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Zuppa di farro e roveja con timo e olio extravergine di oliva DOP Umbria

Hello from London! Oggi sono qui in una cucina di Londra, il cielo è come potete ben immaginare grigio plumbeo e fa pure discretamente freddo. Che ci faccio qui? facciamo un passo indietro di qualche mese…

Appena ho saputo che non mi sarebbe stato rinnovato il contratto ho comprato un biglietto (andata e ritorno, metto subito le mani avanti) per Londra, per realizzare uno dei miei tanti progetti: lavorare al blog per un po’ da qui con la mia amica Sarka, perché ogni volta che ci incontriamo con lei e le altre amiche della rete del Foodblogger Connect nascono idee interessanti e mi sento ricaricata di una nuova linfa vitale.

Il piano è semplice: continuare con la solita vita che farei a casa da un punto di vista diverso per due settimane, qualche appuntamento che potrebbe essere interessante per il mio futuro lavorativo e tanto tanto cibo!

Quindi eccomi qui, a guardare le cose dal di fuori, perché come dicono gli inglesi aiuta a pensare out of the box, al di fuori della scatola, a razionalizzare i progetti, a metterli in ordine, a renderli a volte invece più azzardati o a vedere – si spera – stradine laterali che a prima vista mi erano del tutto sconosciute.

Gli inglesi per ispirarsi e rilassarsi vengono in Toscana, nel Chiantishire, under the Tuscan sun, e si perdono nelle nostre colline. Io faccio la strada inversa, vado un po’ under the British rain, e mi immergo nella loro vita di città, a Londra, ma anche fuori nella campagna… Il mio focus rimane lo stesso, la mia terra, ma a volte è utile astrarsi e guardarla con altri occhi, o semplicemente vedere cosa c’è al di fuori del mio orticello sicuro, per tornare più carica di prima.

Ecco quindi una ricetta invernale che ho fatto poco prima di partire per partecipare al concorso organizzato per i foodblogger dalla Strada Olio DOP Umbria. La Strada Olio DOP Umbria ha inviato a tutte noi partecipanti una bottiglia di meravigliso e profumatissimo olio extravergine di oliva DOP Umbria, appena franto, che ho usato per preparare una zuppa invernale di farro e roveja.

Vista la qualità incredibile di quell’olio umbro, ho deciso di abbinarlo alla roveja, il pisello selvatico, un legume antichissimo riscoperto da pochi anni in Umbria e diventato presidio Slow Food, al cui sito vi rimando per avere informazioni dettagliate e conoscerne in breve la storia affascinante.

Da profana, per me il sapore della roveja ricorda quello dei piselli secchi, con un richiamo di ceci e lenticchie, è consistente, saporito, si sposa benissimo al farro nella zuppa. Un accenno di timo serve a dare un tocco di freschezza e colore, mentre i crostini di pane casereccio rendono il tutto un piatto completo e generoso.

5.0 from 4 reviews
Zuppa di farro e roveja
Autore: 
Tipo di ricetta: Zuppa
Tempo di preparazione: 
Tempo di cottura: 
Tempo totale: 
Porzioni: 4
 
Avrai bisogno di...
  • 300 g di roveja
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • ½ cipolla rossa
  • olio extravergine di oliva
  • 1 foglia di alloro
  • 1 rametto di timo
  • 2 cucchiai di passata di pomodoro
  • 200 g di farro bio decorticato
  • sale
Per servire:
  • qualche fetta di pane casereccio
  • sale
  • pepe nero macinato sul momento
Come si fa...
  1. La sera prima metti la roveja in ammollo in abbondante acqua fredda.
  2. Il giorno dopo, con largo anticipo rispetto all'ora di pranzo o cena, fai un battuto fine con la cipolla rossa, la carota e il sedano.
  3. Versa qualche cucchiaio di olio sul fondo di una pentola capiente dal fondo spesso o in ghisa, poi aggiungi il battuto e fallo cuocere a fuoco basso per qualche minuto, finché non si ammorbidisce.
  4. Aggiungi la roveja scolata, il rametto di timo e la foglia di alloro, due cucchiai di passata di pomodoro e un pizzico di sale. Mescola con un cucchiaio di legno e lascia insaporire per qualche minuto, poi aggiungi il farro decorticato sciacquato sotto l'acqua corrente e copri con acqua calda, circa 600 ml.
  5. Lascia cuocere coperta a fuoco basso per circa un'ora, controllando spesso che non diventi troppo asciutta (in caso aggiungi un po' d'acqua calda). Un'ora di cottura è sufficiente per cuocere completamente il farro e lasciale la roveja piuttosto al dente e consistente. Se la preferisci più cotta aggiungi il farro a metà cottura e lascia cuocere la roveja per un'ora e mezzo o come preferisci.
  6. Quando la roveja è quasi pronta, affetta del pane casereccio e fallo a cubettini, poi saltalo in padella con un filo d'olio, un rametto di timo, sale e pepe nero macinato sul momento, finché non diventa ben dorato e croccante.
  7. Servi la zuppa di farro e roveja con una manciata abbondante di crostini di pane saporiti e finisci con un generoso giro d'olio sul piatto.

 

Per concludere, felicissima di questa recensione del blog su Taccuini Storici!

 

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This Post Has 26 Comments
  1. Penso anch’io che a volte faccia bene cambiare aria e guardarsi dall’esterno per fare chiarezza ed individuare più velocemente obbietivi e progetti. Quindi buon “lavoro” di ricerca a Londra! Intanto mi segno la tua zuppa che anche se non posso ora procurarmi quel fantastico olio umbro, ho qui un brisighello comprato direttamente dal contadino che non aspetta altro che una zuppa sostanziosa e gustosa come quella che ci proponi oggi. Un caro saluto e buon viaggio 🙂

  2. Lo sai che sono contenta per te, per la tua scelta e sono sicura che troverai ancor meglio la tua strada e un bel panorama intorno.
    tornando alla ricetta, che io ho fatto per l’appunto l’altra sera, ti svelo che per un attimo mi sono domandata: ‘ ma che ha fatto la Juls, s’è portata in valigia pure il coccio per la zuppa??’
    un bacio grande!

  3. Brava juls! Viaggiare è terapeutico e stimolante. Ormai seguendoti da diverso tempo e quindi con la pretesa di “conoscerti” almeno un pò sono convinta che da questa tua esperienza ne verrà fuori sicuramente qualcosa di ottimo! Buona Londra. Simo

  4. Anch’io pensavo fosse una foto fatta a Londra!
    Quando leggo il tuo blog scopro sempre qualcosa di nuovo, come questi piselli selvatici.
    Spero che la tua vacanza si riveli molto proficua dal punto di vista lavorativo.
    Ciao e buona giornata

  5. Guardare le cose da fuori, respirare, e vedere che tutto sommato, la città non sta crollando è spesso di grande aiuto per aiutarmi a ritrovare quell’energia positiva che, non si sa perché, spesso esce dai pori senza che me ne accorga come un secchiello bucato e pieno d’acqua marina che, una volta arrivata sotto l’ombrellone, mi accorgo essere vuoto (stamattina mi vengono tutte metafore estive, sarà un segno?!). Farò la stessa cosa tra poche settimane, andrò a trovare un’amica a Berlino per ritrovare un po’ di ispirazione, vedere qualcosa di nuovo intorno a me, stupirmi. La zuppa è splendida Juls, proprio quello che ci vorrebbe in queste giornate di ghiaccio attaccato ad ogni cosa. E con un filo d’olio a crudo non può che diventare speciale (ho già in mente un’olio umbro che vorrei tanto tanto avere in questo momento, sigh!). Un bacio, stay hungry.

  6. Bravissima Giulia, credo che guardare le cose con un po’ di chilometri di distanza aiuti a capire di più cosa si fa, ciò che si vuole e come fare (o provare) a raggiungerlo. Mi piace l’energia positiva che traspare in questi ultimi tempi dalle tue parole e anche se non sempre riesco a fermarmi per dirtelo, sappi che ti leggo sempre e trovo grande spinta anche per me alle prese con un day by day da risistemare e riorientare.
    Goditi Londra, tutti i suoi colori e suoni, ogni ispirazione che ti darà.

    un racione
    Claudia

  7. questo post è bellissimo, da la carica anche a me, e son giorni che ti penso e che ho una mail “sulla punta della penna”! intanto ti mando un abbraccio caldo.

  8. Cara Giulia, in bocca la lupo per tutte le nuove avventure che affronterai. Ci vuole coraggio, nella vita, ed è, anche per me, il proposito principe di questo nuovo anno.
    Buona permanenza a Londra, per il momento!
    Chiara

  9. In bocca al lupo per tutto Giulia!!!…anche io sto per iniziare una nuova avventura…abbandonando il cioccolato (ebbene sì…sono io la mente che, da qualche mese, sta dietro a faceciok) e tornando al mio primo amore…il teatro!

    con un occhio vigile sui vostri fantastici blog…ovviamente!!!!

    e non si può mai dire…forse forse ne aprirò uno anche io…

  10. Ogni volta che ti leggo mi viene un’irrefrenabile voglia di cambiare vita, davvero!
    complimenti per la tua scelta e ancora in bocca al lupo per i tuoi progetti!
    … non vedo l’ora di leggere le tue avventure londinesi! 🙂

  11. Ecco…una collega di mio marito ci ha regalato per Natale una bellissima bottiglia d’olio extravergine prodotto dalla sua famiglia, che devo ancora aprire perchè stiamo finendo una tanicona di evo acquistata quest’estate a Capalbio. Volevo proprio preparare una bella ricetta che valorizzasse il regalo e mi hai dato un’idea, anche perchè da amanti della Toscana e della sua cucina la zuppa di farro la facciamo spesso!

  12. Che bontà! Io adoro la cucina umbra, trovo che sia la più genuina e tradizionale d’italia. Ma ti prego dimmi dove hai trovato la roveja? la cerco da tanto e non posso tornare in umbria a riprenderla per ora 😉

  13. Ciao Juls .. devo ammettere che mi sono letta la tua presentazione tutta d’un fiato.
    Amo la Toscana, i suoi paesaggi che lasciano senza parole e la gente del posto, genuina e dall’accento simpatico e scanzonato!
    Bello il tuo modo di prendere la vita, tanto che lo si ritrova nelle tue ricette, nei racconti dei tuoi post!
    E’bastata una descrizione accurata di questa tua zuppa per far sì che mi venisse voglia di provarla, quasi sentissi già il profumo e il gusto forte e deciso di questo extravergine DOP umbro. Complimenti anche per le foto espressive al massimo!
    Spero con il tempo di riuscire a far diventare il nostro nuovo blog simile al tuo nella capacità di esprimersi da solo anche solo attraverso le immagini e le parole giuste!

    Un abbraccio, Alice

  14. Giulia che bello immaginarti a Londra che ci parli, che progetti, che cucini…. le zuppe sono speciali in inverno ed in Toscana credo siano veramente un punto forte della cucina. In questi giorni sono stata a casa colpita come tanti da questa influenza….mi ha fatto letteralmente compagnia il tuo libro..non è solo un libro di ricette ma è pieno di storie familiari, di passato unito al presente…spero che tu ci metta del tuo per farlo conoscere un pò in giro a 360° perchè sarebbe un peccato per le persone non poterlo avere tra le mani e sentire questi profumi, odori, storie…nella mia cucina porta tanta gioia ed anche quella serenità che si cerca quando vuoi staccare la spina e coccolarti un pò!!!! Continua così! Un abbraccio

  15. Ciao Jul, ti seguo spesso, ma non scrivo molto:)
    Rimango sempre affascinata dalle tue calde foto e dalla semplicità e bellezza dei tuoi piatti.
    Spero che queste settimane in un nuovo ambiente siano epr te delisiose e piene di nuove esperienze:)
    Io aspetto di sapere come sono andati i vostri the 😀 sono un ‘amante dei dolcetti da the e lì ce ne dovrebbero essere tantissimi!
    un saluto e un arrivederci^_^

  16. Ciao Giulia

    Se non si trova la roveja si puo’ sostituire con le lenticchie? Ci sarai a casa tra il 5 e il 13 Febbraio? Mi farebbe piacere averti a pranzo o cena se puoi.
    Francesca

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