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La cucina di Nonna Menna: il pollo alla cacciatora

Zia Lina è la zia di mamma, una classica zia toscana, sorridente, robusta, forte. Abita in campagna vicino Barberino Val d’Elsa, ha una bella casa con tanti animali, un orto, un frutteto, una vigna e tanti olivi. Quando da piccola andavamo a trovarla ci faceva sempre mangiare tante cose buone, la pasta ruvida fatta in casa, la schiacciata col rosmarino, il pollo e i dolci tipici.

Si giocava fuori con le sue nipoti: a rincorrerci, a un-due-tre-stella, a nascondino… i giochi stancanti ed entusiasmanti di quando siamo piccoli, di quelli che ti fanno finire sfinita sul prato a ridere a crepapelle per un niente, guardando il cielo e le nuvole e respirando l’aria fresca delle sere d’estate, l’erba schiacciata, la menta e il gelsomino.

Poi ci chiamavano e si correva tutti a cena, a mangiare in una stanza fresca, con il tavolo in marmo e le sedie di paglia, rubando al passaggio pezzi di schiacciata calda dai vassoi pronti per essere portati in tavola. Il pollo alla cacciatora fatto così è uno dei piatti che faceva più spesso: alla fine restava nel piatto un sugo denso e saporito, da finire facendo la scarpetta con i cantuccini rimasti del pane toscano sulla tavola.

Ingredienti:

  • pollo, 1 intero, pulito e tagliato a pezzetti
  • carota, 1
  • cipolla rossa, 1
  • sedano, 1 gambo
  • pomodori maturi, 3
  • olive nere
  • olio extravergine di oliva
  • vino rosso, 1 bicchiere
  • sale & pepe

Lava il pollo e taglialo a pezzi, lasciandolo a bagno in acqua.

Fai un battuto con carota, cipolla e sedano. In una padella ampia metti a crudo dell’olio extravergine di oliva ed il battuto. A questo punto togli il pollo dall’acqua e senza scolarlo troppo mettilo in padella, ancora a freddo.

Fai ritirare l’acqua del pollo lavato e fallo rosolare su tutti i lati, a quel punto versa un bicchiere di vino rosso e fai ritirare anche questo. È giunto il momento del pomodoro: puoi aggiungere del pomodoro fresco a pezzi senza buccia, oppure della passata di pomodoro.

Lascia cuocere una decina di minuti, facendo attenzione a che non si attacchi tutto – succede attenzione! –  poi aggiungi le olive a piacere, gira e lascia cuocere ancora qualche minuto.

Ecco pronto il pollo per essere mangiato!

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This Post Has 14 Comments
  1. Uh bono il pollo alla cacciatora!!!
    Mi piace da morire… A me lo prepara sempre la mia mitica nonnina…

    Come stai? Tutto bene?
    Tra quanto la partenza?
    Buona giornata e un bacio grande!

  2. I’m back I’m back! lo sai che quando descrivi questi ricordi e queste ricette ti adoro??Perchè riesci a far vivere momenti bellissimi e farmi sentire come se li avessi vissuti anche io!La mia nonna ha sempre cucinato 3cose in croce e facevano pure schifo! La cosa migliore in assoluto era il minestrone surgelato! In compenso la mia mamma il pollo alla cacciatora lo fa spesso in inverno, accompagnandolo con la polenta proprio per via di tutto quel sughino!!! BONOOOOO! Buona giornata!

  3. Che bel racconto Jul. Davvero buono il pollo alla cacciatore! con il sughetto ci faccio sempre la “scarpetta” con il pane alla fine mmmmm.
    Buona giornata.
    Kiki

  4. mamma quanti ricordi con questo pollo sono affiorati….mia nonna ci faceva la pasta con il sughetto e poi ci dava il pollo e noi come si dice a napoli ci “inguacchiavamo” tutti:-)….
    adesso vado a leggervi il rsto su mik, ma gia la foto parla da sola!!
    bacioni imma

  5. Mamma mia, Juls, questo pollo sa proprio di zia, anzi di zia no, perché la mia zia non sa cucinare e nemmeno le mie nonne, sa di nonno, ecco, il mio nonno lo avrebbe saputo fare proprio così! E la tua descrizione del casolare in campagna, dei piatti rustici e dei giochi nei prati mi hanno tanto ricordato la mia infanzia…

  6. Uhm, sono un pò contrariata, le mie nonne non cucinavano praticamente nulla…il massimo del ricordo son patate bollite e patate fritte…confesso di non andare matta per il pollo alla cacciatora, ma finora ho assaggiato solo la versione di mia madre che è completamente diversa da questa…

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