settembre 13, 2011
Domenica sono stata al mare. Nonostante sia settembre, nonostante le scuole siano già iniziate e quest’estate sia agli sgoccioli, questa era la mia prima volta al mare. Avrei voluto non lavarmi, per tenere l’odore di salsedine, di sole e spiaggia sulla mia pelle ancora un po’. L’autunno e l’inverno saranno lunghi, e volevo conservare il più possibile il ricordo di questa giornata al mare con Claudia.
Siamo andate a Castiglione della Pescaia in una minuscola spiaggia libera che difende caparbiamente i suoi pochi metri di sabbia dorata e macchia mediterranea dagli stabilimenti che la circondano. E’ la stessa spiaggia dove andavo al mare da piccina, con mamma, babbo, mia cugina e i miei zii. Claudia era troppo piccola per ricordarsela, ma anche lei lì ha fatto il suo primo bagno in mare con la ciambella e i braccioli e ha mangiato curiosa la sua prima manciata di sabbia.

Non è cambiato niente, l’odore, i rumori, la luce… tutto è rimasto uguale ai miei ricordi. Read the rest of this entry »
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settembre 9, 2011
Estate, tempo di conserve. Ancora una volta i protagonisti sono i pomodori, in una versione ancora più semplice, ancora più pura: la conserva, un nome universale che non richiede specifiche, perché a casa mia la conserva è esclusivamente di pomodori.
Nell’immaginario collettivo il pomodoro è uno degli elementi che più rappresentano l’Italia, accanto alla mozzarella, all’olio d’oliva e alla pasta. Il pomodoro è nella pomarola, nella pizza, nell’insalata caprese e nel ragù, almeno quello di casa mia.

Eppure non è sempre stato così. Il pomodoro è arrivato dalla Spagna in Italia, a Napoli, durante la dominazione spagnola e solo alla fine del Settecento si è cominciato ad usarlo come alimento: ce ne abbiamo messo di tempo a capire quanto fosse buono, sia cotto che crudo! Read the rest of this entry »
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settembre 7, 2011
Grazie per i vostri favolosi feedback al post sulla pomarola. Si è aperto un bel dibattito sul perché il cibo italiano piace tanto agli stranieri: genuinità, semplicità della preparazione, rispetto della natura e delle tradizioni. Tutti caratteri che, nella settimana dedicata ai pomodori, si ritrovano anche in questa foto ricetta… foto ricetta perché basta guardarla per carpire l’idea e rifarla subito, giocando sull’accostamento di sapori e profumi.
Non è un piatto bellissimo da vedere, ma ha quel carattere rustico e improvvisato che mette tutti a loro agio e che rallegra ogni occasione, sia che venga servito come antipasto che come contorno, accompagnato ad un arrosto di maiale, ad esempio.
Tipo di ricetta: Antipasto o Contorno
Autore: Giulia Scarpaleggia
Tempo di preparazione: 5 mins
Tempo di cottura: 30 mins
Tempo totale: 35 mins
- i pomodori più maturi e rotondi
- formaggio da tagliare a fette, tipo scamorza, la più indicata, ma anche halloumi, tomino o mozzarella
- sale e pepe macinato fresco
- olio extravergine di oliva
- erbe aromatiche (basilico, timo, erba cipollina…)
- Preriscalda il forno a 170°C.
- Lava ed affetta i pomodori.
- Taglia il formaggio in fette spesse e forma delle torrette alternando pomodori e formaggio.
- Condisci ogni strato con sale e pepe nero macinato fresco, un filo d’olio extravergine di oliva e qualche erbetta aromatica.
- Ferma le torrette con uno stuzzicadenti o con un rametto di timo.
- Cuoci i pomodori in forno caldo per circa 30 minuti o finché il formaggio non è sciolto e la polpa ben cotta.
- Servi i pomodori con il sughetto che hanno fatto.
Trucchetto: sistema i pomodori in una teglia piccolina, in modo che stiano uno vicino all’altro. Questo impedirà che le torrette franino durante la cottura.
2.1.7
A venerdì con l’ultima ricetta dedicata ai pomodori!

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settembre 5, 2011
Un piatto di pasta, sugo di pomodoro rosso intenso e sopra una generosa spolverata di parmigiano appena grattato. A guarnire una foglia di basilico profumata, un vezzo che regala qual tocco balsamico in più che renderà quel piatto di spaghetti indimenticabile per tanti stranieri di passaggio in Italia. Qualcuno si innamorerà del cibo assaggiato in una trattoria nascosta, qualcuno delle strade bianche di campagna, qualcun’altro di occhi scuri sorridenti, qualcuno ancora della magnificenza dei resti di antiche civiltà, e deciderà di rimanere. Altri torneranno a casa e porteranno nel cuore una sensazione di benessere che legheranno il più delle volte a quello che hanno visto o, più spesso, mangiato e bevuto.
Cos’è che affascina così tanto della cultura gastronomica italiana, o meglio, del cibo italiano? Sì, andiamo sul concreto, non grandi teorie e sistemi, ma quello che materialmente si troveranno nel piatto davanti agli occhi, che emana quel profumo buono che suscita tanti ricordi, tutti diversi ma tutti ugualmente confortanti.

Mi hanno fatto questa domanda e me la sono fatta spesso anche io. La risposta me l’ha suggerita un signore di Los Angeles qualche settimana fa, durante un corso di cucina. Read the rest of this entry »
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settembre 1, 2011

Mi piacciono le siepi, hanno sempre avuto un richiamo potente su di me. Stanno lì, lungo la strada, oppure tra un campo ed un’altro, di anno in anno cambiano i loro colori secondo le stagioni, offrono rifugio ai piccoli animali, caricano di mistero quello che si nasconde alla vista e profumano sempre di bosco, di fresco e di antico.
Amo le siepi toscane, irregolari, che tracciano i confini tra campi di grano, campi di girasoli e campi a riposo, fatte di cespugli e alberi che svettano tra i rovi. Per me sanno di casa e sicurezza, sono le siepi che ti circondano e ti proteggono, sono le siepi delle lucciole d’estate.

(questa è la mia mamma!)
Amo le siepi inglesi, che si srotolano lungo le strade di campagna ombreggiate dagli alberi lasciando intravedere piccoli cottages e prati verdissimi dove pascolano cavalli e mucche. Quelle per me sono le siepi che nascondono e lasciano intuire storie diverse, possibili finali alternativi, sono le siepi del mistero e della scoperta continua. Read the rest of this entry »
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