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Tiramisù di Natale al tè. Al tiramisù non posso resistere…

Al tiramisù non posso resistere. Durante i primi anni dei corsi di cucina mettevo sempre il tiramisù come scelta tra i dolci da fare a fine pasto. All’inizio del corso mi accomodavo in cucina, all’ormai famoso tavolo di marmo, e elencavo le opzioni del menù che avremmo dovuto creare insieme nelle tre ore seguenti. Pasta fresca, gnocchi, lasagne, arista, tacchino, contorni… e poi arrivavo ai dolci. Partivo speranzosa con il castagnaccio, proseguivo con cantucci e zuppa inglese, e poi finivo con il colpo di scena. Se no, ci sarebbe il tiramisù.

Tea tiramisu

I miei clienti si scambiavano qualche sguardo complice e poi rispondevano immancabilmente in coro: il tiramisù. Come sbagliarsi. Mettevo da parte per un po’ pasta e arrosti e si cominciava con la preparazione passo passo del tiramisù. Tutti partivano con l’idea di qualcosa di molto complesso, di lunga preparazione e pesante. Alla prova dei fatti si stupivano poi per quanto fosse semplice e, oserei dire, leggero.

A differenza della maggior parte dei tiramisù che avevano provato nei ristoranti, infatti, nella versione familiare si usano chiare montate a neve al posto della panna, che alleggeriscono molto il risultato finale, rendendo a mio parere il tiramisù un dolce più gestibile, un fine pasto a cui difficilmente qualcuno sa dire di no. Basta superare l’ansia per le uova crude…

Tea tiramisu

Il mio problema con il tiramisù è che non so darmi un contegno. Solitamente faccio mono porzioni, invece della classica mattonella o ciotola rettangolare, perché mi conosco, e a forza di pareggiare i bordi rischierei di arrivare alla fine senza rendermene conto. Il senso di colpa dura poco, vinto dalla passione sfrenata che ho per questo dolce.

Alla fine dei corsi di cucina ho sempre una discreta quantità di avanzi, che vengono distribuiti tra famiglia e amici. Quando faccio il tiramisù, chissà come mai, gli avanzi del pranzo non raggiungono mai il frigorifero, perché tra un cucchiaio e l’altro riesco a finirlo prima di aver terminato di pulire la cucina. Quando mamma viene a chiedere se ci sono avanzi la mia risposta è sempre la stessa: c’è del pollo e un po’ di pasta. Il tiramisù, pensa un po’, l’hanno finito tutto…

Quando Kusmi Tea mi ha chiesto di pensare a una ricetta per Natale con il tè speciale Tsarevna ho capito che era giunto il momento di fare un tiramisù, questa volta da condividere disinteressatamente con la mia famiglia in una domenica di dicembre perché, per una volta che l’intolleranza ai latticini mi tiene lontana dal mascarpone, poteva essere l’occasione giusta per farne arrivare un po’ a destinazione, senza correre il rischio di finirlo tutto prima che loro potessero godersene un po’. Si sa, Natale siamo tutti più buoni.

Tea tiramisu

Sei passi per un tiramisù fatto in casa a regola d’arte

Non voglio arrogarmi il titolo di esperta di tiramisù, ma nei miei trent’anni ne ho fatti tanti, e ne ho mangiati ancora di più. Da qualche anno ho inserito il tiramisù come opzione tra i dolci nel menù dei miei corsi di cucina e mi sono resa conto che ci sono sei passi da seguire per preparare un tiramisù ai miei occhi perfetto.

Non sarà forse il classico di origine trevigiana, ma quello che preparerete sarà un tiramisù in versione casalinga che vi costringerà a un pesante atto di volontà per conservarne almeno una porzione per gli ospiti di turno.

  1. Sembrerà ovvio, ma è necessario comprare ingredienti di partenza di ottima qualità: un mascarpone di qualità (o farvelo in casa) che non sia acquoso o grumoso, savoiardi di qualità (o, ancora, farveli in casa) e anche del buon cioccolato fondente. È vero, se ne usa una piccola quantità, ma quelle scaglie di cioccolato croccante che si incontrano tra uno strato e l’altro del tiramisù sono quel non-so-che in più che cambia radicalmente la qualità del vostro tiramisù.
  2. Montate tuorli e zucchero finché non sono bianchi e leggeri e finché lo zucchero non si scioglie completamente. Per verificare che sia la consistenza perfetta basta far la prova di sfregare un po’ di crema tra due dita: se non sentite più i granelli dello zucchero ci siamo e possiamo procedere oltre.
  3. Montate gli albumi a neve ben ferma. Non c’è niente di più fastidioso di quell’acquetta che rimane in fondo alla ciotola degli albumi che non sono ben montanti, andrà a compromettere la cremosità e la compattezza della crema al mascarpone, che regge la struttura dell’intero tiramisù. Io faccio la prova che suggerisce sempre Jamie Oliver: rovescio la ciotola della chiare montate sulla testa, se non cadono sono ben montate. Fino a ora mi è sempre andata bene!
  4. Sia che scegliate il classico caffè, sia che invece preferiate il tè, non zuccherateli. In cucina i contrasti, quando sono voluti e ben bilanciati, rendono più interessante il piatto e nel caso di questo tiramisù servono a smorzare la dolcezza della crema di mascarpone.
  5. Quando inzuppate i savoiardi nel tè (o nel caffè) fatelo velocemente, toccando appena i due lati del biscotto. Se li lasciate troppo in immersione otterrete un tiramisù acquoso che perderà consistenza e per di più i biscotti saranno troppo cedevoli, perdendo il loro ruolo di scheletro di supporto del dolce.
  6. Una volta che il tiramisù è pronto, sia che scegliate la presentazione classica a mattonella sia che preferiate mono porzioni più comode, mettetelo in frigo e dimenticatevene per qualche ora. Solo dopo un po’ di riposo, quando i sapori degli ingredienti si amalgamano, è pronto per essere divorato languidamente.

Tè  Tea tiramisu

E ora, ecco la ricetta. Faccio il tiramisù con il tè al posto del caffè già da qualche anno, quando voglio cambiare la versione classica senza stravolgerla troppo. Ho anche un’amica che, nonostante sia un’appassionata di caffè, non riesce ad apprezzare nessun dolce che lo contenga. Questo è un tiramisù adatto a lei, adatto anche ai prossimi giorni di festa perché le spezie del tè vanno a colorare il tiramisù dei toni caldi nel Natale.

Ho usato il Tè Kusmi Tsarevna che mi hanno mandato. Nel cuore della Russa imperiale, le Tsarevna, figlie degli tsars, si recavano nel Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo, città natale di Kusmi Tea, per festeggiare le feste di fine anno. Tsarevna è un blend russo che prende ispirazione proprio da questa tradizione. Oggi, Kusmi Tea celebra questa trazione del XIX secolo presentando un’edizione limitata del nuovo tè di Natale, un mélange russo di tè nero, spezie ed arancia.

Tra gli ingredienti della preziosa miscela: tè nero, spezie, liquirizia, scorza di arancia, aroma d’arancia, vaniglia e mandorla.

Potete scegliere di servire il tiramisù nella classica forma rettangolare, in bicchieri di vetro per evidenziare i diversi strati o anche in tazze da tè, che richiamano la particolarità di questo tiramisù e riescono in qualche modo a contenere la voracità degli appetiti più appassionati, come il mio.

5.0 from 4 reviews
Tiramisù di Natale al tè
Autore: 
Tipo di ricetta: Dolce
Cucina: Italiana
Tempo di preparazione: 
Tempo di cottura: 
Tempo totale: 
Porzioni: 10
 
Avrai bisogno di...
  • 3 uova, albumi e tuorli separati
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 500 g di mascarpone
  • 2 tazze di tè nero Kusmi Tsarevna
  • ca. 200 g di savoiardi
  • 100 g di cioccolato fondente
  • Cacao amaro
Come si fa...
  1. Separa tuorli e albumi. Monta i tuorli con lo zucchero finché non otterrai un composto bianco e soffice. Sfregandone un po' tra le dita non dovrai sentire più granelli di zucchero.
  2. Aggiungi il mascarpone e due cucchiai di tè nero, mescola ancora per eliminare ogni grumo di mascarpone.
  3. Monta gli albumi a neve ferma e incorporali gradualmente alla crema di mascarpone.
  4. Spezzetta il cioccolato fondente e con un coltello fallo a pezzettini piccoli, non troppo omogenei: fortunato chi ne troverà qualche pezzetto più grande.
  5. Prepara il tiramisù alternando strati di crema al mascarpone, cioccolato fondente spezzettato e savoiardi velocemente inzuppati nel tè. Finisci con una spolverata di cacao amaro e lascialo riposare in frigo per qualche ora prima di servirlo.
 

Tea tiramisu

Link Love

  • La ricetta di Emiko per il tiramisù classico, imperdibile anche nel suo approfondimento storico. Sapevate che la forma originale del tiramisù era rotonda?
  • Il tiramisù di Morena con uova pastorizzate. Anche questo è la ricetta classica, ma con l’accortezza della pastorizzazione dei tuorli e la sostituzione delle chiare montate con la panna. Questo è adatto anche ai più scettici nei confronti delle uova crude o a chi non può assumerne… non so quante amiche in dolce attesa mi abbiano confessato di desiderare, oltre al classico panino con il prosciutto, anche una generosa porzione di tiramisù.
  • Se siete in vena di torte, vi consiglio la Tiramisù Sponge Cake di Letizia, vincitrice dell’edizione di Ottobre di Re-Cake, della qualche sono stata anche giudice. Ho ammirtato la sua passione nel realizzare da zero anche i savoiardi, e mi piace molto l’idea di farli al cacao, che in un tiramisù, per me, non è mai troppo per smorzare il dolce della crema al mascarpone.

Tea tiramisu

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This Post Has 11 Comments
  1. Grazie mille bella super cuoca!

    una buonissima versione piu leggera ed per niente sprovista di “encanto”
    Buon Natale
    susy fontenla

  2. Eccomi qua, “pareggiatrice di angoli” professionista. Non amo particolarmente i dolci al cucchiaio (vedi la zuppa inglese) eccezione fatta per il tiramisù. Non mi viene mai a noia. Però faccio outing: a casa nostra solitamente lo facciamo con i pavesini.
    Bella l’idea del tè, da tenere presente per il prossimo tiramisù :)))
    un bacio, Chiara

  3. Praticamente il mio dolce dell’infanzia!
    Sono cresciuta a tiramisù, con i pavesini, e senza il complesso delle uova pastorizzate e, direi che son cresciuta “molto”….bene! 🙂
    “Il mio problema con il tiramisù è che non so darmi un contegno[…] a forza di pareggiare i bordi rischierei di arrivare alla fine senza rendermene conto”
    mi hai tolto le parole di bocca!!
    bravissima come sempre.
    Sara

  4. Faccio il tiramisù esattamente come te, che poi è come mi ha insegnato mia mamma…tutti adorano la mia crema di mascarpone, leggere che metto in pratica tutti i tuoi suggerimenti è una bella conferma 🙂 L’idea di usare il tè per la bagna è per me una novità, che mi piace tantissimo…e che proverò sicuramente! Grazie 😉

  5. Mmmmmm, sono stata presa dal Natale e mi sono persa queste meraviglie! 🙂 Anch’io sono una fan del tiramisù: è stato uno dei primi dolci che abbia mai preparato quando ero ancora piccola ed uno dei primi a venirmi davvero bene! La versione al tè non l’ho mai provata, ma mi ispira! Anche io come ha scritto Sara qualche commento sopra usavo i pavesini! 🙂 ecco ora mi è venuta voglia di tiramisù 😉

  6. […] Le mie mani sono cambiate: ora sono più forti, la pelle non è così delicata come quando studiavo per tutto il giorno o lavoravo in un ufficio dalle 9 alle 5. Lavare, asciugare e ripetere, cento volte al giorno, lascia le mie mani secche e arrossate. Le macchie di carciofi e caffè sono difficili da rimuovere, ma non me ne preoccupo poi tanto quando inzuppo i savoiardi in un espresso doppio per fare un tiramisù. […]

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