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I cornetti italiani e la colazione al bar per l’Italian Table Talk

La caffetteria era semplice e accogliente: un lungo banco di vetro tirato a lucido dietro al quale erano allineate torte, scones, uova, bacon e fagioli. Davanti al bancone, di fronte alle finestre luminose, minuscoli tavolini bianchi da due persone. Fuori dalla quella piccola caffetteria l’Irlanda, i prati sconfinati davanti al castello di Kilkenny, gli autobus come unico mezzo di trasporto e la curiosità di una scoperta continua.

Era la seconda volta che tornavo in Irlanda, una settimana in agosto durante il break estivo all’università, una boccata d’aria nuova tra l’esame di comunicazione pubblicitaria e quello di semiotica. Curiose come sempre, io e la mia amica Laura, compagna di tanti viaggi on the road, in quella caffetteria abbiamo deciso di provare la colazione locale. Mi ricordo ancora come si chiamava: three item special. Un nome invitante, ma il cui significato forse ci sfuggì sul momento. Complice un inglese ancora non molto sciolto, finimmo per ordinare due three item special e altri tre piatti aggiuntivi a scelta del menu.

Ci sedemmo un po’ intimidite al tavolino e ci mettemmo in attesa. Poco dopo uscirono da dietro al bancone due cameriere e iniziarono a portare i piatti. Fagioli con il pomodoro, uova strapazzate, bacon croccante, pane tostato, burro e marmellata. Poi un momento di imbarazzo: era finito lo spazio sul tavolo. Si guardano l’un l’altra, si guardano intorno, e poi decidono di spostare un tavolino e unirlo al nostro per aggiungere spazio. E continuano a portare il prosciutto affumicato, le torte e gli scones con altra marmellata.

Cornetti italiani

Io e Laura non riuscivamo a trattenere le risate, mentre gli altri avventori della piccola caffetteria di Kilkenny guardavano quelle due sprovvedute turiste con un misto di incredulità e tenerezza. Inutile dire che quella colazione uscì dalla caffetteria con noi ben nascosta negli zaini sotto forma di spuntino e di panini per il pranzo. Troppo abbondante, troppo lontana dalle nostre abitudini, ma forse proprio per questo motivo così indelebile nella mia memoria.

La colazione italiana come sapete è ben altra cosa. Innanzi tutto nella maggior parte dei casi – a meno che non subentrino preferenze individuali – è dolce e non salata, e poi spesso rasenta la routine e la monotonia. Conosco persone di cui non faccio nomi – mamma – che fanno la stessa colazione da trent’anni: caffellatte bollente da ustione con tre fette biscottate all’alba di ogni giorno. Ogni giorno. Anche per Natale, persino nel giorno del suo compleanno, in inverno e in estate, quella è la sua colazione.

Cornetti italiani

Ci è sembrato il momento giusto, dopo un anno di Italian Table Talk – già un anno! – di toccare anche il tema della colazione e di raccontarvi le nostre preferenze, i nostri rituali del buongiorno e i nostri ricordi legati al momento del risveglio e al primo pasto della giornata che secondo gli esperti – e secondo mia mamma – è anche il più importante. Valeria si sveglia con i panini all’uva della sua infanzia, Emiko ha invece sfornato un vassoio di crostatine di ciliegie fresche che possono mettere il buonumore anche ai più musoni al mattino, mentre Jasmine ha preparato una torta classica e perfetta nella sua semplicità, la torta margherita. Io oggi vado invece su un classico italiano, i cornetti sfogliati del bar, quelli che ancora tiepidi sanno di arancia e vaniglia, burrosi al punto giusto.

Se mi seguite su Instagram (nooo? non mi seguite ancora?! mi trovate ovviamente come JulsKitchen, pensa che novità) avrete notato che mi piace variare la colazione, dalle crepes alla torta di pane, dallo yogurt con frutta fresca e cereali al riso al latte. In questo non ho una tradizione e sto bene attenta a non cadere nella routine: mi diverte cambiare, nei limiti del possibile, per svegliarmi con un po’ di curiosità. Diverso il discorso quando si parla della colazione al bar.

Cornetti italiani

Far colazione in un bar in Italia, se non ci sei abituata e hai la solita ansia da prestazione che ti assale nelle occasioni pubbliche più importanti, può essere stressante. Prima c’è la scelta della pasta: io solitamente mi accosto al bancone e comincio ad indicare i vari cornetti. Che c’è lì? marmellata di albicocche. Lì? integrale al miele. Lì? cioccolato. Lì invece? crema e mela. Noto dal tono spazientito della cameriera che ho fatto troppe domande, quindi esordisco con un poco convinto: allora prendo un cornetto… attimo di riflessione in cui provo tutte le combinazioni… vuoto. C’è vuoto vero? E afferro con un sorriso di scusa il cornetto delicato e spesso ancora tiepido che la cameriera mi porge avvolto in un tovagliolino di carta.

Poi arriva il momento di ordinare il caffè. Solitamente nei bar all’ora di colazione c’è un grande affollamento che si concentra proprio intorno al banco dei caffè: il solito, macchiato, corto, ristretto, un cappuccino, un latte macchiato, un caffè lungo. Nemmeno a Wall Street a chiusura di giornata c’è tanta agitazione. Le richieste vengono fatte con un tono che va dallo sbrigativo all’implorante, quando provi per la quarta volta ad ordinare un caffè e qualcuno accanto a te ti passa avanti (questa se non l’avete capito sono io).

Poi con il tuo caffè in bilico in una mano e il cornetto – vuoto – nell’altra, ti avvii verso un tavolino se sei fortunata, oppure ti stringi in un angolo del bancone per goderti finalmente la tua colazione. Penso sia chiaro che preferisco far colazione in casa, con tutta la calma del mondo, senza dover lottare per il mio caffè. Però i cornetti sfogliati, ancora tiepidi, hanno un loro perché, soprattutto se hai la fortuna di trovarli fatti come si deve, con burro buono e non con la margarina, che si sente in bocca. Prepararli in casa richiede tempo e pazienza, soprattutto nella sfogliatura, ma una volta ogni tanto vi assicuro che vale la pena provare.

Cornetti italiani

La ricetta che segue viene dal corso di pasticceria che ho seguito o scorso anno, rivista nelle quantità – 40 cornetti son troppi anche per me, lo ammetto – e semplificata per poter essere fatta senza problemi anche a casa. Il risultato è il cornetto del bar, quello lucido in superficie, perfettamente sfogliato al suo interno, non troppo dolce e nemmeno troppo burroso. A differenza del croissant francese il cornetto italiano ha più zucchero, ha inoltre le uova e le scorza d’arancia assenti nel croissant, risultando così… beh tecnicamente più pesante, ma all’assaggio l’arancio nasconde un po’ la quantità di burro comunque presente e per di più l’uovo dà un pallido color giallino che aiuta ad aggiungere un pizzico di buonumore alla mattinata. Pronti ad infarinarvi mani e naso?

5.0 from 2 reviews
I cornetti italiani
Autore: 
Tipo di ricetta: Dolce
Cucina: Italiana
Tempo di preparazione: 
Tempo di cottura: 
Tempo totale: 
Porzioni: 10
 
Avrai bisogno di...
  • 125 g di farina Manitoba
  • 125 g di farina 00
  • 4 g di sale
  • ½ panetto di lievito di birra (ca. 12g)
  • 50 g di latte intero
  • 40 ml di acqua
  • 1 uovo, leggermente sbattuto
  • 1 bacca di vaniglia
  • scorza di un'arancia non trattata
  • 50 g di zucchero semolato
  • 30 g di burro + 125 g di burro per sfogliare
  • 70 g di gelatina di albicocche per lucidare
  • zucchero a velo
Come si fa...
  1. Raccogli la farina Manitoba, la farina 00 e il sale nella ciotola di una planetaria. Sciogli il lievito di birra nel latte tiepido ed aggiungilo alla farina, poi aggiungi l'acqua e l'uovo leggermente sbattuto. Impasta a velocità media per una decina di minuti, fino a che l'impasto non comincia a prendere consistenza e a incordarsi. Se vedi che rimane ancora troppo bricioloso aggiungi una goccia, solo una goccia, di latte e prosegui.
  2. Aggiungi il burro a temperatura ambiente e lo zucchero mescolato con i semini della bacca di vaniglia e la scorza grattata di un'arancia. Impasta altri dieci minuti fino a che l'impasto non comincia ad incordarsi.
  3. Toglilo dalla ciotola della planetaria e mettilo in un sacchetto in plastica per alimenti che abbia sufficiente spazio per farlo lievitare e lascialo in frigo per 24 ore.
  4. Prepara anche il burro, in modo da avere tutti gli ingredienti pronti. Usa un burro a temperatura ambiente e con l'aiuto di un mattarello stendilo tra due fogli di carta da forno in una sfoglia quadrata, il più regolare possibile. Conserva anche questo in frigo.
  5. Il giorno successivo togli la pasta lievitata dal frigo e disponila su una superficie di lavoro ben infarinata. Stendila con un mattarello in un disco grande poco più della sfoglia di burro. Posiziona la sfoglia di burro al centro e tirando i quattro lati della pasta chiudila a busta sopra al burro.
  6. Con l'aiuto del mattarello e di altra farina stendi la pasta in modo che triplichi la sua lunghezza ma mantenga la stessa larghezza.
  7. Fai una piega a tre: suddividi mentalmente la pasta in tre parti uguali e piega sulla parte centrale prima la parte di destra e poi quella di sinistra.
  8. Premi bene i bordi per sigillare, ruota la pasta di 90° per avere le pieghe laterali e stendila nuovamente in un rettangolo verticale tanto da quadruplicare la sua lunghezza.
  9. Adesso è il momento di dare una piega a quattro: suddividi mentalmente la pasta in quattro parti uguali e piega le due parti più esterne sulle due più interne. Piega ancora come per chiudere un libro.
  10. Avvolgi la pasta nella pellicola per alimenti e lasciala riposare in frigo per un'ora.
  11. Passato questo tempo, togli la pasta dal frigo e stendila in una sfoglia di 5 mm di spessore.
  12. Con un coltello ben affilato o una rotella da pizza ritaglia delle strisce larghe ca. 12 cm, poi dalle strisce ricava dei triangoli lunghi e stretti. Ogni triangolo dovrebbe pesare circa 50 g.
  13. Fai una piccola incisione di 1 cm sul lato corto del triangolo e avvolgi i triangoli su se stessi a partire dal lato corto. Piega i lati del cornetto appena formato verso il centro, per dare una forma di mezzaluna, e metti la punta del triangolo sotto il cornetto in modo che lievitando non si apra.
  14. Disponi i cornetti in più teglie foderate di carta da forno ben distanziati tra di loro e falli lievitare in luogo tiepido per 2 ore o fino a che non hanno raddoppiato il loro volume.
  15. Quando sono pronti scalda il forno a 200°C.
  16. Cuoci i cornetti per circa 15 minuti, finché non sono ben dorati in superficie.
  17. Appena tolti dal forno spennella i cornetti con qualche cucchiaio di gelatina di albicocca scaldata al microonde o a bagno maria con qualche cucchiaio d'acqua per lucidarli.

 Cornetti italiani

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L’hashtag per seguire la conversazione di Italian Table talk su Twitter è #ITabletalk. Siamo curiosi si sentire le vostre voci e di conoscere quali sono le vostre abitudini a colazione e le vostre ricette del cuore.

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This Post Has 16 Comments
  1. Io amo infinitamente la colazione; è il mio pasto preferito e la sera, se vado a dormire di malumore, penso :”Beh almeno domattina posso fare colazione!”. E ormai da alcuni mesi è fissa al bar: macchiato, crostatina (albicocca o mora) e bicchierino d’acqua frizzante.
    Uff, devo aspettare fino a domattina.
    e complimenti 🙂

  2. Hanno un aspetto delizioso! E concordo con Elena che ha commentato prima di me, anch’io amo la colazione, è il mio pasto preferito in assoluto e mi piace molto sperimentare cose nuove, anche se poi finisco con l’essere molto abitudinaria! Questi comunque sono da provare!

    Un abbraccio,
    Elisa

  3. Certo che questa visione è un vero attentato!
    Io adoro i cornetti.. ho un debole per quelli francesi (ma anche per i pain au chocolat, di cui si diceva oggi), ma anche quelli italiani.
    E considera che una delle prime preparazioni a cui voglio dedicarmi a casa nuova sono proprio i croissants, così, per riempirne il congelatore per le coccole del mattino 🙂

  4. Ciao Juls!
    Come ho detto a Jasmine, questa puntata dell’Italian Table Talk mi piace particolarmente: sono una fan della colazione!
    I tuoi cornetti sono davvero perfetti, grazie della ricetta 🙂

  5. Eccolaaaaa da quando hai messo le foto su Instagram bramavo per tutto ciò!!ora non mi resta che provarla…!!!
    ps anche io sono una di quelle che si fa passare avanti dal mondo al bar per ordinare il caffè (che ordino macchiato con voce timida e non capiscono mai alla prima !!)

  6. Potessi sostituire ogni pasto della giornata con altrettante colazioni sarei una donna più serena. Probabilmente anche più in carne, ma vogliamo mettere la soddisfazione?

    E che soddisfazione riuscire a sfornare i miei propri cornetti! Mi sa però che non ce la fo ad affrontare la cosa …

  7. Le tue colazioni sono sempre uno spettacolo…fai venir voglia di alzarsi anche a chi amerebbe starsene a letto tutta la mattinata…ricordi la colazione in quel bar di Napoli? Caffè e sfogliatella…la frolla…Questi cornetti sono goduriosi..non vedo l’ora di andare a vedere le altre ricette del table talk…baci Giulia…

  8. Adoro mangiare i cornetti (vuoti,con marmellata ,miele ,ecc.) a colazione, questa oportunità d’imparare a farli non mi la lascio scapare, mi segno subito la ricetta. Un abbraccio

  9. Mamma che buoniiii!!!!
    Accidenti, ogni volta che vedo ricette del genere mi vien voglia di farle. Poi, organizzarmi tra lavoro, bambina e tutto il resto diventa un’impresa superiore alle mie forze :-(((

  10. I cornetti sono quella cosa della colazione che adoro di più, ed evito il più possibile di mangiare perché posso farmi veramente del male!!!Ho sempre osservato in religioso silenzio le blogger che producono siffatte prelibatezze, ma non ho mai provato a farli per paura di non ottenere lo stesso risultato, però questi m’invogliano proprio tantoo!!! 😉

    1. guarda io avevo la stessa ansia, poi ho trovato questa ricetta al corso di pasticceria e davvero davvero è fattibilissima, riescono bene! Prova!! 🙂

  11. Ciao, ho seguito la tua ricetta e relativi ingredienti: per quanto riguarda l’impasto uso dapprima un cucchiaio di legno e poi uno sbattitore ma nonostante questo la pasta rimane semidensa, cioè non si forma la palla che deve lievitare. Può essere poca la farina? Intanto l’impasto venuto lo metto in frigo, vediamo cosa succede. Fammi sapere. Grazie.

I commenti sono chiusi.

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