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Io, l’amore, Noa e cinque dolci al cioccolato per San Valentino

Quando penso a San Valentino e all’amore, tutto comincia con Noa.

Mi rivedo molto in Noa e nel suo modo di concepire l’amore. Quando siamo seduti tutti insieme a bere un tè la domenica pomeriggio o a guardare un film, lei si sistema sul suo cuscino in un angolo e ci guarda. Ha uno sguardo pieno di amore e di incredulità. Credo che, nonostante siano passati quattro anni, quei pochi mesi che ha trascorso in canile le siano rimasti dentro, quasi sommersi ora dai ricordi felici con noi. Ci abbraccia con lo sguardo, ci circonda tutti con l’attenzione propria di un maremmano che protegge la sua famiglia: i miei genitori, mia nonna, me e Tommaso, mia sorella Claudia e Gianluca. Siamo il suo branco, e quando siamo tutti insieme in una stanza si rilassa, e si gode incredula il momento. Sotto sotto, io faccio lo stesso. 

Mi ha insegnato molto sull’amore Noa. È arrivata quattro anni fa oggi, e ha cambiato la nostra vita. È una frase che sentirete spesso pronunciare da tutti coloro che contano almeno un cane, o un gatto, all’interno della loro famiglia. Potrei fare un elenco delle frasi fatte che mi vengono in mente quando penso al ruolo che ha avuto e che sta avendo Noa nelle dinamiche famigliari. Ma mi ha insegnato cose che vanno al di là di questo.

Mi ha insegnato l’amore tranquillo, lo sguardo che abbraccia gli affetti e li circonda di riconoscenza. Mi ha insegnato l’indulgenza con me stessa, la capacità di lasciare andare e la bellezza di correre con la lingua di fuori su un prato in fondo alla giornata, i gesti che vogliono dire resta, la fiducia e l’abbandono. 

E poi arriva lui.

In quel primo incontro con Tommaso in cui ha tirato fuori una gelosia che non le avevo mai visto, Noa ha forse mostrato di aver capito ben prima di noi quello che sarebbe successo nel giro di pochi mesi, leggendo in un’amicizia appena nata qualcosa di più, che cresceva in silenzio.

San Valentino

Non ho mai festeggiato San Valentino, l’ho sempre considerato una festa commerciale. Forse era una difesa, ero una delle poche a uscire da scuola senza ostentare un regalo o nasconderlo goffamente in tasca. Non gli davo peso, un po’ per non cadere in un vittimismo inutile, un po’ perché sono sempre stata allergica ai cuscini di peluche a forma di cuore. Forse un pacchetto di cioccolatini non lo avrei disdegnato, però.

Quattro anni fa io e babbo portammo a casa Noa dal canile la sera del 13 febbraio, e il giorno successivo passò dall’essere l’ennesimo San Valentino senza qualcuno con cui festeggiare all’essere il primo giorno in cui potevo leggere nei suoi occhi dalle lunga ciglia bianche l’amore stupito e la riconoscenza. L’amore chiama altro amore, e l’anno successivo io e Tommaso festeggiammo il nostro primo San Valentino insieme, altrettanto stupiti e riconoscenti. 

Io cucino.

Ci sono piccoli regali, libri che fanno sempre piacere, scatole di Lego che appaiono spesso durante compleanni e giorni da festeggiare, ma soprattutto io cucino. Cucinavo prima, per me, per coccolarmi e volermi bene, cucino ora per noi, per festeggiare con semplicità una giornata come le altre in cui magari hai voglia di trovare ancora un motivo in più per regalarti delle attenzioni particolari. Nella nostra quotidianità fatta di scarse occasioni mondane e tante cene in casa sul divano, c’è sempre spazio per una fetta di torta, possibilmente al cioccolato, perché quella fa subito festa, anche se ai piedi hai i calzini anti scivolo e non le scarpe col tacco. 

Torta al cioccolato

Cinque dolci al cioccolato per San Valentino

Ecco cinque delle mie ricette preferite a base di cioccolato. Le ho rispolverate, rifotografate e ne abbiamo anche tirato una fuori una nuova video ricetta. Io vi dico che sono per San Valentino, ma sappiamo benissimo tutti che il cioccolato non ha bisogno di scuse.

1. Il mio dolce al cioccolato e mandarini

È un dolce al cioccolato fatto con l’olio extra vergine di oliva, qualche cubetto di cioccolato fondente, la farina di mandorle per dare corpo e sapore e la farina integrale di farro per vedere di ridurre l’uso della farina bianca troppo raffinata, un po’ – non tanto – di zucchero di canna integrale e il succo e la buccia di un mandarino per dare una freschezza agrumata ad ogni fetta. Volevo che diventasse il mio dolce al cioccolato, e lo è diventato grazie alla sua facilità, al profumo intenso di agrumi, alla consistenza umida e fondente. Mi piace rustico, con la superficie crettata e irregolare magari coperta da un po’ di zucchero a velo, ma nelle occasioni più importanti lo farcisco con una ganache al cioccolato e lo decoro con cioccolato, mandorle e petali di rosa. Il suo carattere è sempre lo stesso, ma ha l’effervescenza di quando sei appena uscita dal parrucchiere con un taglio che ti dona.

Servitelo accompagnato da una tazza di tè English Breakfast con una fetta di mandarino o da un tè verde bancha fiorito, che ingentilisce ancora di più quello che è diventato il nostro dolce al cioccolato. Trovate la ricetta qui e qui.

Ci è piaciuto così tanto che qualche anno fa ne abbiamo anche fatto una video ricetta.

2. Le pere al vino rosso con salsa al cioccolato

La frutta è sensuale, è raffinata e inaspettata. Può dare un tono diverso alla solita cena, si presta a tanti abbinamenti e, soprattutto, non appesantisce come una fetta densa di torta al burro, anche se lascia la stessa soddisfazione. Le Poire Belle Hélène sono un classico dessert francese creato nel 1864 da Auguste Escoffier, così chiamate in onore dell’operetta La belle Hélène di Jacques Offenbach. Nella ricetta di Escoffier le pere sono cotte delicatamente in uno sciroppo di zucchero e servite ricoperte di salsa al cioccolato, accompagnate poi da gelato alla vaniglia.

In questa versione ho sostituito lo sciroppo di zucchero con uno sciroppo di vino rosso, acqua, zucchero, anice stellato, cardamomo e cannella, per dare un gusto caldo e speziato alle pere. Trovate la ricetta qui.

 Torta al cioccolato

3. Il budino al cioccolato dell’Artusi

Se trovate una ricetta che ha più di un secolo di età ma ancora si comporta benissimo, come tutte le altre ricette di Pellegrino Artusi, che vi regala un budino al cioccolato morbido, tremolante e rinfrescante, non vorreste anche voi provarla senza perdere l’occasione? C’è anche un velo di caramello che taglia la dolcezza di biscotti e cioccolato.

Afferrate un cucchiaino e seguite la ricetta dell’Artusi per un budino al cioccolato perfetto. Prima di servirlo preparate un tè verde alla menta, che va d’accordo con qualsiasi dolce al cioccolato. Vi rinfrescherà e pulirà il palato, sposandosi alla perfezione con le note del cioccolato. Trovate la ricetta qui.  

Torta al cioccolato

4. La torta di pere e cioccolato all’olio di oliva

È un dolce autunnale nei colori e negli ingredienti: il cioccolato piano piano rientra in cucina a braccetto con le pere. L’olio d’oliva restituisce il sapore di un dolce casalingo, umile, che si riscatta però con la decorazione. Le pere disegnano la superficie e si caramellano in forno sotto una spolverata di zucchero di canna e qualche fiocchetto di burro. Trovate la ricetta qui, insieme a tanti pensieri sparsi su creatività e ispirazione.

5. Il tiramisù

Il mio problema con il tiramisù è che non so darmi un contegno. Solitamente faccio mono porzioni, invece della classica mattonella o ciotola rettangolare, perché mi conosco, e a forza di pareggiare i bordi rischierei di arrivare alla fine senza rendermene conto. Il senso di colpa dura poco, vinto dalla passione sfrenata che ho per questo dolce. Lo faccio spesso anche durante i corsi di cucina, lo faccio per le feste comandate e quando invece non c’è niente da festeggiare se non la voglia di stare insieme, lo faccio in teglia e a mono porzione, con il caffè nero, aromatizzato al nocino, o anche al tè. Qui trovate la versione classica, qui quella al tè, insieme a sei passi per tiramisù casalingo a regola d’arte.

Visto che ci siamo, ieri abbiamo anche fatto una video ricetta, così, per invogliarvi ancora di più.

Link Love

Cosa state leggendo o cucinando in questo periodo? Avete trovato qualcosa di interessante? Condividete se vi va nei commenti! 

  • Su Romeo & Julienne è uscita la prima recensione del mio libro, La Cucina dei Mercati in Toscana, e io sono felicissima! Se volete comprarlo su Amazon, è ancora al 15% di sconto e lo trovate qui. Se ne volete parlare on line l’hashtag è #MercatiInToscana! Fatevi una foto con il libro o scattate un’istantanea di un bel momento vissuto con il libro e noi la condivideremo in una gallery su Facebook e Pinterest! Se il libro vi è piaciuto, scrivete una recensione su Amazon o su Goodreads, vi ruberà solo un qualche minuto ma per me sarebbe importantissimo.
  • Ho rifatto per l’ennesima volta la tapenade di Tessa Kiros, tratta dal suo ultimo libro, Provence to Pondicherry, e ormai posso tranquillamente affermare di poter sopravvivere a pane fresco, olive, acciughe e capperi. Ho provato anche la versione con olive verdi e basilico, sarà il mio aperitivo da qui all’autunno.
  • Ho scoperto un nuovo blog che mi piace molto, A bookish baker, e mi è piaciuto molto un suo post, Five Ways Writers Can Use Instagram.
  • Nicole Gulotta non ne sbaglia una. Da leggere il suo post, When you must kill your darlings, con ottimi consigli su come rivedere un testo che abbiamo scritto.
  • Siamo stati a pranzo da Irene a Firenze, il bistrot dell’Hotel Savoy proprio in Piazza della Repubblica. Ha un menu studiato da Fulvio Pierangelini, e questo basterebbe da solo per classificare l’esperienza come memorabile. Poi ho assaggiato la tartare di gamberi rossi di Sicilia su ricotta alle erbette, e gli ho giurato amore etreno. Qui il mio racconto, qui il post di Georgette su Irene, the sexiest new bistrot in Florence
  • La foto sotto fa parte di un servizio fotografico che abbiamo richiesto a un nostro amico, Andrea, un bravissimo fotografo specializzato in cibo e ritratti. Volevamo festeggiare un bel traguardo lavorativo e di vita, e qualche bella foto sorridente ci voleva proprio. 

Juls e Tommy

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This Post Has 5 Comments
  1. Il libro É bellissimo per foto e testi, complimenti. I dolci al cioccolato dovrebbero essere la base come le 5 salse obbligatorie. Che bello riscoprire i dolci al cucchiaio un andare all’indietro nel tempo ma consapevole, cosciente dell’essere appagati, niente a che fare con i complessi freudiani. Orsù nell’anno in corso avanti con il mestolo di legno nelle creme!!!!

  2. Comprendo in pieno l’amore che provi per Noa, per me e Nina è lo stesso, sguardi abbraccianti compresi 🙂
    Ora però vorrei uno per ogni dolce che hai proposto…così, senza motivo, si può vero?! 😀

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