La cucina di Nonna Menna: la minestra di pane
dicembre 2, 2009

La minestra di pane, o zuppa di pane, o anche chiamata zuppa di cavolo nero e fagioli, è uno dei piatti più diffusi nei mesi freddi in Toscana, è un piatto antico, che i contadini hanno sempre fatto.
A casa di nonna, invece, era un piatto che non si faceva spesso perché non era tra i preferiti del mio bisnonno Piero, il babbo di nonna. Da parte materna, invece, nella famiglia della bisnonna Pia, era un piatto quasi quotidiano. Se non c’era il cavolo nero, si poteva sostituire con delle bietole, che rendevano la zuppa meno forte e decisa, facendola guadagnare in morbidezza e dolcezza.
Fare questa minestra di pane è stato un tuffo nel passato, fino alla fine dell’Ottocento, perché non appena nonna mi ha portato la zuppiera per metterci la minestra si è scatenata un’ondata di ricordi che è risalita fino alla mia bisavola Maria, la bisnonna di nonna: un flusso di memoria che passa di oggetto in oggetto come in una saga familiare di Isabelle Allende.
Questa zuppiera bianca e azzurra della foto, infatti, apparteneva ai nonni paterni di nonna che, quando lasciarono la casa di Dometaia dei miei avi Maria e Giuseppe (giuro! non sono nomi inventati… e non siamo risaliti nemmeno così indietro!) si divisero i ricordi di famiglia.
Ai miei trisnonni Tommaso ed Adele toccarono un servito cinese, che ancora fa bella mostra di sé nella vetrina di nonna, e questa zuppiera.
Dei loro cimeli è rimasto poco, anche perché con il passaggio della guerra molto andò perduto, ma nonna ancora si ricorda di due lanterne che tenevano attaccate ai barrocci quando giravano di sera e dei gioielli della trisnonna Adele che, morta giovanissima a 30 anni con 6 figli già dati al mondo, andarono alle figlie femmine o rimasero da parte, custoditi gelosamente, per le nipoti che sarebbero arrivate.
Nonna si ricorda un filo di perle, un anello con due cuoricini legati, degli orecchini neri – come quelli degli Etruschi, dice nonna – e del corallo, prezioso e vissuto come un vero e proprio tesoro.
E mentre nonna continuava a raccontare di case costruite su tombe etrusche che fungevano da cantine, di viaggi a Livorno a trovare la zia bella, la zia Giulia, la sorella del nonno, di contadini che cambiavano casa e podere ogni pochi anni fino a che non costruirono questa casa in cui abitiamo adesso nel 1926, io seguivo incantata le sue mani che preparavano la minestra di pane con tocchi sapienti e misurati.

::::: LA MINESTRA DI PANE :::::
Ingredienti:
- cavolo nero, un mazzetto
- cavolo cappuccio, uno spicchio (diciamo un quarto di palla di cavolo)
- cavolo verza, uno spicchio (come sopra)
- carote, 2 medie
- patate, 3 medie
- fagioli precedentemente lessati, con la loro acqua, circa 300 gr (fagioli a secco)
- cipolla rossa, ½
- pomodori pelati, 3
- pane toscano raffermo a fette
- olio extravergine di oliva
- sale e pepe
- osso di maiale (in sostituzione 125gr di cubetti di pancetta dolce)
La prima cosa da procurarsi sono dei fagioli già lessati con abbondante acqua, in modo che abbiano un brodo di cottura da utilizzare per la minestra di pane.
Trita la cipolla finemente e falla soffriggere in una pentola grande e capiente. Se non hai l’osso di maiale, questo è il momento di aggiungere la pancetta per dare una sferzata di gusto alla minestra di pane. Quando la cipolla è dorata, aggiungi carote e patate sbucciate e tagliate a cubetti, i tre tipi di cavolo tagliati a strisce non troppo sottili (soprattutto il cavolo nero, non deve disfarsi, si deve vedere bene alla fine). Per finire, aggiungi il pomodoro tagliato a pezzi.
Copri le verdure con l’acqua di cottura dei fagioli, aggiusta di sale e pepe e fai sobbollire lentamente per circa 45 minuti, aggiungendo dell’acqua nel caso ce ne fosse bisogno.
Passa 2/3 dei fagioli con il passaverdure o con il mixer e aggiungi la crema di fagioli alla minestra che già sta sobbollendo da tre quarti d’ora: fai cuocere per altri 30 minuti.
Di tutte le verdure che abbiamo messo a bollire, il cavolo nero è quello che cuoce più lentamente, dice nonna, quindi prendi le strisce di cavolo nero come metro di giudizio per capire che tutte le verdure siano cotte.
Alla fine unisci i fagioli interi, controlla di nuovo sale e pepe e togli dal fuoco.
In una zuppiera capiente fai uno strato di pane raffermo , versa con un ramaiolo alcune cucchiaiate di minestra e aggiungi sopra altro pane, andando avanti finché non hai finito gli ingredienti. Lascia riposare qualche minuto e servi caldo o tiepido.
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Moelleux au chocolat








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dicembre 2nd, 2009 at 11:33
I tuoi post sanno veramente di famiglia, di affetto e di storia. Mi incanto ogni volta!
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dicembre 2nd, 2009 at 11:58
Come Proust ben diceva nella sua Recherche, anche un odore può scatenare un mondo! Incantevole la zuppiera della nonna così come il suo contenuto!
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dicembre 2nd, 2009 at 12:07
juls ho già stampato la ricetta e con mia mamma stiamo scrivendo la lista della spesa per preparare la tua meravigliosa minestra! ( mi ricorda un pò la ribollita:)
i tuoi racconti sono così belli!! grazieeeee!!!!
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dicembre 2nd, 2009 at 12:37
Che meraviglia!!!!
Salutami la nonna! E anche il resto della famiglia….
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dicembre 2nd, 2009 at 12:50
Ma quando verrò da te me la farai conoscere la Nonna Mena, vero?!
Un bacio!
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dicembre 2nd, 2009 at 12:54
Che bel racconto Juls! Nonna Menna mi sta sempre più simpatica… e quante ricette!! il repertorio della mia di nonna non è così vario ^^
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dicembre 2nd, 2009 at 12:57
Sono sicura che se provassi a rifare questa zuppa non mi verrebbe mai perchè mi mancherebbe l’ingrediente segreto che invece hai tu: l’amore e la tradizione di una famiglia che si racconta. MI è piaciuto leggere questo post perchè ho ritrovato quello che putroppo a me manca, ovvero un lunga tradizione di famiglia fatta di racconti e ricordi…
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dicembre 2nd, 2009 at 13:33
questa lo sapevo dal titolo che mi piaceva….nonna menna è una grande!
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dicembre 2nd, 2009 at 13:58
che bello quando il cibo rievoca ricordi così lontani, un filo che unisce vite e famiglie. E così questa zuppa di pane già di per sè splendida assume un sapore ancora più speciale. Grazie della ricetta, la farò sicuramente
Un bacione
fra
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dicembre 2nd, 2009 at 14:00
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dicembre 2nd, 2009 at 14:33
adoro adoro adoro!
adoro la zuppa, adoro la storia di fondo di questi piatti e adoro quella zuppiera!!!!!!!
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dicembre 2nd, 2009 at 16:08
Adoro questi racconti così densi di ricordi di famiglia, se riuscita a trasmettere un’anima persino a quella zuppiera! Hai fatto delle foto stupende, lascia che te lo dica, un abbraccio!
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dicembre 2nd, 2009 at 16:11
Che bella storia… come vorrei avere anch’io delle nonne che mi raccontano della loro infanzia: hai tra le mani un patrimonio prezioso, cara Giulia, non fartelo scappare! E non farti scappare nemmeno la zuppiera, che è davvero bella!
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dicembre 2nd, 2009 at 16:17
Giulia con questa tua minestra non sai quanti ricordi hai riportato alla mia memoria! La minestra di pane con l’osso di maiale… inutile dire che la faceva spessissimo mia nonna.
non sai quanto mi piacerebbe vedere all’opera nonna Menna e sentirla raccontare… dalle un bacio da parte mia
Silvia
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dicembre 2nd, 2009 at 18:18
ma come sono buone queste ricetta della nonna!!!!deve essere deliziosa mi sa che la provo!!bacioni imma
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dicembre 2nd, 2009 at 19:15
Il bello del fermarsi qui da te è che sembra proprio di essere a una tavolata di famiglia, dove si sta insieme per nutrirsi e sostenersi! Bellissimo
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dicembre 2nd, 2009 at 20:13
I ricordi dei nonni sono tesori molto preziosi. Non sai quanto mi mancano i racconti dei miei. A volte penso che li avrei dovuti mettere per iscritto perchè adesso che loro non ci sono più ho una gran paura di dimenticare.
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dicembre 4th, 2009 at 17:37
Che buona una delle ricette più tradizionali della nostra regione.
Complimenti juls un abbraccio e buon fine settimana!!!
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dicembre 29th, 2011 at 16:50
[...] nero, una delle verdure più apprezzate nella mia regione, l’ingrediente principe della minestra di pane. Sono ideali per mascherare il cavolo e farlo mangiare anche ai più diffidenti, perché mantengono [...]