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Filetti di maiale al timo

Una premessa: grazie di cuore ai bellissimi commenti che avete lasciato al post precedente della festa del Mad Hatter Tea Party, mi hanno veramente fatto piacere, e onorata, e galvanizzata, e gasata anche un po’, lo ammetto… eh eh eh. Ma ora è il momento di tornare sulla terra, e per farlo ho scelto una ricetta che è molto semplice, che ho già fatto due volte nell’arco di un mese da quanto è buona e che affronta uno dei macro ingredienti che per me è taboo, la carne!

Chiedetemi un dolce, qualsiasi, ed in qualche modo mi ingegno e lo faccio. Chiedetemi una pasta, qualsiasi, e un modo per realizzarla lo trovo. Ma se mi chiedete dei lievitati o della carne, mi vederete sbiancare piano piano, le mani cominciano un po’ a tremare, inizia un tic nervoso all’occhio e ad uno sguardo più attento sarà ben visibile anche la famosa gocciolona che si presenta ai cartoni animati giapponesi al lato della testa!

Ovviamente questa situazione non può continuare così! Sono o non sono una foodblogger?! Le paure vanno affrontate con metodo e costanza. Ho deciso di imparare a cucinare la carne! E per farlo, si comincia dal basso, dai piccoli pezzetti e dalle ricette facili… non posso pretendere di affrontare un filetto alla Wellington ed uscirne illesa, giusto? Per perseguire questo alte e nobile scopo mi sono affidata per iniziare ad un libro di ricette semplice ed essenziale, quello di Donna Hay dedicato a manzo, agnello + maiale. E’ pienamente nello stile di questa mitica australiana: semplice, immediato, mai troppo carico o sofisticato. Ingredienti facilmente reperibili, procedimenti ben spiegati e fino ad ora devo anche ammettere risultati garantiti.

Si comincia quindi il percorso con il filetto di maiale al timo (la ricetta richiede il timo limone, io ho usato quello normale non avendolo a disposizione).

Ingredienti:

  • filetto di maiale, 2 (circa 500 gr)
  • olio di oliva per spennellare
  • fette di pancetta, una decina
  • rametti di timo
  • patate piccole, tagliate a metà con la buccia, circa 400 gr
  • aglio in camicia, qualche spicchio
  • sale e pepe nero
  • pomodorini ciliegia a grappolo, 250 gr

Scalda il forno a 200°C ventilato. Taglia i filetti di maiale a pezzetti regolari, più o meno una decina di parti, e spennellali con l’olio. Avvolgili nella pancetta, appoggia sopra un rametto di timo e legali con uno spago. Mettili da parte.

Taglia le patate a metà o a quarti, a seconda delle loro dimensioni e mettile in una teglia con l’aglio e l’olio. Regola di sale e pepe e mescola bene. Fai cuocere per circa 20 minuti. Unisci a questo punto il maiale e i pomodorini e fai cuocere per altri 20 minuti, o finché il maiale non è ben cotto e le patate dorate. Fai attenzione a che maiale, patate e pomodorini abbiano abbastanza spazio nella teglia, non sovrapporli troppo, in caso è meglio usarne una più grande o due medie.

Giudizio finale: prova superata a pieni voti! Il filetto di maiale che sarebbe forse un po’ stopposo se cucinato direttamente in forno così com’è, avvolto nella pancetta rimane morbido e si insaporisce. Il fatto di non salare il maiale fa sì che sia la pancetta stessa ad insaporirlo, senza che alla fine risulti eccessivamente salato. L’idea di aggiungere i pomodorini a grappolo ancora attaccati tra loro è scenica, ma anche molto pratica nello sporzionamento successivo.

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This Post Has 15 Comments
  1. Solidarietà e complimenti da una compagna di idiosincrasie culinarie. Non so cucinare la carne mi annoia e non è fotogenica. Le viene quel colorino grigetto da cadavere (cosa che è, dopotutto). Sarà perchè non la mangio? Mah.. Però i lievitati mi piacciono e non li so fare (ho fatto una focaccetta qualche giorno fa, mangiabile ma nulla di più).
    A te: brava e determinata!

  2. Tesoro, non sai quanto mi fai felice con questa ricetta!!! 1. perché mi piace il filetto di maiale (e anche io non amo la carne); 2. perché è diversa dalla solita fettina, così aromatizzata; 3. perché ci va il timo e ne ho prorpio una piantina fresca!!!
    Domani a cena con amici la faccio e poi ti faccio sapere!

  3. Ma sai che anch’io ho quel libro? Non ho ancora mai riprodotto una ricetta, ma ho letto con grande interesse tutti i consigli per la cottura dei vari pezzi e devo dire che mi hanno aiutata moltissimo, per quanto riguarda tempi, marinature etc. Adesso, pero’, mi hai messo la curiosità di preparare il filetto di maiale, che amo molto, in questo modo. Ah, ma sai che ho la pirofila uguale alla tua?

  4. Come, tu non sai cucinare la carne? Questo post dice ben altro.
    Io sono invece in una fase di learning della cucina del pesce, il problema più grande è recuperare del buon pesce 🙂

  5. Guarda, io non avevo dubbi sulla tua riuscita sui piatti di carne!!! Ora però, da quando mi hai detto di come fai le foto … mi immagino te, tutte le volte imperticata su di una scala!!!! ^__^
    ah ah ah!!!!

  6. Ma dai, l’ho fatta la settimana scorsa, ma come vedrai la mia versione e’ molto meno golosa! (e poi ho usato la salvia, che cresce copiosa nel vaso schiacciando il povero timo 🙂

    La foto e’ molto bella, e quel libro e’ un’ancora di salvezza anche per me che non amo la carne, sigh 🙂

  7. bhè… direi che l’esperimento è pienamente riuscito!!
    sembra davvero gustosissimo e quei pomodori ramati sono un vero tocco country-chic!
    ciao ciao, ale

  8. Io avrei aggiunto solo un po’ più di olio sulle verdure perché mi piace quando fanno il sughetto e tutti fanno scarpetta con aria noncurante, ma Donna dev’essere a suo modo una salutista… =)
    Questo piattino è proprio sfizioso, l’idea dei pomodorini ancora in grappolo mi piace molto e la riuserò di sicuro e visto che anch’io la carne la cucino poco credo proprio che prenderò spunto!

    PS: troppo facile sparare a zero senza nessun link a a cui fare riferimento per vedere da che pulpito arriva la predica. Chi si mette in gioco fa critiche costruttive e sobrie, generalmente gli sputasentenze sono quelli che non sanno di cosa parlano.

    Chiara

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