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Torta salata ai carciofi

La prima cosa che mi viene in mente quando penso ai carciofi non è l’agnello di Pasqua e nemmeno la mentuccia, che tanto gli si addice. Non è il primo pinzimonio fatto con l’olio che pizzica. Non sono le mani nere e provate che lasciano dopo che ne hai pulito una busta intera. No, la prima cosa che mi viene in mente quando penso ai carciofi sono le forbiciste. E con questo penso di aver toccato il livello di poeticità massima del blog!

Avete presente quegli insetti marroni scuri e lucidi, con le antenne e dietro due specie di tenaglie o forbici (da qui il nome), tanto bruttini? Ecco, quando ero piccina mi mettevano una paura incredibile, e mi ricordo che spesso venivano fuori dalle buste di carta piene di carciofi che ci mandava nonno Remigio da San Gimignano o dal cesto di vimini che nonna appoggiava sul lavandino.

Ora pare che siano sparite, come le lucciole dal grano. Per quanto le forbiciste fossero spaventose, vorrei tornare in uno di quei pomeriggi spensierati che preannunciavano l’arrivo dell’estate, uno di quei pomeriggi in cui – mentre facevo i compiti – guardavo nonna sfogliare i carciofi con l’occhio preoccupato, attenta a che nessun animalino sospetto scappasse dal cesto che appoggiava lì vicino a me sul tavolo.

Chissà se tornerebbero anche le lucciole? Quest’anno vorrei un’estate piena di lucciole nei campi di grano, e magari anche con i fiordaliso azzurri che spiccano tra le spighe dorate. Sì, potrei tollerare anche le forbiciste se tornassero le lucciole tra le siepi della mia stradina preferita.


Ma parlando di carciofi, ecco il mio regalo di Pasqua per voi che passate da qui, che mi raccontate di voi e sopratutto ascoltate con pazienza (e mi sa qualche volta anche con rassegnazione divertita) quello che di volta in volta mi passa in mente o nel cuore. Quella che vi regalo oggi è la torta perfetta per il periodo di Pasqua.

Usatela come antipasto, tiepida ed affettata sottile, o come secondo con dell’insalata di campo verde e qualche rondella di carota se programmate un menu moderno e leggero. Oppure cuocetela sotto forma di piccole tartelette e avvolgetele in tovaglioli di carta colorati per il picnic di Pasquetta.

Una delle mie giudici più severe, nonna, l’ha promossa a pieni voti per la presenza delicata e non invadente del limone che si sposa benissimo con i carciofi. Voi cosa aspettate a comprare questi carciofi a caccia di forbiciste?

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Torta salata ai carciofi

Portata Piatto unico, Torta salta
Cucina Italiana
Preparazione 30 minuti
Cottura 30 minuti
Tempo totale 1 ora
Porzioni 4
Chef Giulia

Ingredienti

Ingredienti per la frolla salata

  • 250 g di farina 00
  • ½ cucchiaino di sale
  • scorza grattata di mezzo limone
  • pepe di Sichuan
  • 125 g di burro freddo a cubetti
  • 2 tuorli
  • 2 cucchiai di acqua fredda

Ingredienti per la torta salata

  • 250 g formaggio, pecorino primo sale, marzolino… da tagliare a fette sottili
  • 5 carciofi
  • 3 cucchiai di pangrattato
  • scorza grattata di mezzo limone
  • pepe di Sichuan
  • sale
  • olio extravergine di oliva

Istruzioni

  • Versa la farina su una spianatoia ed aggiungi il sale, la buccia di limone grattata e il pepe di Sichuan pestato.
  • Aggiungi il burro freddo a cubetti e sfregalo con le mani con la farina fino ad ottenere una consistenza briciolosa ed omogenea, quasi come pangrattato.
  • Mescola in una terrina i tuorli con 2 cucchiai di acqua fredda.
  • Unisci i tuorli alla farina e impasta fino a formare una palla uniforme e liscia.
  • Avvolgi nella pellicola trasparente e lascia riposare in frigo almeno 1 ora.
  • Dopo un'ora preriscalda il forno a 180°C e togli la frolla dal frigo e con l’aiuto di un mattarello e di un po’ di farina stendila sottile, in uno spessore di circa 5 mm.
  • Fodera una teglia rotonda da 26 cm di diametro con la carta da forno e ricoprila con la frolla, facendo aderire bene i bordi.
  • Copri il fondo della torta con il formaggio, tagliato a fette sottili.
  • Pulisci i carciofi e tagliali in spicchi sottili sottili, passandoli nel limone per non farli annerire. Disponili a raggiera per coprire tutta la torta.
  • In una ciotolina mescola pangrattato, sale, pepe di Sichuan pestato e buccia di limone grattata. Cospargi la superficie della torta con questo mix e condisci con un generoso filo d’olio extravergine di oliva.
  • Inforna in forno caldo e cuoci per 30 minuti.
  • Togli dal forno e servi la torta calda per goderti il formaggio morbido, o anche fredda a striscioline sottili come antipasto.
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Alcune note sugli ingredienti. I carciofi devono essere abbastanza piccoli e teneri: non vengono infatti precotti in nessun modo prima di finire in forno, ma solamente affettati sottili e disposti in bella mostra sulla torta. Questo accorgimento consente non solo di abbreviare i tempi di preparazione, ma lascia anche intatto il loro sapore.

Il pepe di Sichuan non è di facilissima reperibilità. Conquistata dalla sua descrizione di bacca agrumata ed intensa, l’ho cercato e comprato in rete. Dà una nota sottile e riconoscibile alla torta, ne potenzia il tocco agrumato, ma può essere omesso senza problemi se non riuscite a trovarlo.

Quanto all’olio di oliva, va detto che in questa preparazione non ha un ruolo fondamentale, ma se proprio vogliamo creare la torta perfetta potremmo usare un Brisighello, il primo olio extravergine di oliva certificato DOP in Italia e prodotto sulle colline che circondano il bellissimo paese di Brisighella (RA). Le sue caratteristiche organolettiche lo rendono un abbinamento perfetto al carciofo e quindi condimento ideale per questa torta.

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This Post Has 24 Comments
  1. Da me qualche lucciola c’è ancora… E le forbiciste ce ne sono in quantità abbondante! Se ne senti la mancanza te ne spedisco un pò….

  2. Stella, in montagna da me le lucciole ci sono, che belline! Quando mi fumo il cicchino dopo cena mi svolazzzano intorno! Ma le forbiciste no, che schifo!!!
    Buona la torta salata ai carciofi, mi ricorda la mia mamma, anche lei per Pasqua la fa sempre per me, che non mangio agnello!

  3. Ciao Juls,
    oggi mi hai fatto proprio un bel regalo.

    Infatti, per il brunch di Pasquetta con i miei genitori mi sono offerta di fare un paio di dolcetti e mamma mi ha richiesto una torta salata.
    Passavo di qua per fare la lista della spesa per la Pavlova e ti vedo questa meraviglia….che rapisco al volo.

    Grazie e buona Pasqua!

    P.S. da noi le lucciole ancora ci sono…certo quando ero piccola e con gli amici facevamo a gara a chi ne prendeva in mano di più c’era l’imbarazzo della scelta e, se dovessi farlo oggi farei molta più fatica, ma alcune ce ne sono ancora che puntiricchiano i campi di grano nelle calde sere d’estate!!

  4. domandina…. come diavolo hai fatto a fotografarli prima che diventassero neri? io appena taglio i carciofi sono angustiata dall’ossidazione, figurati se riesco a fotografarli!!!!
    buona pasqua tesoro!

    ps: le lucciole e i fiordalisi hanno scandito le mie estati di tanto tanto tempo fa…. e le “forbicette” così le chiamo io, non è che le amassi troppo… 😉

  5. Le forbicicchie! Così le chiamo io e così le chiama mio padre (da Roma) e “forbesete” mia madre dal lago di Garda. Orrende…soprattutto perchè mia madre mi raccontava una storia terribile, di una strega che viveva delle sue parti, e che per punire le sue vittime, infilava uno di questi animaletti nelle orecchie!!! Ho avuto gli incubi per anni. Io non le trovavo nei carciofi, bensì nei noccioli delle pesche, le spaccarelle, e dal ribrezzo mi rifiutavo di mangiarle.
    Le lucciole invece le ho viste la scorsa estate, mentre guidavo da Roselle a Montorsaio tornando dal mare….i campi erano pieni, le vigne lungo la strada sembravano illuminate a festa…impressionante, un’immagine bellissima che per un lungo istante mi ha lasciato senza fiato. Ci sono, ci sono ancora.
    Per la tua torta salata, non posso che inchinarmi: tutte le volte che si parla di carciofi, mi tolgo il cappello in segno di rispetto. Ti abbraccio, Pat

  6. Le tue foto sono sempre bellissime, ma questa volta quella che mi emoziona di più è quella con la mano della donna anziana.. è la tua nonna? Mi ricorda tanto quando ero piccola, le mani di mia nonna sporche di terra dopo che aveva raccolto l’insalata dall’orto.. che dolci ricordi!
    Un bacio

  7. Cara Giulia, non puoi farmi così però!!!! E meno a queste ore del mattino!
    AdA averla qua, questa tua torta carciofata, non ne sarebbe rimasta neanche una briciola! A questo tocco di limone…mmmmmm!

    Sara per colpa della legenda su questi animaletti, che facevano le uova nei timpani…, che neanche a me mi sono simpatici. L’anno scorso mi perseguitavano, ovunque andasse mi saltavano addosso, non ti dico gli urli!

    besitos e buona pasqua!

  8. Da piccola le chiamavo forbicine (nel mio dialetto invece il nome sembra quasi richiamare onomatopeicamente il loro aspetto non proprio bellissimo: “forfica”) , e dopo i ragni erano sicuramente gli animaletti che più mi spaventavano da bambina, quindi immaginati che bella sorpresa quando durante l’esame di zoologia al primo anno di uni la prof mi presenta un vasetto con dentro una bella forbicina da classificare tassonomicamente, e tra il pubblico il mio ragazzo dell’epoca che suggeriva “forfica…è la forfica!!” 🙂 Meglio non pensarci e concentrarsi invece su questa fantastica torta, e che carciofi fotogenici!!

  9. Ok, è la seconda ricetta di carciofi in cui inciampo stamani. Vi sarete mica messe d’accordo per farmi invidia/gola/rabbia?! A me quest’anno non sono praticamente toccati… E pensare che li amo alla follia…

    Con le “forbiciste” hai mosso una montagna di ricordi infantili: l’orto del nonno, la casa in campagna, le estati trascorso lì, il nonno stesso,… Bello. Grazie.
    Un abbraccio amour!

  10. Ciao! ma che bella torta! anche noi abbiamo in mente di prepararla: i carciofi sono una verdura dla sapore delicato ed elegante, che si sposa perfettamente con queste preparazioni.
    bacioni

  11. qui ci sono le forbicine (le chiamo così) e mi hanno sempre fatto una paura terribile e me le trovo spesso in casa causa la verdura che mi porta mio papà dall’orto.
    qui la torta si fa un po’ diversa e i carciofi hanno le spine!
    la tua torta è bellissima
    🙂

  12. Le “forbici”, da noi in famiglia si chiamano così, sono sempre state il mio incubo e ancora adesso non è che sia molto brava a mantanere la calma quando le vedo… I tuoi ricordi sono molto dolci, grazie per averli condivisi.
    La torta è meravigliosa, che te lo dico a fà, se poi ha passato a pieni voti il giudizio della nonna deve essere pure squisita.
    Buona Pasqua Juls!

  13. Sto raccogliendo le ricette di torte salate perchè davvero non so cosa preparare a Pasquetta e non ripetermi…ed ecco che spunti tu.. e di te mi fido….pensa che settimana scorsa la pastiera napoletana con la tua frolla ha riscosso un successone in tutta la famiglia (..da domani in ferie mi toccherà prepararne tante..). Non ho mai visto questi animaletti sui carciofi ma le lucciole si…hanno accompagnato tutta la mia infanzia…e qui veramente non se ne vedono più….che nostalgia. Bello anche il post precedente…e complimenti per il g2k…questa settimana ti sei superata…Giulia AUGURONI DI BUONA PASQUA….Veramente con tanto affetto!!!!

  14. Ciao Giulietta. Da me, in Puglia, le chiamiamo tagliaforbici. in Puglia le lucciole non ci sono perchè il clima è troppo secco, ma qui nelle Marche ce n’è un sacco e ogni giugno me le godo in quantità. a presto. la torta è spettacolare come sempre. baci

  15. Juls!
    Questa torta ai carciofi è carinissima!! Una vera delizia, perfetta per questi giorni di festa!
    Poi se è passata al test della nonna deve essere proprio BUONA!
    Buona Pasqua anche a te!
    Bacioni, Titti
    ps: anch’io avevo paura di quei mostriciattoli di nome forbiciste 😉

  16. Oddio, appena ho visto la foto, mi sono posto la stessa domanda di Babs!!! Che riporto qua sotto:

    come diavolo hai fatto a fotografarli prima che diventassero neri?

    Appena taglio i carciofi, li strofino immediatamente con un po’ di succo di limone, ma non basta per evitare che scuriscano!! devi aver fatto qualcosa in più!!! 🙂

    Ciao, grazie! Complimenti per il Blog!

    e buona Pasqua a tutti!

  17. Che buona ricetta di frolla salata… come mai aggiungi l’acqua? l’aspetto è talmente buono che voglio proprio provarla!
    ps
    a me i carciofi non mi si anneriscono ma non ci passo solo il limone appena tagliati, li immergo in acqua acidulata e li lascio lì prima di cominciare a tagliarli.

  18. AAAAH le forbisciste!! chi l’ha detto che non ci sono piu’…maledette… se ne escono, dall’insalta del vicino, quando la porta! mai una lucciola, solo quelle maledette cosine brutte e marroni (pensa bella l’insalata con la lucciola dentro…. perfetta per una cenetta sul balcone in ora tarda.. :D)
    ok.. prometto, la smetto di dire stupidaggini.. questa torta carciofosa pare deliziosa!!!
    Concordo con babs… ammettilo, c’avevi la colf che ti puliva i carciofi e tu in simultanea stavi li a fotografare… oppure son di fimo… non è possibile che sian li cosi’ belli chiarini…svelaci il trucco 😀 (i miei carciofi appena tagliati ossidano come le pile nell’acqua… subito!)
    bacino e buona Pasqua juls!

    p.s. condivido anche il concetto sulle mani di nonna. <3

  19. Che bella ricetta Giulia! Vedrò di potermi procurare i carciofi…
    La tua storia mi ha fatto ripensare ai preziosi momenti passati i cucina con mia nonna. Grazie di cuore.
    Buona Pasqua!!!

  20. […] Torta salata ai carciofi. Usatela come antipasto, tiepida ed affettata sottile, o come secondo con dell’insalata di campo verde e qualche rondella di carota se programmate un menu moderno e leggero. Oppure cuocetela sotto forma di piccole tartelette e avvolgetele in tovaglioli di carta colorati per il picnic di Pasquetta. […]

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