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Pasticceria Scaturchio

Ebbene sì, non sono sparita. Solo che questo è il periodo lavorativamente più intenso, quindi a casa ci rimbalzo e basta. Lo scorso fine settimana sono stata a Napoli per il Premio Sirena d’Oro di Sorrento, un premio dedicato ai migliori oli DOP italiani. Due giorni molto intensi ma estremamente interessanti, soprattutto per un convegno sulla dieta mediterranea “Orgoglio Mediterranea” – ideato da Fede&Tinto di Radio2 Decanter – e per la visita della stampa alla pasticceria Scaturchio, una delle più antiche e famose di Napoli.

Quindi questa volta niente ricetta, ma una bella galleria di foto rubate all’interno dei laboratori della pasticceria.


Prima meraviglia: i babà! Il procedimento della cottura è spettacolare, ma purtroppo non abbiamo avuto la possibilità di vederlo. Appena cotti sono piccolini la metà di come si vedono in foto, pesano soltanto 20 gr, poi vengono immersi un bagno di zucchero, alcol, liquore Strega ed altri aromi più o meno segreti, per 15 – 20 minuti, e successivamente strizzati come spugne!! Magicamente riprendono la loro forma ed ecco i babà che conosciamo!

Seconda meraviglia: la decorazione delle torte! Usano una gelatina colorata alimentare, che serve sia da sola per ‘scrivere e disegnare’ che, in aggiunta a panna o crema di burro, per decorare le superfici con i colori! Che artisti che sono!

Terza meraviglia: le zeppole! In questa occasione, sono state fritte in olio extravergine di oliva e non nello strutto! Nutrizionalmente i vantaggi non si contano, e il gusto non ne perde assolutamente, anzi!

Vengono immerse la prima volta in olio a circa 80°C, per far sì che l’impasto si sigilli, poi vengono spostate in olio bollente a 160°C, dove la pasta gonfia e raddoppia di volume, rimanendo al suo interno vuota e morbidissima.

Quarta meraviglia: i ministeriali! Medaglioni al cioccolato fondente ripieni di una crema al liquore. Si chiamano così perché ai tempi, quando queste delizie dovevano essere presentate a corte, dovevano sottostare ad una lunga trafila di assaggi e controlli ai ministeri prima di poter essere accettati.

Ancora meraviglie, nell’ordine: un mega baba, zeppole farcite e pronte per essere mangiate.

Quando ho chiesto al responsabile del laboratorio cosa fosse necessario per diventare pasticceri, mi ha detto che ai giorni d’oggi è sempre più difficile star dietro alle difficoltà del ricambio generazionale all’interno della pasticceria, perché quello che serve è passione e pazienza. Quello del pasticcere non deve essere preso come un mestiere come un altro, ci vuole sacrificio (vedi le alzatacce la mattina, il lavorare nel giorni di festa…) ma quando lo si fa con passione non pesa, anzi, è sempre un piacere!

Da quel che ho visto, all’interno di quel laboratorio non lav0ravano uomini, ma piccoli elfi capaci di fare magie fantastiche. COMPLIMENTI A TUTTI I PASTICCERI DI SCATURCHIO!

Per un approfondimento relativo alla pasticceria Scaturchio rimando all’esaustivo articolo di Laura Gambacorta, Mario Scaturchio, il pasticciere gentiluomo.
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Questo articolo ha 8 commenti

  1. Approvo, approvissimo…la cucina è magia. Non è forse un’alchimia che da poche cose semplici come uova, farina, zucchero si riescano a creare dei veri e propri capolavori?

  2. madòòòò quanta bontà …..sto lievitando solo a guardare …che buoni…non credo che mi stancherei a mangiare i dolci !

  3. che bello questo reportage di scaturchio che hai fatto. Quelle zeppole di san giuseppe sono deliziose!

  4. Menomale che sono arrivata alla fine del post, mi stava venendo proprio l’acquolina in bocca!Bellissime foto Juls complimenti!
    Grazie per la segnalazione di questa pasticceria…

  5. Sai July, un babà gigante, tipo quello che hai fotografato (senza la panna, però) me lo ha regalato Gennaro Volpe, quando con la Marzia siamo andati a trovarlo.

    Non ti dico cos’era…. 😛

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