È Carnevale per l’Italian Table Talk: la schiacciata alla fiorentina

Date febbraio 11, 2013

Ai miei occhi di ragazza di campagna Firenze è una città, è grande e meravigliosa. Il colpo d’occhio da Piazzale Michelangelo mi toglie il fiato in qualsiasi stagione e in qualsiasi momento del giorno. Ogni volta che capito in centro non posso fare a meno di fotografare il Duomo, da ogni prospettiva. Adoro quel momento in cui alzo gli occhi in su, verso l’alto, e poi ancora, perché altrimenti non ce la fai ad abbracciarlo tutto. Attendo questo momento: trattieni il fiato per un attimo estasiata, e poi lo lasci andare in un sospiro, lo stesso ogni volta come se fosse la prima.

Eppure, nonostante questo senso di grandezza che ogni volta mi pervade, quello che amo di Firenze sono le strade secondarie che ti possono far scoprire solo gli amici che ci abitano, l’aria privata e misteriosa di qualche giardino che vedi al di là di un muro (sarò forse un po’ troppo influenzata da Notting Hill, perdindirindina), le botteghe che sembrano ferme in un altro momento storico.

Proprio in una di queste botteghe sono andata ad imparare a fare la schiacciata alla fiorentina. Sì, perché sapete tutti di quanto il carnevale sia per me una festa poco simpatica, ma di come la salvi ogni anno proprio grazie ai dolci tipici. Lo scorso anno ho provato ad innamorarmi della festa con un tuffo nella tradizione senese e della Valdelsa, cenci e frittelle.

Quest’anno, complice il tema che abbiamo scelto per l’Italian Table Talk di febbraio, il carnevale appunto, ho deciso di dare un’altra opportunità a questa festa e di sfruttare l’innamoramento per Firenze per scoprire uno dei suoi dolci più tipici, la schiacciata alla fiorentina, meglio conosciuta come stiacciata unta. Anche Emiko presenterà un dolce tipico del periodo carnevalesco fiorentino, il berlingozzoValeria, veneziana doc e quindi la miglior fonte per conoscere le tradizioni del carnevale, ha preparato le favette (castagnole) e ci racconterà la sua esperienza personale da bambina e l’emozione del Carnevale. Jasmine ci racconta invece della festa di purim con un particolare dolce dalla forma evocativa, le chiacchiere alla giudia.

Ma torniamo alla nostra schiacciata. Ho preso il mio autobus e in una giornata d’inverno tanto piena di sole che sembrava primavera sono andata a Firenze da Andrea Bianchini, famoso cioccolatiere e pasticcere, per imparare come si fa una buona schiacciata. Come vi ho detto più volte, infatti, è impossibile parlare di cucina toscana in generale, e anche in questo caso la mia regione è estremamente frammentata. Proprio come il lampredotto la schiacciata fiorentina non supera certo i confini della città per arrivare fin da me in Valdelsa, e quindi non solo non sapevo farla, ma non l’avevo nemmeno mai assaggiata. Cosa non si fa per la scienza…

Nonostante il nome e quello che uno possa immaginarsi, la schiacciata fiorentina è un dolce, profumato di arancio e vaniglia, che nel periodo di Carnevale fa capolino in ogni forno, pasticceria e bar di Firenze. C’è una vera e propria gara a chi faccia la miglior schiacciata fiorentina, ma quasi universalmente si attribuisce a Giorgio. Si serve tradizionalmente ricoperta di zucchero a velo, con il giglio di Firenze disegnato in superficie, ma è sempre più diffusa l’abitudine di servirla farcita con crema, cioccolato, panna o crema chantilly.

In principio la schiacciata fiorentina è soltanto una pasta di pane arricchita con lo strutto. Ricordiamoci che il carnevale cade nel periodo in cui tradizionalmente viene macellato il maiale, ecco quindi l’abbondanza dello strutto. Talvolta venivano addirittura aggiunti i ciccioli a quello che comunque rimane un dolce, reso ulteriormente speciale dallo zucchero, la vaniglia e le arance, ben riconoscibili per la presenza tanto della scorza grattata quanto del loro succo. Il carnevale era infatti l’ultima occasione per lasciarsi andare ai piaceri del cibo e della carne prima del periodo di quaresima - semel in anno licet insanire dicevano i latini, era un periodo in cui erano autorizzati a non rispettare le convenzioni religiose e sociali.

Andrea Bianchini mi ha anche raccontato che spesso le arance nei dolci tradizionali fiorentini erano in realtà bergamotti, molto diffusi nell’area, tanto che nei rosoni smaltati del Della Robbia quelle che sembrano arance sono in realtà bergamotti. Altro elemento importante della schiacciata alla fiorentina è la sua forma, per tradizione rettangolare. Pare infatti che fossero state le suore di Santa Verdiana a Firenze a rendere la schiacciata famosa, cuocendola in tegliette rettangolari che loro usavano anche per servire il pasto ai detenuti.

In passato ma senza andare troppo indiero nel tempo le  nonne facevano la schiacciata con una parte della pasta di pane avanzata e la cuocevano nel forno a legna. Mi immagino che le arance, che danno alla schiacciata il suo tipico sapore, fossero considerate allora alla stregua di quella che oggi è la vaniglia Bourbon, rare e preziose. In tempi in cui un mandarino o un’arancia costituivano un regalo di Natale o da trovare nella calza della Befana insieme al carbone, ci si rende conto di come l’arancia rendesse speciale questo dolce.

La schiacciata così fatta, secondo la ricetta di Andrea Bianchini, è un buon compromesso tra quella tradizionale fatta con lievito di birra e strutto con una doppia lievitazione e quella moderna e casalinga, spesso fatta con l’olio o il burro e il lievito delle bustine.

5.0 from 1 reviews

La schiacciata fiorentina
 
Tempo di preparazione

Tempo di cottura

Tempo totale

 

Autore:
Tipo di ricetta: Dolce
Cucina: Toscana
Porzioni: 8

Avrai bisogno di…
Per la biga:
  • 100 g di farina manitoba
  • 15 g di lievito di birra
  • 45 g di acqua tiepida
Per il secondo impasto:
  • 250 g di farina manitoba
  • 150 g di zucchero
  • Succo e buccia grattata di 1 arancia non trattata
  • Semi di ½ bacca di vaniglia
  • Spezie toscane (molto simili al pain d’epice francese)
  • 45 g di tuorli (circa 3 tuorli)
  • 110 g di uova (circa 2 uova)
  • 8 g di sale
  • 75 g di burro in pomata
  • 75 g di olio extravergine di oliva

Come si fa…
  1. Impasta la farina manitoba con il lievito sciolto nell’acqua tiepida a formare un panetto liscio, abbastanza sodo. Lascialo lievitare in un luogo tiepido per almeno un’ora e mezza. Io l’ho messo nel forno con la luce accesa.
  2. Quando la biga è lievitata impastala nuovamente con la farina, lo zucchero, i semi della vaniglia, le spezie toscane, la scorza e il succo spremuto di un’arancia. Per impastare ho messo tutto nella planetaria con il gancio a velocità media.
  3. Aggiungi i tuorli e le uova sbattute e continua ad impastare fino a che non sono completamente assorbite ed amalgamate.
  4. Emulsiona con il minipimer o con la frusta il burro con l’olio extravergine di oliva, poi aggiungilo in due volte all’impasto della schiacciata. Continua ad impastare per almeno dieci minuti, in modo da ottenere un impasto liscio che si incorderà leggermente al gancio della planetaria.
  5. Imburra una teglia rettangolare – io ne ho usata una quadrata da 24 cm, quella classica è di 30 x 20 cm – e versa l’impasto nella teglia, livellandolo con una spatola.
  6. Lascialo lievitare in un luogo caldo senza spifferi finché non triplica di volume. Io l’ho messo nuovamente in forno, con la luce accesa, per circa 3 ore.
  7. Cuoci in forno caldo ventilato a 170°C per 30 minuti finché non è color nocciola in superficie. Togli dal forno, mettila a raffreddare su una griglia e una volta fredda spolverala di zucchero a velo.

 

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14 Responses to “È Carnevale per l’Italian Table Talk: la schiacciata alla fiorentina”

  1. Gaia said:

    E’ come se l’avessi già fatta!
    ;-)

    un bacio

    [Rispondi]

  2. Andrea said:

    Grazie Giulia! complimenti per le foto e per la passione che metti nel tuo blog.

    [Rispondi]

  3. Chiara said:

    Anche da noi la schiacciata alla fiorentina si trova in qualche forno, ma non è un dolce che viene preparato dalle famiglie per carnevale. Di solito vengono fatti i cenci e le frittelle (ma anche quelle a casa mia vengono fatte per San Giuseppe). L’ho assaggiata per la prima volta durante il periodo dell’università e mi era rimasta la fissa di doverla riprovare anche a casa. Direi che come primo tentativo è venuto bene, ma proverò anche la tua ricetta, senza lo strutto.
    un bacio

    [Rispondi]

  4. vaniglia said:

    ohmmammina, ma tu mi conquisti, a febbraio, cara, anno dopo anno, con le tue ricettine!!!
    Questa, come le frittelle dell’anno scorso, schizza in cima alla lista, la faccio nel finesettimana!!!
    <3<3<3

    [Rispondi]

  5. Forchettinagiramondo said:

    Ovvia…aspettavo questo post da quanto ho letto l’altra settimana che stavi andando dal Bianchini a fare pratica di schicciata…
    Vedo che sul carnevale la pensiamo allo stesso modo (facevo considerazioni simili alle tue nel mio post di venerdì scorso) e concordo sulla superiorità della schiacciata di Giorgio, per me è la n.1 senza alcun dubbio!
    Per quanto mi riguarda invece, sono circa due anni che tento invano di replicare a casa questo dolce…e non sono mai soddisfatta…poco sapore, lievita male…ok, non aspiro a sfornarne una ai livelli di Giorgio, ma almeno una decente si! Adesso, proverò anche la ricetta che Bianchini ti ha svelato e poi ti faccio sapere. Intanto, vado a finire il mio post di oggi, che è, giusto appunto, sulla schiacciata alla fiorentina!! baci

    [Rispondi]

  6. FEDERICA said:

    Buono e bello tutto!
    Sei eccezionale , ti faccio una richiesta …, ma le ciambelle fritte tipo Krapfen fanno carnevale anche queste no?
    Federica smartchicdietreadbooksandfly.blogspot.it

    [Rispondi]

  7. Massimo said:

    Come in molte famiglie fiorentine la schiacciata alla fiorentina si prepara in questo periodo seguendo una ricetta molto più semplice che niente ha in comune con la ricetta tradizionale da pasticceria. La mia ricetta da comunque un buon risultato casalingo. Proverò nei prossimi giorni la ricetta di Bianchini e ti farò sapere!
    P.S. finalmente ho comprato il tuo libro I Love Toscana. Complimenti è bellissimo!

    [Rispondi]

  8. Laura (Tutti Dolci) said:

    Beautiful schiacciata!

    [Rispondi]

  9. giulia pignatelli said:

    Firenze è meravigliosa… quando ci tornerò?!?!?… e la schiacciata ottima. Io l’ho fatta varie volte con una ricetta dell’Artusi, buonissima anche quella!!!

    [Rispondi]

  10. Saretta said:

    Mai mangiata la schiacciata fiorentina e, ahimè, mai stata a Firenze. Motivo in più per organizzare un bella gita, provare il dolce e tentare poi di rifarlo a casa :)

    [Rispondi]

  11. Gaia said:

    Un dolce che sembra semplice ma che invece non lo è affatto! Ho la mia ricetta per la schiacciata ma provo volentieri la tua ;) grazie Giulia!

    [Rispondi]

  12. Elena said:

    Non sapevo della schiacciata fiorentina…grazie del regalo di averci dato la ricetta ed essere stata proprio a Firenze per farci conoscere la tradizione….ora con calma vedrò anche le altre ricette del Table talk!!! Un abbraccio e Buon Carnevale!!!

    [Rispondi]

  13. isabella said:

    Grazie per la ricetta, è buonissima l’ho fatta ieri. Un sapore particolarissimo dato dall’olio d’oliva, ottima davvero.
    E poi…viene grande e dura per qualche colazione ;)

    [Rispondi]

  14. Il latte alla portoghese di nonna per festeggiare un anno di Italian Table talk | Juls' Kitchen said:

    [...] ’13 – Il carnevale, ovvero la schiacciata alla [...]

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