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Una panzanella eretica o un cus cus toscano?

Nei primi dieci mesi di nuova vita ho imparato tanto. Ho imparato da Francesca e da Food Editore come si affronta un libro, con timone e bozze attaccate ovunque, ho imparato che non ci si improvvisa food photographer senza morire di crepacuore fino a che non ti approvano una foto e ho imparato tantissimo dai miei corsi di cucina. Paradossalmente è proprio lì che ho imparato di più, quando in realtà sono io che dovrei insegnare a cucinare e raccontare con trasporto della cucina della mia terra.

La prima volta che ho fatto un corso di cucina, tre anni fa, ho finto spudoratamente, professandomi un’insegnante navigata e nascondendo – nemmeno troppo bene – la mia insicurezza dietro un fiume in piena di parole. Da qualche parte bisogna pur cominciare, no? tornai a casa esausta e svuotata, ma soddisfattissima. Dopo tre anni ho imparato il sorriso serafico del va tutto bene ho tutto sotto controllo, anche se vedo le lancette dell’orologio che scorrono veloci e siamo ancora a mezza preparazione.

Ho imparato a fingere sicurezza quando affermo certo, la carne è pronta, e vorrei infilarmi nell’arista per essere sicura che sia veramente pronta, e non ancora rosa e crudina, o peggio stracotta e stopposa come una ciabatta. Ho imparato ad appellarmi a tutti i santi del Paradiso quando cuoci malfatti e gnocchi, pregando che salgano a galla interi e non completamente sciolti, ma non si può mai sapere, le giornate no capitano a tutti. Ho anche finalmente imparato a sedermi a tavola e godermi il pranzo o la cena, senza essere interrotta da telefonate o e-mail, assaporando in compagnia il piacere di un pasto ben cucinato, diverso di stagione in stagione.


Il lato più incredibile dei corsi di cucina, però, rimane la prospettiva insolita sulla tua quotidianità che gli studenti ti regalano. Quella che per te è sempre stata una panzanella toscana, piatto estivo per eccellenza dato quasi per scontato nella sua semplicità, diventa ai loro occhi – e di conseguenza anche ai tuoi – un’insalata versatile caratterizzata dalla freschezza acidula dell’aceto, una base per altre preparazioni proprio come il cous cous. E da qui ti si apre un mondo.

Il principio base è quello della panzanella: prendi un pane un po’ vecchiotto, che non dà più il suo meglio nel fare la scarpetta, lo immergi in acqua fredda e lo fai reidratare. Dopo una decina di minuti lo strizzi e lo sbricioli con le mani, riducendolo in una soffice nevicata di bricioline. Lo puoi usare nella panzanella, nella pappa al pomodoro, in un ripieno per pollo arrosto o, come in questo caso, in una panzanella eretica, o cous cous toscano, non saprei come definirlo. Ci sono le ultime verdure estive e le prime dell’autunno con qualche erbetta fresca del giardino, timo e mentuccia. Quando cuoci le verdure fai in modo che soprattutto la zucca e le carote si caramellino con la cipolla, così da avere un contrasto dolce all’acidulo dell’aceto, ricreando l’impressione di un agrodolce rivisitato.

5 da 2 voti
Panzanella autunnale
Preparazione
10 min
Cottura
20 min
Tempo totale
30 min
 
Piatto: Piatto unico, Vegetariano
Cucina: Toscana
Porzioni: 2
Chef: Giulia
Ingredienti
  • 200 g di pane Toscano raffermo
  • 1 cipolla rossa
  • Olio extravergine di oliva
  • 1/4 di zucca Delicata o Noce di Burro
  • 1/2 melanzana
  • 1 zucchina
  • Sale
  • Pepe nero macinato fresco
  • 1 pizzico di sumac
  • Qualche rametto di timo e mentuccia selvatica
  • Aceto di mele
Istruzioni
  1. Affetta il pane raffermo in fette spesse e immergile in una ciotola di acqua fredda.
  2. Affetta sottilmente la cipolla e falla appassire per pochi minuti in una padella ampia.
  3. Nel frattempo lava e taglia a cubetti la zucca, la melanzana e la zucchina.
  4. Aggiungi qualche erbetta aromatica - tipo timo e mentuccia, regola di sale e pepe e condisci con un pizzico di sumac.
  5. Cuoci per circa 20 minuti, finché le verdure non sono morbide dentro e dorate fuori.
  6. Spremi il pane e sbriciolalo con le mani in una ciotola grande.
  7. Versa le verdure sul pane sbriciolato, condisci con olio extravergine di oliva, aceto di mele, sale e pepe nero macinato fresco. Mescola le verdure con le mani per distribuire uniformemente il condimento e lasciale riposare in frigo per qualche ora prima di mangiarla.

Siccome ai corsi di cucina si impara anche quanto è bello condividere e non mangiare da soli, regalo questa ricetta a Virginia per il contest Io non mangio da solo. È un’iniziativa organizzata per sostenere ProgettoMondo Mlal, un’Organizzazione non governativa (Ong) di cooperazione internazionale nata a Verona nel 1966 che promuove Programmi di Sviluppo con l’invio di cooperanti in America latina e Africa.

Da sempre impegnato nella difesa dei diritti umani, a partire dal 2011 ProgettoMondo Mlal ha scelto di dedicare i propri Programmi prioritariamente allo sviluppo psicofisico, culturale e sociale di bambini, adolescenti e giovani, appartenenti a fasce sociali vulnerabili, in America Latina e in Africa. Perché, complici nuove opportunità e adeguate forme di sostegno, possano farsi artefici della propria crescita e dello sviluppo delle loro comunità.

Ecco quindi la mia ricetta con il pane, da condividere intorno ad un tavolo di amici, per non mangiare più da soli.

Dimenticavo!

È in edicola il nuovo numero di Dolci Tentazioni: questo mese mi sono occupata di zucca, cornetto italiano e caffè. Le ricette con la zucca sono state una sorpresa per me, da allora mi sogno il ciambellone!

P.S. Non perdete la mia guida golosa alla Toscana, una lista assolutamente incompleta in continua evoluzione dei miei ristoranti preferiti, degli agriturismi nei quali mi trasferirei anche subito e dei miei produttori del cuore. Così la prossima volta che venite in Toscana avete qualche suggerimento in più!

Buon weekend a tutti, vediamo se riesco a rientrare nel ritmo giusto…

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This Post Has 14 Comments
  1. Cara Juls, se c’è una cosa che ho imparato a mie spese è proprio quanto sia triste mangiare da soli. Passi una volta ogni tanto, quello ci sta, e non fa nemmeno troppo male. Ma quando la cosa si ripete sera dopo sera e anno dopo anno, la malinconia e la tristezza prendono sicuramente un pò di sopravvento. è così bello sedersi intorno ad un tavolo e mangiare cose buone e chiacchierare, che ancora mi domando come ho fatto, per quei due anni, a passare ogni cena da sola. Mangiare non mangiavo un granchè, e nemmeno cucinare… è anche da questa esperienza che ho capito che cucino per amore di chi mi sta intorno. Food photographer ai miei occhi lo sei proprio, senza bisogno di troppa improvvisazione. E chissà che con la pratica prima o poi riesca a vedere anche una delle mie foto almeno carina. Brava, come sempre. Un bacino, Sere

  2. Dear Julia,
    è per me sempre un immenso piacere leggere i suoi articoli, le osservazioni, gli sguardi che ha sulle cose della vita, e ovviamente sulla cucina. Ma la cucina è vita, lo sappiamo.
    Queste contaminazioni cultural-culinarie sono quello che amo di più. Pur rimanendo cultore delle tradizioni, ma quanto mi piace scoprire ricette “modificate”. Le contaminazioni nella cucina sono secondo me un arricchimento infinito. Grazie per questo blog e per tutte le notizie che ci regala. Grazie di regalare così tanta gioia e fiducia. E mi creda, quello che lei descrive all’inizio (la faccia tosta con la quale ci si presenta la prima volta), beh, ho riso tanto, ricordandomi la stessa identica situazione…
    Buon week end e tanta felicità
    Jean-marc

  3. Giulia…. questa ricetta mi piace tantissimo! E’ proprio nelle mie corde 🙂
    Secondo me sei una bravissima insegnante e qualunque sia il risultato finale i tuoi allievi saranno sempre soddisfattissimi! 🙂

  4. Che sia panzanella o che sia cous cous, alla fine, poco importa, perché ciò che davvero cattura l’attenzione non è tanto il nome della ricetta, quanto queste meravigliose e super invitanti fotografie! Un piatto completo e versatile, davvero azzeccato per l’autunno! Bravissima, come sempre 🙂 La proverò!

    Un abbraccio, Elisa

  5. eh si ha proprio ragione Elisa nel post precedente, e io confesso mi sono innamorata del tuo delizioso posto nel mondo,anche io lo sto cercando assolutamente come il tuo, con un bellissimo orto qualche gatto e un paio di cani,i miei tre bimbi e la mia passione + grande!!!

  6. “che non dà più il suo meglio nel fare la scarpetta”: un termine migliore di questo è difficile da trovare!
    Un couscous alla toscana, il grano nel pane, un piatto meraviglioso, facile, essenziale eppure fantastico…come te!
    un’idea davvero brillante!!!

    PS: manco a dire che ovviemante anche a me è capitato di far finta di… tremando di terrore -.- sono i momenti migliori, se visti a posteriori 😉
    (e per la cronaca era per delle ripetizioni: sìììììì ceeeerto che lo so… e invece manco per le ciuffole 😉 )

  7. Buongioooorno! Devo ancora leggere i due post precedenti ma volevo subito darti il “bentornata”! 😀
    Ricetta stuzzicante e come sempre brava Juls!
    Buon inizio di settimana a tutti 😉

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