Inizia la giornata con Mukki: il ciambellone marmorizzato

giugno 5, 2013

Non so se ve ne siete accorti da Facebook, Twitter e Instagram, ma son tornata, e son tornata euforica, piena di nuovi stimoli, un po’ più consapevole di chi sono e di dove voglio andare. Dei viaggi e delle idee vi racconterò nel prossimo post e pian piano tornerò anche a ritmi più normali, oggi invece voglio iniziare raccontandovi di una nuova collaborazione che mi riempie di orgoglio, quella con Mukki, la Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno.

Quando l’ho raccontato tutta emozionata a mamma, lei ha esclamato: che bello, sai che sei cresciuta con il latte Mukki? è infatti perfettamente percepibile questo legame di affetto e stima che c’è tra Mukki e le famiglie toscane, in special modo fiorentine. Forse è un affetto dovuto alla familiarità con il brand che ha cresciuto tanti giovani toscani, alle attività dedicate ai bambini nelle scuole o all’attenzione data al latte prodotto da mucche toscane. Mukki è percepita come un’azienda nostra, che fa parte delle nostre vite in ogni momento della giornata.

A giugno iniziamo proprio dalla colazione, per cominciare la giornata con Mukki e con un sorriso, lo stesso sorriso che ti spunta quando ora ti sveglia un messaggio con su scritto buongiorno, lo stesso sorriso che avevi da piccolino quando ti svegliava mamma e ti diceva scendi che c’è il ciambellone per colazione. Read the rest of this entry »

Una boccata d’aria fresca…

maggio 23, 2013

Ultimamente ho in mente tante cose da fare, alcune che riguardano il blog, altre che riguardano i corsi di cucina, di cui vorrei parlarvi più spesso perché penso che contribuiscano a spiegare quello che per me è vivere un sogno, raccontare attraverso gesti e sapori la bellezza del quotidiano, condividendola con persone curiose, attente e sensibili. Da giugno spero di prendere un nuovo passo e riuscire ad essere ancora più vicina al mio piccolo angolo di libertà e creatività, questo spazio grazie al quale è iniziata una seconda vita.

Quindi prima di partire per Milano dove cucinerò alla Milano Food Week, per una breve vacanza in Sicilia a trovare amici che non vedo da tanto tempo e per Padova, dove rivedrò dopo un anno Bruce in concerto, vi lascio qualche immagine di uno dei pochi pomeriggi di sole non di pioggia che hanno acceso un po’ i colori e la speranza. Read the rest of this entry »

I cornetti italiani e la colazione al bar per l’Italian Table Talk

maggio 20, 2013

La caffetteria era semplice e accogliente: un lungo banco di vetro tirato a lucido dietro al quale erano allineate torte, scones, uova, bacon e fagioli. Davanti al bancone, di fronte alle finestre luminose, minuscoli tavolini bianchi da due persone. Fuori dalla quella piccola caffetteria l’Irlanda, i prati sconfinati davanti al castello di Kilkenny, gli autobus come unico mezzo di trasporto e la curiosità di una scoperta continua.

Era la seconda volta che tornavo in Irlanda, una settimana in agosto durante il break estivo all’università, una boccata d’aria nuova tra l’esame di comunicazione pubblicitaria e quello di semiotica. Curiose come sempre, io e la mia amica Laura, compagna di tanti viaggi on the road, in quella caffetteria abbiamo deciso di provare la colazione locale. Mi ricordo ancora come si chiamava: three item special. Un nome invitante, ma il cui significato forse ci sfuggì sul momento. Complice un inglese ancora non molto sciolto, finimmo per ordinare due three item special e altri tre piatti aggiuntivi a scelta del menu. Ci sedemmo un po’ intimidite al tavolino e ci mettemmo in attesa. Poco dopo uscirono da dietro al bancone due cameriere e iniziarono a portare i piatti. Fagioli con il pomodoro, uova strapazzate, bacon croccante, pane tostato, burro e marmellata. Poi un momento di imbarazzo: era finito lo spazio sul tavolo. Si guardano l’un l’altra, si guardano intorno, e poi decidono di spostare un tavolino e unirlo al nostro per aggiungere spazio. E continuano a portare il prosciutto affumicato, le torte e gli scones con altra marmellata.

Io e Laura non riuscivamo a trattenere le risate, mentre gli altri avventori della piccola caffetteria di Kilkenny guardavano quelle due sprovvedute turiste con un misto di incredulità e tenerezza. Inutile dire che quella colazione uscì dalla caffetteria con noi ben nascosta negli zaini sotto forma di spuntino e di panini per il pranzo. Troppo abbondante, troppo lontana dalle nostre abitudini, ma forse proprio per questo motivo così indelebile nella mia memoria. Read the rest of this entry »

Conquistami con i fiori: insalata di patate con fiori di erba cipollina e uovo (quasi) sodo

maggio 13, 2013

Sono una donna che si fa convincere facilmente, bastano due fiori e mi conquisti. In questo caso i fiori sono di erba cipollina, e il raffinato seduttore è un’insalata di patate che nel giro di una mattina nuvolosa di maggio è diventata la mia insalata di patate, quella che porterei ad ogni picnic con gli amici, quella che annoterò nel quaderno delle ricette da passare ad un’ipotetica figlia – o figlio, sia mai che abbia lo stesso mio amore per la cucina.

Se vivessi in un telefilm americano, quante volte l’ho sognato, questa è l’insalata di patate che porterei al barbecue in giardino in una ciotola enorme e colorata, coperta di carta stagnola. Già mi posso immaginare a servirla generosamente come contorno di una pork rib succulenta. Ma tornando a noi, ai nostri barbecue e alla nostra tradizione, la trovo il contorno ideale ad una rostinciana o a qualche salsiccia grigliata.  Read the rest of this entry »

Quando manca il senso della misura. Tartellette di fave e pecorino

maggio 8, 2013

Ciao, mi chiamo Giulia, ho un problema e vorrei condividerlo con voi: mi manca il senso della misura. Credo e voglio sperare che abbia a che fare con il mio motto in cucina bisogna essere generosi. Accade spesso durante i corsi di cucina, e i miei amici ne sono fortunati testimoni.

Il menu di un corso è solitamente composto da cinque portate – un antipasto, un primo, un secondo, un contorno e il dolce. Poi per strada con gli ingredienti che avanzano si inventano sul momento dei piatti nuovi per utilizzarli, tipo frittatine o insalate improvvisate. Poi subentrano le degustazioni di olio, di formaggio, di qualche salume tipico.

Poi ci metto del mio e anche se dobbiamo cucinare per tre – i due corsisti del giorno e me – va a finire che cuciniamo sempre almeno per quattro, metti che poi abbiano più fame del solito. Metti che apprezzino particolarmente la carne e vogliano riservirsi. Read the rest of this entry »