Bruschette con fave, ricotta e pecorino, o quando nonna mi portò nel campo delle fave

Bruschette con fave, ricotta e pecorino

Nonna non mi ci portare più nel campo delle fave. Questa è una delle frasi più memorabili che ho pronunciato da piccina.

Nonna ha preso la patente quando aveva già cinquant’anni, guidava una piccola Centoventisei bianca, una scatoletta di sardine commisurata agli standard di oggi. Scelse di prendere la patente per necessità, per avere la libertà di muoversi dalla campagna quando voleva, per fare la spesa, andare a comprare fiori e piante al negozio in fondo alla collina, dal dottore, o anche solo a riprendere nonno all’autobus quando tornava dall’ufficio.

La sua libertà è diventata anche la mia, crescendo. Mi riprendeva da scuola, mi ha portata a pattinaggio, in piscina, in palestra, a catechismo e ai compleanni dei miei compagni di classe. Quando ho compiuto diciotto anni e ho preso la patente mi disse: ora ho guidato abbastanza, d’ora in poi guidi te.

Eppure di tutti questi anni di passaggi, finestrini abbassati e piccoli viaggi in macchina, quello che mi ricordo di più è quando mi ha portata nel campo delle fave.

Ero piccolina, avrò avuto forse quattro anni, era una mattina soleggiata di tarda primavera e io ero in macchina con lei. Poco dopo casa nonna uscì di strada su una curva morbida e planò delicatamente in un campo di fave. Nessun incidente pericoloso, niente paura o danni. Ci ritrovammo però improvvisamente nel mezzo al campo delle fave.

Per fortuna dei vicini passavano di là in quel momento e aiutarono nonna a tirar fuori la macchina dal campo. Tornammo tranquillamente a casa, come se nulla fosse successo….

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