Links to love – Estate 2014

settembre 30, 2014

Londra

Ecco la prima novità della nuova stagione di Juls’ Kitchen. Avete riconosciuto il Link Love? Quei link che ogni tanto metto alla fine di un post? Ecco, questa è la versione mensile. Ogni mese vi racconterò in un post breve e essenziale quello che più mi è piaciuto, i crushes, come dicono gli inglesi. Potranno essere ricette provate e apprezzate, pulendo il piatto con il dito per non lasciare nemmeno una briciola, ricette solo lette ma finite nella lunghissima lista di cose da fare, libri che sto leggendo, libri che mi hanno segnata, film, ristoranti, café, articoli interessanti o video di ispirazione. L’obiettivo è quello di non mettere limite ai miei colpi di fulmine mensili.

Questo mese è la prima edizione, e pertanto un po’ speciale. Riassume i mesi estivi, con uno sguardo a Londra, al Salento e alle prime settimane di lavoro, ancora caratterizzate dagli ultimi colori d’estate. Pronti? Partiamo!

Un caffè sorprendente da The Black Cab Coffee in Brick Lane, a Londra.

“Good cooking is honest, sincere and simple and by this I do not mean to imply that you will find in this, or indeed in any other book the secret of turning out first class food in a few minutes with no trouble. Good food is always a trouble and it’s preparation should be regarded as a labour of love” Elizabeth David

Questo video sul potere del linguaggio del corpo.

Il corso di scrittura creativa di Elena Varvello.

In difesa del cibo, di Michael Pollan. Appena inziato.

Home cooking, di Laurie Colwin, quasi finito.

rustici  ricci di mare

Il Salento, i ricci di mare, i pasticciotti e i rustici.

Il caffé in ghiaccio e latte di mandorla.

I barattoli Bormioli per conservare le farine.

Il ragù di nocciole di Genny.

Questo articolo su Marcella Hazan. Mi ha spinto a comprare il suo Essentials of Classic Italian Cooking.

Il cake di mandorle e uvette ubriache di Vaniglia.

Steller, la nuova App nella quale trovo tanti spunti interessanti.

Il tè nero St. Petersburg Kusmi.

Un’infografica per capire qual è la musica migliore per ogni tipo di lavoro.

Questo video. Ogni volta che lo vedo rido con le lacrime.

L’acidulato di umeboshi.

Ho avuto la fortuna di ricevere in regalo The Extra-Virgin Olive Oil Handbook, un manuale completo dedicato agli appassionati di olio d’oliva, che spiega nel dettaglio ogni aspetto, dalle cultivar alla raccolta al processo di frangitura, con un ultimo interessante capitolo dedicato agli usi in cucina dell’olio. Qui trovate anche un’intervista esclusiva al curatore.

13 modi per fare l’hummus, qui.

Questo articolo di Mark Bittman sul New York Times, When Cooking, Invest Time. Or Work. Not Both.

Questi sono i miei link preferiti sul web di questi mesi, gli ultimi libri e le mie ultimi passioni. Lasciate sotto i vostri link preferiti, i prodotti che più vi son piaciuti, i libri letti, i film visti e quello di cui vi siete innamorati, così posso farmi anche io un giro nel vostro link love!

Tortelli di grano saraceno con le noci. Un salto nell’autunno.

settembre 25, 2014

Tortelli senza glutine alle noci

L’inverno è covare, al caldo, accanto al fuoco, cibi ricchi e di sostanza. La primavera è sorridere, al sole, al verde nel piatto, ai fiori che spuntano sugli alberi e nei prati. L’estate è aprirsi, comunicare, leggerezza nella testa, nel cuore e in cucina. L’autunno è ascoltare.

Quanto è importante ascoltare? Passiamo la maggior parte della nostra giornata a comunicare, a voce, con parole scritte, immagini, video. Siamo esposti volontariamente e involontariamente a un flusso costante di informazione, ci viviamo dentro, costruisce il nostro mondo e il nostro immaginario. Nonostante questo, abbiamo perso la capacità di ascoltare veramente. Ci dimentichiamo di quello che ci viene detto, prestiamo solo un’attenzione superficiale alle parole di chi ci è accanto, ignoriamo i segnali. Così facendo perdiamo gran parte della ricchezza che portano con sé le persone più importanti nella nostra vita e perdiamo anche il contatto con lo scorrere del tempo.

L’autunno è la stagione giusta per riprendere confidenza con l’ascoltare, sembra fatto apposta. I ritmi della natura rallentano, i colori si accendono e al frinire costante delle cicale estive si sostituiscono rumori più distinti: un trattore in lontananza che ara i campi, riportandoli a un marrone intenso e caldo, il vento che soffia fuori, il rumore delle porte che si cominciano a chiudere, per tenere dentro il tiepido di casa. Ma l’autunno è soprattutto il fruscio delle foglie secche sotto ai piedi, un rumore talmente impercettibile a volte che bisogna prestare attenzione per sentirlo. Le foglie secche che crepitano sotto i piedi sono un antidoto al grigiore di certe giornate, cambiano l’umore e il colore delle ore che stiamo vivendo, ci fanno tornare per un attimo bambini spensierati. Read the rest of this entry »

Pasta margherita con mele e rabarbaro e glassa al tè. Senza glutine, senza pensieri

settembre 18, 2014

Pasta margherita con mele e rabarbaro

Ogni giorno, ogni giorno alle cinque in punto per trent’anni si è ripetuto un rituale rassicurante. È andato avanti fino a che non mi sono trasferita a vivere da sola, sì, a 7 metri da casa dei miei, ma pur sempre a vivere da sola. Estate o inverno, che a tavola ci fossimo solo io e mamma avvolte in una vestaglia di flanella in inverno o che ci fossero tutte le mie amiche a studiare per l’interrogazione del giorno dopo, alle cinque in punto ci facevamo un tè.

Classico, prima con lo zucchero e poi crescendo senza, prima con il limone e poi nero e intenso, il tè è sempre stata la mia bevanda preferita, quella che avrei scelto a occhi chiusi tra mille, che mi disseta, mi coccola, mi consola, mi rilassa, mi premia. All’inizio erano semplici bustine di carta, tè da colazione standard, il profumo dei pomeriggi in casa a studiare, della domenica con gli zii. Il rituale del tè non ammetteva deroghe, nemmeno la sera di Natale si poteva saltare.

Di solito inzuppavo nel tè gli Oro Saiwa, che mamma chiamava le marie, o i pavesini, rigorosamente a due a due. In inverno, vicino a Natale, a volte capitava il lusso di una fetta di pandoro o di panettone. A primavera, quando l’aria di Pasqua era nell’aria, si poteva far merenda con la colomba, staccando a mano le mandorle dallo zucchero, o con una fetta di sportellina. Read the rest of this entry »