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Libri di cucina che funzionano. Una lista in evoluzione

Ammetto che come primo post dell’anno questo è piuttosto insolito. Lascerò le mie buone intenzioni, i nostri nuovi progetti, le nuove ricette e la parola che ho scelto per il 2019 ai prossimi post. Oggi voglio invece parlare di libri di cucina, oggi voglio festeggiare piccole vittorie piuttosto che puntare il dito ai grandi fallimenti.

L’anno che abbiamo appena archiviato è stato gratificante, generoso ma anche estremamente impegnativo. All’inizio avevamo tanti progetti e obiettivi: alcuni abbiamo dovuto ridimensionarli, altri abbandonarli, altri ancora rimandarli a quest’anno. C’è una cosa, però, di cui sono estremamente orgogliosa, la nostra newsletter settimanale. Abbiamo mantenuto un ritmo piuttosto costante, condividendo momenti dietro le quinte, aggiornamenti personali e ricette stagionali, insieme ai nuovi post, ai corsi di cucina e agli eventi. Crediamo nel contenuto, qui sul blog e nella newsletter. 

Negli ultimi mesi ho anche iniziato a condividere ogni settimana un nuovo libro di cucina, o un libro più generale sempre sul tema del cibo. È un modo per tenere traccia dei nuovi libri di cucina che scopro in libreria e dei quali mi innamoro subito, ma anche una scusa per riprendere in mano alcuni libri che se ne stanno silenziosi da troppo tempo sulle mensole, un modo per farli tornare in vita.

Così abbiamo pensato che fosse giunto il momento di raccogliere tutti i libri che abbiamo menzionato nelle passate newsletter in questo post: questi sono libri di cucina che funzionano, la specie più rara dei libri di cucina. Ho riguardato anche i vecchi post per aggiungere qualcuno dei libri di cui ho scritto in questi dieci anni di blog.

Questo sarà un post costantemente aggiornato, una lista in evoluzione, con nuovi titoli in arrivo presto: ci saranno infatti i nuovi libri condivisi attraverso la nostra newsletter settimanale (tra l’altro, se vuoi puoi iscriverti qui), nuovi colpi di fulmine e nuovi libri dei quali non riesco più a fare a meno. Nel frattempo, mentre scorri questa lista, mi farebbe piacere che tu volessi condividere i tuoi libri preferiti nei commenti, dato che sono sempre alla ricerca di nuovi libri di cucina da leggere, da cui cucinare e da amare.

cookbooks that work

Libri di cucina che funzionano davvero

Holiday and Celebration Bread in Five Minutes a Day, di Zoë François e Jeff Hertzberg

Tutti possono sfornare pane fresco e fragrante ogni giorno, con soli 5 minuti di lavoro. Questa è la filosofia che sta dietro al nuovo libro di Zoë François e Jeff Hertzberg, Holiday and Celebration Bread in Five Minutes a Day. Se non conosci Zoe, seguila su Instagram, la trovi come @zoebakes. Il suo libro è proprio come lei: ti ispira  e ti fa sentire in grado di affrontare ogni ricetta.

Nel libro trovi spiegazioni chiare e dettagliate sugli ingredienti, le tecniche e le ricette di base, ma anche adattamenti golosi: in cinque minuti puoi fare tutto, dalla challa alla babka, dal pane più semplice per colazione al panettone. Durante le vacanze di Natale ho seguito la ricetta base del libro per il pane bianco per preparare piccoli panini da hamburger e l’impasto della challa, con il quale ho fatto sia un pane intrecciato al cocco e cioccolato per la colazione che una dozzina panini dolci alla cannella.

Challa dough

L’impasto della challa è diventato sia un pane intrecciato con cocco e cioccolato che una dozzina di panini alla cannella.

Eat this poem, di Nicole Gulotta

Questo non è solo un libro di cucina. Eat This Poem è un libro scritto magnificamente bene, con ricette che vuoi cucinare ancora e ancora. Con questo libro Nicole Gulotta mi ha aiutata a apprezzare di nuovo la poesia, quando ho scoperto ho scoperto quante cose in comune abbiano una buona poesia e una buona ricetta.

Tartine Bread, di Chad Robertson

Ammetto che il motivo per cui ho comprato Tartine Bread, quasi sette anni fa, era la splendida fotografia di Eric Wolfinger, che lo rende un libro che vuoi tenere in giro, da sfogliare. Poi l’ho letto, l’ho amato, ho sentito tutta la straordinaria passione che Chad Robertson ha messo in questo libro, per spiegarci come creare il nostro sourdough starter, il lievito madre liquido, come tenerlo in vita, come farne un pane fragrante, dalla crosta croccante e dalla mollica umida e alveolata. È qui che ho trovato la mia ricetta per il pane a lievitazione naturale, qui che ho trovato anche una buona ricetta fare pizza.

Salt, Fat, Acid, Heat, di Samin Nostrat

Samin Nostrat is a cook, a teacher, a writer for the New York Times. Samin Nostrat è una cuoca, un’insegnante di cucina, ha studiato giornalismo con Micheal Pollan, scrive per il New York Times e ha pubblicato questo suo primo libro, Salt, Fat, Acid, Heat, un manuale informativo, divertente, illuminante sulla cucina. La sua idea è che possiamo cucinare bene in maniera costante se riusciamo a bilanciare bene i quattro cardini della cucina: il sale, il grasso, l’acido e il calore, la cottura appunto. È un libro che scuote le mie certezze. Ho imparato a cucinare dall’esempio di nonna e attraverso tanta pratica, con questo libro sto finalmente trovando una ragione in tutto quello che faccio, e un perché quasi scientifico ai consigli di nonna. Mi spinge oltre i miei limiti.

Salt, Fat, Acid, Heat

Ho fatto diverse ricette da questo libro, inclusa la sua granola all’olio di oliva e la midnight chocolate cake.

The Christmas Chronicles, di Nigel Slater

Se dovessi scegliere un libro da tenere con me per tutto l’inverno e durante le feste, sceglierei questo libro, The Christmas Chronicles, a occhi chiusi. Condivido con Nigel Slater la stessa passione per i mesi invernali e per la magica atmosfera del Natale. Adoro ogni singola pagina, ogni ricetta che ho fatto tratta da questo libro, ogni descrizione, emozione, ricorso. È un libro da tenere caro.
L’anno scorso ho fatto la frutta sotto spirito per l’inverno di Nigel, tratta da questo libro: albicocche essiccate, arancia e anice con il brandy, fichi secchi e sciroppo d’acero alla vodka e prugne e uva sultanina al moscato. Li ho fatti all’inizio di novembre, li ho regalati per Natale e ci hanno accolti a casa per i mesi a venire.

Pride and Pudding, di Regula Ysewijn

Pride and Pudding è un libro pieno di sentimento e cura, che dimostra ricerche approfondite fatte con mente aperta e passione bruciante, scritto con raffinatezza, pieno di fotografie che incantano, un libro caldo e intelligente. Le foto e i testi di Regula sono accompagnati ed esaltati dalle illustrazioni di suo marito, BrunoPride and Pudding racconta una storia affascinante, quella del pudding, salato e dolce, corredando ogni ricetta originale con il suo contesto storico, celebra gli chef di re e regine e gli autori dei libri di cucina di un tempo.

Ma si impara ben più di questo leggendo il suo libro. Si impara come l’impegno e la passione possano aiutarti a produrre un capolavoro. Si imparano ricette interessanti, si scoprono fatti e aneddoti legati non solo alla storia britannica, ma a quella di tutti noi e, cosa non meno importante in un libro di cucina, si ha a disposizione una raccolta di ricette invitanti da provare. Sono ricette autentiche e fedeli alle loro origini, una finestra aperta su un tempo passato in cui non c’erano forni, frigoriferi, frullatori elettrici. Regula ci apre gli occhi su ingredienti e tecniche, offrendo tutti gli strumenti per riprodurre quelle ricette a casa, per la vostra soddisfazione.

Io ho fatto i suoi Poor Knights of Windsor, una delle prime ricette del capitolo sui Bread puddings. Fette di pane bianco di un giorno vengono prima fritte nel burro chiarificato poi immerse nel tuorlo d’uovo e fritte di nuovo fino a doratura, per essere poi servite con panna montata, composta di lamponi e salsa Sack. Una vera delizia per iniziare la giornata con una nota positiva.

Profumo di biscotti, di Rossella Venezia

Mi rimane difficile scrivere una recensione oggettiva di Profumo di biscotti di Rossella, perché mi ricordo il momento in cui mi disse: Giuliettina cara – lei mi chiama così – farò un libro, ma ti rendi conto? un libro mio, un libro di Vaniglia! Come fai ad essere oggettiva quando hai vissuto i racconti della scelta dei biscotti, delle nottate passate a scrivere e riscrivere ricette, perché Rossella è puntigliosa, precisa, mai superficiale. Lei è Rossella, la donna sempre alla ricerca della luce perfetta, dei piattini, delle forchette e dei tovaglioli che la accompagnavano in giro per l’Italia, sistemati con ordine e amore.

Le sue ricette sono così, riflettono la sua anima pura e onesta, il suo entusiasmo e il suo amore per il bello, sono una garanzia di riuscita, di soddisfazione e di buonumore. E il suo libro non poteva che essere onesto e diretto come lei, pieno di spunti e di idee, non soltanto su quali biscotti fare, ma sul come presentarli, su come renderli belli, regali perfetti per l’amica, la mamma, la maestra, il tuo ragazzo, o per te stessa, per goderti un tè con calma insieme ad un libro e a una ciambellina di mandorle e vino rosso.

All’ombra dei mandorli in fiore, di Rossella Venezia

All’ombra dei mandorli in fiore, è intriso della personalità di Rossella, porta inciso il suo nome in ogni foto e in ogni ricetta. È un libro poetico, pervaso dal profumo di mandorla amara, che richiama paesaggi mediterranei di una bellezza sconfinata. È sognante e leggero, ti porta per mano in un viaggio tra i panorami più belli della nostra Italia, in un percorso punteggiato di ricette calde e invitanti.

Ma Rosella ha anche un altro lato, quello razionale, caparbio, organizzato, da architetto. Le sue ricette sono così sognanti, ma allo stesso tempo precise, con spiegazioni metodiche. Ti dice i tempi di cottura e riposo, ti organizza anche una tabella di marcia per i lievitati più complessi, ma nello stesso tempo ti racconta come deve apparire l’impasto, quali sono i trucchi per avere un buon risultato, come servirlo al meglio.

Non ti senti sola in cucina, la puoi quasi vedere, all’altro lato del tavolo, che chiacchiera instancabile ma con un occhio ti segue, per vedere che tu non faccia errori. Ci tiene a che tu ottenga quello che ti aspetti. Ho fatto le sue tortine rustiche al cavolo nero e mandorle.

Libri sul cibo

The Land Where Lemons Grow, di Helena Attlee

Helena Attlee, autrice di The Land Where Lemons Grow, è una scrittrice specializzata in giardini, affascinata in particolar modo dalla storia culturale dei giardini in Italia. The Land Where Lemons Grow è un viaggio attraverso il tempo e la storia, dai giardini delle ville medicee, con le loro collezioni di agrumi rari, alle terrazze di limoni a Amalfi, che oggi rischiano di scomparire, dalle limonaie del Lago di Garda alla Conca d’Oro in Sicilia, dove lo sviluppo della produzione di agrumi è strettamente legato all’ascesa della Mafia.

Helena Attlee esplora la diffusione di limoni, arance amare, bionde e rosse, cedri e bergamotti nella vita quotidiana, nella cultura e nella gastronomia del nostro paese. Leggendo le sue pagine si rimane storditi dall’odore di zagara e dalla sua prosa sensuale. È un libro che riesce ad essere informativo e evocativo allo stesso tempo.

From the markets of Tuscany: a cookbook

I nostri libri di cucina

La cucina dei mercati in Toscana

Il mio quinto libro, La cucina dei mercati in Toscana, è stato pubblicato da Guido Tommasi Editore nel 2017. Io e Tommaso abbiamo girato la Toscana in lungo e in largo, macchina fotografica alla mano, per portarvi a scoprire la cucina e i prodotti di ogni zona. 

La cucina toscana si fa nelle case, nelle botteghe, negli orti e tra i banchi di un mercato. Questo libro è una raccolta di ricette tradizionali e di stagione e una guida ai migliori mercati alimentari della Toscana. Vi porto con me in un tour attraverso le zone più o meno note di una delle regioni più apprezzate al mondo, dalle strade cittadine di Firenze a quelle piene di fascino e mistero di Volterra, della Garfagnana alla selvaggia Lunigiana, dalle colline di velluto della Val d’Orcia a quelle coperte di vigne e olivi nel Chianti. Faremo insieme un viaggio attraverso la Toscana più autentica, di mercato in mercato, di ricetta in ricetta, fino a arrivare alla cucina.

Suddiviso in 12 capitoli, il libro propone i piatti caratteristici di ogni zona. Ci sono i pani della tradizione, a partire dal pane toscano sciocco, senza sale, fino a quello di castagne e di patate. Ci sono i piatti di carne, quelli di selvaggina e quelli a base di quinto quarto, ma c’è anche il pesce della costa, dal cacciucco livornese al pesce all’isolana. Le verdure e la frutta abbondano in ogni capitolo, sceglietele sempre rispettando i criteri di stagionalità e produzione locale. Ci sono infine i dolci, quelli più tipici dal sapore rustico di una volta, quelli della nonna, da credenza.

Cucina da chef con ingredienti low cost

Cucina da chef con ingredienti low cost è del 2014. La buona tavola è uno dei piaceri a cui non si dovrebbe mai rinunciare, e non esiste buona tavola senza un approccio consapevole al cibo. Cucinare con cura e attenzione, selezionare gli ingredienti usando la testa – e il cuore – significa proprio questo: offrire a noi stessi e ai nostri amici piatti buoni e pieni di gusto, ma anche sani e sostenibili. L’idea di partenza di questo libro è la cucina povera, non sofisticata, la cucina delle famiglie che mettevano in tavola una festa a partire da pochi ingredienti di sostanza, la cucina delle osterie, delle trattorie, dei ristoranti di campagna di una volta.

I Love Toscana – i colori, i gusto e i sapori

In I love Toscana, del 2012, c’è tutto il mio amore per la Toscana e per i suoi prodotti. Ci sono le ricette di famiglia, quelle di nonna che mi hanno fatta crescere e che mi accoglievano al ritorno da scuola; quelle che mamma mi ha insegnato passo passo nelle domeniche mattina in pigiama; quelle della mia bisnonna, di zia Teresa e di zia Silvana, di gelsomino e di altri parenti e amici che con generosità mi hanno raccontato la loro vita attraverso l’alchimia di ingredienti e segreti.

In questo libro c’è la mia terra, a cui sento di essere legata e destinata, in cui ho avuto la fortuna di crescere, che ho riscoperto negli anni attraverso il blog e i corsi di cucina: generosa e schiva, la Toscana non è solo pappa al pomodoro e fiorentina. E’ un insieme variegato di ricette, di aree distinte e di caratteri particolari, di erbe aromatiche, di rispetto per la stagionalità dei prodotti e culto del pane raffermo, perché qui non si butta via nulla.

Memoir

Toast, di Nigel Slater

I memoir sono probabilmente l’espressione che preferisco del Food writing, quella che sento più vicina a me. Qual è la differenza con un’autobiografia? Il memoir è molto meno formale, non segue per forza un ordine cronologico e, soprattutto, sceglie una prospettiva unica attraverso la quale racconte la storia. I memoir raccontati attraverso la prospettiva del cibo sono senza dubbio quelli che preferisco, da Ruth Reichl a Amanda Hesser. Nigel Slater non fa eccezione.
È uno dei miei chef e scrittori preferiti e, dopo aver letto questo suo libro, Toast, così sentito e commovente, lo amo più che mai.
“My mother is scraping a piece of burned toast out of the kitchen window, a crease of annoyance across her forehead. This is not an occasional occurrence. My mother burns the toast as surely as the sun rises each morning.”

Home Cooking: A Writer in the Kitchen, di Laurie Colwin

Laurie Colwin è una scrittrice americana nata a Manhattan che dagli anni ’70 ha pubblicato molte storie brevi e ha scritto per Gourmet Magazine. La sua passione per il food writing era seconda solo al piacere di condividere quel cibo con gli amici. Ecco che pubblica quindi due raccolte di saggi, ricette e ricordi, Home cooking e More home cooking.

I suoi libri sono leggeri, non senza nascondere al loro interno battute ironiche o riflessioni profonde. Laurie Colwin è l’amica che vorreste avere, quella che vi passa le ricette scritte su un fogliettino e che vi fa capire che potrete rifarla altrettanto bene nella vostra cucina, anche senza la planetaria all’ultima moda. Laurie non si prende mai troppo sul serio – in fondo scrive di cibo, non sta salvando il mondo – è divertente, genuina, spontanea e carica di un’energia pura, una fonte di ispirazione.

Nell’introduzione a Home Cooking Laurie si descrive così: “Unlike some people, who love to go out, I love to stay home. (…) I love to eat out, but even more, I love to eat in. The best dinner party I ever went to was a black-tie affair to celebrate a book, catered by the author’s sister. When the food appeared at this party I could scarcely contain my delight. It was home food! (…) The thing about homebodies is that they can usually be found at home. I usually am, and I like to feed people.”

“A differenza di alcuni che amano uscire, a me piace stare a casa. (…) Mi piace mangiare fuori, ma ancora di più, amo mangiare a casa. La miglior cena a cui io abbia mai partecipato era una cosa da cravatta nera e abito lungo per festeggiare l’uscita di un libro, organizzata dalla sorella dell’autore. Quando il cibo è apparso a tavola ho potuto a malapena contenere la mia gioia. Era cibo di casa! (…) I pantofolai in genere possono essere trovati in casa. A me di solito potete trovarmi lì, e mi piace nutrire gli altri.”

Cooking for Mr. Latte, di Amanda Hesser

Amanda Hesser, co-fondatrice of Food52, ha infatti un linguaggio sorprendentemente immaginifico: l’acqua salata per la pasta should taste like seawater, dovrebbe avere un sapore di acqua di mare, mentre gli spaghetti al dente ci dovrebbero restituire la stessa sensazione di mordere un chewing-gum nuovo, biting into a new piece of gum. Queste sono solo due delle frasi che che ho sottolineato e imparato a memoria nel suo libro.

Leggendo Cooking for Mr. Latte ho scoperto una donna con un personalissimo approccio al cibo e alla convivialità, dotata di umorismo e di una rara abilità nello scrivere ricette, tanto che queste si leggono con lo stesso piacere con cui ci si appassiona alle storie presenti in ogni capitolo. In uno di questi capitoli esplora il concetto di avere un repertorio di ricette. Un repertorio, capite, come se le ricette fossero le sonate di un artista.

È stato uno spunto di riflessione importante, perché mi ha spinta a riconsiderare la mia personale collezione e a indagare quell’identità culturale che si forma negli anni aggiungendo nuove ricette a un set di piatti preferiti. Tutto d’un tratto mi si è svelato quel processo vitale che porta a introdurre variazioni in un patrimonio di famiglia consolidato, a volte di generazione in generazione, o a staccarsene per crearsi una propria identità.

A home-made life, di Molly Wizenberg

Lei sì che sa come usare le parole! Leggera, intelligente, ironica e divertente, racconta ricette intrecciate ad episodi di vita quotidiana. Episodi che potrebbero sembrare banali agli occhi dei più, ma che lei riesce ad illuminare e raccontare da una prospettiva diversa, bastano poche pagine del suo libro, A home-made life, o pochi post sul blog per sentirla già come un’amica, come una persona con la quale condividere ricordi ed emozioni. Presenta le ricette con immagini così reali e comuni alla sensibilità di tutti che alla fine ti trovi innamorato di quella ricetta come se l’avessi sempre mangiata, accade ogni volta. Ho appena notato che il libro è anche stato tradotto in italiano come La mia vita fatta in casa

Ho fatto il suo banana bread, la ricetta a cui ritorno ogni volta che ho banane troppo mature. 

Delancey, di Molly Wizenberg

Delancey ha questa forza naturale, è pieno di ricette che richiedono di essere condivise con le persone che ami. Molly racconta del cibo che ti fa sentire immediatamente benvenuto, coccolato, un cibo che nutre il corpo, fa la pancia felice e scalda l’anima: riso saltato con cavolo nero e maiale, datteri con olio di oliva e fior di sale, polpettone. Lei ti dà un metodo, idee su come servire un piatto, abbinamenti, occasioni, ti spiega come puoi farlo tuo senza sforzo. Ti tiene la mano in cucina, ma non in maniera pedante. È lì per divertirsi con te, per aiutarti a creare qualcosa di buono, ci tiene che venga bene. Poi c’è una storia, una bella storia, che ti fa riflettere, ridere, qualche volta ti commuove anche.

Ho fatto le sue pesche fredde al vino bianco. Semplici come ben si intuisce dal titolo, hanno solo tre ingredienti: pesche mature, vino bianco secco e zucchero. Danno il meglio il giorno successivo, quando diventano quasi trasparenti e assorbono il vino.

Libri di cucina italiana 

Il talismano della felicità, di Ada Boni

Il Talismano delle Felicità costituisce la base della cultura gastronomica delle sposine modello fino a qualche anno (decennio?) fa: si usava regalarlo – come buon auspicio per la felicità a tavola e di conseguenza nella coppia – alle spose nel giorno del loro matrimonio, insieme ad un altro grande classico, Pellegrino Artusi. Ada Boni è una donna arguta e intelligente, sembra uscita da un’altra epoca, eppure le sue ricette spaziano dalla tradizione italiana a tanti altri richiami stranieri con un’ottica moderna e contemporanea. Riconosco in tanti sui toni l’ironia sottile di Jane Austen, in questo modo di parlare alle padrone di casa e alle signorine da marito, suggerendo, dicendo e non dicendo… Un libro per chi ama ricette vecchio stile, per chi non è spaventato da un po’ di burro, per chi vuole vivere un altro tempo attraverso ricette e consigli pieni di buon senso.

La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, di Pellegrino Artusi

Il libro di Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, è stato pubblicato per la prima volta nel 1891 e viene ora riconosciuto come uno dei libri di cucina italiana più significativi dei tempi moderni. Pellegrino Artusi precorreva i tempi e presentava nel suo libro ricette che oggi, a distanza di più di cento anni, incarnano perfettamente lo spirito contemporaneo. Farine alternative che soddisfano anche chi presenta intolleranze al glutine, pochi ingredienti semplici che non appesantiscono la preparazione, un gusto moderno e fresco, non troppo dolce. A volte si cerca ovunque l’ispirazione e poi è lì, nel libro che nonna ha ricevuto come regalo di nozze il giorno che si è sposata, lo stesso libro che ancora sfogliamo insieme quando cerchiamo riscontro di una ricetta o di un procedimento. Per tutti coloro che sono in cerca di un libro di cucina basilare, per chi vuole imparare le ricette classiche della cucina dell’Italia centrale, per chi è interessato anche a qualche aneddoto, oltre alle ricette. Perché, semplicemente, non può mancare nella libreria di un appassionato.

Italian Food, di Elizabeth David

Elizabeth David una delle food writer più importanti ed ispirate del Novecento. Ho cominciato a leggerla qualche anno fa, il suo modo di scrivere mi conquistò all’istante: grazie alla sua sensualità, al coinvolgimento attraverso le parole di tutti e cinque i sensi, suscita immagini vivide e potenti davanti agli occhi di chi legge. Le pagine scorrono veloci nei suoi ricordi di pomeriggi mediterranei, pranzi inaspettati nel Sud della Francia e picnic inglesi. Anche una semplice omelette tra le sue righe acquista importanza, merita le due pagine intere che le dedica, intrecciando ironia, consigli pratici e profumi di burro. Il suo libro sulla cucina italiana, Italian Food, è vivido, preciso, ricco di spunti interessanti e di ricette autentiche. A volte non guasta guardare alla nostra cultura con un punto di vista esterno, ci arricchisce e ci aiuta ad inserirci in un contesto più ampio. Per chi si fa affascinare dalle parole e non si spaventa di fronte a un testo inglese, per chi vuole cominciare a scoprire un’autrice fondamentale nella storia del food writing internazionale, per chi mangia prima con la mente e poi con la bocca.

Il grande libro della vera cucina toscana, di Paolo Petroni

Non è un libro ricercato, non ci sono molte storie o foto da lasciare a bocca aperta, ma Petroni è un punto di riferimento per me, specialmente per la cucina fiorentina. Accanto a Il grande libro della vera cucina toscana di Petroni metterei anche i libri di Giovanni Righi Parenti, la pietra di confronto per la cucina senese.

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This Post Has 7 Comments
  1. Senti Giulia, inutile dire che adoro i libri di cucina e ogni tanto ne acquisto uno, però ho purtroppo un grosso problema da 30 anni!!!!! Mio marito(uomo d’oro) è un conservatore attaccato fortemente ai cibi tradizionali, è non incline a nuove esperienze o visioni o concetti, insomma sarebbe una garanzia in fatto di fedeltà ma io al contrario di lui amo molto sperimentare e spesso provo ricette nuove, l’ultima, la tua arista con pecorino e pere, che però a causa forse di un prosciutto poco buono è risultata poco piacevole facendo alterare la sua suscettibilità per ciò che riguarda il cibo e irritando il mio orgoglio dopo aver sentito le sue critiche, possibile che per amore io debba accontentare lui e non me? Se il tuo compagno non condividesse le tue scelte in cucina cambieresti mestiere?

    1. Ciao Katia, questo è un bel problema!
      Sicuramente non cambierei mestiere, diciamo che ci troviamo a mezza strada e facciamo dei compromessi su quello che ci piace, e cerchiamo di educarci a vicenda su quello che piace all’altro.

  2. I libri che hai citato li ho letti tutti,anzi, ti consiglierei “The cook and the gardener” di Amanda Hesser.
    In questo periodo sto leggendo “Baking chez moi” di Dorie Greenspan,una lettura resa lenta e difficoltosa dal fatto che ogni 3 pagine mi devo fermare per correre a fare una ricetta…
    E ancora , Anna del Conte “Vegetables all’ italiana” o tutti i libri del River Cafè.
    Altri favoriti sono Marcella Hazan “The essential of classic italian cooking ” , Claudia Roden” The book of Jewish food” e tutti, ma proprio tutti, quelli di Simon Hopkinson e Jane Grigson.
    Come non sono proprio recenti ma sono quelli hai quali mia affido di più.

    1. Ciao Carla, ho aggiunto subito Cook and the gardener di Amanda Hesser alla mia lista, mi piace molto come scrive, come descrive i passaggi di una ricetta, sarà uno dei prossimi libri.
      Quanto a Dorie Greenspan, invece, non ho mai letto nulla, la conosco solo indirettamente dai social media, ma questa tendenza a correre in cucina mi fa capire che debba essere un bellissimo libro.
      Mi piace molto anche Jane Grigson, conosco poco Anna del Conte anche se ho preso il suo Risotto with nettles come prossima lettura, ma non conosco per nulla Simon Hopkinson, cosa mi consiglieresti di lui?

      1. Tutto!!!!:-)
        Guarda, da “Roast chicken and other stories” sono anni che si fa la sua chocolate tart, che per noi è diventata LA chocolate tart .
        Comunque potresti iniziare con “The good cook” e ” Simon Hopkinson cook” e poi da lì andare all’indietro a quelli più vecchi.
        Un’ altra autrice alla quale ricorro spesso è anche Tamasin Day-Lewis, il suo “West of Ireland summers” è veramente bello, ma anche “Simply the best” e “Good tempered food”.
        Lei faceva come te, promuoveva le eccellenze locali inglesi, e le sue ricette sono sempre affidabili.
        E poi, la prossima volta che vai in Irlanda, cerca i primi due libri di Avoca Cafè…
        E poi….e poi… farei prima a mandarti via Whatsapp le foto dei miei libri che ad elencarli tutti!!!!
        Ciao e buona giornata

        1. Tu sei responsabile di un incremento notevole della mia which list amazon!
          Siamo stati all’Avoca Café in Irlanda, la prossima volta cercherò i loro libri! grazie per tutti questi spunti!

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