumate di ricordi e ispirazione.

Molti di quei libri sono stati fondamentali nella mia crescita, nella definizione di un sogno e di una passione, sono stati essenziali per capire chi volessi diventare, cosa volessi fare da grande e come volessi scrivere.

Viene per la prima volta tradotto in Italia Home cooking di Laurie Colwin (di cui vi ho parlato qui, questo non potete perdervelo!), un libro che ad oggi rappresenta il mio modo di concepire la cucina. C’è Chocolat, di Joanne Harris, la scrittrice che più mi ha fatto credere alla magia degli ingredienti, che mi ha dato la sensazione che cucinare fosse qualcosa di altamente evocativo, che ci connette alle forze nascoste del mondo. Ci sono i libri di Ruth Reichl, il primo ad uscire, e di M.K. Fisher, food writer dalle quali si può imparare tanto, oltre a potersi abbandonare al piacere della loro scrittura raffinata e calda.

Per chi ama le storie, per chi ama la cucina, questi libri sono imperdibili.

Bomboloni Toscani

Storie di cucina

Corriere della Sera dedica ai molti appassionati di cucina una collana ampia, varia ed eterogenea composta da romanzi, ma anche saggi, biografie e autobiografie accomunati dal filo rosso del cibo e della gastronomia.

Apre la collana, curata dalla food editor di Corriere della Sera Angela Frenda, il libro La parte più tenera di Ruth Reichl, figura di primo piano della critica culinaria mondiale. Le due uscite successive sono Un filo d’olio della scrittrice e avvocatessa trasferitasi da Palermo a Londra Simonetta Agnello Hornby il cui ricettario familiare diventa l’occasione per riportare in vita il mondo perduto di personaggi, atmosfere e sensazioni della sua giovinezza, e Julie & Julia di Julie Powell dal quale è stato tratto l’omonimo film di Nora Ephron con Meryl Streep e Amy Adams e racconta un’avventura vera  alla ricerca di se stessi, tra panne impazzite e stragi di crostacei in una storia di educazione sentimentale ai fornelli autobiografica.

Fanno parte dell’iniziativa vere chicche come i libri inediti in Italia tradotti appositamente per Storie di cucina, Home cooking di Laurie Colwin e Il pedante in cucina di Julian Barnes. Nella collana molti altri titoli da Il perfezionista di Rudolph Chelminski ad Afrodita di Isabel Allende, da Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flag a In difesa del cibo di Michael Pollan. E ancora La casa nel bosco dei fratelli Carofiglio, I biscotti di Baudelaire di Alice Toklas, Chocolat di Joanne Harris, Sale e zafferano di Kamila Shamsie, In punta di forchetta di Bee Wilson, Kitchen di Banana Yoshimoto, Dolce come il cioccolato di Laura Esquivel, Biografia sentimentale dell’ostrica di Mary K.Fisher, Le relazioni culinarie di Andreas Staikos e altri.

Il primo titolo della collana Storie di cucina è in edicola da giovedì 29 gennaio a 7,90 euro. Seguono le altre uscite con cadenza settimanale allo stesso prezzo.

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This Post Has 36 Comments
    1. Grazie Tizi! Ammetto che la mia planetaria non funziona più come una volta, quindi è stata un po’ scelta e un po’ obbligo. Ma sono stata felice di averli fatti a mano!

      1. Io sogno da mesi (anni?) la planetaria. Ma quando metto le mani in pasta mi viene il dubbio di volerla davvero… è comoda, ma rende tutto un po’ impersonale! ho aperto da poco il mio blog e sono toscana come te… se passerai a leggermi ogni tanto per me sarà un onore! buona serata Giulia!

  1. spero solo che “immimarito” non capiti da queste parti perché è a dieta ferrea e questi bomboloni fanno venire la bava alla bocca anche a me che non sono per niente golosa di dolci… ma che meraviglia! ne addenterei uno all’istante!

    1. Concordo con te Giulia. Condividere la colazione con chi ami diventa una magia. Le tue foto sono sempre bellissime. Spero che quella mano entri a fare parte della vita di tutti coloro che l’aspettano. Continua così Giulia.

  2. grazie per la splendida ricetta (ho la bava alla bocca e …ehm…sarei a dieta io!) e per la info sulla bella iniziativa dei libri…corro in edicola 😉
    Bacione

  3. E’ da tempo che il moroso mi chiede di preparargli i bomboloni fritti. La tua ricetta capita proprio a fagiolo! 🙂 La proverò presto! grazie! (Lievito madre solido o al 100% di idratazione?)
    buona giornata
    Irma

  4. Ma quanto é bella, questa storia! Sono stata una ragazza alla pari per un’anno a Firenze (1991-1992) e questi bomboloni sono per me esemplario per quest’anno.
    (I’ll switch to English now, because my Italian writing is a bit rusty and it’s late)
    I used to live with a very loving family in the city centre (just a few minutes walk from the Duomo, so we’re talking the heart of the city) and every morning when I came from my classes ‘Lingua Italiana per Stranieri’ (at scuoala DM Tosacana, I still remember!) me and the other students went for a caffé or in the winter a cioccolato caldo with … bomboloni! My friends tried something different everytime, but I stuck to these sweet, custardfilled doughballs. Maybe because it made me think of Olanda, where we have these kinds of deepfried doughballs on San Silvestro.
    After that year I returned on a regular basis in the summers and went dancing in clubs (or in a Roman theatre in the Cascine) and in the early hours of the morning we went to the bakery and devoured the extremely fresh ones! And after I got married, I even took my husband to Firenze and let him taste the ‘bomboloni mitici’. And a piece of schiacciata … ofcourse.
    So many good memories in a little ball of fried dough.
    Mille grazie for bringing that memory back to me!

    1. You managed to tell a beautiful story in a comment, thank you for sharing your memories! Schiacciata will be soon on the blog, too!

  5. ogni tanto qualcuno mi chiede perchè mi sveglio prima anche se vado a lavorare più tardi…la risposta? E’ la voglia di condividere di un momento con la persona che ti è accanto…un piccolo angolo ancora libero dalle frenesie che da li a poco si scateneranno nelle nostri vite, email, scadenze, riunioni…un momento solo nostro, nella nostra cucina al calduccio mentre dalla finestra vediamo il sole che si alza e le tapparelle che iniziano ad alzarsi…
    ci sono tante piccole cose che ti fanno capire che non sei più “sola”…ma esiste un “noi”…e questa è una di quelle…e l’immagine di una mano che entra nella “tua” inquadratura è veramente carina!

    1. Quanto ti capisco! io combatto sempre con il sonno la mattina, sono una dormigliona, ma la colazione fatta con calma non ha prezzo!

  6. Per me i bomboloni alla crema sono le domeniche di quando ero bambina e i miei genitori mi portavano in pasticceria per una tarda, golosa colazione. Golosa come questa collana, di cui non sapevo nulla e che ti ringrazio di averci segnalato: Laurie Colwin non posso perderla.

  7. Mhh che buoneee, complimenti:-) Li conosco anche con la marmellata dentro….La mia famiglia in Germania li mangia sempre nel periodo di carnevale:)
    Saluti dal Merano, Auri

  8. …e poi un giorno pubblichi una torta semplicissima e quasi scontata e una delle tue food bloggers preferite ti viene a leggere e ti lascia pure un commento…..grazie!
    io invece qui da te o vengo spesso, faccio sempre casino con i commenti perchè sono super imbranata e infatti anche stamani ci ho dovuto studiare mezz’ora e quando ho voglia di vivere bene le ricette della nostra bella toscana vengo da te perchè nonna sta lontana e non posso andare tutti i giorni…tutti i giorni tranne oggi, oggi si fanno gli stracci…insieme a lei ed è subito emozione!
    Quest’anno mi ero ripromessa di fare i bomboloni, anch’io come te non amo molto il carnevale e ho cercato di svicolarlo in ogni modo, purtroppo il programma è saltato, ma questi dolci super golosi sono buoni in ogni stagione….quindi ho tempo! grazie per tutto! un abbraccio!

  9. Per Capodanno siamo stati in Germania, nel sud, in una regione che si chiama Allgau. Abbiamo affittato un appartamento e quando siamo andati in panetteria per comprare quel buon pane nero con tanti semini abbiamo visto… i bomboloni!
    Ne abbiamo presi subito due, da mangiare con calma al calduccio con un tè.
    Erano ripieni di marmellata… ma una marmellata… lamponi? chissà…
    Prima di tornare a casa sono ripassata dal panettiere e ho chiesto con che marmellata fossero stati riempiti. Johannisbeeren, ribes.
    Mi hanno detto che da loro li fanno con la crema per il Carnevale, altrimenti con la marmellata. Ma che buoni, che buoni!

    1. Ok, sai che non ho mai assaggiato la marmellata di ribes? però immaginandomela con la ricchezza del bombolone, credo che sia fantastica, al pari della crema. In fondo il bombolone è uno strappo alla regola che va bene con tutto, crema, cioccolato, marmellata…

  10. Grazie mille per aver condiviso questo pezzo di vita ed emozioni. Cosa dire dei bomboloni…che voglia che mi è venuta….stasera rinfresco il lievito e domani alleggerirò la mia giornata con questa super coccola!

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