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Una ricetta di famiglia, i bigné di nonna

Nonna Marcella. Se questo blog è quello che è lo devo in gran parte a lei e al suo esempio, alle ricette che mi ha passato in maniera a volte inconsapevole, fin da quando ero piccolina. Parole buttate lì con leggerezza tra un morso e un altro della sua torta di riso, chiacchiere a tavola cercando di spiegarmi perché quel coniglio in umido fosse così tenero e saporito, oppure lei lì, in piedi accanto a me in cucina. All’inizio il mestolo di legno era in mano sua, ed io piccolina a sedere su uno sgabello, ansiosa di poter mescolare l’impasto della torta, ma preoccupata di sbagliare qualcosa.

Poi con gli anni ho preso io in mano il mestolo – sia metaforicamente che nella realtà – ma lei è sempre stata lì accanto, a guardare, osservare, correggere, con le mani che si alzavano impercettibilmente per la voglia di fare, mani poi appoggiate di nuovo giù per farmi imparare, anche sbagliando.

Choux pastries

Mi ha passato ricette sue ma anche ricette che già nascevano con una storia, trasmesse a lei a voce, su foglietti di carta ingialliti e scritti con una calligrafia minuta e perfettamente scolastica, o ritagliate da giornali nei quali riconosci benissimo lo stile di decenni fa. Ogni volta che mi racconta o rispiega una ricetta aggiunge particolari e aneddoti riguardo alla donna importante che sta sempre dietro un piatto, una zia, una parente di nonno del Sud, la moglie di un vicino di casa o una cugina lontana.

Una ricetta non è soltanto una ricetta, è una preziosa chiave di accesso a momenti ormai passati, una formula magica che racchiude tra gli ingredienti pesati storie di matrimoni, lavori in campagna, sotterfugi per superare gli anni della guerra, riunioni di famiglia o piccole vacanze che in quegli anni sembravano viaggi interminabili.

Grandma  Grandma

Ogni volta che mi regala una ricetta, perché di un regalo prezioso si tratta, questa ricetta è corredata di una storia, del suggerimento su quale sia il miglior piatto per servirla, dell’occasione speciale che può essere festeggiata con quella ricetta, di un buffo aneddoto che te la rende indimenticabile, del modo in cui devono essere aggiunti gli ingredienti, quando, come e perché. Ogni ricetta è una pagina del suo libro della vita, qualcosa che mi sta tramandando e che non andrà perduto. Se dovessi trovare uno e un solo motivo per continuare ad aggiornare il blog, oltre al piacere e al divertimento di condividere le ricette con voi, beh sarebbe questo enorme archivio di ricette di famiglia che anno dopo anno si sta formando, un tesoro da conservare anche per mia sorella e gli altri membri della nostra famiglia.

Quando ero piccola di solito scrivevo le ricette che nonna e mamma mi dettavano in un quadernone a quadretti, che tenevo nel cassetto dei canovacci da cucina, macchiato con i primi schizzi dei miei esperimenti in cucina. Ora tutto è più evanescente, parole e immagini qui sul blog, ma bastano pochi minuti per trasformare tutto in realtà di nuovo, in qualcosa con una forma vera, un odore e un sapore – un sapore buono, posso assicurarvi, quando si vanno a provare le ricette di nonna.

Choux pastries

Oggi sono particolarmente orgogliosa di condividere questa ricetta, e vi spiego perché. È di nuovo tempo di Italian Table Talk e come sempre ci siamo sentite per un po’ via e-mail per trovare il tema adatto, fino a che non siamo cadute, felicemente, su questo, un tema senza spazio e senza tempo, senza stagionalità o occasione, ricette di famiglia, quelle ricette che vengono tramandate di generazione in generazione e che, una volta che ci arrivano in mano, devono essere preservate, protette e mantenute vive. Emiko apre questo menu della memoria con il ragù di coniglio della nonna di Marco, Valeria invece ha preparato minestra e fagioli, uno di quei piatti che ti riscaldano l’anima solo a guardarli, e Jasmine ci ha invece regalato un classico, lo spezzatino al pomodoro con patate, piselli e carote di sua nonna. Io ho abbandonato ogni remora e ho chiesto a nonna di insegnarmi i suoi bigné, la ricetta per cui è famosa tra parenti e amici. Nessuna sorpresa che il suo piatto più famoso sia un dolce, visto quanto è golosa.

Non c’è compleanno, Natale, domenica speciale o occasione che deve essere festeggiata senza i bigné. Per rispettare la tradizione di famiglia devono essere riempiti fino all’orlo di crema pasticciera al limone. Quando li mordi la crema esplode, e dovete leccarla dalle dita, cosa completamente ammessa nella mia famiglia. Qualche anno fa ne preparava in quantità incredibili, vassoi e vassoi pieni di bigné, perché tutti erano subito pronti ad un secondo assaggio, ed un terzo… e poi non c’è niente di meglio di un bigné pieno di crema avanzato dal giorno prima per colazione.

Custard Choux pastries

Uno dei motivi che mi rendono fiera di questo post sono le foto di nonna. Di solito scappa di fronte alla macchina fotografica, ma questa volta sono riuscita a convincerla, complice un progetto del corso di fotografia sui ritratti. Alla fine era abbastanza a suo agio, era troppo felice di fare i bigné, cercando nel suo quaderno di ricette, per accorgersi che la stavo fotografando in ogni movimento.

I bigné di nonna, come vedrete dalla ricetta, sono fatti con olio d’oliva anziché burro. Questo per me è il vero sapore dei bigné, perché sono cresciuta con questo inconfondibile aroma, leggermente fruttato, che ben si sposa alla crema al limone con cui li riempiamo sempre. Fateli e capirete perché è impossibile fermarsi al primo assaggio, al secondo e anche al terzo…

4.89 da 9 voti
Bigné
I bigné alla crema di nonna
Preparazione
15 min
Cottura
25 min
Tempo totale
40 min
 
Piatto: Dolce
Cucina: Italiana
Porzioni: 8
Chef: Giulia
Ingredienti
Ingredienti per 8 bigné
  • 50 g di olio extravergine di oliva
  • 100 g di acqua
  • 100 g di farina
  • 3 uova
Ingredienti per la crema pasticciera al limone
  • 500 ml di latte fresco intero
  • Scorza di un limone non trattato
  • 2 uova
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiai colmi di amido di mais
Istruzioni
  1. Cominciamo dal fare la crema pasticciera al limone, così avrà il tempo di raffreddarsi. Metti il latte in un pentolino a scaldare con la scorza del limone e toglilo dal fuoco appena raggiunge il primo bollore.
  2. In un altro pentolino mescola le uova con lo zucchero e l’amido di mais: usa una frusta e cerca di eliminare ogni grumo. Versa a filo il latte caldo sulle uova mescolando continuamente con la frusta per evitare che si cuociano.
  3. Rimetti il pentolino sul fuoco, al minimo, e mescola continuamente con la frusta fino a che non accenna il primo bollore e la crema comincia ad addensarsi. Versa la crema in una ciotola, coprila con la pellicola per alimenti e falla raffreddare.
  4. Adesso facciamo i bigné. Versa olio d'oliva e acqua in un pentolino antiaderente e scaldalo fino a che non accenna il primo bollore. A questo punto versa la farina tutta insieme ed inizia a mescolare vigorosamente con un cucchiaio di legno per tostare la farina, fino a che non si forma una palla di impasto che si staccherà dalle pareti della pentola.
  5. Togli dal fuoco e trasferisci l'impasto in una ciotola per farlo raffreddare leggermente. Dopo qualche minuto aggiungi le uova leggermente sbattute e mescola con le fruste elettriche o una planetaria fino a che non otterrai un impasto liscio, lucido e sodo che fila.
  6. Scalda il forno a 210°C e fodera una teglia con la carta da forno. Con due cucchiai forma delle palline di impasto grandi più o meno come un mandarino, ne dovresti ottenere all'incirca 8, e disponili ben distanziati sulla teglia.
  7. Cuocili in forno caldo per 25 minuti finché non saranno ben gonfi e dorati. Lasciali raffreddare e poi riempili con la crema, usando una sac-a-poche con beccuccio. Spolverali di zucchero a velo e servili subito.

Nonna - Grandma

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This Post Has 62 Comments

  1. Post stupendo! Molto bello il ritratto che hai fatto della tua nonnina e delle vostre tradizioni gastronomiche di famiglia.
    Per inciso, io impazzisco per i bignè e sono della tua stessa scuola: li esigo traboccanti di crema 🙂

    1. Provati subito!!!
      non avrei mai detto che fosse così facile seguire la tua ricetta, anche un impedito come me ha avuto dei bignè perfetti 🙂

  2. Il tuo post è semplicemente splendido e tua nonna pure… quanto mi è mancato avere una nonna che mi insegnasse i segreti della cucina, che mi raccontasse i piccoli grandi aneddoti che si celano dietro una ricetta.
    Invece la mia cucina, per questo, è un po’ senza radici… bisogna fare di necessità virtù, no?
    Però questi bigné all’olio della tua nonna ho una voglia matta di provarli.. perché devono essere semplicemente meravigliosi!

    1. beh anche questo ha giustamente i suoi vantaggi: senza radici vuol dire che stai creando tu tutte le tue tradizioni… pensa a quando racconterai del tuo Saint Honoré?! 🙂


      1. Ciao sono anna rita per la prima volta ho fatto questa meraviglia di bignè per l’onomastico di mio cognato è stata un successo li anno divorati?? Grazie mille per la ricetta♥♥♥

        1. Ciao Anna Rita, che bello! questi bigné sono proprio adatti a festeggiare un evento, vedrai che diventeranno un classico della tua famiglia!

  3. Quanto mi piace questo post, ricco di storia e d’amore…e che bello sapere che sempre più cose ci accomunano: anch’io ho ereditato l’amore per la cucina della tradizione dalla mia nonna del sud ed anch’io ho un ricettario trascritto a mano… un dono prezioso le nonne…io la mia l’ho persa ma ricordo ancora il giorno in cui, mi disse che era ora di iniziare ad imparare…avevo 8 anni e per farmi arrivare ai fuochi mi faceva salire su di un cassettino delle verdure capovolto usato a mo’ di scaletta…oddio Giulia, quanti ricordi mi hai evocato con questo post.
    E poi la dolcezza dello sguardo della Tua nonna mi ha riempito il cuore…basta la smetto!potrei scrivere di nonne ancora a lungo…
    Antonella

  4. Juls come sei fortunata ad avere ancora una nonna così in gamba accanto a te! intanto tua nonna è uno spettacolo, ispira dolcezza ma ha ancora uno sguardo vispo e complicemente tenero. e questi bignè, questi bignèèèèèè!!! mi fanno venire voglia di mordere lo schermo! questi sono i dolci che piacciono a me, quelli che sanno di casa, di forno, di crema, di buono, di semplicità, di storie e di famiglia.

  5. stupende le foto, incredibile la sensazione ceh il tuo post, racconto trasmette..
    sa di casa, di famiglia.. caldo ed avvolgete
    e questi bignè sono da paura!
    buonissimi


  6. Cara Giulia, che bellissimo post! Le ricette di famiglia, quelle tramandate di generazione in generazione, riscaldano il cuore. Che fortuna avere la nonna accanto a te, non so che cosa darei per poter cucinare con la mia nonna oggi. Ricordo i sapori dei suoi piatti ma a volte sono invasa dalla tristezza perché non sono capace di riprodurli. Un abbraccio a te e alla tua splendida nonna.

  7. Sono racconti come questi, che mi fanno pensare con orgoglio di essere cresciuta con le mie nonne.
    Fanno pensare ai momenti felici, in cucina e non
    Un sentito grazie alla tua carissima Nonna
    Ciao
    Isabel
    PS i bignè li proverò senz’altro

  8. Ma tua nonna è bellissima!!!!
    Ohmmioddio mi pare già come di conoscerla da una vita!
    Che meraviglia, che meraviglia, che meraviglia Giulia!
    (grazie ragazze per la ricetta, e un bacetto a tutte e due! ;))

  9. Ma tu usi un’arma segreta: la nonna 🙂
    Il tuo quadernone mi ha ricordato i fogli volanti di mia madre. Tutti trascritti a mano e conservati in maniera semi ordinata in un grazioso raccoglitore a fogli. La ricetta più ricca di ricordi e ditate era per noi quella dello strudel.

  10. che bella la tua Nonna e da come ne parli in questo post e in altri, cosi come nel tuo primo libro, si capisce che avete un rapporto davvero meraviglioso. e mi trasmette sensazioni cosi calde e dolci..!!! io ho vissuto per 32 anni insieme a mia nonna e nonostante non fosse una super cuoca aveva quelle poche ricette che però erano solo sue e le riuscivano cosi bene! erano ricette semplici, veloci, ma fatte con tanto amore, pazienza e “lentezza”, perchè la caratteristica della mia nonnina era la lentezza. però purtroppo è morta cosi all’improvviso che nonostante la loro semplicità non sono riuscita a farmi spiegare alcuni dei piccoli segreti delle sua ricette e cosi a volte cerco di mettermi li a pensare per cercare di ricordare, ma non è semplice. credo che i nonni siano davvero un bene preziosissimo. grazie per questo post, Angela.

  11. Che bella la tua nonna Giulia….mi ha fatto venire le lacrime agli occhi perchè mi ricorda la mia mamma, nonchè nonna di Vale…..
    Che meraviglia poter fare questa raccolta di famiglia, fai proprio bene!! Rimpiango di non aver cominciato anch’io molto prima.
    Siete bellissime, dalle un bacio da parte mia.
    Franci


  12. Ma quanto è bella tua nonna? Io che le mie non le ho mai conosciute ho una sana invidia per questo rapporto stupendo, profondo e unico. Ha uno sguardo dolce e mani forti. Un abbraccio a due donne stupende…..

  13. Non so perchè, ma questo post mi ha commossa. Sarà per le foto della nonna, perchè penso che tu sia fortunata ad averla ancora, perchè ha un viso dolce che mi ricorda quello della mia … non lo so ma ho le lacrime agli occhi. Bellissimo post, grazie.

  14. è possibile richiedere una ricetta? io sto cercando quella del pan co’ santi, da buona senese. So che tu non sei di Siena e che le tradizioni sono tante nelle nostre zone, ma tentar non nuoce! 🙂


  15. Questo post è teneramente stupendo…il tuo blog è bellissimo! pensa che sto raccogliendo le idee e i testi proprio per farne uno basato proprio sulle ricette della mia bisnonna…alternando ricette e ricordi

  16. E’la prima volta che scrivo qui, ma ti seguo spesso e da un bel pò. Questo post mi ha fatto venire una grande nostalgia dei miei nonni (oltre all’acquolina, che oramai è scontata). Grazie ed in bocca al lupo per la tua passione, continua ad inseguirla!

  17. io ho la mia ricetta del cuore per i bignè ma … come al solito tu con i tuoi post le tue parole e le tue foto … e stavolta nonna Marcella mi ha definitivamente conquistata…proverò i suoi bignè!!!!
    un forte abbraccio
    dida

  18. Ciao!!! Ho scoperto per caso il tuo blog e me ne sono innamorata all’istante.. Proverò sicuramente questi bignè, nel frattempo ti ho “rubato” un bel po’ di ricette.. Grazie e complimenti ancora!!! 🙂

  19. Leggo e mi rivedo nelle tue parole. Sono cresciuta anche io guardando la mia nonna cucinare (anche se non è questa la sua grande passione, lei vive per la sua Singer da cui non si separa mai!). Questo post mi ha fatto tornare bambina, e mi ha messo una voglia enorme di provare i tuoi bigné! Lo farò nei prossimi giorni. Intanto, complimenti a te e anche alla tua nonna!! Notte 😉


  20. I tuoi post sono tutti bellissimi…ma quando parli della tua famiglia, delle tradizioni, di tua nonna (proprio come nel libro che mi hai autografata l’anno scorso)si sente tutto l’amore che hai per la cucina…questi bignè devono essere fantastici…non ho mai provato a farli…ma queste foto bellissime e le tue parole mi hanno convinta….bellissime le foto che hai fatto alla tua nonna…bellissime….

  21. Ammetto la mia ignoranza in materia.. ma una volta cotti, per essere farciti basta una sac à poche? Cioè lo “spazio vuoto” dentro il bignè per la crema si forma da solo durante la cottura? Oppure devo tagliarli a metà? Grazie e complimenti alla dolcissima nonna!! 🙂

    1. Esatto Eli, se vengono come dovrebbero lo spazio vuoto si formerà da solo in cottura, quindi una sac-a-poche con beccuccio rigido dovrebbe essere più che sufficiente!

  22. Grazie, grazie, grazie! Ho gli occhi lucidi per aver sfornato i miei primi bigné! Sicome ho sempre la fortuna del principante (la prima volta che faccio qualcosa mi viene bene, le altre non sempre) ho fatto subito dose doppia…8 bigné mi sembravano pochi, anche perché credevo venissero tipo quelli del supermercato… La prima infornata ne sono usciti 9, ho tremato quando ho visto l’impasto spiattellato…ma poi cresceva cresceva e meraviglia! Favolosi, semplicissimi… Alla fine me ne sono usciti 30, ma l’ultima infornata li ho fatti volutamente piccolini… Grazie di cuore, ti adoro (e anche tua nonna!)

    1. Ciao Sara! tu mi fai commuovere, altro che! effettivamente il momento ‘bigné spiattellati’ lo temo sempre anche io, poi li vedi lì che crescono crescono crescono e ti si riempie il cuore di meraviglia! Vedrai che verranno bene ogni volta, sempre meglio!
      Un abbraccio

  23. I miei primi bignè!!!!!!!! Riuscitissimi, devo dire, quindi.. grazieeeeeeeee!!! Unico neo: ho imparato a mie spese che se vengono riempiti con la crema e lasciati in frigo per alcune ore si ammosciano!! 🙁

    1. Sì Eli, la cosa migliore è riempirli poco prima di servirli per evitare che si ammoscino. E conservali chiusi in una scatola di latta o in un contenitore ermetico fino a che non li riempi, non in frigo!


  24. Ciao!

    Colpita da questo bellissimo articolo, trovato per caso, e dal dolce racconto dedicato a tua nonna, non potevo esimermi dal provare la vostra ricetta di famiglia… I bignè sono venuti perfetti, delicatamente deliziosi! Complimenti a nonna, il cui ritratto trovo commuovente, e a te, per questo tuo meraviglioso blog e questo tuo modo così bello di raccontare esperienze e ricordi. Grazie della ricetta (finita per sempre anche nel mio, di quaderno)!

    1. Ciao Lucia, grazie per questo tuo messaggio, mi hai fatto tornare su una ricetta e un racconto a cui tengo davvero tanto.
      Io e mia nonna siamo orgogliose che la ricetta sia finita anche nel tuo quaderno!
      Un abbraccio!


  25. Davvero un successone! Oggi ho voluto provare questa ricetta che mi ispirava soprattutto per la tradizione familiare che c’è dietro in occasione di un pranzo di famiglia. Come tutte le prime volte ho sbagliato qualcosa nella crema nel raddoppiare le dosi ma la forma del bignè da manuale mi ha fatto guadagnare tanti punti. Inutile dire che la dovrò riprovare per tanti altri parenti e amici!!!!

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