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Frittelle di fiori di acacia. Approfittatene finché siete in tempo…

Aspetterò. Aspetterò fino a che non dimagrisco un po’ per comprarmi quel paio di jeans. Aspetterò finché non mi sento più sicura per proporre un articolo a quella rivista. Aspetterò fino a che qualche mio lavoro non sarà pubblicato per contattare un editore per scrivere il mio primo libro. Aspetterò fino a che non trovo un compagno per visitare quella città che sogno da sempre di vedere. Aspetterò fino a che non ho consegnato tutto il libro per cogliere i fiori di acacia e friggerli.

Frittelle di fiori di acacia

Sbagliato. Sbagliato sotto ogni possibile aspetto. Non sarai mai pronto abbastanza per avventurarti in un nuovo viaggio a meno che tu non abbandoni tutte le paure e affronti con coraggio nuove opportunità. Comprati quei jeans, proponi le tue storia, scrivi quel libro, viaggia, apprezza i piccoli piaceri della vita e cogli quei fiori di acacia, che domani potrebbe piovere.

La settimana scorsa mi sono presa mezza giornata libera, ho chiuso il computer e sono scesa in giardino con passo sicuro, con un cestino di vimini e un paio di forbici, per raccogliere i fiori di acacia.

Primavera in Toscana

Ero in piedi, sotto una cupola di fiori bianchi, ubriaca del loro profumo di miele, ipnotizzata dall’incessante ronzare delle api, che lavoravano senza sosta volando di fiore in fiore. Coglievo l’attimo, e mi domandavo perché avessi aspettato così a lungo per prendere quella decisione.

Sono cresciuta riconoscendo la primavera dall’odore di fiori d’acacia che entrava potente dalla finestra di camera alla fine di aprile. Da bambina raccoglievo i fiori di acacia secchi per farci i mangiarini, brodaglie immangiabili che cercavano di avvicinarsi il più possibile a qualcosa di commestibile, almeno nell’aspetto.

L’acacia, o cascia in Toscana, è stata introdotta in Europa dal Nord America nel 1601 dal botanico Jean Robin, giardiniere e erborista dei reali di Francia. Possiamo ancora ammirare e sederci sotto alle fronde di quella prima acacia che piantò a Parigi, in Place Dauphine. Apparentemente tutte le acacie europee discendono dal quel primo albero piantato da Jean Robin.

Le api amano le acacie. Probabilmente conoscerete bene il miele di acacia, chiaro, liquido, floreale e delicato. Quando date un morso a una frittella di fiori di acacia siete improvvisamente inebriati dal suo profumo persistente e poi irretiti dal sapore dolce di miele che si diffonderà in bocca, lasciando un leggero aroma di vaniglia.

Sbrigatevi, perché le acacie sono in fiore per un brevissimo periodo di tempo, quindi è meglio che ne approfittiate subito e cerchiate di metter le mani su un paniere di fiori se volete provare queste frittelle.

Primavera in Toscana  Primavera in Toscana

Secondo The Oxford Companion to Food, ci sono alcuni fiori che possono essere immersi in una pastella leggera e fritti per fare delle delicate frittelle dolci: tra questi elencano i fiori di sambuco, i fiori di melo, i fiori di acacia e i lillà. Sto già morendo dalla voglia di assaggiare sambuco e lillà, perché posso facilmente trovarli qui nella campagna circostante. Dovrò ampliare il mio raggio di azione per trovare i fiori di melo, ma una volta che si dà un morso a una una frittella croccante di fiori con un profumo inebriante di miele, siamo condannati a una ricerca inquieta e senza fine.

Frittelle di fiori di acacia

Frittelle di fiori di acacia

Per friggere i fiori di acacia ho usato esattamente la stessa pastella che uso da sempre per friggere i fiori di zucca, sostituendo il sale con un cucchiaio di zucchero, perché anni di frittura appassionata hanno provato che non solo funziona, ma lascia anche fiori asciutti e croccanti. Zuccherate le vostre frittele di acacia con un po’ di zucchero o con un filo di miele per un fine pasto poetico, o conditele con un pizzico di sale per un antipasto sorprendente.

5 da 3 voti
Frittelle di fiori di acacia
Preparazione
30 min
Cottura
5 min
Tempo totale
35 min
 
Piatto: Dolce
Cucina: Toscana
Porzioni: 4
Chef: Giulia
Ingredienti
  • 4 cucchiai colmi di farina 0
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaio di zucchero + altro zucchero per zuccherare le frittelle
  • 50 ml odi birra fredda*
  • 100 ml di acqua
  • 50 g di fiori di acacia
  • Olio per friggere
  • Miele per condire le frittelle
Istruzioni
  1. Preparate la pastella mescolando in una ciotola la farina con il sale e lo zucchero. Aggiungere a poco a poco l'acqua cercando di eliminare tutti i grumi, poi finire con la birra. Lasciate riposare la pastella in frigo per almeno mezz'ora.
  2. Scaldate due dita di olio in una padella ampia, passate i fiori di acacia nella pastella e scolateli leggermente. Quando l'olio è ben caldo adagiate i fiori ben distanziati nella padella e cuoceteli due minuti per lato, finché non sono croccanti e dorati. È meglio cuocere i fiori in due volte, in modo che non si appiccichino tra loro.
  3. Scolate i fiori dall'olio, appoggiateli in un piatto con qualche foglio di carta da cucina per assorbire l'olio in eccesso e cospargeteli di miele o zucchero.
Note

* Scegliete una birra chiara o rossa. Io ho usato una birra che profumava tantissimo di miele, un abbinamento perfetto per i fiori di acacia.

Primavera in Toscana

Link Love

Esplorando il web alla ricerca di articoli interessanti su fiori di acacia, ho trovato un sacco di post interessanti, con foto che fanno bene a cuore e occhi. I fiori di acacia esercitano un fascino irresistibile su tutti, deve essere il loro profumo inebriante…

  • Il post di Mimi Thorrison, Acacia flower Fritters, su MangerThey look like little bundles of grapes, with tiny white flowers that smell, and taste like honey, with a hint of jasmine, bergamot and orange blossom. Sounds like a dream? An edible one at least.
  • Mark Bittman e il suo Foraging for frittersThis is a taste from my youth that we still enjoy a few times each summer. Two large locust trees next to our garden supply more fragrant flowers than we can use during the few weeks a year that these blossoms are available. The tiny white flowers have the sweet flavor of honey and a powerful spicy and musky aroma.
  • Edible flowers – Elderflower and Acacia Flower Fritters, perché appunto si possono friggere anche i fiori di sambuco. Magri domani li provo…
  • Ancora foto bellissime su Cuisine Campagne nel post Beignets de Fleurs d’Acacia.
  • Eating spring {fried acacia + elderflower blossoms} di Elizabeth Minchilli. I love it when a guy brings me flowers. And when he brings a truck load of flowers? And tells me that some of them are going to be fried for lunch? Even better.
  • Per finire, She who eats e qualche idea dal Giappone, dove i fiori di acacia in tempura sono conditi con un po’ di sale o inzuppati in un condimento a base di salsa di soia. Interessante anche questo abbinamento, non trovate?

Ultime info di servizio

  1. Con l’aiuto di Regula, la miglior brand advisor che possiate trovare, ho finalmente riscritto il su di me qui sul blog. Ora mi sento pienamente rappresentata e sono fiera di me, del percorso che mi ha portata qui e di tutto ciò che sono riuscita a ottenere. C’è anche Tommaso, che ha un ruolo fondamentale in Juls’ Kitchen. Questo è solo l’inizio, ma fatemi sapere se vi piace!
  2. Sono aperte le iscrizioni per il Workshop di Food Photography di sabato 21 maggio con Andrea Palei. Insieme parleremo di fotografia, delle basi tecniche, di food styling e composizione. Tutto ciò che fotograferemo lo mangeremo anche, ovviamente.

Primavera in Toscana  Primavera in Toscana

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This Post Has 12 Comments
  1. Ahhhhhh mi hai fatto venire voglia e domani andrò a raccoglierli qua nel boschetto vicino a Pippo, dove oggi li ho visti li appesi ed ho pensato quanta pappa per le api!
    Io i mangiarini come dici tu li facevo con il glicine che era sopra al garage di casa ;’-D
    Hanno un aspetto magnifico Giulia!!!

  2. Ciao! 🙂
    Leggo da un po`di tempo il tuo blog, ma non ho mai lasciato un commento. Ma oggi, vedendo le bellissime fotografie con i fiori di acacia, ho deciso di scrivere. 🙂
    Abbiamo sempre fatto le crepes con i fiori di acacia, mai le frittelle. Buonissime! 🙂
    Le devo provare…
    Una bella settimana!
    Ulica 🙂

  3. Ciao Giulia! Ci credi che io non ho mai visto né odorato un fiore d’acacia?! Mi sa che devo rimediare subito. Nel weekend spedizione in collina qui in Versilia a caccia di fiori. Grazie per questo bel post pieno di ispirazione! Dani 🙂


  4. Questa settimana siamo in sintonia, io quei grappoli profumati li ho messi a guarnizione di una vellutata verdissima…li adoro, adoro il loro profumo avvolgente, la loro forma, colore, tutto insomma. E introducono maggio, forse il mio mese preferito, nella miglior maniera possibile.
    Ho fritto i fiori lo scorso anno insieme a quelli di sambuco, ho fatto un bel piattone misto…una meraviglia. Sono sicura che ti piaceranno moltissimo anche quelli! Ti consiglio per il sambuco di non cogliere ombrelle troppo grandi, che diventano un po’ impegnative.
    Un abbraccio!

  5. Ciao Giulia, in genere ti leggo senza lasciare commenti ma oggi c’erano troppe coincidenze! Intanto questi meravigliosi fiori d’acacia, che sono anni che voglio provare a farne frittelle e non mi sono mai decisa. A proposito di rimandare. E sempre a proposito di rimandare, invece, una decisione l’ho presa anche io. Proprio oggi ho inaugurato un nuovo spazio per il blog, tutto mio. Era tanto che ci studiavo su, ma non mi sembrava pronto, non mi convinceva, volevo aspettare il momento giusto. Poi ho capito che se avessi fatto così avrei corso il rischio di mandare tutto all’aria e non concretizzare mai. E allora mi sono lanciata, ho fatto il passaggio e via. Poi ci sono ancora tante cose da sistemare e migliorare, ma intanto, ho il mio spazio. E sono contenta!
    Niente, tutto questo discorso solo per dirti che oggi mi sono sentita ancora più in sintonia del solito con te.
    E se ti va di passare a dare un’occhiata mi farai felice! 🙂
    Un abbraccio e complimenti per tutti i bellissimi progetti che porti avanti.

  6. Foto bellissime…albero e fiori bellissimi e anche se da me non li troverò mai questi fiori per poter preparare queste magnifiche frittelle ne immagino il profumo e il sapore guardando il tuo bellissimo post.
    Buona giornata.
    Ciao Katia

  7. Giulia è sempre un piacere leggerti… E che bellissima ricetta!
    E come saprai già, in Alto Adige si fanno le frittelle di fiori di sambuco! 😉


  8. Cara Giulia, che piacere vedere le frittelle di Acacia, quanti ricordi, in collegio, ce le facevano le suore per merenda
    come alternativa alle cose solite, ed erano e sono ANCORA una ventata di quella voglia di crescere. Brava,
    masono curiosa di sentire e vedere le frittelle di Lillà perché non ne ho mai sentito parlare.
    Mentre so che sono eduli le Peonie: anche se qui si comincia ad essere degli Einstein, perché sono grosse,grandi
    e impportanti. Complimenti e a presto per la fettunta!!!!!!!!!!!!!!!

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