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I dolci senesi delle feste. Buon Natale a tutti voi!

Da piccola i ricciarelli si compravano nelle scatole al supermercato. I cavallucci arrivavano a casa in un sacchetto di carta da San Gimignano, ce li regalava nonno Remigio e li comprava in un vecchio negozio di alimentari dove faceva tutta la spesa che gli serviva. Il panforte si comprava a fette, appiccicoso e tradizionale. 

Qualche anno fa ho iniziato a indagare questa senesità. Se il pranzo di Natale ha sempre subito le influenze di nuove mode, dal salmone arrosto negli anni ’80 al ritorno al brodo con i cappelletti fatti con la ricetta di un’amica di Reggio Emilia, i dolci sono sempre stati gli stessi, quelli senesi della tradizione: ricciarelli, cavallucci e panforte, non si sbaglia.

Dolci di Natale di Siena

Quest’anno li ho preparati in quantità, da regalare, da mangiare dopo i pranzi e le cene delle feste, ma soprattutto per celebrare questa senesità, questa tradizione dei Natali passati, in un ritorno all’apprezzamento delle piccole cose. Volevo anche celebrare la curiosità che negli anni mi ha spinta a ricercare le ricette della mia infanzia, della tradizione della mia famiglia, per farle diventare piano piano parte dei riti di preparazione al Natale. 

Sono tornata qui sul blog per farvi gli auguri per un Natale di neve e zucchero a velo, di tavolate con parenti e amici, di piccoli regali fatti con il cuore. Festeggiate questi giorni con serenità, con curiosità e con ciò che più vi fa stare bene, accanto a chi amate.

Noi inizieremo stasera, e già sento l’odore di panforte nell’aria.

Dolci di Natale di Siena

Le ricette dei dolci del Natale senese

La ricetta dei ricciarelli

L’origine dei ricciarelli di Siena risale al XV secolo: la pasta di mandorle, sotto forma di Marzapani o Marzapanetti, era infatti assai diffusa in città e Siena era rinomata anche al di fuori del suo territorio per la sua lavorazione. I dolci a base di pasta di mandorle erano riservati ai banchetti sontuosi dei signori per la preziosità degli ingredienti che li componevano, essenzialmente mandorle e zucchero. Tanto erano preziosi e ricercati che venivano venduti nelle botteghe degli speziali insieme alle droghe e alle spezie più esotiche del tempo. Questi si sciolgono in bocca, sono leggeri come nuvole. 

La ricetta dei cavallucci

I cavallucci non sono biscotti belli o scenici, non hanno colori sgargianti o forme raffinate: sono biscottoni tondi e rustici, sferici e un po’ schiacciati, spolverati di farina e pure un po’ bitorzoluti. Eppure ci sono legata affettivamente, sono i primi biscotti dei mio Natale, hanno il sapore della campagna toscana, dei forni a legna, dei regali modesti fatti col cuore.

La ricetta del panforte

Il panforte è un pane speciale di origine medioevale, preparato prima nei monasteri e donato nelle occasioni speciali, poi passato nelle mani degli speziali: zucchero, mandorle, frutta candita e spezie erano ingredienti preziosi come l’oro, e come l’oro erano custoditi da queste figure che erano un incrocio tra un alchimista e un farmacista, in enormi vasi di vetro su scaffali di legno scuro. Questo è denso, speziato, ricco di mandorle e frutta candita. Non lesinate sulla qualità della frutta candita, è quella che darà una marcia in più al vostro panforte.

Ancora Buon Natale a tutti voi, grazie per esserci sempre!

Inverno in Toscana

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