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Io, me e l’aperitivo: muffin toscani con fave, pecorino e salame

Tarda primavera, esterno giorno. Andiamo a fare un aperitivo?

Cinque parole cinque che vengono di solito pronunciate con allegra spensieratezza dalle amiche che vogliono fare due chiacchiere in pieno relax, dal tipo carino che spera di averti tutta per sé per un’ora tra un cocktail e un piattino di stuzzichini, dai colleghi che vogliono chiudere in bellezza una giornata di lavoro.

A questa offerta il codice di comportamento sociale richiede che si risponda con un sì di slancio, pregustando quell’ora che non è più pomeriggio ma non è ancora sera, e proprio per questo è ancora più godibile nel suo essere di mezzo, indefinita.

Se però spostate l’inquadratura dai volti propositivi di coloro che lanciano l’idea dell’aperitivo al mio, vedrete un’espressione che poco si confà al momento: un crescente di ansia, dubbio, terrore. O almeno, questa era la mia reazione prima di abbandonare l’ascetismo del ‘sono analcolica al 100%‘.

Io da sempre bevo acqua naturale NON frizzante, tè (in ogni sua sfumatura, blend e profumo), succhi di frutta (non freddi, per favore), latte e ultimamente caffè. Capite bene che io e l’happy hour eravamo due mondi separati. Provate a sedervi ad un tavolino di un bar, o ad appoggiarvi con nonchalance al bancone cromato, e chiedere all’ora dell’aperitivo un tè. Si gira metà locale, e questo perché l’altra metà è impegnato a flirtare con qualcuno!

Mi rendo conto che ordinare un vino frizzantino, un cosmopolitan o un mojito fa terribilmente più cool, ma io non reggo l’alcol. Non è solo questione di gusto, è proprio il fisico che non lo sa metabolizzare.

Mi ricordo la prima volta che ho mangiato la frutta della sangria (mangiato la frutta della sangria, non bevuto la bottiglia della vodka): stato catatonico su un divano di un piccolo appartamento in quel di Siena durante una festa, risposte a monosillabi, sonno pressante e zero possibilità di risultare brillante con quel ragazzo che mi interessava. Se invece della frutta della sangria mi avesse offerto un Estatè forse le cose sarebbero andate diversamente (e con questo, casomai mi leggessi, chiarisco una volta per tutte il mio stato di quella sera).

Da allora, sto imparando: cerco piano piano di bere qualcosa, con moderazione, quando non guido o quando non si richiede una risposta pronta. Ho scoperto una predisposizione al rum scuro, al Pimm’s, ai cocktail di frutta. Ma innegabilmente quello che preferisco dell’happy hour sono gli stuzzichini.

Ieri vi ho fatto vedere quale fosse uno degli antipasti più classici della tradizione toscana: salame, pecorino, fave da mangiare fresche con un pizzico di sale fino, niente di più ad accompagnare un bicchiere di vino rosso.

Con gli stessi ingredienti si possono fare dei mini muffin salati, innovativi ma sulle tracce della tradizione toscana. Prendete i soliti colorati ingredienti di base, mescolateli con un po’ di farina di mais per dare una consistenza croccante e un po’ di buccia di limone per aggiungere ulteriore freschezza e sfornate il tutto in piccole mono porzioni: l’happy hour non è mai stata così felice!

Ricetta riadattata da Pumpkin and feta muffins di 101 Cookbooks

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Muffin toscani con fave, pecorino e salame

Preparazione15 min
Cottura18 min
Tempo totale33 min
Portata: Antipasto
Cucina: Toscana
Porzioni: 4 persone
Chef: Giulia

Ingredienti

  • 100 g di fave sgusciate circa 900 g non pulite
  • 150 g di salame a cubetti
  • 130 g di pecorino primo sale
  • 150 g di farina di grano tenero 00
  • 150 g di farina di mais
  • 5 g di sale
  • ca 15 g di lievito una bustina
  • pepe nero macinato fresco
  • buccia grattata di 1/2 limone bio
  • 2 uova leggermente sbattute
  • 200 ml latte intero

Istruzioni

  • Preriscalda il forno a 190°C.
  • Unisci in una ciotola grande gli ingredienti secchi: le due farine, il sale, il lievito, il pepe e la buccia di limone grattata.
  • In una ciotolina più piccola mescola gli ingredienti liquidi: uova e latte.
  • Versa il latte e le uova negli ingredienti secchi e mescola rapidamente, solo fino a che non sono del tutto amalgamati.
  • Riempi 20 stampini da mini muffin (capacità circa 75 ml) precedentemente imburrati e cuocili in forno caldo per circa 18 minuti finché non sono leggermente dorati, gonfi e asciutti dentro. Servili tiepidi.

E prima di chiudere (oggi sono proprio chiacchierona, magari è l’alcol, eh eh, sono emozionata) ecco il mio nuovo articolo sul sito di Jamie Oliver, dove racconto della mia prima lezione di cucina toscana con gli stranieri.

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This Post Has 26 Comments
  1. Tranquilla Ju! Anche io sono una di quelle che agli aperitivi chiede sempre un succo di frutta o del tè (freddo, per favore)!!!

  2. Letta questa premessa non ti inviterò mai a fare un aperitivo allora.. hihihi!! ma guarda un po dove è finita la tradizione, dentro un muffin… io tempo fa li avevo fatti con pisellini e pecorino, inutile dire che sono spariti in un attimo da quanto erano buoni!! proverò a rifarli con la farina di mais e magari qualche altro ingrediente.. un abbraccio giulia

  3. “…Mi ricordo la prima volta che ho mangiato la frutta della sangria: stato catatonico su un divano di un piccolo appartamento in quel di Siena durante una festa, risposte a monosillabi, sonno pressante e zero possibilità di risultare brillante con quel ragazzo che mi interessava…”

    Orgogliosamente proprietario del divano in questione!

  4. anche io astemia al 100%, nemmeno mangio una torta se la bagna è alcolica! Io ordino sempre dei fantastici cocktail alla frutta, sono bellissimi e molto molto buoni!
    complimenti per questi muffin, golosi e bellissimi!

  5. eccomi anche io faccio parte dell’aperitovo analcolico, e pensa che sabato scorso me ne hanno portato uno che ho fatto fatica a mandar giù da quanto era freddo! (in compenso il “nanerottolo”, appena ho girato lo sguardo, l’ha prosciugato!)

    I muffin so che sono eccezionali: io qualche settimana fa ho fatto con cake con gli stessi ingredienti, a parte la farina di mais, era molto buono, l’unico neo è che era difficile da affettare:-)

  6. Pensa che io, invece, quando si parla di happy hour, pur esaltata alla prospettiva di disfarmi di alcool (anch’io lo reggo poco ed è per questo che lo adoro), impallidisco all’idea di sostituire la mia sacrosanta cena placée con piatto unico, ricco, salutare e completo,+dolcetto, altrettanto ricco e meno salutare, con quei pastrocchi ignobili che si servono all’ora dell’aperitivo… a trovarne di locali che propongono dei muffins come questi!!!

  7. Bella Giulia analcolica,
    come ti capisco, a me basta bere un sorso di birra per non sentirmi piu’ le gambe…che iniziano a fare ‘giacomino’..
    la ricetta l’attendevo, dopo averla vista su flickr, per smaltire i baccelli che stazionano in casa da un paio di giorni!
    Stampo e inforno!

    😉
    baci

    ps. e sempre piu’ in gamba, con Jamie!!

  8. Buonissimi! Dovrei avere tutto in casa… magari li preparo per il pic nic di domenica 😉 Secondo te posso mettere la manitoba al posto della 00? Non per altro, è che l’ho finita e non mi va di andare al supermercato 🙂
    Per l’aperitivo, quando non ho voglia di alcolici scelgo un succo di pomodoro. Altrimenti hai sempre l’alternativa del cocktail analcolico alla frutta! 🙂 A presto!

  9. Ah ah 😀
    E pensare che a volte mi guardano strano perché di solito chiedo una birra! Immagino alla richiesta di un the 😀
    È un periodo che i muffins salati mi piacciono in maniera malsana (e già ci avevo dato dentro con la tua ricetta al paté di pomodorini secchi).. se trovo delle fave che mi convincono (doppi sensi a parte) voglio assolutamente provarli!
    Buon week-end!

  10. Ma magari però gli aperitivi fossero tutti così! Se ci pensi il rito dell’aperitivo è un grande classico italiano, ma in quanti posti possono vantare davvero un aperitivo con i fiocchi? Pochissimi! Io li conto sulle dita di una mano…

    Senti, ma i pirottini? Dove?

  11. ci ho tentato, giuro..
    ma mi sono fermata in tempo, prima di accendere il forno:
    i miei baccelli erano amarai amari, mica colti e mangiati come succede ai piu’ fortunati… mi è toccato cambiare idea all’ultimo e farne un’altra variante..

    la prossima volta, però…

  12. Io che preferisco il salato al dolce e che non amo particolarmente le fave…beh, mi sono scoperta super attratta da questi muffin!! Ho l’acquolina in bocca! 😀

  13. Io invece con l’alcol vado abbastanza d’accordo, ma solo perché ho trovato il mio bar di fiducia che mi ha fatto scoprire il gusto del bere cose veramente buone e fatte bene, prima bevevo di tutto senza capire quello che buttavo giù. Però è capitato un paio di volte che facessi il fioretto del no-alcol per un mese e devo dire che se la sono sempre cavati alla grande! Ci sono una miriade di cocktail analcolici buonissimi! Poi se non ti piace proprio il “cocktail” allora è un altro discorso!

  14. Bellissima idea questi muffins salati e mi tocca farli per sottoporli all’attenzione di un mio collega che mi ha presa in giro dicendo…..sono dei casatielli mal riusciti??? Ora lo lasciamo di stucco…..

  15. “You’re a cheap date!”
    è quello che mi sono sentita dire da una mia collega svizzera un po’ di anni fa quando anche io reggevo poco l’alcool, non bevevo birra e il vino rosso mi stava antipatico. Devo dire che da allora ne è passata di acqua sotto i ponti (più che altro birra e vino) e con una metodica tabella di marcia, passando attraverso Oktoberfest, bar-hoppings, carnevali tedeschi, housewarming party, feste di addio al nubilato, al celibato e anche alle persone per intero e non solo a un concetto, boccali di birra per celebrare, bicchieri di syrah per riflettere, mohito per fare due chiacchiere sul terrazzo e via bevendo…la questione è che ora non sono per niente economica :)!!
    Adoro i muffin salati e questa combinazione di ingredienti è davvero accattivante!

  16. Buongiorno collega!
    Diciamo che io adoro l’aperitivo proprio perché mi piace degustare calici di buon vino ma anche, perché no, una buona birra. Ultimamente sto apprezzanto le birre di Birra Libera, un microbirrificio che produce diverse varietà di birra tra cui le Special, che sono artigianali e soprattutto biologiche. Ma tant’è 🙂 a me la birra chiara piace comunque!
    Il fatto è che dalla mattina alla sera io mangio veramente poco, quindi succede spesso che arrivi a sera con lo stomaco un pochino vuoto… ti lascio immaginare. Mi bastano 3 calici di vino per essere già brillina. Però devo ammettere che è una sensazione che pure mi piace! 🙂

    L’aperitivo, ad ogni modo, è il momento della serata che prediligo per le uscite. Non mi piacciono i pub, i locali eccessivamente rumorosi…
    Certo è che trovare un posto dove fanno un buon aperitivo non è sempre facile. Se cominciassi a farlo a casa tua magari, con musica lounge – ma anche no – e STUZZICHINI di questo tipo… conta pure sulla mia presenza!

  17. Buongiorno collega!
    Diciamo che io adoro l’aperitivo proprio perché mi piace degustare calici di buon vino ma anche, perché no, una buona birra. Ultimamente sto apprezzato le birre di Birra Libera, un microbirrificio che produce diverse varietà di birra tra cui le Special, che sono artigianali e soprattutto biologiche. Ma tant’è 🙂 a me la birra chiara piace comunque!
    Il fatto è che dalla mattina alla sera io mangio veramente poco, quindi succede spesso che arrivi a sera con lo stomaco un pochino vuoto… ti lascio immaginare. Mi bastano 3 calici di vino per essere già brillina. Però devo ammettere che è una sensazione che pure mi piace! 🙂

    L’aperitivo, ad ogni modo, è il momento della serata che prediligo per le uscite. Non mi piacciono i pub, i locali eccessivamente rumorosi…
    Certo è che trovare un posto dove fanno un buon aperitivo non è sempre facile. Se cominciassi a farlo a casa tua magari, con musica lounge – ma anche no – e STUZZICHINI di questo tipo… conta pure sulla mia presenza!

  18. […] Muffin toscani con fave, pecorino e salame. Uno degli antipasti più classici della tradizione toscana è composto da salame, pecorino, fave da mangiare fresche con un pizzico di sale fino, niente di più ad accompagnare un bicchiere di vino rosso. Con gli stessi ingredienti si possono fare dei mini muffin salati, insoliti ma sulle tracce della tradizione toscana. […]

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