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Dobos Torte, un dessert ungherese vecchio 127 anni

Dobos Torte

Era l’agosto 2006. Eravamo andate là per i campionati europei di nuoto, per seguire le tracce dell’imperatrice Sissi, per visitare gli stabilimenti termali, il palazzo imperiale e lo zoo. Tornammo innamorate di Budapest, ebbre di tante medaglie e affascinate dalla cucina ungherese.

Ci sono tanti momenti che ci sono rimasti nel cuore di quella vacanza: giardini meravigliosi, terme eleganti e con prezzi davvero accessibili, gente cordiale, una metropolitana organizzata benissimo con le scale mobili più lunghe e ripide che abbia mai visto, la paprika piccantissima fresca (soprattutto Laura se la ricorda sempre), mercati colorati e stracolmi di prodotti, nei quali siamo anche riuscite a spiegarci e comprare tre fischietti per fare i tifo alle gare, viste notturne sul Danubio da togliere il fiato.

Accanto a questo l’esperienza sportiva (da spettatrici, eh!) più emozionante mai vissuta: le medaglie d’oro le abbiamo conquistate urlo dopo urlo, incitamento dopo incitamento, con i nostri volti dipinti e i cartelloni disegnati con i pennarelli sul pavimento dell’ostello. Le tribune tremavano sotto ai nostri salti quando cantavamo l’inno di Mameli con le lacrime agli occhi. Avevamo la febbre del tifo, e facevamo di tutto per non farcela passare!

Forse per questo, o forse per il carattere speciale della città, Budapest ci è entrata nel cuore: una città con un’anima e un’atmosfera unica ma formata, nello stesso tempo, da tanti quartieri nettamente diversi tra loro, da una parte stradine strette, vicoli e cortili nascosti, dall’altra piazze monumentali, palazzi grandiosi e vestigia di un passato con tanti chiaroscuri.

Budapest

La nostra guida era piena di linguette e fogliettini colorati. Una pagina era sottolineata più delle altre e a guardar bene è anche piena di briciole. Dalla guida Budapest della DeAgostini: sul lato nord della piazza Vorosmarty si trova la rinomata pasticceria Gerbeaud, fondata nel 1858 da Henrik Kugler, in seguito acquistata dal pasticcere svizzero emil Gerbeaud, a cui si deve l’attuale arredo interno. Nel periodo estivo è molto piacevole sostare sulla terrazza antistante, sorseggiare un caffè e seguire il frenetico e colorato movimento della piazza.

Potevamo farci mancare una mattina di relax, prima delle batterie dei campionati? Dovevamo fare il pieno di energia prima di tornare in piscina a sostenere i nostri campioni. E lì incontrammo per la prima volta la Dobos Torte, il fiore all’occhiello della pasticceria ungherese, un dolce inventato dal pasticcere József C. Dobos nel 1884. Fu presentata all’esibizione generale di Budapest nel 1885 e i primi ad assaggiarla furono l’imperatore Francesco Giuseppe e la principessa Sissi. Divenne così famosa in tutta Europa, anche perché il pasticcere girò in lungo e in largo per presentare la sua creazione. La ricetta rimase segreta finché Dobos non si ritirò e regalò la ricetta alla camera dei pasticceri di Budapest.

Budapest
Budapest

Come rivivere quelle emozioni? una fetta di Dobos è quello che ci vuole! Ancora una volta devo dire grazie a Twitter, che mi ha fatto incontrare Zita, una bravissima foodblogger ungherese. Dalle vacanze di Natale ad oggi ci siamo scambiate tweet e consigli, entrambe curiose della culture gastronomica – e non solo – dell’altra. Oggi è una giornata speciale perché pubblichiamo due ricette che ci siamo scambiate, un modo per imparare qualcosa l’una dall’altra, divertendosi ed attraversando i confini nazionali.

Lei si è cimentata con una delle ricette più tipiche della mia zona, i ricciarelli di Siena, mentre io, ovviamente, ho potuto finalmente mettere le mani in pasta e dedicarmi ad una sfida di tutto rispetto, la Dobos Torte. Ho fatto due tentativi prima di giungere a questa versione che riporto oggi, con quantità e procedimento limati e corretti per arrivare a quella che nella mia mentre era rimasta impressa come una delle torte più buone mai provate.

Dobos Torte

 

Una successione di 5 strati di pan di Spagna, sottili e ricoperti di una crema di burro al cioccolato, per finire con uno strato di pan di Spagna caramellato, che protegge e mantiene fresca a lungo la torta. Elegante, raffinata, ma buona di un buono pieno, rotondo, con la punta di amaro e del croccante del caramello a completare un’armonia perfetta. Signori, la Dobos Torte!

Ingredienti per i dischi di pan di Spagna

  • 9 uova
  • 220 g zucchero
  • 1 bacca di vaniglia
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 240 g farina+ farina necessaria per infarinare
  • 1 cucchiaino di buccia di limone grattata

Ingredienti per la crema di cioccolato

  • 240 g zucchero a velo
  • 300 g burro a temperatura ambiente
  • 80 g cacao amaro
  • 1 bacca di vaniglia
  • 2 cucchiai di rum
Ingredienti per il caramello
  • 150 g zucchero
  • 1 cucchiaio di succo di limone
Ingredienti per decorare l’esterno della torta
  • Pan di Spagna sbriciolato oppure noci o mandorle tritate

Per fare il pan di Spagna. Preriscalda il forno a 180°C. Separa tuorli e albumi. Sbatti i tuorli e lo zucchero con il succo di limone e i semini di una bacca di vaniglia usando un mixer elettrico finché non sono chiari, bianchi e cremosi. Aggiungi la farina e la buccia di limone grattata e mescola bene finché non sono incorporati.

In un’altra ciotola monta gli albumi a neve soda. Incorpora delicatamente gli albumi montati a neve al composto di uova. Il composto finale dovrebbe essere leggero, bianco e molto morbido.

Adesso devi cuocere 6 dischi di pan di Spagna: puoi usare uno stampo rotondo da 25 cm, precedentemente imburrato e infarinato, dividendo l’impasto in 6 parti e cuocendo un disco dopo l’altro, oppure puoi spalmare un sesto del composto in una teglia rettangolare foderata di carta da forno, ritagliando solo in seguito i cerchi di pasta.

Qualsiasi metodo tu scelga, versa l’impasto nello stampo o sulla teglia e cuoci per 5-7 minuti finché non diventa dorato. Appena è pronto toglilo dal forno. Togli il disco di pasta dallo stampo oppure capovolgi la carta da forno, toglila e taglia un disco di pasta. Metti i dischi di pan di Spagna a raffreddare su una gratella, separati da un foglio di carta da forno.

Per fare il ripieno. In una ciotola monta il burro, lo zucchero a velo, il cacao, i semi di vaniglia e il rum. Mescola bene finché tutto non è omogeneo.

Per fare la copertura di caramello. Scegli il disco di pan di Spagna migliore e più regolare. In un pentolino fai sciogliere lo zucchero con il succo di limone, mescolando continuamente. Quando è diventato liquido ed aranciato, versalo sul disco di pan di Spagna. Con una spatola imburrata stendi bene e livella il caramello sul disco. Devi essere veloce per non far raffreddare il caramello. Taglia subito con un coltello imburrato 12 fette dal disco di pan di Spagna coperto di caramello (è la parte più complessa, loro hanno una forma che pressata sopra il disco di caramello già ricava le fette perfette… beati loro!)

Per finire la torta. Spalma la crema di cioccolato sui dischi di pan di Spagna, sovrapponendoli perfettamente e pressandoli leggermente. Spalma la crema di cioccolato anche sui bordi della torta. Decora i bordi con i resti di pan di Spagna o con della frutta secca tritata. Decora la superficie della torta con gli spicchi di pan di Spagna caramellato, appongiandoli di sbieco su un ricciolino di crema di cioccolato, in modo da dargli la loro classica inclinazione. Prima di servire lasciala riposare in frigo per almeno due ore.

Dobos Torte

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This Post Has 33 Comments
  1. ohhhh Budapest!!!Che bellissimi ricordi *.*
    Però la Dobos non l’ho assaggiata lì,ma a Vienna…dove avevo anch’io una guida piena di fogliettini e la mia pagina preferita era quella delle “top 10 torte viennesi” + altri 10 dolci tipici da forno e non da pasticceria…
    La Dobos mi ha sempre affascinata e la tua è stupenda!!! Sei un vero fenomeno!!!

  2. Noooooooooooooo! Hai fatto la Dobos!!!!!!
    Buonaaaaaaaaaaaaa!!!!

    Credo sia la torta più buona che abbia mai mangiato in vita mia!! Supera anche la mia cioccolatina, e io sono molto fiera e orgogliosa della mia cioccolatina!!!

    Che ricordi Ju!!! Ma quanto ci siamo divertite!? E quanto abbiamo mangiato!?
    Prima di passare a miglior vita devo tornare da Gerbeau!

    Ps: onore e gloria al mio tricolore finito sul gradino più alto del podio nei 100sl!
    E un minuto di silenzio per il primo piano che la regia internazionale mi ha fatto….

  3. belle le foto ricordo!!
    e buona che deve essere questa torta!!

    Se penso che l’hai fatta 3 volte (per ora) per trovare la giusta alchimia… ti ammiro ancora di piu’!
    Mi par eun gran lavorone!!

  4. Anch’io mi porto dietro delle belle immagini di Budapest, sebbene non “scatenate” come le tue: è stata la mia prima vacanza in coppia, anche se non con la metà attuale… ho un ricordo particolarmente vivido del cibo ungherese e della Dobstorte (ma anche della Esterhazy), che, purtroppo, scoprii poco prima di risalire sul treno che mi avrebbe riportato a Firenze…

  5. Quanto vorrei vedere Budapest…
    Questa torta (che come ti ho anticipato non conoscevo) è un’opera d’arte. Guardala, sembra una scultura!
    E tu sei sempre più brava. Per fare certe cose ci vuole una discreta dose di bravura non c’è che dire!
    Buona settimana stellina!

  6. mai stata a Budapest… e mi attira un sacco! Purtroppo il moroso ha il terrore di viaggiare in aereo e tuto diventa un po’ più complicato! Intanto mi godo le tue foto e la tua super torta… anche io ieri ero tentata nel preparare un pan di spagna, ma poi la pigrizia ha preso il sopravvento 🙂

  7. Non conosco questa torta e sono stata a Budapest da piccola, tanti anni fa, ma ricordo pochissimo. Le immagini del tuo viaggio e le foto di questa chiccosissima torta mi hanno fatto venire una gran voglia di fare i biglietti e partire…

  8. Perchè sono sempre così rinco e combino sempre pasticci con i miei commenti?
    Bè insomma ti dicevo che questa torta è P-E-R-F-E-T-T-A!
    immagino che soddisfazione si arealizzare un dolce così importante e anche complicato insomma. E’ bellissimo!
    Se poi è legato con questi bei ricordi il tutto assume anche più senso e romanticismo. Che belle le foto! 🙂

  9. Speriamo che la terza vota sia quella buona!
    Ti dicevo Juls… Che questa torta è P-E-R-F-E-T-T-A! E deve essere stata una soddisfazione realizzare un dolce così importante e anche complicato. Poi il senso che gli hai dato, il fatto di legarlo a certi ricordi così “romantici” bè fa di questo post un vero capolavoro.
    Sei bellissima nella foto! Un bacio

  10. Buon lunedì Giulia,
    ma vuoi veramente distruggere il nostro amor proprio con questi capolavori? Una fatica titanica ed un risultato spettacolare, ben meritato…aspetto almeno una volta l’invito per il the perchè non si può seguire il tuo blog senza farsi venire un attacco di golosità irreversibile!
    Sei grande,
    Pat

  11. ma questa torta è qualcosa di stupendo!! ci credo che hai dovuto fare 3 tentativi, sembra difficilissima.. 5 strati di pan di spagna, cioccolato, caramello! ho fatto anche un salto sul blog di zita, davvero carino!

  12. Mai ne stata a Budapest ne assaggiato la meraviglia a 5 strati, quindi il tuo post è assai interessante oltre che magico come un tappetto volante… mi fà svolazzare leggera e spensierata, tra meraviglie a me sconosciute. Grazie davvero ^_^

  13. Questa torta è un capolavoro!!Budapest è diventata ancora più invitante,spero di visitarla un giorno e magari di assaggiare questa prelibatezza!!Intanto mi rifaccio gli occhi qui da te!!
    Bravisima come sempre!!

  14. Budapest, una delle mie estemporanee escursioni durante l’Erasmus in Austria..solo 3 giorni, ma che meraviglia! la Dobos mi manca, però..scorpacciata di specialità alla paprika!e una specie di focaccia ricoperta di panna acida di cui non ricordo il nome…
    Buon martedì!

  15. Troppo troppo invitante questa torta di cui ammetto non ne conoscevo l’esistenza..e poi conoscerne la storia la rende ancora + interessante. Io sono stata a Vienna e la cultura dei dolci in quei posti è molto forte, forse perchè queste feste di palazzo erano avvenimenti in cui cuochi e pasticcieri mettevano in gioco le proprie capacità…mi sarebbe piaciuto vivere a corte… Giulia grazie per le cose che condividi con noi… Non mi resta che sperimentare questa torta + che centenaria..ti farò sapere!!!

  16. … oh! m’ha brontolato wordpress… m’ha detto RaLLENTA! giuro!!
    mi sa che ce l’aveva col fatto che ho dato l’ok e poi ho messo gli auguri… li faccio adesso eh!!! TANTI BLOGGURI!!!

  17. Ciao Juls, questo tuo post capita proprio a fagiuolo… sto proprio pensando di andare a Budapest a brevissimo! Direi che dal tuo racconto sembra valerne la pena! Se decido di andare ti chiederò qualche consiglio…

  18. Giulia, il tuo blog mi ha conquistato 😉
    Ieri ho preparato questa torta…e, anche se non l’abbiamo ancora mangiata (oggi pomeriggio mia figlia la taglia con le amiche) mi sembra stupenda! Non perfetta come la tua ma, per essere la prima volta, è venuta molto bella (ti avrei allegato la foto ma non vedo come faro).
    Complimentissimi! Sei un’ispirazione 🙂 Continua così!

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