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Un gelato al giorno. Il gelato alla crema fiorentina

Prima dei cellulari, prima dei messaggini sul telefono e prima di internet, quando andavo al mare con i miei genitori, i miei zii e mia cugina per il mese di agosto, c’era un rituale che si ripeteva ogni sera, anno dopo anno. Io e Marghe sceglievamo il vestito più colorato, facevamo finta di truccarci come le ragazzine grandi – noi eravamo poco più che bambine – e poi si usciva tutti insieme per chiamare i nonni dalla cabina telefonica in fondo alla strada, con una manciata di gettoni o con le schede telefoniche da collezione.

gelato alla crema fiorentina

Dopo la telefonata, i racconti dei lunghissimi bagni al mare, dei castelli di sabbia e in aria, dell’abbronzatura e delle meraviglie della pineta, era finalmente il momento del gelato. Un rito, un momento sacro atteso per tutto il giorno. Poteva essere la coppetta del piccolo bar in fondo alla strada o il cono enorme della gelateria di paese, ma ogni giorno c’era un gelato. A quei tempi non c’erano conti di calorie, zuccheri, diete o attenzioni… c’era solo il piacere del gelato, ogni sera.

gelato alla crema fiorentina

Al ritorno dalle vacanze – vacanze al mare come quando ero piccola, con spiaggia, bagni e dormite – non c’è argomento più adatto per continuare ad assaporare quelle serate calde e dolci, rinfrescate dal brivido del gelato. Con le ragazze dell’Italian Table Talk abbiamo quindi pensato di concederci un momento nostalgico, il gelato di fine estate, un crowd pleasing, perché diciamocelo, è difficile trovare qualcuno che riesca a dire di no ad una coppetta di gelato!

Emiko ci porterà lungo i sentieri storici del gelato italiano e concluderà la passeggiata con un gelato affogato, Valeria invece trasforma un abbinamento classico, pesche e amaretti, in ghiaccioli coloratissimi. Jasmine ha preparato i pinguini, uno dei ricordi d’infanzia più dolci. E io? io vado sul classico e vi porto con me in una passeggiata serale…

Quest’estate è stata un’estate magica per tanti versi, uno tra tutti la possibilità di rifare cose che erano anni che non facevo, tipo le passeggiate serali – a Firenze, a casa o al mare – accompagnate da un gelato. Il gelato la sera è uno dei ricordi più indelebili delle mie estati di bambina.

gelato alla crema fiorentina

Al mare il gelato era il completamento perfetto di giornate altrettanto perfette. Mani appoggiate ai lunghi banconi di vetro della gelateria con tanti gusti colorati, il freddo piano piano ti rinfrescava, e l’occhio si spostava goloso da un colore ad un altro, da una consistenza all’altra. Mi piaceva – e ancora mi piace – farmi guidare dalla voglia del momento, difficilmente ho un preferito, anche se negli ultimi anni pian piano ho consolidato le mie scelte. Il gelato si gustava passeggiando, leccando il cono con attenzione per non sporcare il vestitino nuovo o con la palettina dalla coppetta di carta, raccogliendo meticolosamente ogni goccia rimasta sul fondo.

A San Gimignano, da nonno, il gelato era il premio del sabato sera. Ci metteva in mano un foglio stropicciato da 5.000 lire, il gelato per me e per mia cugina, e potevamo tenere il resto come paghetta. Anche in questo caso la corsa per le strade del paese era resa dolce dall’attesa, chissà che gusto avremmo preso. Da nonno, poi, il gelato non si mangiava passeggiando, ma sedute: in una panchina verde del piazzale, sotto ai pini marittimi, o sulle scale di pietra del Duomo, guardando chi passava, mentre mamma e zia chiacchieravano con amici che rivedevano ogni settimana a San Gimignano.

A casa il gelato era il gelato dei barattolini Sammontana, ed era un mio rito privato e personale del pomeriggio. Dopo il pranzo da nonna mi rifugiavo nel salotto fresco e in penombra per guardare un film, uno di quelli che segnano in maniera indelebile l’adolescenza di milioni di ragazzine, e poco dopo mi alzavo, correvo al congelatore e tiravo fuori il barattolino. La soddisfazione più grande era avvolgerlo in un canovaccio, sedermi sul divano a gambe incrociate e cominciare a mangiarlo lentamente, dal bordo verso il centro, aspettando che si sciogliesse con il calore del mio corpo. Mi ritrovavo alla fine del film senza più gelato nel barattolino, e cercavo spiegazioni improbabili da dare a mia mamma per giustificare la scomparsa del mezzo chilo di gelato!

Per questa occasione ho fatto un gusto classico e di origini antiche, la crema fiorentina, vellutata, dal gusto rotondo impreziosita dagli amaretti. La ricetta l’ho ottenuta modificando la ricetta di base del gelato gusto malaga di Sara. Semplicemente perfetto. E con i 5 albumi avanzati ho fatto questa torta soffice al cioccolato di Virginia che era di Lydia, un altro successo.

5.0 from 3 reviews
Gelato alla crema fiorentina
Autore: 
Tipo di ricetta: Gelato, dolce
Cucina: Italiana
Tempo di preparazione: 
Tempo di cottura: 
Tempo totale: 
Porzioni: 6
 
Avrai bisogno di...
  • 220 g di latte intero
  • 250 g di panna
  • 1 cucchiaio di essenza di vaniglia
  • 5 tuorli d'uovo
  • 125 g di zucchero
  • 1 cucchiaio di miele di fiori d'arancio
  • 1 cucchiaino di farina di semi di carruba
  • 40 g di amaretti sbriciolati + quelli per decorare
Come si fa...
  1. Il giorno prima. Scalda il latte e la panna in un pentolino fino al primissimo bollore. Spegni e aggiungi il cucchiaio di essenza di vaniglia.
  2. Monta i tuorli con lo zucchero fino a che non sono leggeri e chiari, Aggiungi il cucchiaio di miele e il cucchiaino di farina di semi di carruba e amalgamali completamente alla crema di tuorli.
  3. Versa a filo il latte con panna sulla crema di tuorli e mescola continuamente con una frusta per evitare che le uova cuociano e per amalgamare completamente i due composti.
  4. Rimetti la crema sul fuoco a bagnomaria e falla arrivare a 83°C oppure mescola con una frusta fino a che non accenna il minimo bollore. Spegni, copri con la pellicola per alimenti e fai raffreddare, poi spostala in frigo fino al giorno successivo.
  5. Il giorno successivo. Versa la crema nella gelatiera refrigerata e falla partire secondo le istruzioni. Poco prima che il gelato sia pronto, schiaccia gli amaretti con un mattarello fino a ridurli in polvere finissima e aggiungili nella gelatiera per gli ultimi 5 minuti di mantecatura.
  6. Metti il gelato in un contenitore in plastica o metallo e trasferiscilo in congelatore per qualche ora. Toglilo una decina di minuti prima di servirlo e decoralo con altri amaretti sbriciolati.

gelato alla crema fiorentinaLe mie gelaterie preferite

(lista assolutamente incompleta e farraginosa, ma diciamo che in queste gelaterie il gelato l’ho mangiato più e più volte tanto da essere sicura che sia veramente buono!)

  • Firenze. Carabè, in via Ricasoli 60. Buonissimo il pistacchio ma imperdibili le granite, soprattutto quella al caffè.
  • Firenze. Gelateria Roberto in Via Mariti: qui trovate il vero gusto alla crema buontalenti, l’originale, cremosa, dolce ma non troppo, morbida. Ne mangerei a chili…
  • San Gimignano (Siena). La gelateria Dondoli, in Piazza della Cisterna. Il gusto curva fiesole – con mirtilli e ricotta – è eccezionale.
  • Colle Val d’Elsa (Siena). Buekke, in via Fratelli Bandiera 81. Il gelato di casa mia, il gusto pinolo è il mio preferito.
  • Castiglione della Pescaia (Grosseto). La Cremeria Corradini in Corso della libertà 45, la scoperta della mia estate. I gusti più buoni per me? champagne e pinoli, crema, chianti e croccantino al rum.

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This Post Has 19 Comments
  1. Oh cielo, mi ricordo le cabine telefoniche! Avevo circa 15 anni l’ultima volta che ne ho usata una. Ero in villetta al mare da un’amica, qui in Sardegna, e ogni sera per chiamare a casa dovevo fare una passeggiata sulla collina fino ai telefoni a gettone… che ricordi! Poi ovviamente facevamo una deviazione al baretto per mangiare il gelato (visto che eravamo lì, eheh!). Bellissimo post, carico d’emozioni 😉

    Barbara

  2. Anche a me il gelato mi fa pensare subito alle mie estati da bambina. Sia quello artigianale che dovevo mangiare nella coppetta per non sporcarmi il vestitino, sia il gelato sammontana che il mio nonno mi comprava al circolo di paese. E’ già un paio d’anni che vado a Castiglione della pescaia e la cremeria corradini è diventata una tappa fissa, nonostante la fila lunghissima (e i numeri!) non ci rinuncio mai!

  3. Il Sammontana nel canovaccio, mentre guardavo i cartoni, era un vero e proprio rito. La penombra mi accompagnava, l’afa stava fuori. Certe cose sono uguali per tutti. Il gelato, ah, quanto è buono lo sanno solo i bambini, che poi diventano adulti e, purtroppo, capita se ne dimentichino.

  4. Ciao Giulia!!Accidenti quante cose mi hai ricordato!C’è tutto, le schede telefoniche, la fresca penombra del pomeriggio davanti un film (i miei erano in bianco e nero, anche i tuoi?) e le cinque mila lire strpicciate dalle mani di tuo nonno!!!!Ma che meraviglia!E poi adoro il gusto malaga è perfetto tra tutte le immagini del tuo racconto 🙂 un bacio laura

  5. Ottimo questo gelato, con gli amaretti! 🙂
    Mi piace tantissimo, sai?
    E’ buonissimo! *-* mi piacerebbe provarlo…e…le foto sono stupende!
    Incoronata.

  6. Ciao, capito qui da te e trovo un gelato ad accogliermi. Io che adoro il gelato!!! Quale miglior accoglienza avrei potuto desiderare?
    Mi sa che devo andare a provare quelle gelaterie che consigli a Firenze, non ci sono mai stata.
    A presto!

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