febbraio 16, 2011

E così ci siamo di nuovo. I mesi di lavoro della redazione di G2Kitchen - e soprattutto di Genny e Kia – hanno dato vita al nuovo numero del nostro (e soprattutto vosto) magazine. Un numero di passaggio, tra l’inverno e la primavera. Un numero che è un successo, perché nato esclusivamente dalla voltontà e dalla passione, dall’amicizia e dall’ambizione di sorprendervi ancora una volta.
Questa volta ve lo presento a modo, con l’editoriale e una ricetta, per farvi pregustare la ricchezza del nuovo G2Kitchen!
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Posted in Contorni, Ricette Vegetariane
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febbraio 14, 2011

Oggi mi voglio bene. Ma tanto tanto tanto! Mi pettinerò con cura – capelli alla Marge Simpson al risveglio permettendo -, magari mi truccherò anche un pochino, un tocco di mascara e un po’ di lucidalabbra, sceglierò i vestiti che di solito metto da parte per le occasioni speciali. Pensavo di non parlare proprio di San Valentino oggi, lo ammetto. Perché? Ehm, perché temevo di sfociare o nel vittimismo più completo (non mi vuole nessuno, non troverò mai nessuno, finirò sbranata da due pastori alsaziani*…) oppure, sul versante completamente opposto, avevo paura di suonare falsa a parlare di amore, quando l’amore non c’è.
E poi qui è suonato un campanello. Un gong proprio! Non c’è? Ma certo che c’è! L’amore c’è! (fate finta che sia detto con il tono di Fratello ho visto la luce! dei Blues Brothers). Voglio bene a me stessa, a questa piccola grande Juls che ha deciso di vivere la sua vita seguendo l’amore. Che poi sia l’amore per quello che fa, l’amore per la sua famiglia, l’amore per i suoi amici… sempre amore è, no?! è così bello essere innamorati dell’amore!
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Posted in Dolci, Ricette straniere
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febbraio 9, 2011

Mi son sempre divertita tanto a fare il gioco del se fosse, è un modo rapido e colorato per raccontarsi e per scoprire aspetti più secondari e curiosi del carattere di una persona. Da piccolina compilavo lunghe liste su di me e sui miei amici, pagine di quaderno scritte con una calligrafia rotonda e da fanciullina elencando fiori, animali, canzoni, paesi stranieri e frutti. E se ci provassi ora, da trentenne? sicuramente non riuscirò ad eguagliare la creatività immaginifica di una bambina, ma potrebbe venir fuori qualcosa di interessante…
Se fossi un odore sarei l’odore dell’erba tagliata durante un sabato mattina di primavera. Se fossi un rumore, sarei le risate dei miei genitori che guardano un film in salotto mentre io sono già a letto. Se fossi un vestito, sarei un pigiama con i pantaloni di flanella a quadrettoni, la mia uniforme delle giornate libere a casa, il mio passaporto per la mia second life! Se fossi una lingua straniera, beh, questa è facile, sarei l’Inglese, l’inglese di Shakespeare, di Jane Austen, di Nick Hornby e di Jamie Oliver. Se fossi un colore sarei l’arcobaleno, perché mi piace la vita in technicolor, la possibilità di scelta, le sfumature e i contrasti. Se fossi un fiore sarei una margheritina di un prato, il fiore più semplice, ma anche quello con cui passavi i pomeriggi interi a giocare, intrecciandolo in coroncine hippie e recitando il m’ama non m’ama con il cuore trepidante.
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febbraio 7, 2011

Vi capita mai, mentre camminate per strada, di gettare l’occhio alla vetrina e di catturare un riflesso, un’immagine in movimento dai contorni indefiniti? Chi vedete? o meglio, chi vorreste vedere in quel riflesso? A volte spero con tutto il cuore di intravedere una ragazza sottile come un giunco, dall’eleganza innata di Audrey Hepburn, con i capelli in ordine, un suo stile particolare ma non eccentrico, un sorriso luminoso e un’aura dorata intorno. Ma quando alzo gli occhi e metto a fuoco il riflesso, non c’è traccia di Audrey e del suo little black dress.
Se la giornata è partita con il piede storto, sicuramente vedrò una ragazza con i capelli di Mafalda, tutt’altro che un’icona di stile, pesche agli occhi che farebbero la fortuna delle confetture Santa Rosa, carnagione grigina tendente al verde pozzanghera e goffa come un rinoceronte in un negozio di cristalli, una che non sa mai come portare la borsa, perché in qualsiasi posizione la metta tende sempre a scivolare giù, dandomi quell’aspetto tra il precario e l’impacciato che proprio non riesco a scrollarmi di dosso.
Ma ci sono anche i giorni buoni – la maggior parte, per fortuna – e quella che vedo nel riflesso della vetrina in quei momenti non sarà una donna elegante, raffinata e a suo agio in ogni situazione, ma quella ragazza di campagna mi piace e mi fa simpatia, con i suoi difetti che la rendono umana, molto, con la sua pacata autoironia come strumento per passare sopra alle pesche e alla borsa che sembra viva… e allora le sorrido con affetto, risistemo la borsa sulla spalla, precariamente, e passo alla prossima vetrina!
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Posted in Dolci
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febbraio 3, 2011

Martedì 1 febbraio Juls’ Kitchen ha compiuto due anni.
In questi due anni ho scoperto quanto tenere e curare un blog sia essenziale per me – vitale quasi direi – nonostante non abbia mai scritto un diario prima, se non per brevi momenti in cui ero affetta da una forma lieve di grafomania.
Ho scoperto che accanto alle ricette più particolari e ricercate, con preparazioni e ingredienti insoliti, mi piaceva ritrovare le mie origini gastronomiche toscane e lucane con l’aiuto della mia famiglia.
Ho scoperto che mi piace fotografare, oltre che cucinare: confesso qui una passione per i tovagliolini di carta colorati e per i piatti bianchi, oltre ad una venerazione primitiva e quasi pagana per la luce.
Ho scoperto che mi piace scrivere più di quanto ricordassi, in italiano e inglese: fissare non solo ricette, ma anche momenti, pensieri, racconti e ricordi, me stessa in parole.
Ho scoperto che si possono fare amicizie sincere e molto importanti, perché la passione comune unisce e cancella i chilometri (in questo la RyanAir aiuta tanto!).
Ho scoperto che la cosa che preferisco preparare, che sia domenica mattina presto in una cucina con la luce radente o un pomeriggio lento e sonnacchioso, in cui le ombre della sera si allungano, è la pasta fresca fatta in casa. Nonna mi ha insegnato le basi, i movimenti e la pazienza necessaria. Nonna mi ha prestato a tempo indeterminato la macchina per stenderla che le aveva regalato nonno più di venti anni fa. Sempre nonna adesso mi guarda orgogliosa, e mentre stendo la sfoglia mi dice: come ti viene bene la pasta! ma ora è tempo che tu impari anche a fare i bignè. Quelli non ti vengono ancora bene.
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Posted in Pasta Fresca, Primi piatti
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