Pasta margherita con mele e rabarbaro e glassa al tè. Senza glutine, senza pensieri

settembre 18, 2014

Pasta margherita con mele e rabarbaro

Ogni giorno, ogni giorno alle cinque in punto per trent’anni si è ripetuto un rituale rassicurante. È andato avanti fino a che non mi sono trasferita a vivere da sola, sì, a 7 metri da casa dei miei, ma pur sempre a vivere da sola. Estate o inverno, che a tavola ci fossimo solo io e mamma avvolte in una vestaglia di flanella in inverno o che ci fossero tutte le mie amiche a studiare per l’interrogazione del giorno dopo, alle cinque in punto ci facevamo un tè.

Classico, prima con lo zucchero e poi crescendo senza, prima con il limone e poi nero e intenso, il tè è sempre stata la mia bevanda preferita, quella che avrei scelto a occhi chiusi tra mille, che mi disseta, mi coccola, mi consola, mi rilassa, mi premia. All’inizio erano semplici bustine di carta, tè da colazione standard, il profumo dei pomeriggi in casa a studiare, della domenica con gli zii. Il rituale del tè non ammetteva deroghe, nemmeno la sera di Natale si poteva saltare.

Di solito inzuppavo nel tè gli Oro Saiwa, che mamma chiamava le marie, o i pavesini, rigorosamente a due a due. In inverno, vicino a Natale, a volte capitava il lusso di una fetta di pandoro o di panettone. A primavera, quando l’aria di Pasqua era nell’aria, si poteva far merenda con la colomba, staccando a mano le mandorle dallo zucchero, o con una fetta di sportellina. Read the rest of this entry »

Pollo arrosto al vinsanto. I miei libri del cuore

settembre 11, 2014

Pollo Arrosto al vinsanto

Quando ero piccola la libreria a casa era piene di riviste di arredamento, di auto e di fumetti, qualche libro e qualche fascicolo di una vecchia enciclopedia di cucina che mamma aveva comprato in edicola prima di sposarsi. Nessuna traccia di libri di ricette o tanto meno di riviste di cucina. Come sapete mamma non ha mai avuto la passione per la cucina, anche se ora è completamente a suo agio davanti ai fornelli e un suo invito a cena fa contenta più di una persona.

Quanto mi piaceva cucinare, però! Salivo sullo sgabello di cucina fasciata in un grembiule che sembrava un abito da cerimonia da quanto era lungo e facevo un ciambellone ogni domenica mattina con mamma. Non so se fosse perché già sentivo la magia della cucina o perché mi era permesso di leccare l’impasto dalla ciotola, ma quanto mi divertivo quelle mattine!  Durante l’adolescenza che ho iniziato ad interessarmi alla cucina con più curiosità. Raccoglievo ricette ritagliate dalle riviste in un quadernone a righe, lo stesso che usavo a scuola per i compiti. Non ricordo di averle nemmeno mai provate, ma erano qualcosa di prezioso, che conservavo in un cassetto della cucina, sotto ai canovacci.

Questa passione è cresciuta insieme a me, così come pian piano si è arricchita la mia collezione di libri di ricette. Il primo libro che ho comprato nei miei vent’anni, mettendo da parte qualcosa da uno dei primi stipendi da grande, è Apples for Jam di Tessa Kiros, seguito a ruota in meno di una settimana da altri due libri della stessa autrice, Falling Cloudberries e Twelve, il mio primo libro di cucina toscana. Ogni ricetta era profondamente onesta, e le storie che Tessa raccontava e il suo approccio gentile e semplice al cibo mi hanno fatto scoprire una dimensione completamente nuova nei libri di cucina.

Sembrerà strano, ma ho cominciato a interessarmi alla cucina toscana e ai suoi piatti tradizionali tardi, innamorandomi perdutamente del cibo che mi ha nutrita per tutta la vita. Nonna è sempre stata il mio riferimento, e continua ad esserlo, per ricette, pratiche, ingredienti, tradizioni. Lei non ha studiato cucina, non è uno chef. Ha sfamato con soddisfazione una famiglia per tutta la sua vita, ha vissuto la sua vita in una cucina toscana, raccogliendo erbe di campo toscane. Ha sempre avuto la passione per i funghi, che cerca in boschi della nostra campagna, ha allevato galline, conigli e bambini toscani! Conosce tutto quello di cui io scrivo semplicemente perché l’ha vissuto.

Io ho nonna, e ho i libri di cucina. Ho iniziato a collezionare libri che potessero insegnarmi qualcosa delle tradizioni, delle ricette e della gastronomia italiana e toscana. Questo è il nostro tema oggi. Le ragazze dell’Italian Table Talk vi salutano dopo più di due anni di onorato servizio. La vita di ognuna di noi si è fatta più esigente, richiede la nostra attenzione, e dobbiamo chiudere questo progetto, almeno per ora. Abbiamo pensato di chiudere raccogliendo tutti quei libri che hanno ispirato i nostri articoli nei mesi passati, che continueranno a guidarci alla scoperta del cibo che amiamo e che, speriamo, possano essere una guida anche per voi.

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Una torta per festeggiare. Quattro quarti senza glutine con frutta di settembre.

settembre 5, 2014

Torta con fichi, uva e susine

Il primo settembre ho comprato un’agenda nuova. Ho ancora una mentalità scolastica, segnata dall’odore dei libri nuovi, dalla schiacciata con l’uva e dalla luce brillante delle prime mattine di settembre che ti fanno sentire come se un nuovo inizio fosse possibile, anche così in mezzo all’anno. È un dono poter contare su due nuovi inizi ogni anno, un’occasione in più per ristabilire equilibri e obiettivi, per fare un bilancio sommario che possa addrizzare la rotta verso nuove avventure.

Adesso impegni, progetti, scadenze, è tutto ordinato in una Moleskine rossa. Sono pronta a una nuova entusiasmante stagione. Pronta, più o meno, perché ho già cominciato a iperventilare, a lavorare fino a tarda sera, a rimandare, spostare, giocare a tetris con gli impegni. È bello lavorare fino a tardi con accanto Noa che dorme beata, rincorrendo lucertole nei cespugli di rosmarino nei suoi sogni, ma il mio obiettivo per i prossimi mesi è staccare poco prima di cena, per godermi quelle ore prima di dormire con una tisana fumante in una tazza di ceramica bianca con i fiori blu, un libro, gli amici o lui, per chiacchierare, ridere o perdersi nella trama di un nuovo film. Read the rest of this entry »