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Dedicato A Te. Dimmi Chi Sei E Ti Regalo Una Torta!

Dedicato a te. Dimmi chi sei e ti regalo una torta!

Cucinare mi ancora alla realtà. La scorsa settimana, durante Cibo a Regola d'Arte, riflettevo sul motivo per cui ho aperto il blog e sul perché ci scrivo ancora con regolarità da otto anni.  È semplice: ho sempre amato cucinare. Sono curiosa in cucina, mi diverto, e il blog mi ha aiutata a alimentare questa curiosità. Cucinare mi ha salvato la…

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Da Un Forno Fiorentino: Il Pan Di Ramerino Del Giovedì Santo

Da un forno fiorentino: il pan di ramerino del Giovedì Santo

Mamma ha impastato a mano dieci schiacciate di Pasqua, profumate di anice e rosolio. Le ha formate con le mani ricoperte di farina, le ha messe nei tradizionali stampi di carta marrone e poi le ha fatte lievitare nel caldo della cucina, al riparo dagli spifferi grazie a una coperta a quadri. Con l’aiuto di babbo le ha poi infornate…

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Crespelle Di Farina Di Ceci Con Patate Al Rosmarino E Pancetta

Crespelle di farina di ceci con patate al rosmarino e pancetta

Mi capita, specialmente in questi lunghi pomeriggi grigi e di pioggia, di rimpiangere un po’ l’estate, la stagione delle feste in giardino, dei barbecue e degli aperitivi sotto le stelle accarezzati da una brezza leggera. È un pensiero che dura poco, però, perché anche l’autunno e l’inverno hanno i loro lati positivi, pensate solo alle cene in casa, magari con un camino accesso su cui cuocere in una vecchia padella di ghisa forata le caldarroste, che spargono per casa un profumo buono, secco, di fuoco.

Se durante la stagione calda gli spazi a disposizione sono spesso più ampi e il bel tempo e l’abbronzatura portano tutti ad essere più aperti e ben predisposti, spesso in inverno ci si scontra invece con stanzette più piccole in cui dover organizzare una cena e vetri velati dalla condensa, per il freddo fuori. Ecco che quindi si rende necessario mettere tutti a loro agio, dando una sensazione di calda ospitalità.

Come fare? Come rendere piacevole e memorabile anche la cena improvvisata all’ultimo? Come far sentire tutti i benvenuti e renderli partecipi?

A me piace coinvolgere gli amici nella costruzione fantasiosa del loro piatto, in modo che ognuno possa personalizzare il suo panino, o pizzetta, o tigella a seconda dei gusti e dell’estro del momento. Da ex studentessa di marketing, mi è rimasta in testa l’importanza data alla personalizzazione del servizio e alla creazione dell’esperienza, per quel poco che mi ricordo dei tempi dell’università.

Rendi partecipe il cliente – in questo caso i tuoi ospiti – e si sentiranno unici e coccolati. Coinvolgili in un’esperienza e quell’evento sarà per loro memorabile. Tradotto in poche parole, cosa c’entra con una cena a casa?

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Passato Di Ceci Con Baccalà

Passato di ceci con baccalà

Uno degli elementi della cucina toscana che più mi affascinano e mi rendono orgogliosa è il fatto che ci sono poche regole, ma sono da considerarsi alla stregua di dogmi, che descrivono in maniera sintetica - attraverso gli abbinamenti di ingredienti, erbe, sapori e profumi - i tempi della natura e l'avvicendarsi delle stagioni. Queste regole vengono introiettate da ogni…

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La Faraona All’arancio

La faraona all’arancio

Da piccina ero incuriosita da un piatto che per me, abituata ai nomi comuni di coniglio o pollo, aveva un fascino aristocratico: l’anatra all’arancio. Mi ricordo che uno dei miei zii, a cui piaceva scherzare, ci diceva sempre che non sarebbe rimasto a cena da noi finché non avessimo preparato l’anatra all’arancio.

Era un modo per dire che non voleva rimanere a disturbare, ma come sempre lo faceva in maniera scherzosa. Io ogni volta ci cascavo, e mi facevo mille fantasie su questa fantomatica anatra all’arancio, che doveva essere tanto speciale.

L’anatra all’arancio ha infatti origini antichissime. Si dice che l’anatra fosse allevata e cucinata in Cina più di tre millenni fa, che fosse arrivata in Europa molto più tardi, apprezzata dai Romani e in seguito molto amata dagli Inglesi. Pare anche che la ricetta dell’anatra all’arancio, per quando da tutti ritenuta francese, fosse in realtà fiorentina, portata alla corte di Francesco I da Caterina de’ Medici, andata in sposa a suo figlio Enrico II… ma anche questa è una leggenda e molto probabilmente sia i francesi che gli italiani si erano già resi conto di quanto l’arancio si sposasse bene con la carne d’anatra.

Un giorno mamma mi stupì e la preparò. Allo scherzo di zio, rispose con un altro scherzo: non era anatra, ma una più prosaica faraona all’arancio. Per quanto abbia chiesto a mamma da dove provenga la sua ricetta non siamo riusciti a capire quando di preciso abbia cominciato a farla e chi le abbia passato la ricetta.

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