La cucina di nonna Menna: i malfatti. Due ricette

malfatti

Una ricetta, due nomi: malfatti a Siena, gnudi a Firenze. Il risultato è comunque garantito, sia che vogliate parlare nella lingua di Tozzi* e sentirvi nel centro del mondo in in Piazza del Campo, sia che vogliate usare la parlata di Pratolini**, e perdervi nelle stradine di San Frediano. Malfatti perché la loro caratteristica è quella di essere irregolari, uno diverso dall’altro, proprio perché formati a mano e per questo un po’ bitorzoluti. Gnudi perché sono in definitiva il ripieno dei ravioli, senza l’abito di pasta fatta in casa!

Comunque li si chiamino, questi gnocchetti di spinaci e ricotta sono caratterizzati dalla stessa facilità di esecuzione e sicuramente dalla stessa bontà: una bontà semplice, che racconta con i suoi pochi ingredienti di pranzi di famiglia, di donne intorno ad un tavolo che muovono le mani in maniera automatica e sapiente, mentre le parole volano e vanno a far visita – in un giro di chiacchiere e confidenze – a tutti i vicini e i parenti.

MalfattiMalfatti Book Semptember 2012

I malfatti
Autore: 
Tipo di ricetta: Primo
Cucina: Toscana
 
Avrai bisogno di...
  • spinaci precedentemente cotti e ben strizzati, 500 gr
  • ricotta fresca, 500 gr
  • uova, 2
  • sale e pepe
  • parmigiano grattato
  • noce moscata
  • farina
Come si fa...
  1. Che siano spinaci freschi i congelati, l'importante è che una volta lessati in acqua bollente salata possano scolare tutta l'acqua di cottura: per essere sicura strizzali bene con le mani (da freddi, attenzione!) e lasciali per qualche ora in un colapasta.
  2. Saltali in padella con un po' d'olio extravergine di oliva e una volta freddi sminuzzali al coltello molto finemente. Mescolali con lo stesso peso di ricotta fresca (ho usato una ricottina di mucca biologica - il latte, non la mucca!) e aggiungi almeno 4 cucchiai di parmigiano grattato.
  3. Regola di sale e pepe, aggiungi la noce moscata grattata e unisci al composto 2 uova intere: mescola bene fino a che non è tutto amalgamato. Adesso è il momento di mettere le mani in pasta per fare i malfatti.
  4. È necessario usare molta farina per formare delle piccole palline con le mani- grandi più o meno come nocciole - in modo che questa faccia da pellicola protettiva ed impedisca ai malfatti di disfarsi quando vengono immersi nell'acqua bollente. Mettili in un vassoio distanziati l'uno dall'altro finché non hai finito.
  5. Nel frattempo scalda una pentola larga di acqua salata, quando bolle butta i malfatti pochi per volta, e appena tornano a galla - pochissimi minuti, a volte ne basta uno - scolali con una schiumarola e condiscili. Sono ottimi conditi con burro e salvia, oppure con salsa di pomodoro e formaggio grattato.

* Federigo Tozzi, scrittore senese 1883 – 1929, è autore di opere famose come Con gli occhi chiusi o Tre Croci.

** Vasco Pratolini, scrittore fiorentino 1913 – 1991, è autore di romanzi famosissimi (e davvero belli) come Cronache di poveri amanti o Le ragazze di San Frediano.

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Comments

  1. says

    che delizia!! la seconda foto è da mangiare con gli occhi!!!evviva le ricette golose delle nonne, anche la mia è un’inesauribile fonte di ispirazione! :D

  2. says

    Ciao! non hai idea di quanto ci piacerebbe assaggiarli!! sei stata davvero bravissima e il condimento…saremmo proprio indecise!!
    ce ne prepari una porzione anche per noi allora??
    un bacione

  3. says

    Non li ho mai fatti ma potrei essere la regina dei malfatti, dato che devono essere irregolari!Sono da provare, soprattutto quelli gratinati al forno!

  4. says

    @ Elga: WOW! sono così convincente?! eh eh eh
    @ Valeria: ti ringrazio! :D in effetti la seconda è durata poco!
    @ Manu e Silvia: allora butto gli gnocchi, eh eh
    @ Genny: golosona!
    @ Gloria: ah ah ah! mi fai morir dal ridere! allora subito in azione!
    @ Alem: grazie Alessia! è anche divertente farli!

  5. says

    WoW!!
    A casa mia sono un classico. La nonna e la mamma son toscane, ed è appunto classico preparare queste polpette (da noi si chiamano solo polpette ricotta-spinaci :P ) quando si preparano i ravioli! O perchè si abbonda d’impasto, o perchè al 70° raviolo qualcuno si è stufato di star lì a chiudere (rigorosamente con la forchetta), queste polpette non mancano mai!
    Poi si condiscono con il ragù e via in forno ….
    Ecco non pensavo che fossero così tradizionali!
    Non si finisce mai d’imparare!

    Un abbraccio
    Barbara M.

  6. says

    Davvero belli e semplici i malfatti, sopratutti i primi mi invogliano un sacco… bacino vorrei che mi facessi vedere gli esperimenti che fai con la mia binba bella… baciotti

  7. says

    Devo davvero provare a farli ho tutti gli ingredienti a disposizione! Davvero una bellissima ricetta che ho sempre mangiato con gran gusto in romagna e in sardegna!
    Un bacione
    fra

  8. says

    Grazie Juls per la ricetta. Ho in programma per la prossima classe di cucina qui a Cambridge proprio i malfatti! Anche io sono Toscana ma vivo in Inghilterra ormai da diversi anni. La cucina e fotografia pero’ sono le mie passioni!

    Ciao

  9. says

    Last but not least: per lavorare da subito gli spinaci cotti senza scottarsi, si prelevano con una pinza e si mettono nello schiaccia patate; si stringe per far uscire tutta l’acqua ed eccoli pronti. Grazie per l’ottima ricetta

Trackbacks

  1. […] In questa inversione di rotta verso altre cucine le mie radici gastronomiche sono tornate a farsi sentire. Sono state quasi petulanti nel chiedermi di tornare a cucinare tipico, tradizionale, locale, cose di casa. Oltre ai crostini neri per festeggiare la semplicità di un pranzo in due ho fatto un peposo che ci è bastato per due giorni e gli gnudi di ricotta e spinaci. […]

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