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Una limonata ghiacciata per ricominciare

Quando un mese fa ho respirato l’aria fresca della prima sera di quattro settimane di ferie, mi son sentita improvvisamente piccola di nuovo, piena di idee e progetti scribacchiati su fogli di quaderno. Il tempo si era dilatato e non riuscivo a vedere la fine delle vacanze al di là della mappa degli spostamenti del mio viaggio.

Poi, in un soffio di vento caldo, son arrivata qui, di nuovo al punto di partenza, senza rendermi bene conto di quello che c’è stato tra quella prima sera di vacanza e stamani, quando ho abbandonato infradito e vestitini per un più consono abbigliamento lavorativo.

Se avessi una bacchetta magica vorrei poter rivivere di nuovo questo mese appena trascorso, premere rewind e rivedere alcune scene che tanto mi hanno fatto ridere, o mi hanno commossa.

Vorrei per magia poter riassaporare la torta del mio trentesimo compleanno o il the verde della sera a Londra, la prima birra in Germania con Claudia o il dolce far niente di un paio di giornate regalate.

Ma siamo qui. Però c’è un detto americano che mi piace tanto, e più o meno fa così: when life gives you lemons… make a lemonade! E cioè, quando la vita ti frappone qualche ostacolo, trasformalo in opportunità, volgilo a tuo favore e spremine fuori il meglio, proprio come con un limone. Ecco, questo è quello che ho cominciato a fare e che sarà sicuramente il mio motto nei prossimi mesi.


Ma parliamo di questa limonata, appunto, più che una ricetta un espediente per trovare un immediato refrigerio, dipinto con i toni brillanti del giallo limone e acceso dalla nota leggera del ginger fresco.

5.0 from 2 reviews
Limonata al ginger
Autore: 
Tipo di ricetta: Drink
Tempo di preparazione: 
Tempo di cottura: 
Tempo totale: 
Porzioni: 6
 
Avrai bisogno di...
  • 4 limoni biologici
  • 2 cm di radice di zenzero fresco
  • 6 cucchiai di zucchero
  • acqua fresca e ghiaccio
  • menta per decorare
Come si fa...
  1. Spremi i limoni in una ciotolina così da raccogliere tutto il succo, poi grattugia lo zenzero fresco ed aggiungilo al succo di limone.
  2. Passa il succo di limone e lo zenzero fresco grattato attraverso un colino, schiacciando la polpa con un cucchiaino per estrarre l'essenza dello zenzero.
  3. Versa il succo di limone in una brocca o in una bottiglia, aggiungi lo zucchero e mescola bene, poi diluiscilo con acqua fredda, decidendone la quantità in base a quanto ti piace concentrato. Io faccio ⅓ di succo di limone e zucchero e ⅔ di acqua.
  4. Servi con del ghiaccio e qualche rametto di menta fresca.
E se potessi riavvolgere il nastro, questo sarebbe quello che rivedrei…

’50 Party

Penso di aver ossessionato fino all’esaurimento tutti gli amici e i parenti fino al terzo grado di parentela con la mia fissa di festeggiare in grande i miei 30 anni. Ho sempre ammesso di avere un debole per il giorno del mio compleanno, e di conseguenza per tutti gli annessi e connessi, festeggiamenti inclusi.

E poi l’occasione di festeggiare i miei 30 anni con una carissima amica che di anni ne faceva 40 mi pareva l’occasione perfetta per mettere in piedi una festa anni ‘50: musica, ambientazione, abito e trucco abbinati, e soprattutto quasi tutti i miei amici vestiti da pin up, Fonzie, bulli e pupe e Grease! Ho dei ricordi bellissimi di quella sera, primo giorno di vacanza, misti a cannucce colorate, luci sfavillanti e note rockabilly!

Parigi

Parigi è saltato, non troverete foto di Parigi. Sono stata così intelligente e sveglia da controllare i miei documenti solo un’ora prima della partenza, per scoprire che la mia carta di identità era scaduta 3 settimane prima!

Quindi, quando la vita ti offre limoni… fanne una limonata! e io mi sono ritagliata inaspettatamente 4 giorni di vacanze vecchio stile, come facevo da piccina, con piscina comunale, divano e tv nel salotto in penombra, un libro nuovo e gite nei dintorni con gli amici.

Londra

Alla fine Londra, di nuovo Londra, vacanze a Londra! sembro ripetitiva? è che non stavo più nella pelle, finalmente 10 giorni da trascorrere con Sarka: era un anno che progettavamo cosa fare, mangiare, cucinare e fotografare. Si sono aggiunte Beth, Joslin e Zita.

Abbiamo testato ogni linea della metro percorrendo Londra da nord a sud, da est a ovest, abbiamo approfittato dell’offerta multiculturale della città che più amo al mondo, mangiando libanese, sushi, noodles e soprattutto ci siamo divertite in cucina, con un bicchiere di vino (loro) ed una tazza di verde (io). Ma non sapevo che mi aspettava una sorpresa… l’afternoon tea al Ritz.

L’entrata nella hall scintillante del Ritz è stata preceduta da un pomeriggio di shopping alla ricerca del vestito perfetto o dell’accessorio carino che ti potesse regalare quel briciolo di confidenza in più per non sentirsi completamente estranei in quell’ambiente ovattato e lontano dalla vita di tutti i giorni. Al secondo ma’am o lady mi sono passati tutti i timori e ho provato di nuovo l’emozione di sentirmi una principessa, anche se per qualche ora soltanto. La sera siamo rientrate correndo a casa, e mi si è scollata la suola di una scarpa… ci avevo provato a far come Cenerentola e lasciare la scarpetta sulle scale del Ritz, ma non ha funzionato!


E cosa fanno le foodie appena hanno una mattina libera? vanno al mercato! Il Borrough Market, gemellato con la Boqueria di Barcellona, è uno dei miei posti preferiti sulla terra: è tutto così fresco, pulsante di vita, colori e profumi. E poi via, ci fa la spesa Jamie, non può non piacermi!

Dopo aver letto il post di Carolina non volevo perdermi Neil’s Yard, un cortile nascosto di Londra, ci si arriva alla fine di un vicolino, ed ecco la corte interna che si apre in un’esplosione di colori.

Portobello Market, Notting Hill. Devo dire altro? Il film lo conosco a memoria, pause, accenti e sguardi compresi. Ogni volta che torno a Londra mi piace camminare di nuovo lungo Portobello Road, perché, come dice Hugh Grant in Notting Hill…

Notting Hill è il mio angolo di Londra preferito. C’è il mercato, dove nei giorni feriali si vende ogni genere di frutta e verdura noto all’uomo. La bottega del tatuaggio, con fuori un tizio che si è ubriacato e ora non ricorda perché si è fatto incidere Sono pazzo di Ken. I parrucchieri radicali, dove tutti quelli che escono sembrano una delle Spice Girl versione i capelli sono miei e me li gestisco io. E poi all’improvviso è il fine settimana, dall’alba centinaia di bancarelle sbucano fuori dal nulla, affollando Portobello Road fino a Notting Hill Gate e dovunque guardi migliaia persone comprano milioni di oggetti di antiquariato, alcuni autentici altri..non proprio autentici.

… e proprio all’inizio del mercato di Portobello è impossibile non fermarsi alla Hummingbird Bakery, attratti dallo scintillio delle vetrine che la fanno assomigliare ad una gioielleria. Cupcake con rabarbaro e crema pasticcera o anello di diamanti? vi giuro che la scelta è difficile, e che quel cupcake era veramente buono!

Fifteen London. Il pellegrinaggio sulle orme di Jamie Oliver ci ha portati, dopo il Borrough Market, al Fifteen, uno dei suoi ristoranti che è sicuramente più di un luogo in cui mangiare (bene), dato che dietro c’è anche una fondazione che aiuta giovani dai 18 ai 24 anni, facendo scoprire loro un lavoro e una passione.

Ma uno dei motivi principali che mi hanno portata a Londra, oltre all’amicizia e all’amore per l’Inghilterra, è stata la partecipazione al Food Blogger Connect 2011, la prima conferenza europea dedicata al mondo dei foodblogger.

La prima volta che sono stata là, nel giugno 2010, mi si è spalancato un mondo, mi si sono attivate le sinapsi e ho cominciato a sognare un po’ più in grande, perché i miei sogni e i miei progetti si erano intrecciati con quelli di amiche foodblogger.

Quest’anno il Food Blogger Connect è stato di nuovo fonte di ispirazione e coraggio. Ho avuto al possibilità di conoscere ed ascoltare con ammirazione persone veramente interessanti, che con generosità ci hanno raccontato i loro inizi e i segreti del loro lavoro: tra le tante, Jaden Hair, Babette Bepaj, Fiona Beckett, Jemma Watts e lei, quella che aspettavo con più trepidazione, Béatrice Peltre con il suo workshop sulla Food Photography.

Il workshop con Beatrice è stato surreale, effetto Alice dietro lo specchio. Ero materialmente sul set di una delle sue foto, e lei faceva tutto con gesti misurati, con esperienza, rimanendo nel contempo una persona semplice, molto solare e disponibile a spiegare ogni movimento millimetrico delle bacche di ribes nella composizione della sua inquadratura.

Quello che più mi è rimasto del mio soggiorno a Londra sono stati i faremo, vedremo, andremo, possiamo, sussurrati a mezza voce a sera tardi davanti al pc con una tazza di the verde con Sari, gridati in metropolitana con Beth a Zita per coprire il brusio della gente o scribacchiati su un foglio di carta con Emiko durante gli interventi del Food Blogger Connect. Possiamo.

Stoccarda

La mattina ho lasciato Londra, bagnata da una pioggerellina sottile, consapevole che dovrò tornarci presto perché io e lei abbiamo ancora tante cose da fare insieme, e sono volata a Stoccarda per l’ultima tappa delle mie vacanze. All’aeroporto mi aspettava Claudia, mia sorella in Erasmus in germania da 6 mesi.

Abbiamo passato insieme 3 giorni scarsi, ma questa volta, quando mi ha riaccompagnata all’aeroporto, non ci sono state scene strappalacrime come l’ultima volta (e avevo fatto tutto da sola sulle scale mobili, lei era tranquilla, io una sorella maggiore eccessivamente apprensiva). Come mai? no, non è che sono meno apprensiva, è che dopo 2 giorni tornava a casa!

La mia sorellina che non è più una sorellina ma una ragazza indipendente e dal tedesco fluente mi ha dotata di bottigliette d’acqua e cartina delle metropolitane e poi mi ha portata in giro nella sua Stoccarda, non facendomi saltare niente, meraviglioso museo d’arte moderna e contemporanea incluso. Ho provato un’emozione grandissima a vedere per al prima volta a pochi centrimetri dal mio naso alcune opere di Gauguin, Picasso, Kandinskji e Mirò.

Lasciando Stoccarda mi son portata in aereo un quadernino per provare a dare un ordine e una priorità alle centinaia di pensieri e progetti che ancora occupano la mia mente, e una volta a casa ho iniziato passo passo a spuntare la lista. Primo, fare una bella limonata rinfrescante, perché davvero è bene sfruttarli al meglio questi limoni!

Secondo, inserire la possibilità di iscriversi ai feed del blog via e-mail, così da potervi dare il buongiorno ogni volta che pubblico un post con un mini mail alert nella vostra casella di posta. Vi piace il sistema? allora basta iscriversi in alto a destra nella sidebar del blog. Adesso mi pare davvero tutto, e mi pare sufficiente per dire che… si dia il via alle danze e si ricominci con entusiasmo una nuova stagione di Juls’ Kitchen! 

A proposito di limonate…

  • mi piace tantissimo questa di Claudia de Il Gatto Goloso: bisogna dire che entrambe amiamo le cannucce di carta colorate (non fatemelo dire con il mio ‘leggerissimo’ accento toscano che mi mangio tutte le c!)
  • fuori Italia, trovo molto originale la presentazione di quella che è adesso forse la mia foodblogger preferita, Heidi Swanson di 101 Cookbooks, con la sua blackberry limeade.
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This Post Has 58 Comments
  1. Bentornata, allora!!!
    Le limonate le adoro, e con lo zenzero la faccio anche io…ma ora che ci penso è una…zenzerata 🙂 vista la quantità che uso!!!
    Un bacione!

  2. Anche questo mese e’ passato, e vedo che tu hai accumulato tanti bei ricordi 🙂
    Per la limonata: ma hai lasciato un po’ (tanto) lo zenzero in infusione, o hai passato tutto subito?
    CIAO 🙂

    1. sì, passato in soffio, mi sembra ieri che facevo la valigia e (non) controllavo i documenti, ehm! lo zenzero c’è rimasto 5 minuti nemmeno, il tempo di togliere di mezzo i limoni e preparare la ciotolina, e si sentiva un tocco leggero, puoi lasciarlo ancora di più se lo vuoi ben marcato!

  3. Stupende le foto e le descrizioni e tutto quanto…una vacanza ti rimette davvero in vita, anche se li per li può apparire stancante…un abbraccione Juls…let me know quando tieni corsi di cucina toscana. Mille volte te a Gordon Ramsey 🙂

  4. Giuro che mi sembra di esserci stata anche io in questi luoghi,è come se avessi memoria a guardare le tue foto,a leggere le tue parole..
    Sei bravissima in cucina,e lo sei anche a descrivere,spesso mi commuovo o rido con te..
    Ps-Adoro queste cannucce!!!!Mi hai ispirato,di nuovo!
    Buon inizio di lavoro..

    1. che cosa bella che mi hai detto, cercherò di farti ridere più spesso e commuovere meno, solo in occasioni speciali!! le cannucce sono della Rinascente, trovate da un’amica a prezzo speciale, ci sono anche azzurre e grigie, mi sa che le userò spesso!

  5. cacchio la carta dìidentità!!!!!!!!!!!!!!!
    ma tu sei o no la mia ancora di salvezza? io ce l’ho “prorogata” con timbro, ma in effetti in comune mi hanno detto che per andare all’estero sarebbe meglio rifarla…. ho ancora un po’ di tempo però, grazie bella, del ‘memento identitade’ (in tutti i sensi), e della ricetta!.
    bacio

    r.

    1. vedi! son qui per questo, io, per ricordarti di ricordare! lì per lì – dopo la fregatura – volevo prorogare con il timbro anche io, ma mi hanno detto che non avunque vale (ad esempio Bosnia ed Egitto) quindi, visto che ormai ero stata tanto polla, l’ho proprio rifatta, valida per altri 10 anni, con foto tutta stropicciata, occhiaie e capelli orendi, da inzio ferie.. pora me!

  6. È già una fortuna quando la vita ti dà dei limoni.. pensa a quando dà dei cachi, che cosa ne puoi fare?! 😛
    Tralasciando battute di dubbio gusto che potrebbe fare solo mio padre (avrò pur preso da qualcuno, no?!), che bel post! Pieno di foto, di vacanze, di progetti, di amicizie! Invidio molto l’esperienza al FBC, che è stato un sogno sfumato per me a causa di qualche limone qua e là.
    Insomma, mi sono un po’ stufata di limoni, ma cercherò di fare una limonata fresca ed ottima come la tua! 🙂

    1. ogni volta che rileggo la tua battuta non riesco a smettere di ridere, hahahah! mitica te e tuo babbo! è un post pieno, sì.. c’ho messo una settimana a scriverlo e tradurlo!
      il FBC non scappa, vedrai! io la prima edizione me la son persa, c’è sempre modo di recuperare!

  7. Con il tuo racconto hai dato la carica anche a me stanca morta dopo questa delirante estate passata ai fornelli. E’ sempre un piacere leggerti, spremerò anch’io i limoni del mio giardino e cercherò come te di tirarne fuori il meglio. Un bacione!

  8. mi segno subito questo proverbio americano perché mi sembra azzeccatissimo al periodo. Sa, vado a tirar fuori lo spremiagrumi che ce n’è di limonata da fare uuuuh se ce n’è XD passerò settembre a far limonate!
    Problemi della vita a parte, il tuo post è meraviglioso Juls 🙂 un riassunto magnifico della tua estate!
    un abbraccio limonoso

  9. “when life gives you lemons… make a lemonade”… è proprio la frase che avevo bisogno di leggere oggi, calcio d’inizio di un periodo periglioso che sta a me trasformare in un’opportunità. Ci riuscirò? Ci spero proprio, cara Giulia, altrimenti posso sempre continuare a sognare davanti alle tue foto meravigliose…

  10. Che meraviglia questo post =) le foto, il racconto, tutto, tu soprattutto =) Tra l’altro le foto del ritz le avevo già viste e stavo sbavando, io mi sono concessa il four season in quel di Tokyo e ho pensato al tuo post =) tra l’altro sei gnocchissima in quelle foto!

    1. il four season a Tokyo?! wow wow questa sì che è un’esperienza da ricordare!! guarda che nelle foto del Ritz è tutta ‘attitude’. Ti chiamano ma’am, lady… alla fine finsici per crederci davvero!

  11. Che belle queste vacanze e senza perdere di vista i tuoi sogni…io ricomincio domani..spero di non ritrovare troppi limoni…ok ok… limonate a go go! Allora partiamo…

    1. Ciao Elena, che piacere rileggerti! come sono andate queste vacanze? domani ti penserò, e spero davvero che tu non trovi limoni ad aspettarti.. ma nel caso in cui tu li trovassi, altro che limonata, tu si che ci puoi fare un limoncello coi fiocchi!

  12. Wow! Meraviglioso il motto, possiamo farlo anche nostro?!?
    Stupende le foto, bellissimi i reportage di Londra e Stoccarda. Parigi è saltata?! Beh, un libro nuovo, i vecchi amici e un ritorno alle origini non sono comunque male!

    1. ecco, la voglio proprio vedere così anche io, e il motto è a disposizione di tutti, anzi, limonata, limoncello, crema al limone o gelatine, qua c’è da lavorare!

  13. un post lungo un sogno cra Juls!!
    e per fortuna che a Londra è andato tutto bene… dalle notizie che arrivano mi sono preoccupata un sacco!
    Bellissima esperienza e le tue foto, mamma mia che meraviglia :*

    1. Sandra, anche io ti pensato, hai visitato proprio quei posti che tu lo scorso hanno mi avevi ispirato, ma che bello ma che bello! Ora che siamo tornate alla realtà, si ricomincia!

  14. se potessi siavvolgere anch’io il nastro di quest’anno di master…quante persone, sapori e luoghi si accalcherebbero nella mia momoria, Vabbè, beviamoci su! 🙂

    1. come ti capisco… i master a volte sono esperienze intense e totalizzanti, mi ricordo il mio mese di master, che lacrime alla fine ma quanti bei ricordi! beviamoci su!

  15. Ciao Giulia!!! Benritrovata….che bellissime foto e ancora tanti auguri…la limonata mi riporta indietro a tempi passati quando me la preparava la mamma per dissetarmi …ma senza zenzero…e chissà che emozione al Ritz!!!! baciiii

  16. Abbiamo tanto in comune: anch’io sono innamorata di Londra e di Notting Hill in particolare… jamie poi non ne parliamo, i suoi ristoranti sono meta di pellegrinaggio (è in uscita un libro hai visto?) e, dulcis in fundo, ho uno zio a Stoccarda e qualche anno fa sono andata a trovarlo… ed ho scoperto una città bellissima 🙂

  17. Bellissimo post! foto meravigliose, ti fanno voglia di partire e ritrovare quei deliziosi cupcakes! Felicemente vedo che la regola non vale unicamente per le food blogger italiane, ma anche quelle straniere: SONO TUTTE BELLISSIME! 😉

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