
Ci risiamo. Dopo la trippa, i crostini di milza e di fegatini di pollo, la mia parte verace e ruspante di Toscana amante delle frattaglie viene di nuovo fuori.
Questa volta è il turno dei fegatelli di maiale. Un piatto semplice, povero ma pieno di gusto, adatto per questi mesi invernali che si stanno avvicinando perché calorico e pieno di sostanza e sapori veri.
La prima volta che mi sono trovata nel piatto dei fegatelli di maiale ho guardato mamma interrogativa, non sapendo come classificare quei pezzetti di carne avvolti da una cosa strana: superato il primo momento di sconcerto, si scopre un sapore deciso e ricco, sicuramente unico nel suo genere.
Eppure i fegatelli erano uno dei piatti preferiti di nonno Remigio. Anche in questo caso, come faceva friggendo il baccalà, aggiungeva nel tegame troppo olio e la casa si riempiva di fumi e odori.
Te ne accorgevi dall’ingresso se li aveva preparati!
Visto che noi siamo amanti dei sapori forti, il fegato da solo non basta! Lo avvolgiamo nella rete, che a Siena viene chiamata ratta.
Dicesi ratta quel tessuto grasso che ha appunto l’aspetto di una rete che avvolge l’intestino del maiale. Nei nostri supermercati si trova già nella stessa vaschetta con il fegato del maiale.
In questo caso la sua utilità è quella di avvolgere i pezzi di fegato in cottura, rendendoli più morbidi ed esaltando il loro sapore, visto che con il calore si scioglie e riveste e compenetra la polpa del fegato.
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Ingredienti:
- fegato di maiale
- rete di maiale
- pane toscano a fette
- salvia
- sale e pepe
- finocchietto selvatico
- olio extravergine di oliva
Taglia il fegato di maiale in pezzi più o meno uguali della grandezza di grandi bocconcini di carne da spiedino.
Avvogli ogni singolo pezzo nella rete e poi forma uno spedino alternando fegato, salvia e fetta di pane.
Appoggia gli spiedini in una pirofila e condiscili con sale, pepe e un filo d’olio. Se ti piace – a me molto, mamma poco, quindi questa volta non lo abbiamo messo – infilza lo spiedino anche con un rametto di finocchietto selvatico, che si sposa benissimo con la carne di maiale in generale.
Cuoci in forno caldo a 180°C per circa 30 minuti, girandoli di tanto in tanto.
Puoi cuocerli allo stesso modo in un tegame sul fuoco con un po’ più di olio – mio nonno, appunto, faceva così – ma attenzione al fumo che si sprigiona!
P.S. Nota di colore! lo vedete che bello il tavolo sotto alla prima foto? Pensate che era il tavolo da lavoro del mio bisnonno Pietro, sul quale montava ed aggiustava le cassette delle pecchie, quelle che comunemente sono conosciute come le casine delle api, quando ancora si faceva il miele anche nella mia famiglia.
Poi passò a nonno Biagio, che passava i pomeriggi curvo su quel tavolo da lavoro, ma sempre impaccabilmente con il completo – giacca e pantaloni coordinati, camicia e gilet – ad aggiustare e creare di tutto, dalle radio ai vassoi in legno di nonna – vi ricordate quello della pasta fresca?
Terzo in ordine di tempo a lavorare su quel tavolo è stato babbo, e in questo caso la superficie consunta e segnata dal tempo ha visto passare casse per l’impianto stereo, mensole, mobilini ed arco e frecce! Adesso è in un piccolo stanzino, in attesa di essere recuperato. Quando tornerò nella mia casetta – chissà quando, ma i 30 anni dell’ultimatum dei miei genitori per abbandonare il nido si stanno avvicinando a grossi passi – sarà il pezzo forte della mia cucina, già deciso! Deve solo passare sotto le mani capaci e sapienti di babbo! (sì, babbo, se leggi il post è un caldo invito al restauro, eh eh)
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Tag: maiale





























Non amo le frattaglie, tranne fegatini e fegatelli vari… Questi mi ispirano! Bello anche il tavolo sotto…
ecco…questi forse sapendo cosa sono farei fatica…se mi si tace cos’è però forse…
io e le frattaglie non andiamo tanto d’accordo, ma mio marito è maremmano quindi….
Se si passano in padella con un po’ di olio (e con la cappa di aspirazione accesa!!!) io consiglio l’uso dell’alloro al posto del finocchietto.
In forno vengono comunque un po’ piu’ duri.
Mai provato, dopo il forno, a padellarli con del pomodoro?
i fegatiniiiii!!!
qui a casa (escludendo il mio Sa) ne andiamo matti!!!
aromatizzati con foglie di alloro e cotti sulla griglia al calore di una bella brace:)
i tuoi spiedini sono favolosi!!!per la prossima grigliata li preparerò sicuramente!!!
grazie juls!!
ah quasi dimenticavo, il tavolo è meravigliosooooo!!! sai in cucina ho il tavolo di mia nonna!mi piace così tanto ( il tuo è moltooooooo più bello!!!!) ci son cresciuta su quel tavolo! i compiti, le merende, i giochi, le partite a carte e a tombola durante il Natale!
baciiii
io non sono un’amante delle frattaglie ma questa teglia ha un aspetto superbo! chissà che non mi faccia ricredere
Un bacione
fra
Le foto fanno venire fame, di certo!
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ciao non so se ti è arrivata la mia mail…..su Giallo zafferano c’è il sondaggio per la ricetta della marmellata…puoi far votare per te anche i tuoi amici se vuoi!
Marty
Non amo le frattaglie, ma la tua idea mi piace ugualmente. ciao un bacione.
Della fratteglie varie, come tanti vedo, non ne vado matta ma il fegato/fegatine ne sono sempre andata pazza, fin da piccola! Mi piace il sapore forte e deciso e conconrdo con Corrado T che l’alloro ci sta benissimo!
Che bello quel tavolo e che bella storia!È tempo di farlo rivivere in una vivace cucina!
Se me li presentassi così belli come sono in foto forse ci cascherei pure io che non mangio le frattaglie…
ecco, mai fatti.
ma presentati così, credo che potrei applicarmi con facilità… hanno un aspetto strepitoso!!
sarò forse una delle poche (compresa te:) a cui piacciono… ma io le frattaglie le adoro.
NOn solo. Tu pensa che proprio l’altro giorno ho mangiato anche cuoricino e palle del coniglio! (spero che nessun vegetariano mi legga)… comunque, ottima preparazione!
Mi hai convinta! Davvero! L’unico problema è che ora li VOGLIO e io non sono brava a cucinare la carne, quindi?……come si fa???? Quando leggo il tuo blog mi sembra di vedere la tua famiglia a tavola, sei fantastica!
@ per i non amananti delle frattaglie: ricredetevi e dategli un’opportunità!!
@ CorradoT: me lo segno, me lo segno! mai provati ma mi sa che risultano bene!!
@ Chiara: buoni anche sulla griglia, sì.. mamma che fame! Siamo mlto simili nell’attaccamento agli oggetti che ci ricordano qualcosa.. anche il mio tavolo non è ‘bello’, è vissuto e vivo, sa di famiglia!
@ FiOrdivanilla: Buoniiii! cosa intendi per palle del coniglio?? io chiamo ‘pallini’ i lombi, e me li litigo sempre con mamma, sono buonissimi! Li andiamo a cercare subito con la forchetta nel tegame mentre il coniglio cuoce e andiamo in giro con questo pallino in giro, come raccontano a ‘Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Greco’!
@ Silvia: questi sono a prova d’errore! provali! grazie!! a me pare di avervi tutti a tavola con me!
Buoni i fegatelli, li mangio ogni morte di papa ma sono quasi una tradizione a casa quandoa rriva l’autunno, si accende il camino, e si fann cuocere sullo spiedo….