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Cena in Bianco di Torino: una colazione in bianco

Volevo proprio partecipare a questa ondata bianca che oggi alle 10 sta invadendo i foodblog italiani, c’è sempre un pizzico di trepidazione e di malcelato orgoglio nel prender parte ad un evento collettivo, soprattutto quando viene organizzato in silenzio, dietro le quinte, e poi esplode in un solo momento, a sorpresa.

Ho programmato la ricetta bianca fin dall’inizio della settimana, quando al corso di pasticceria ci hanno spiegato un modo per me nuovo per fare la pannacotta. Originariamente quella panna cotta era il cuore di una mousse leggera alle mandorle, ma mentre si procedeva nella spiegazione di gelatine, glasse e infusi mi è rimasta in mente quella sfera bianca candida e cremosa che stava al centro di tutto. La volevo fare in purezza!

Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo una delle settimane più impegnative di sempre, con due corsi di cucina in fila. Poi le complicazioni come sempre si intrecciano, e ti trovi a fare la spesa nell’ora di punta dei signori pensionati alla Coop, quando tutti sono attratti magneticamente dalle pesche proprio mentre tu ne vorresti comprare un cestino, discutono del tempo e si aggiornano sui nipoti nel mezzo del corridoio dei latticini incuranti dell’aria gelida che arriva dai frigoriferi del latte, e tu vedi la panna lontana, come un miraggio irraggiungibile.

Ma ce l’ho fatta, e per una volta avevo tutti gli ingredienti. Ieri sera verso mezzanotte, dopo un corso di cucina entusiasmante con adulti e bambini, nel silenzio della cucina, ho iniziato quindi a fare la pannacotta, scoprendo solo troppo tardi che sì, gli ingredienti c’erano tutti, ma mancava la bilancia! Sentendomi un po’ MacGyver, eroe della mia infanzia, con un sistema di bicchierini di carta comunicanti son riuscita a suddividere la panna, che già avevo messo in infusione dalla mattina con le foglie del pesco.

Questo è un trucco che mi ha insegnato nonna: in mancanza di vaniglia o scorze di limone, una foglia di pesco nel latte della crema pasticcera darà un aroma leggera di mandorla. Ho pensato allora di affettare sottili 5 foglie di pesco del giardino e metterle nella panna in infusione, per vedere che succedeva… il sentore di mandorla amara è leggero e gradevole, delicato proprio come la pannacotta.

Quindi eccomi qui, dopo 6 ore di sonno profondo e ristoratore, a scrivere di una pannacotta in potenza… A questo punto mi vengono in mente diversi detti popolari che porebbero descrivere la mia situazione: le cose fatte di buio si vedono di giorno, oppure la gatta frettolosa fece i gattini ciechi… secondo voi è venuta bene questa pannacotta?

Ma torniamo al bianco. Questo è un flash mob mediatico che intende promuovere la Cena in Bianco che si terrà a Torino, vero e proprio evento flash mob altamente suggestivo, da favola.

Come funziona?

Tutti i curiosi possono inviare una mail a cenainbiancotorino[at]gmail[dot]com: il giorno prima dell’evento si verrà informati sul luogo e sull’ora dell’evento. Ogni partecipante dovrà portare con sé sedie e tavolino pieghevoli (bianchi!) e vivande al seguito, tovaglia bianca, piatti e bicchieri non di carta, magari candele, acqua e/o vino e ovviamente essere vestiti in bianco! Si apparecchia e si sparecchia e non si lascia traccia. Tutti si possono iscrivere e più sarete, più sarà magico. 

Per avere altre informazioni potete anche iscrivervi alla pagina Facebook dell’evento Cena In Bianco di Torino.

Perché una cena in bianco?

La cena in bianco ha lo scopo di riportare all’atmosfera del giocare in cortile, dello stare insieme per strada come nei vecchi paesi: vivere e riappropriarsi del territorio da un lato, essere protagonisti della città e non spettatori. Stare insieme in una piazza, in un luogo di scambio di connessioni umane, di contaminazioni di idee e di energie.

Darei via le ultime preziosissime ore di sonno che mi restano per poter partecipare, per giocare in quel cortile con un abito di lino bianco, quando la motte si accende di mille bagliori… per il momento, però, mi accontenterò di sapere che un po’ di bianco è stato aggiunto anche dal mio blog!

Per consolarmi di questa pannacotta sbagliata, ho deciso di usare comunque la tartarre di frutta con gelatina home made che avevo preparato per accompagnarla, e l’ho mangiata con quello che effettivamente è il mio bianco quotidiano. Avrei dovuto pensarci prima, e non tradire quello che è il mio cibo bianco preferito, che mi abbraccia dopo ogni pasto e spesso anche a colazione: lo yogurt bianco magro biologico e biodinamico della Fattoria Scaldasole.

Non sono mai stata una fan dello yogurt, fino a che non ho scoperto questo delle Fattorie Scaldasole, che è l’idea platonica di quello che lo yogurt dovrebbe essere, ne mangi un cucchiaio e ti senti già bene, in pace con il mondo e con i suoi fermenti!

Quindi dopo la delusione della pannacotta, ho finito la mattina in tranquillità, il mio yogurt preferito, un po’ di frutta fresca, un goccio di sciroppo di rose e del lime grattato.

Quasi un buon inizio di weekend!

Domani sarò a Firenze per l’evento Firenze4Ever, insieme ad altri food blogger e tantissimi fashion blogger… un unione di fashion e food molto interessante, pensatemi perché io e la moda siamo due mondi assai lontani, sono curiosissima di vedere cosa riuscirò a combinare!

P.S. e potete anche vedere in anteprima il nuovo design del mio blog, fatto dai ragazzi di KMZero!

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This Post Has 6 Comments
  1. Comincio dalla fine. Il nuovo design è fantastico. Go Juls!
    La foglia di pesco da un tocco ancora più delicato a questo post.
    Ed il racconto della spesa all’ora di punta…quanto di capisco! Si mettono lì, chiacchierano e prendono quello che vuoi tu. E vogliamo parlera della fila alla cassa che si forma quando hai preso tutto? Vita da foodies 🙂
    W il flashmob in bianco.

  2. Lo yogurt Scaldasole è buonissimo.
    Ti seguo e ora di più perché mi sono iscritta alle e-mail.
    Eppoi ho visto il tuo filmato e mi è piaciurto tanto e ti ho dato un volto e un’umanità.
    Tantissimi complimenti!!!!!
    Ciao.
    Dann/www.cucinaamoremio.com

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