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Il mio posto nel mondo: composta di mele selvatiche

Sono diventata un’esperta nel rubare momenti speciali tutti per me, cerco di incastonarli nella giornata, renderli preziosi e intensi, anche se fugaci. Ormai siamo agli sgoccioli con il lavoro del libro, ricette finite e versione italiana completata, adesso sto ripassando tutto dall’introduzione (ecco cos’è che dovevo scrivere ancora!), traducendo passo passo in inglese.

È divertente, perché è come rivivere tutto dall’inizio, scopro anche nuove parole che mi mancavano (ad esempio ho trovato finalmente la giusta traduzione per la pimpinella, la mia erba aromatica preferita, si dice salad burnet).

Giovedì parto finalmente per Londra per passare un po’ di tempo con i miei amici prima del Food Blogger Connect, appuntamento imperdibile ormai da tre anni, quindi oltre al libro ho anche il pensiero della valigia, come sempre. So già che mi troverò a chiuderla di corsa all’ultimo minuto, cercando di infilare i formaggi e salami – i regali più graditi – tra i vestiti. Mi riconosceranno dall’odore di norcineria alla conferenza. Menomale che parto nel pomeriggio…

Solitamente c’è un elemento costante in questi momenti speciali, una persona speciale: mia sorella Claudia. Una tisana, un progetto per l’autunno, una scorribanda nei campi o qualche minuto al sole per giocare con Wolf (ha iniziato a tirarci le testate quando gli facciamo le carezze sotto al musino, non importa che dica che quando fa così gli compreremmo un salmone intero… anzi no, uno sgombro, siamo per i pesci locali).

In uno di questi momenti rubati al ritmo incalzante degli impegni siamo andate a cercare alberi di mele selvatiche, perché qualche settimana prima Claudia aveva assaggiato un dolce particolare con una composta di mele selvatiche. Del dolce ne riparleremo in seguito, per cominciare avevamo bisogno della materia prima, le meline.

In un pomeriggio che già aveva i colori dell’autunno, con un cielo grigio e un arcobaleno in lontananza, siamo andate nei campi dietro casa nostra a cercare le meline selvatiche per fare la composta: erano diversi mesi che le tenevamo d’occhio durante le nostre camminate, finalmente era arrivato il momento giusto per coglierle.

In quei momenti, in bilico su un ciglio della strada, con la testa su in alto tra i rami del melo, ho capito ancora una volta di aver trovato il mio posto nel mondo. Credo sia stata la calma, la soddisfazione, l’intensità della sensazione di pace ad avermi fatto capire ancora una volta che è proprio questo che ho cercato per tanto tempo. Voi l’avete trovato il vostro posto nel mondo? da cosa l’avete capito?

Le meline selvatiche hanno la forma perfetta della mela, una buccia sottile rossa e verde, una polpa asprigna e leggermente tannica. Al morso hanno un gusto molto astringente, non sono gradevoli da mangiare, ma con un po’ di pazienza si trasformano in una composta soda e mielata dai colori autunnali, adatta per essere usata in crostate e dolci.

5.0 from 4 reviews
Composta di mele selvatiche
Autore: 
Tipo di ricetta: Conserve, Marmellate
Cucina: Italiana
Porzioni: 4 barattoli da 250 ml
 
Avrai bisogno di...
  • ca. 2 kg di mele selvatiche
  • succo di 1 limone
  • 300 g di zucchero di canna integrale
  • 1 baccello di vaniglia aperto
Come si fa...
  1. Lava le mele selvatiche, tagliale in quarti e togli ogni parte nera o ammaccata. Non sbucciarle e non togliere i semi, riserva naturale di pectina.
  2. Metti le mele in una pentola ampia, strizza un limone sulla frutta e copri le mele di acqua.
  3. Falle cuocere coperte a fuoco basso per circa 2 ore, fino a che non diventano morbide, tanto che possono essere disfatte con un cucchiaio di legno. Potrebbe occorrere più tempo, in quel caso aggiungi altra acqua.
  4. Una volta che le mele sono morbide, passale con la poca acqua che sarà rimasta con il passaverdura, raccogliendo la purea ambrata in un'altra ciotola.
  5. Io ho ottenuto dai quasi 2 kg di partenza circa 1 kg di purea.
  6. Trasferisci nuovamente la purea di mela nella pentola, aggiungi 300 g di zucchero di canna integrale per ogni chilo di purea di frutta e un baccello di vaniglia aperto.
  7. Porta nuovamente a bollore leggero su fuoco basso, mescolando continuamente. Dopo circa 10 minuti otterrai una composta soda, dorata e dal profumo di vaniglia e caramello.
  8. Versa la composta di mele in barattoli sterilizzati e chiudi bene.
Note
Sterilizzazione. Metti i barattoli in una pentola larga e alta, copri con acqua e porta ad ebollizione. Lascia sobbollire per 20 minuti e poi spengi. Fai raffreddare i barattoli nella pentola, poi toglili. Si conservano per molti mesi in un luogo asciutto, fresco e buio.

Ci sentiamo giovedì prima della partenza con un post ‘da viaggio’. Buon martedì!

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This Post Has 60 Comments
  1. Accipicchia, che bello dev’essere poter raccogliere le proprie mele e poi farne una marmellata! Quanto vorrei avere un orto…è un sogno che ho sin da quando ero piccola. Così potrei sbizzarrirmi nella coltura di tutti i frutti e le verdure che amo di più!
    Questa composta sembra deliziosa e assolutamente autunnale 🙂

    Un caro saluto, Elisa

    1. ecco, ehm, non è che fossero proprio proprio mie… diciamo che erano lì, abbandonate, e mi pareva brutto lasciarle marcire lì, tu cosa avresti fatto?!
      e quanto vorrei avere in orto a modino anche io! un caro saluto a te!

  2. io il mio posto nel mondo non sono ancora sicuro di averlo trovato… sicuramente è tra il cibo e la macchina fotografica ma anche tra la gioia di spedire pacchettini che contengono pirottini e cannucce in giro per l’Italia 🙂 Insomma è un po’ tutto questo credo!
    Goditi Londra, gli amici, le risate e il cibo!
    Tornata pochi giorni fa da quella città che avevo visto solo una volta lo scorso anno di sfuggita e che già sento un po’ più mia. Londra ti sorprende sempre, tra le sue splenide vie, la gente strana e il tempo che regala sole e pioggia quando meno te lo aspetti!
    Un bacione…aspetto di sapere quando uscirà il libro!

    1. è proprio questo mix and match di cose che rende perfetto il tuo posto nel mondo, secondo me, perché altrimenti diventerebbe noioso, non credi?
      sono a Londra proprio adesso, te la saluto! un bacione

  3. Ciao Giulia, ti leggo spesso perchè le tue foto e le tue atmosfere di campagna mi richiamano momenti della mia infanzia o immagini della vita che vorrei. Non commento mai molto i blog che leggo ma non potevo non dirti che questo post mi è piaciuto davvero tanto.
    Le foglie per decorare il barattolo di composta poi sono un’idea assolutamente da copiare;-)!
    Buona giornata
    ro

    1. ciao ro, è un piacere sentirti e ricevere il tuo messaggio, per me è importante sapere chi passa da qui, cosa vi piace, cosa vorreste trovare.. quindi grazie, e davvero piacere conoscerti! quanto alle foglie per decorare il barattolo, è un’idea che anche io ho trovato su Pinterest, non è geniale? buona giornata e alla prossima

  4. Ciao Juls, ma “il mio posto nel mondo” è una citazione del libro di fabio volo?
    Questi piccoli momenti preziosi che ci racconti mi fanno sognare, sarebbe bellissimo raccogliere le mele per la composta e scattare tante foto. Però sono fortunata, ho trovato queste mele selvatiche al mercato biologico a Roma e sono stata felicissima

    1. ehm… effettivamente no, c’ho fatto caso ora che è anche il titolo di un suo libro..
      Dall’altra parte, a me fa sognare l’idea di un bel mercato bio dove trovare meline selvatiche, qui da noi c’è solo un mercatino, che per fortuna si sta sviluppando!
      un abbraccio Eli!

  5. oh che meraviglia delle meraviglie!
    questo post schizza all’istante nella top five!
    sono ancora stordita dalla bellezza delle immagini.
    sarà anche perchè lo scorso fine settimana l’ho passato beandomi delle mele degli alberi toscani! 😉
    per la FBC valigia, io ho ancora una settimana, ma sono già in fibrillazione (leggi ‘estremamente agitata!’)… dici che troverò la strada?
    (ora scappo, ma credo che ritornerò su queste foto, oggi, almeno 5-6 volte… saranno il mio scacciapensieri… <3)
    un bacio forte

    1. Vani, sono a Londra, è tutto pronto – quasi – sarà incredibile! ed è anche in un punto molto facile da raggiungere, tranquilla!! ma ci risentiamo tanto, così poi ti guido io! 🙂
      un bacione scacciapensieri

  6. Questo post mi fa pensare ai miei week-end nelle campagne romagnole, quando ad ogni passeggiata scoprivo alberi selvatici di frutta…che nostalgia! Sono sicura che sarei capace di finirmi il vasetto a cucchiaiate in un batter d’occhio, qualunque cosa a base di mele mi fa impazzire. Ho la sensazione che presto o tardi userai questa meraviglia per un bel dolce, o sbaglio ;)? un abbraccio e goditi Londra!

    1. ti assicuro che è facilissimo finirsi il barattolo, perché non è troppo dolce, è proprio ‘meloso’ con un che di caramello dato dallo zucchero di canna… insomma sì, si può veramente finire a cucchiaiate!
      quanto al dolcino, hai visto bene! ne ho uno in mente che farò appena rientro da Londra, a occhio sembra fantastico, non vedo l’ora di provarlo! un abbraccione da Londra

  7. Cara Giulia, sono ripetitiva, lo so, ma i tuoi post mi piacciono sempre tanto! Parole e immagini! La ricerca del mio posto nel mondo sta prendendo nuove strade in questo periodo e quindi mi senta ancora un po’ “raminga”, ma qualcosa mi dice – sempre più spesso e in maniera sempre più convincente – che abbia a che fare col cibo. Work in progress here!!
    Tanti baci.

    1. Grazie Clara!! secondo me per trovare il proprio posto nel mondo è necessario essere raminghi, perché altrimenti non puoi capire dov’è che stai proprio bene! Quindi ben venga questo work in progress con il cibo, mi sa che butta davvero bene! un abbraccio e un in bocca al lupo per trovare il tuo posticino nel mondo! baci

  8. Foto meravigliose che mi hanno fatto venire tanta nostalgia di casa..è proprio bella la nostra campagna vestita con i colori dell’autunno!Ma se parti giovedì per Londra allora forse riusciamo a beccarci, io torno in Italia per un matrimonio il 27!

    1. io penso che la nostra toscana dia il suo meglio proprio in autunno, diventa ancora più brillante e vivida con i suoi colori. Paradossalmente la stagione che ‘mi piace meno’ è proprio l’estate, è un po’ troppo secca e bruciata per i miei gusti… ma l’autunno!! che spettacolo!

  9. Una ragazza come te è solo una grande fonte di ispirazione per tutte le perosne, che come me, il loro posto nel mondo non l’hanno ancora trovato! 😉
    Grazie delle belle sensazioni che ci regali!
    Sei forte Juls!
    🙂

  10. Che bello leggerti Juls, sei sempre più ispirata, mi sembra.
    E sono molto contenta di sentire come sei felice in questa nuova vita. Noi non ci conosciamo di persona, ma mi sembri un’amica da sempre!!
    ciao, Franci

  11. Cara Giulia, il mio posto nel mondo somiglia molto al tuo la differenza è solo nei tempi ristretti: purtroppo l’altra me, quella che ama guardare in alto la frutta più matura, si manifesta sono nel fine settimana o la sera dopo cena dedicando il silenzio notturno alla scrittura 🙁 inutile dirti quanto sia frustrante! Medito così giornalmente piani di rivolta che sistematicamente non riesco a portare fino in fondo… Spero di riuscire trovare un modo per vivere esattamente come te 🙂 intanto mi godo la tua pace 😉

    1. per me è stato così fino a poco fa, ma comunque fa così così così bene anche quello all’umore, ricarica e dà tranquillità, vero? e comunque i piani di rivolta vanno sempre portati avanti! sia mai…

  12. Ciao! a parte la ricetta e il racconto, bellissimo il packaging con le foglie secche-di certo da copiare immediatamente- magari ci metto anche qualche mela del ‘melofiore’ che sono grandi come e non più di ciliege! Ma una domanda: davvero sterilizzi i vasetti di marmellata? lo zucchero e la pectina non sono sufficienti per la conservazione? Grazie Laura

    1. Bellino fatto con le meline piccine, una chicca!
      Quanto ai vasetti, sì, li sterilizzo… il mio motto è ‘meglio aver paura che buscarne’, lo faccio per essere più sicura! a presto

  13. che belle quelle mele selvatiche!!!
    immagino che sapore delizioso avrà la composta!
    divertiti al food blogger connect

    ps anch’io viaggio con formaggi e salami in valigia 😀

  14. E’ strano come il mio posto nel mondo somigli molto al tuo…ho avuto giornate intense quest’estate, insieme ai miei tre bimbi,ma ci sono stati momenti in cui ci lasciavamo prendere dalla calma e camminavamo per i sentieri del bosco dietro casa.Il mio mondo era lì, con le mani sporche di more selvatiche…Complimenti per tutte le cose belle che ti stanno capitando!

  15. Il mio posto nel mondo…ci sarebbe da farsi venire una bella crisi esistenziale……soprattutto dopo una giornata nevrotica come oggi….poi però penso che la porta si è chiusa e le persone a me più care sono qui vicino…ed allora ringrazio Dio di essere proprio qui…. Bella la composta di mele selvatiche…a guardarla mi è venuta voglia di mela grattuggiata mangiata da piccola. Juls, sempre post bellissimi… ti auguro un buon viaggio e buona Londra!!!! Bacioni

  16. Buonissima. La farò anch’io.
    Non è “una promessa da marinaio” ma hp proprio delle meline selvatiche che sono arrivate col pacco biologico settimanale (decidono loro cosa mandare e ieri hanno mandato queste: è il modo per sentirsi vicino alla natura in un appartamento al 4° piano a Roma).
    Ho letto vari pezzi del tuo blog. Come hai cominciato e perché: non ti nascondo… BEATA TE!
    Anche io facevo un altro lavoro ma per alcune cause mi sono trovata a dover smettere.
    Un giorno per passare il tempo ho cercato di fare un ciambellone, non ci sono riuscita e dopo 11 anni… Eccomi qui: malata di cucina…
    Vabbè…
    Volevo dirti: COMPLIMENTI!
    Dann/www.cucinaamoremio.com

  17. Il mio posto nel mondo…è esattamente il luogo in cui abitavo prima di sposarmi: una villa immersa nel verde a meno di un chilomentro dal mare. Nelle giornate ventose potevo sentire il mare schiantarsi contro gli scogli e in ogni stagione sentire i profumi della natura ogni volta differenti e intensi. Ora abito a circa 100km da lì in un luogo totalmente diverso e ogni occasione è buona per tornare nella mia casa paterna!
    Un saluto a tutte voi 😉

    1. che posto meraviglioso che doveva essere! ma ti è rimasto nel cuore, e il tornarci spesso penso che lo renda ancora più speciale, non lo darai mai per scontato! un salutone!

  18. Il mio posto nel mondo? Accanto a mio marito ed il cucciolo che nascerà presto 🙂

    Il luogo… Purtroppo non l’ho ancora trovato. Ma immagino vicino al mare, circondata da un bel boschetto, qualche collina… Forse la mia adorata Francia oppure in Irlanda… Chissà, un giorno…

    Questa composta di mele mi ricorda tanto quelle di mia nonna. Sicuramente la proverò! Complimenti & un’abbraccio, Gina

    1. Gina, prima di tutto auguri per il cucciolo che sta per nascere…
      quanto all’Irlanda, è una terra magica, capisco benissimo come mai l’hai nominata nei possibili luoghi perfetti per te! ma anche la Francia…
      un abbraccio e ancora auguri per il piccolo che nascerà!

  19. Ciao Giulia, grazie per la ricetta e i consigli.Mi sono messa subito all’opera e…che bontà divina…! Una domanda: pensavo…si potrebbe velocizzare la prima fase di cottura delle mele (prima di passarle con il passaverdura) utilizzando la pentola a pressione? La domanda potrebbe risultare banale …ma sono alle prime armi!:). Grazie ancora. Chiara

  20. Quattro anni dopo…… Io vivo in un ambiente così in Toscana e quindi …. Sto facendo la composta o marmellata come si dice qui. Le meline sono identiche peccato ho denti caro di fotografarle comunque tante grazie per la ricetta … Poi Le dirò

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