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L’arrosto della domenica: arista di maiale con erbe aromatiche

In inverno e con la neve che copre il piccolo giardino di erbe aromatiche fuori nell’aia il ricordo dei mazzettini di erbe fresche colte sul momento dal vaso poco prima di cucinare è molto lontano. Domenica però ho fatto una piccola magia, ispirata da un orto di erbe aromatiche d’altri tempi, quello dei monaci dell’Abbazia benedettina di Glastonbury, nel Somerset, in Inghilterra.

Nel nostro viaggio di ritorno a Londra dalla pittoresca West Country ci siamo fermati a visitare le rovine dell’Abbazia di Glastonbury, un luogo pieno di misticismo e mistero, una meta tanto desiderata per me che da piccina leggevo senza nemmeno respirare i romanzi del ciclo di Avalon.

Pare infatti che proprio a Glastonbury alla fine del 1100 fossero stati trovati i resti delle tombe di Re Artù e Ginevra, pare che l’abbazia fosse stata fondata da Giuseppe d’Arimatea, portatore dall’Oriente non solo di un biancospino che fiorisce due volte l’anno, a Pasqua e Natale, ma anche del noto Santo Graal, che potrebbe ancora essere sepolto lì. Pare che lì sorgesse, tra le nebbie, proprio Avalon. Pare.

Camminando su una terra così carica di leggende, ero attenta ad ogni singolo particolare, dai tronchi intrecciati di alberi antichissimi all’orto di erbe aromatiche e curative dei monaci benedettini, dove mi sono letta la spiegazione e gli usi di ogni singola piantina presente.

E mi sono sorpresa quando ho letto, accanto ai pochi steli di nepitella rimasti, che questa pianta veniva utilizzata soprattutto negli arrosti. Da noi, in Toscana, nepitella richiama immediatamente i funghi, meglio se porcini, come in questo piatto di tagliatelle di farro con sugo di funghi di qualche mese fa.

Usciti dall’abbazia siamo andati in cerca di un pub in cui celebrare il rito glorioso del Sunday roast inglese, per calarci completamente nella parte e combattere il freddo che ci entrava nelle ossa, complice una pioggia sottile e gelata che scendeva da un cielo plumbeo.

Però poi, trovata una deliziosa Tea House calda e accogliente, ci siamo dimenticati dei nostri propositi e io son finita ad ordinare per l’ultima volta prima di tornare a casa la clotted cream, uno dei miei innumerevoli punti deboli, rimandando il Sunday roast a data da destinare.

Tornata a casa ho trovato ad aspettarmi la neve, tanta di quella neve che ha coperto tutte le mie ultime erbette aromatiche rimaste nell’aia. Però il mancato Sunday roast non me lo levavo dalla testa.

Allora, con piglio alchemico, ho pestato nel mortaio tutte le erbe aromatiche secche che avrei voluto usare insieme alla nepitella, il dragoncello senese e la santoreggia, ho aggiunto un po’ di pepe nero e qualche bacca di ginepro per camuffare una semplice arista di maiale dietro i profumi della selvaggina, ispirata dalla magia dei tempi di Avalon e dei profumi della mia terra.

E’ incredibile come poche erbe essiccate e qualche bacca di ginepro possano trasformare uno dei soliti piatti domenicali in un arrosto degno di castello medioevale, succoso e saporito, con un leggero sentore di bosco e resina.

5 da 2 voti
Arista alle erbe aromatiche
Porzioni: 5
Chef: Giulia
Ingredienti
  • 750 g di arista di maiale a tranci disossata
  • 1 cucchiaino di santoreggia essiccata
  • 1 cucchiaino di nepitella essiccata
  • 1 cucchiaino di dragoncello essiccato
  • 5 grani di pepe nero
  • 3 bacche di ginepro
  • 2 cucchiaini di sale grosso
  • sale e pepe
  • 5 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 noce di burro
  • 125 ml di vino bianco secco
Istruzioni
  1. Pesta in un mortaio le erbe aromatiche essiccate con il pepe, le bacche di ginepro e il sale grosso, finché non otterrai una polvere abbastanza fine ed omogenea.
  2. Incidi la carne ad un centimetro dalla superficie, in modo da poterla quasi aprire a libro (controlla dalle fotografie come è stata fatta l'incisione).
  3. Riempi l'incisione con il pesto di erbe aromatiche, spezie e sale. Condisci con un cucchiaio di olio extravergine di oliva.
  4. Con lo spago da cucina lega la carne in modo da assicurare l'incisione ed evitare che si apra. Questo renderà anche il pezzo di carne più compatto, agevolandone una cottura uniforme. Massaggia la carne con il pepe nero macinato e il sale fino.
  5. In una pentola in ghisa versa i rimanenti 4 cucchiai di olio extravergine di oliva e aggiungi una noce di burro. Scalda l'olio a fuoco medio e quando il burro si è sciolto appoggia la carne nell'olio caldo. Cuoci l'arista per circa 2 minuti su ogni lato, o finché ogni lato non diventa dorato e si stacca facilmente dal fondo della pentola in ghisa.
  6. Versa il vino bianco sulla carne e dopo qualche secondo, quando si è ridotto il vapore che fuoriesce dalla pentola, coprila con il coperchio.
  7. Cuoci la carne per 25 minuti con il coperchio a fuoco medio, controllando di tanto in tanto che vi sia ancora un po' di liquido di cottura.
  8. Quando il fondo di cottura è quasi del tutto asciutto togli la carne dal fuoco e lasciarla riposare ben coperta o avvolta nella carta stagnola per una decina di minuti prima di servirla. Un altro modo per verificare che la carne sia pronta è controllare la temperatura interna dell'arista: nel caso del maiale la carne deve raggiungere circa 72°C interni (puoi controllare con un termometro a sonda). Togli la carne qualche grado prima di quelli richiesti e lasciala riposare avvolta nella stagnola per una cottura ottimale.
  9. Servi l'arista di maiale tagliata a fette spesse con un contorno di patate arrosto, aromatizzate con le stesse erbe della carne o come più preferisci.

E prima di tornare a casa definitivamente anche con la mente, condivido con voi l’ultima parte del mio viaggio in Inghilterra, con le foto del nostro weekend dell’inglese West Country.

Partiamo proprio dalle rovine dell’abbazia di Glastonbury, con i luoghi del ritrovamento delle tombe di Re Artù e Ginevra in un verde intenso da perfetto prato inglese.

Poi il paesino costiero di Lynmouth, con un fascino marittimo e di villeggiatura d’altri tempi.

La parte più emozionante del weekend, il fantastico Exmoor National Park, illuminato da una luce dorata, con i pony di Exmoor che sono indubbiamente fotogenici.

Per concludere, le foto della passeggiata pomeridiana lungo il canale nei dintorni di Tiverton.

Vi rimando anche al blog di Sarka per un reportage fotografico del nostro weekend di sicuro impatto, le foto sembrano prese direttamente dal National Geographic, vero?

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This Post Has 23 Comments
  1. non conosco la zona west dell’Inghilterra, ma dalle foto viene una gran voglia di partire subito!!!oltretutto sembrano foto scattate durante la stagione primaverile…immagini magnifiche! e l’arrosto da…..acquolina in bocca!

  2. Uhhhhhh Juls. MA che atmosfera incantata!
    Adoro queste foto, e il luogo è magico, molto.
    Bellissimo post, e la ricetta è una delizia.
    Devo provare la tua arista, sì!
    un abbraccio

  3. adoro L’Inghilterra e i suoi prati verdi. Grazie per queste splendide foto, le ho guardate con molto piacere.
    Fantastico anche l’arrosto.
    baci sabina

  4. Sa proprio di domenica, di inverno e di casa..
    grazie!

    ps. Anche le tue , di foto, sembrano prese da quel giornaletto con la cornice gialla, che credi?!?!

  5. Fanno venire una voglia incredibile di Inghilterra le tue foto, sono in astinenza di viaggi, quelli veri… Incrocio le dita per l’Erasmus

  6. Ecco, io e te andremmo d’accordo in vacanza… ho amiche che adorerebbero l’arrosto, ma la camminata meno 😀 Io invece potrei camminare per ore…

  7. maybe it depends on our taste or education, or tuscany landscapem but i prefer yours.
    the place ‘s beautiful, suggestive and feeling, I wish I could visit it, one day, on summertime, though, because I’d like only one drop of rain………………..make it two!
    anything to say,giulia? byebye

  8. Scusami ma questa volta non ce l’ho fatta proprio a guardare la ricetta: tutto il resto era così decisamente meraviglioso che mi sono distratta!
    Un bacione, Pat

  9. I tuoi post mi fanno stare bene. E sono un appuntamento fisso (quando possibile ahimè!) della mia pausa pranzo…
    Ti voglio bene Giulina,
    Caro

  10. E così questo viaggio in Inghilterra si è concluso sulle magia della storia di re Artur, Ginevra e……Lancillotto????(Richard Gere lo interpreta degnamente)…. Sai che da quando ti frequento (..ah ah… in blog….) mi hai influenzato con la ricerca dei the tra i più particolari, erbe aromatiche che raccolgo di qua e di là per farne mazzetti che sono sempre in cucina anche se essiccati..(ho anche inseguito Alberto all’università di botanica per rubacchiare la nepitella….)…e così assaporo l’Inghilterra o la Toscana anche da qui….quando verrai a trovarmi…spero la primavera arrivi presto…credo ci faremo un pò di risate su questa tua fan…che sono io…come dice Toto’…..Bacioni

  11. Bellissimo, caloroso, umano e pieno di profumi…questo è il tuo blog. Penso non mi stancherò mai. Grazie per questa passeggiata piena d’aria fresca che si conclude con un delizioso arrosto 🙂
    Baci !

  12. Cotta e mangiata ieri (domenica)… Mi sono riappacificato con l’arista! Bel, blog, bel post, bella ricetta!

  13. Ciao Juls chissà se ti ricordi di me.. anni fa qui si parlava di Mendiants^^.
    Appena ho letto Glastonbury ho copiato con attenzione la tua ricetta.. mi hai fatto fare un tuffo al cuore!
    Ho ricordato la mia visita all Orto dell Abbazia.. che nostalgia! Ho pensato ti potesse far piacere guardare anche le foto di quel luogo incantato e delle sue Erbe, che avevo messo sul blog. Le tue sono incantevoli.
    Ecco qui il link (se hai qualche minuto, sono sicura ti piaceranno^^)
    Un abbraccio di primavera
    la Zia Artemisia

    http://laziaartemisia.blogspot.it/2010/02/glastonbury-il-giardino-delle-erbe-dell.html

    1. se mi ricordo? certo che mi ricordo! mi ricordo la magia del tuo blog, tanto per iniziare! 🙂
      che bello il tuo post, mi piace tutta l’allure che ruota intorno al giardino delle erbe aromatiche, tanto! un abbraccio pieno di primavera anche a te!

I commenti sono chiusi.

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