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Le pesche fredde al vino bianco di Delancey

Ho scelto Delancey come libro da portarmi al mare quest’estate. Ho passato la maggior parte dei miei pomeriggi a dormire in una stanza fresca in penombra, con un ventilatore da soffitto che mandava una brezza leggera, un sollievo dopo lo Scirocco umido e salmastro che soffiava fuori. Se non dormivo, guardavamo episodio dopo episodio delle quattro serie del Trono di Spade. Abbiamo cominciato a fine luglio e siamo già a metà della quarta serie, rapiti da tradimenti, imboscate, omicidi e viaggi lontani. L’inverno sta arrivando, non c’è dubbio.

Pesche al vino bianco

In spiaggia invece, tra un bagno rinfrescante e qualche sogno ad occhi aperti guardando l’orizzonte lontano, tiravo fuori dalla borsa di paglia Delancey, spostavo il segnalibro, toglievo un po’ di sabbia e mi immergevo nelle avventure di Molly e Brandon nell’apertura del loro ristorante, Delancey, appunto.

Ero lì, coperta di crema solare dolce al cocco, con i piedi ben affondati nella sabbia bollente e i capelli appiccicosi di sale e mare, quando all’improvviso sentivo l’urgenza di cucinare del maiale brasato, o una brocca di zabaione alcolico. Così dal nulla mi rivolgevo a lui, sdraiato lì accanto al sole e mezzo addormentato, e gli prospettavo pranzi e cene del tutto fuori luogo: questa ricetta te la devo proprio fare, spalla di maiale brasata, senti che ingredienti interessanti che ha… oh, e anche il riso saltato. Quest’inverno voglio cucinare di più per te, insalate, dolci, pizze…

Ogni tanto me ne uscivo con una nuova ricetta da provare il prossimo autunno, o inverno, incurante dello scirocco e del mare azzurro davanti a me. Lui annuiva. Temo che abbia pensato che lo volessi mettere all’ingrasso, come nella storia di Hansel e Gretel.

Puglia Puglia

Delancey

Quando si può definire un libro un buon libro? un libro che consiglieresti alla tua migliore amica, a tua mamma e a ogni amico appassionato di ricette, un libro che compreresti come regalo per le persone a cui tieni di più, sperando poi di venire invitato a cena per provare una di quelle ricette. Se ti fa desiderare una cucina, un forno a legna, qualche amico da riunire attorno a un tavolo o qualche ora ai fornelli per giocare e nutrire la tua persona speciale.

Delancey ha questa forza naturale, è pieno di ricette che richiedono di essere condivise con le persone che ami. Molly racconta del cibo che ti fa sentire immediatamente benvenuto, coccolato, un cibo che nutre il corpo, fa la pancia felice e scalda l’anima: riso saltato con cavolo nero e maiale, datteri con olio di oliva e fior di sale, polpettone. Lei ti dà un metodo, idee su come servire un piatto, abbinamenti, occasioni, ti spiega come puoi farlo tuo senza sforzo. Ti tiene la mano in cucina, ma non in maniera pedante. È lì per divertirsi con te, per aiutarti a creare qualcosa di buono, ci tiene che venga bene.

Poi c’è una storia, una bella storia, che ti fa riflettere, ridere, qualche volta ti commuove anche. Mi sono innamorata del blog di Molly, Orangette, qualche anno fa, ho sottolineato parole, espressioni e descrizioni del suo primo libro, A Homemade Life. Lei è una dei miei punti di riferimento per il food writing insieme a Laurie Colwin, Elizabeth David, M.K. Fisher, Diana Henry e Ruth Reichl. Ha questo modo intimo, leggero, ironico e dolce di scrivere e di rivolgersi al lettore, come un’amica di vecchia data. Oltre a questo, è una grande fan di Bruce Springsteen, come si può non amarla?

Pesche al vino bianco

Pesche al vino bianco  Pesche al vino bianco

Mi sono segnata la ricetta del maiale brasato, del riso saltato e dello zabaione per i prossimi mesi, quando fuori sarà freddo e sarà un piacere rinchiudersi in cucina a perdersi tra pentole e fornelli, per condividere qualcosa di buono e cucinato con amore. Non potevo però aspettare oltre per le pesche fredde al vino bianco. Semplici come ben si intuisce dal titolo, hanno solo tre ingredienti: pesche mature, vino bianco secco e zucchero. Danno il meglio il giorno successivo, quando diventano quasi trasparenti e assorbono il vino.

Sì, vi ricordate bene, io non bevo alcool di solito, non reggo nemmeno mezzo bicchiere di vino, mi mette subito addosso un sonno nebbioso, non divento nemmeno divertente… Ma Molly è stata davvero persuasiva, così le ho preparate per una cena speciale.

Queste pesche sono pericolose. È il fine pasto ideale per concludere una sera estiva, se non vuoi appesantire una cena altrimenti perfetta con un dolce pesante. Gli spicchi di pesca dolce sono piacevolmente ammorbiditi e inzuppati dal vino, diventano cedevoli e quasi si sciolgono in bocca. Il vino si tinge di rosa arancio, diventa uno sciroppo, è fin troppo facile berlo cucchiaio dopo cucchiaio, dimenticandosi di quanto non regga l’alcool. Sono diventate il mio dessert estivo di quest’anno.

5 da 1 voto
Pesche fredde al vino bianco
Preparazione
5 min
Tempo totale
5 min
 
Piatto: Dessert
Porzioni: 4 - 6
Chef: Orangette
Ingredienti
  • 4 pesche gialle mature lavate e asciugate
  • 2 cucchiai di zucchero o più a seconda del tuo gusto
  • 475 ml di vino bianco secco o rosé
Istruzioni
  1. Affetta le pesche sottilmente, tanto da ricavare 12 - 16 spicchi per ogni frutto.
  2. Metti le pesche in una ciotola, cospargile di zucchero e bagnale con il vino. Mescolale delicatamente, coprile e conservale in frigo per qualche ora, o meglio fino al giorno successivo.
  3. Slice the peaches thinly, making about 12 - 16 slices per peach.
  4. Servi le pesche molto fredde, direttamente dal frigo, con un cucchiaio del loro sciroppo.

Pesche al vino bianco

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This Post Has 14 Comments
  1. Ciao Giulia, complimenti per il blog , mi piace moltissimo e ti seguo silenziosamente da un po’ di tempo !
    Ti ho mandato una mail un paio di settimane fa , vedo che sei super impegnata con tantissime cose , quando avrai tempo io ti aspetto !!
    Nel frattempo ho letto tutto d’ un fiato il tuo post e mi ha rapito , ricettine favolose che tti fanno venire voglia di mollare tutto e metterti a cucinare !
    Grazie per gli spunti sempre illuminanti !
    Arianna

  2. Le cose migliori sono sempre quelle semplici: pesche, vino fresco, qualche lumino acceso nelle ultime sere d’estate e qualcuno che ti guarda dentro e vede quanto brilli. Bellissimo post, come sempre.

  3. Bentornata Giulia. Ti seguo anch’io in silenzio da un po’. Complimenti. Per tutto. Riesci a riconciliarmi con il mondo

  4. Non saprei quante volte ho preparato il tuo banana bread. E’ una ricetta che mi è entrata nel cuore. Potrei prepare altre mille cose, ma quando vedo lquelle banane troppo mature non resisto. Oggi ho letto questo post ed avevo completamente rimosso che la ricetta era di Molly. Ogni volta che lo preparo lo presento come il banana bread di Jul’s kitchen. Mi sa che quando proverò le pesche farò lo stesso!
    Un abbraccio!
    Lety

  5. anch’io, come sai bene, adoro Molly. il suo unico difetto è che fa passare troppo tempo da un libro all’altro – a me, ne servirebbe uno ogni estate 🙂

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