Crostatine alle pesche fresche, per i giovani dentro

giugno 19, 2013

Queste crostatine sono per chi si sente giovane dentro, per chi ha ancora voglia di giocare e non prendersi sul serio, continuando a guardare alla vita con lo sguardo fresco di un bambino.

Sono per chi ha ancora voglia di improvvisare un balletto alla fermata dell’autobus sulle note della sua canzone preferita solo perché la riproduzione casuale te la ha riproposta proprio in quel momento. Sono per chi in macchina abbassa tutti i finestrini per fare entrare l’odore del grano dell’estate, alza il volume della radio e canta con gli amici a squarciagola canzoni stonate, sentendosi in un viaggio coast-to-coast anche se la meta è a mezz’ora da casa.

Queste crostatine sono per chi attende ancora trepidante il giorno del suo compleanno e la mattina di Natale, non solo per i regali ma per sentirsi speciali, ancora un po’ più di ieri. Sono per chi annusa i libri appena comprati perché hanno il profumo del ritorno a scuola, che tanto male non era visto che si tornavano anche a rivedere gli amici e ci si immetteva in una routine piacevole.

Queste crostatine sono per chi ha ancora voglia di iniziare la giornata con un po’ di allegria, nonostante tutto, nonostante il caldo, o il freddo, la pioggia o il vento, nonostante il lavoro pesante o il lavoro che manca, nonostante i problemi che immancabilmente si affacciano appena apri la porta dell’ingresso di casa o la casella e-mail.

Credo che l’età sia una questione di punti di vista, molto relativa. Dipende molto dallo spirito con cui si affronta la giornata. I problemi ci saranno, le difficoltà, i momenti duri. Quelli non li nego, sono ottimista e non illusa. Ma il modo in cui si affrontano, il piglio, lo sguardo scherzoso… aiutano e fanno la differenza. Così come possono fare la differenza queste crostatine.

Queste crostatine sono piene d’estate, di pesche nettarine mature, scorza di limone rinfrescante e un sottile odore di lavanda che ci porta in vacanza, con le mani che sfregano i cespugli azzurrini, un lungo vestito di lino bianco, un cappello di paglia dalla tesa enorme, che nel mio film mentale mi sta benissimo e non mi fa sentire un fungo. Sono le crostatine ideali per cominciare la giornata con un sorriso e con Mukki. Ottime accompagnate da un tè verde, un bicchiere di latte freddo o – per i giovani dentro e fuori – un succo di frutta fresco.

I protagonisti di oggi, oltre al burro Mukki usato per la frolla, sono le uova fresche 100% toscane.

Crostatine alle pesche fresche
 
Tempo di preparazione

Tempo di cottura

Tempo totale

 

Autore:
Tipo di ricetta: Dolce, colazione
Cucina: Italiana
Porzioni: 8

Avrai bisogno di…
Per la frolla:
  • 150 g zucchero di canna integrale
  • 150 g di burro a temperatura ambiente
  • 1 uovo Mukki
  • 300 g di farina di farro integrale
  • 1 pizzico di sale
Per riempire le crostatine:
  • 8 pesche nettarine mature
  • 8 cucchiai di zucchero di canna
  • 2 rametti di lavanda
  • Scorza di 1 limone bio

Come si fa…
  1. Impasta il burro con lo zucchero di canna velocemente, fino a che non sono amalgamati.
  2. Aggiungi l’uovo e poi incorpora la farina di farro integrale setacciata con il sale.
  3. Impasta fino a formare una palla, schiacciala leggermente, avvolgila nella pellicola e lasciala riposare in frigo mentre prepari le pesche per le crostatine. Nel frattempo scalda il forno a 180°C.
  4. Sbuccia le pesche, tagliale a cubetti e mettile in un pentolino con lo zucchero di canna, la scorza del limone e un rametto di lavanda. Lasciale cuocere per circa dieci minuti a fuoco basso, finché non cominceranno a disfarsi.
  5. Togli la frolla dal frigo, impastala per ammorbidirla e stendila su una superficie infarinata con un matterello fino a raggiungere circa 5 mm di spessore.
  6. Fodera con la frolla 8 stampini da crostatina da 10 cm di diametro, riempi le crostatine con le pesche e poi decorale con la pasta frolla rimasta.
  7. Inforna le crostatine per circa 25 minuti finché non sono dorate, poi lasciale raffreddare prima di mangiarle.

Buona giornata ai giovani dentro!

Il latte alla portoghese di nonna per festeggiare un anno di Italian Table talk

giugno 17, 2013

Se c’è una cosa che gli Italiani sanno fare bene è festeggiare degnamente ogni occasione, che sia il santo del paese, il compleanno della bisnonna centenaria, un matrimonio con chicchi di riso e svolazzi di tulle, il battesimo dell’ultimo arrivato o semplicemente una domenica con parenti e amici che non vedevi da un po’.

Quelli che mi piacciono sono i festeggiamenti più veri, senza troppa formalità, quelli che si fanno all’interno di una sala da pranzo  o sotto una veranda con la famiglia e gli amici, con i rituali e le abitudini che si ripropongono di anno in anno. Oggi con la famiglia dell’Italian Table Talk festeggiamo un anno di racconti, di ricette e di scoperte e lo facciamo ognuna con quello che più rappresenta per noi l’idea di festeggiamento.

Emiko ha preparato uno dei miei dolci preferiti, il tiramisu, sempre presente ogni volta che c’è da festeggiare qualcosa, Jasmine ha ci racconta invece una ricetta che mi incuriosisce tantissimo, il pesce finto, immancabile ad ogni compleanno e il suo preferito da piccolina. Valeria ha invece scelto quello che per lei rappresenta il simbolo di ogni festeggiamento da adulta, di obiettivi raggiunti, successi ed esami superati, lo spritz. Io faccio di nuovo affidamento a nonna e vi racconto di quello che era il dolce delle occasioni, delle riunioni di famiglia o semplicemente dei pranzi in cui c’era da festeggiare lo stare insieme in allegria, il latte alla portoghese.

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I venerdì di Benessere.com – la panzanella

giugno 14, 2013

La panzanella è un’istituzione delle estati toscane. La versione purista e integralista prevede esclusivamente pane toscano raffermo, pomodori maturi – magari dei costoluti fiorentini – cipolla, basilico fresco, sale, olio extravergine di oliva e aceto di vino bianco. Questa è la panzanella. Il pane deve essere raffermo e ammollato in acqua fredda, poi strizzato bene e sbriciolato con le mani. Dimenticate crostoncini di pane ben tostati come si vedono su riviste e blog stranieri: quella, se pur buona, non è una panzanella.

Ovviamente si ammettono deroghe alla versione base, con l’aggiunta di cetriolo, olive o anche tonno in scatola. Insomma, una volta che si ha bene in mente qual è la vera panzanella, è anche divertente giocare un po’ con gli abbinamenti per rendere giustizia al principio base della cucina d’altri tempi: non si butta via niente.

Se due fette di pane raffermo possono trasformarsi in un pasto, perché non aggiungere anche quelle quattro zucchine un po’ tristi che sono state in frigo per troppo tempo, i ravanelli avanzati dall’insalata del giorno prima e una manciata di pinoli rimasti dai biscotti fatti nel weekend? Come ha giustamente detto mia nonna, toscana doc, non è la panzanella tradizionale, ma è buona! E se lo dice lei…

Come ogni venerdì trovate la ricetta su Benessere.com - Buon fine settimana tutti!

Inizia la giornata con Mukki: granola fatta in casa e yogurt per sentirsi speciali

giugno 12, 2013

Tutti vogliono sentirsi un po’ speciali, ammettiamolo. Coltiviamo nel più profondo dell’animo la sensazione di avere dentro qualcosa di unico e irripetibile. Non è una sensazione, lo siamo davvero, siamo speciali, siamo preziosi. Lo siamo perché non c’è nessuno uguale a noi nel mondo, siamo un insieme multiforme, colorato, inspiegabile di tratti somatici, desideri, paure, sogni, certezze e insicurezze, esperienze, successi e fallimenti che ci rendono inconfondibili. Spesso ce ne dimentichiamo, ma è tutto dentro di noi, dovremmo volerci bene ogni giorno come esseri speciali, perché ci meritiamo sempre tutto il nostro affetto, la nostra comprensione e la nostra più bonaria (auto)ironia.

Ancora più elettrizzante è la sensazione di essere speciali per qualcuno. È un sentimento che ti riscalda da dentro, che parte dalla bocca dello stomaco e sale fino a spuntare in un sorriso che è difficile cancellare. Ce ne accorgiamo da piccoli gesti pieni di affetto, mai banali, che in una giornata qualsiasi possono quasi essere routine che ma tutto d’un tratto di fanno sentire… beh, sì, l’avete capito, speciale.

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Cantuccini con albicocche secche e cioccolato bianco. Oggi vi racconto…

giugno 10, 2013

Maggio è stato un mese inatteso e sorprendente. Ad aprile lo guardavo con una certa ansia, perché io mi professo donna di mondo e donna in corriera, ma quando si tratta di abbandonare la tua comfort zone e organizzare un mese di presentazioni, eventi e vacanze che ti porterà lontana da casa e soprattutto dalle tue abitudini, beh mi prende l’ansia.

È ansia di perdere il filo del racconto, l’ho sempre provata. Però poi quando torni a casa, disfai la valigia, togli quei 3 centimetri di polvere che si sono accumulati sui mobili e riempi il frigorifero e la dispensa con la nuova spesa, la prima cosa che hai voglia di fare è chiamare i tuoi amici e invitarli a cena, per sentire di nuovo le loro voci, le loro risate, e per raccontare cosa è stato di te in questo mese, come sei cambiata, cresciuta, le avventure, le emozioni e i ricordi. Perché è solo allora che tutto diventa reale, che ritrovi il filo del racconto e ti rendi conto di come gli intrecci abbiano costruito una trama nuova e sorprendente.

Vorresti far sedere tutti i tuoi amici su un divano, spengere le luci e mostrare loro le foto e i filmini dei tuoi viaggi, ma ti rendi conto che forse sono più interessati al pesto ericino che hai portato dalla Sicilia… Voi non crederete di esservi scampati la visione delle fotografie, vero? Ma siccome so che si affronta tutto meglio a stomaco pieno, vi ho anche preparato dei biscotti e un caffè. Pronti?

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