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Spezzatino alla fiorentina. Dicembre è il mio agosto.

Dicembre è il mio agosto, con il bonus di tè caldo alle spezie, pane appena sfornato mangiato con un velo di miele a colazione, il fuoco della stufa, l’odore di mandarini e la rilassatezza, il lusso, di poter fare le cose con calma.

Ho sempre considerato l’autunno la mia stagione, quella che mi dà energia e mi riempie la testa di nuovi propositi. Poi sono arrivati gli inverni brumosi degli ultimi anni, che mi hanno presa per le spalle, scossa e svegliata. Non è tanto per il Natale, che da sempre è la mia scorciatoia per tornare bambina, è per tutto quello che lo precede e lo segue.

Toscana in inverno

Per gran parte della mia vita ho vissuto aspettando che l’inverno passasse, pregando che facesse in fretta. I maglioni di lana mi pizzicavano, i cavoli erano noiosi, la pioggia mi rovinava i programmi. Quanto ho perso nell’aspettare con impazienza la primavera, ignorando tutto ciò che l’inverno solo può dare.

L’inverno ti mette a nudo, ma cela tutto in potenza. Spoglia gli alberi dalle foglie ma nello stesso tempo, mettendoli a riposo, fa sì che possano tornare a sorprenderti in primavera, come se tu vedessi per la prima volta quella nuvola rosa che sono i ciliegi in fiore.

Negli ultimi anni ho iniziato a guardarmi intorno, a godermi l’inverno, i maglioni pesanti di lana, che, stranamente, non mi pizzicano più, i cavoli e anche le giornate fredde di pioggia, che sembrano fatte apposta per godersi la casa, accendere la stufa e scegliere un libro tra quelli che si accumulano pian piano durante l’estate, i miei leggerò.

Sembra dimesso l’inverno, sveste i colori sgargianti dell’autunno e indossa i marroni, i grigi e i bianchi. Eppure tutto questo non mi sembra più monotono, riesco finalmente a capire il fascino più discreto di una mattina invernale, scintillante di brina, di un bosco a riposo, di un campo assopito.

Toscana in inverno

L’inverno mi dà anche la possibilità di avere più tempo per me. Ho ricominciato a passeggiare con Noa, mi fa bene. Appena vede che mi metto le scarpe e prendo il suo guinzaglio comincia a correre verso il cancello e a tornare indietro senza fiato, puoi leggere l’eccitazione in ogni suo movimento, dalle orecchie ritte al ghigno scomposto di chi non sa più trattenere la contentezza.

Cammina a testa alta, schiva una pozzanghera, si abbassa a fiutare la pista di qualche animale selvatico e riparte. Corre sulle foglie secche, si vede che le piace il fruscio che fanno, ogni tanto si siede e guarda lontano. Grazie a lei riesco a godermi la campagna anche e soprattutto in inverno, quando ci si scalda camminando veloce, mentre l’aria tagliente mi fa arrossire le guance dal freddo.

Toscana in inverno

Ho finalmente capito perché amo tanto le passeggiate in campagna: è come quando cucino, sono presente al cento per cento nel momento. Ho le percezioni aumentate, sento gli odori che cambiano con il passare delle stagioni. Ora sento l’odore di pioggia, quello secco del gelo, con il crepitio della terra ghiacciata sotto ai piedi, sento quello del ginepro che cresce lungo la strada, che sostituisce l’odore balsamico della menta secca calpestata, o quello tostato del grano. Il mio bisnonno, appena arrivava il freddo, diceva: lo senti? questo è l’odore della neve. Questo è il vento freddo che struscia sulla neve sulle montagne e ci porta qui il suo odore.

Ora c’è un odore umido, di bosco, che ti circonda a ogni passo, ti abbraccia. I rumori sono attutiti, affretti il passo per scaldarti e, nel frattempo, aumenta la voglia di cotture lunghe e lente.

Spezzatino alla fiorentina

Spezzatino alla fiorentina

Ogni tanto devo accontentare anche Tommaso. Sono una ragazza da legumi e verdure, amo le uova cotte all’ultimo momento in un padellino, con l’albume croccante e il tuorlo ancora morbido, della stessa consistenza del miele. Ogni tanto, però, devo ascoltare anche chi, paziente, siede al di là del tavolo ogni giorno, qualcuno che ama la pasta al pesto, la maionese con il parmigiano, i piatti semplici di una volta, quelli con i quali è cresciuto.

Lo spezzatino mancava qui sul blog, anche se lo cucino spesso per Tommaso. Uso tagli di carne povera, muscolo o guancia di manzo, e la cuocio a fuoco basso per tutto il tempo necessario, accompagnata dai pelati di mamma e da qualche patata gialla e soda. È uno classico stufato toscano, e piano piano è diventato anche un piatto nel quale in inverno ci rifugiamo volentieri, come in un abbraccio. 

Spezzatino alla fiorentina
Autore: 
Tipo di ricetta: Secondo
Cucina: Toscana
Tempo di preparazione: 
Tempo di cottura: 
Tempo totale: 
Porzioni: 4
 
Avrai bisogno di...
  • 800 g di guancia di maiale
  • 2 spicchi di aglio
  • Olio extra vergine di oliva
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • 500 g di pomodori pelati
  • 800 ml di acqua calda
  • 500 g di patate a pasta gialla
  • Sale
  • Pepe nero macinato
  • Timo fresco
Come si fa...
  1. Tagliate la carne a cubetti regolari di circa 2 cm di lato. Coprite di olio il fondo di una pentola capiente. Aggiungete due spicchi di aglio e scaldate l’olio, poi aggiungete la carne e rosolatela a fuoco medio-alto su ogni lato, mescolandola in modo che cuocia in modo uniforme.
  2. Quando la carne ha assorbito tutto il liquido che rilascerà, aggiungete il vino rosso. Sfumatelo e, una volta assorbito, aggiungete in pentola i pomodori pelati, sciacquando il barattolo con un po' di acqua calda, aggiungendo anche questa in pentola.
  3. Sbucciate le patate, tagliatele a tocchetti regolari e aggiungete anche queste in pentola.
  4. Regolate di sale e pepe e riportate tutto a ebollizione. Fate cuocere a fuoco basso, coperto, controllando di tanto in tanto per verificare che nella pentola ci sia ancora sufficiente liquido, per almeno un’ora.
  5. Servite subito lo spezzatino con un po' di timo fresco, o lasciatelo da parte per il giorno dopo, quando sarà ancora più buono, una volta riscaldato.

 

Spezzatino alla fiorentina

Link Love

  • Ci avviamo verso la fine dell’anno. Invece di stilare una lista di buoni propositi per il 2017, avete mai pensato a scegliere una parola che possa guidarvi nelle scelte e nel raggiungimento degli obiettivi per il prossimo anno? Nicole Gulotta ci dà qualche idea qui.
  • Uno spezzatino toscano, ma diverso da questo. Speziato, fragrante, unico nel suo genere, è lo stufato alla sangiovannese
  • Lo spezzatino, oltre che con il vino rosso, si può prepare anche con la birra. Qui la mia versione con la Guinness, qui quella con birra doppio malto e senape di Rossella, qui la classica ricetta belga, la carbonnade à la flamande, del Cavoletto di Bruxelles.
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This Post Has 5 Comments
  1. Solamente poche parole per esprimere la commozione che m ha suscitato il tuo bellissimo post…. Hai fatto in modo che io fossi lì, nella splendida campagna toscana, con i suoi colori unici e i suoi profumi intensi….. Grazie….. è stato un viaggio emozionante!

  2. Juls meno male che ci sei tu a ricordare certi piatti che hanno fatto da leit motivo secoli fa… Che nostalgia faró anch’io lo spezzatino che ha in comune con le ciliegie i biscotti che un pezzetto alla volta… Oplâ è finito.. Ciao

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