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La ricciolina badenga del Monte Amiata: bòna come un peccato grave

La ricciolina badenga, un dolce di pastafrolla con Nutella, meringa e noci, che è siuramente valso un viaggio verso il Monte Amiata.

Guidare verso sud in Toscana per me che abito al confine tra la provincia di Siena e Firenze significa attraversare uno degli scenari più mozzafiato del pianeta, la Valdorcia e le Crete Senesi, la campagna che l’Unesco ha iscritto nel Patrimonio dell’Umanità. I profili delle colline sono conosciuti in tutto il mondo, come quel gruppettino di cipressi in cima ad una collinetta che sembrano messi lì apposta per ispirare fotografi e sognatori.

Pienza, Bagno Vignoni, San Quirico d’Orcia… terre di formaggio, di terme e di paesaggi morbidi, e poi Montalcino, conosciuta in tutto il mondo anche dai meno esperti per il suo vino, ma anche per l’olio, la vista che si allunga verso un orizzonte di colline e un’abbazia poco fuori il paese dove l’aria vibra ancora di misticismo e canti gregoriani.

  

Guidare verso sud significa avere un punto di riferimento lontano, il Monte Amiata, antichissimo vulcano adesso spento che domina le vallate circostanti, la Valdorcia, il lago di Bolsena, il Chianti e la piana della Maremma. Nei giorni più tersi si può vedere anche da Siena e da casa mia, coperto di boschi di castagni e faggi. Monte con un passato di fuoco, adesso ha l’acqua come ricchezza principale, tanto che da lì l’Acquedotto del Fiora copre tutta la Toscana Meridionale e l’alto Lazio.

Fino a pochi anni fa l’Amiata era nota soprattutto per il turismo invernale, essendo la più importante stazione sciistica della Toscana meridionale con i suoi impianti di risalita e i suoi rifugi. Adesso è apprezzata soprattutto per l’aria pura, il verde, le sorgenti termali che la circondano ed una gastronomia schietta e di carattere.

La meta del nostro viaggio verso Sud era Piancastagnaio. Piancastagnaio è dominato dalla Rocca Aldobrandesca, sulla quale vi consiglio di salire per fare un giro delle mura e vedere tutto il paese che si distende sotto, con i tetti rossi, la torre dell’orologio e il fumo dei camini che dipingono uno scenario da paese di montagna di una volta, genuino e vero. Come fa ben intuire il nome, le castagne sono un elemento dominante della gastronomia locale, celebrate ogni anno nella famosa festa del crastatone.

Piancastagnaio è il paese di origine di Paolo, marito della famosa Laura della Sacher Torte, nonché figlia della Rita della pinolata senese e mia migliore amica. Da oggi sarà anche la Laura della Ricciolina della suocera, il dolce per il quale abbiamo fatto questa gita fuori porta!

Una prima precisazione, prima di sollevare le ire di paesi confinanti ma separati da accesa e colorita rivalità come succede sempre in Italia, la ricciolina è un dolce badengo, tipico di Abbadia San Salvatore e non di Piancastagnaio. Non me ne vogliano dunque i puristi se la ricetta viene da una signora di Piancastagnaio, io credo che una fetta di frolla ripiena di crema di cioccolato – oggi da tutti sostituita con la Nutella – possa mettere d’accordo anche i nemici più agguerriti.

La ricciolina racchiude in due strati di frolla – insieme alla Nutella –  una bella manciata di frutta secca, tanto per renderlo ancora più diabolicamente buono. Visto l’uso della Nutella la prima cosa che viene in mente è di mettere la nocciole, ma c’è anche chi mette mandorle o noci. Io ho scelto le noci.

Le noci sono infatti molto apprezzate nella preparazione dei dolci in Toscana, il loro uso risale molto indietro nel tempo, si perde negli anni in cui miti e leggende facevano parte del sentire quotidiano. Nonostante l’amore per questo tipo di frutta secca, ricca e calorosa, il rapporto con gli alberi di noce è sempre stato improntato al rispetto e al timore. Si pensava infatti che le streghe scegliessero proprio questi alberi come rifugio: ogni volta che i viandanti trovavano un albero di noce con una spaccatura nel tronco, lo evitavano nei loro percorsi per non svegliare la strega che vi riposava dentro.

Dolce di montagna, dunque, una frolla rustica e tradizionale con al suo interno uno spesso strato di Nutella e frutta secca, è coperto da uno sbuffo delicato di meringa, sulla quale si disegnano tanti ghirigori di cioccolato, dai quali la torta prende appunto il nome. Credo che per raccontarla bene basti la definizione data da un mio amico dell’Amiata: bòna come un peccato grave.

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La ricciolina amiatina

Porzioni 8

Ingredienti

  • 300 g di farina 00 biologica
  • 150 g di zucchero
  • 150 g di burro
  • 1 bustina di lievito per dolci, circa 17 g
  • 1 pizzico di sale
  • 3 uova, 1 intero + 2 tuorli, ma non gettare gli albumi che serviranno per la meringa
  • 400 g di Nutella, praticamente un vasetto di quelli classici
  • 80 g di noci, o mandorle, o nocciole

Per la meringa

  • 2 chiare
  • 4 cucchiai di zucchero

Istruzioni

  • Metti la farina a fontana su una spianatoia e fai una fossetta nel centro. Lì metti lo zucchero, il lievito per dolci, un pizzico di sale e il burro a temperatura ambiente a pezzettini.
  • Lavora velocemente con le mani la farine con il burro, in modo da formare un impasto bricioloso, che assomiglierà al parmigiano grattato.
  • Sbatti un uovo intero con due tuorli per qualche secondo con una forchetta in un piatto, versale sulle briciole e con le mani compatta l’impasto, stendilo tra due fogli di carta da forno e lascialo raffreddare in frigo per almeno un’ora.
  • Dividi l'impasto in due parti uguali: stendine una parte per ricoprire la base di una teglia rotonda da 24 cm di diametro, poi spalma metà della Nutella sulla base e cospargi le noci tritate sulla Nutella.
  • Stendi anche la seconda parte della pastafrolla in un disco abbastanza grande da ricoprire la torta. Premi i bordi per sigillare la torta e cuoci in forno caldo a 180°C per 40 minuti.
  • Verso la fine della cottura della torta monta gli albumi a neve ben soda e poi aggiungi gradualmente, sempre montando, i 4 cucchiai di zucchero, continuando a montare le chiare finché non verrà una meringa soda e lucida.
  • Trascorsi i 40 minuti, quando la torta sarà dorata, toglila dal forno e con una spatola stendi la meringa sulla torta, aiutandoti con un lato della spatola o il dorso di un cucchiaio per dargli la forma e creare qualche sbuffo di meringa.
  • Mescola la Nutella per scaldarla e poi falla scendere a filo sulla meringa, e con una forchetta mescola delicatamente meringa e Nutella per formare dei ghirigori.
  • Rimetti la torta in forno per 2 minuti, e appena la meringa si solidifica in superficie toglila dal forno e lasciala raffreddare completamente prima di affettarla.
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… ma guarda che combinazione, proprio oggi è il World Nutella Day, organizzato da Sara di Ms Adventures in Italy e Michelle di Bleeding Espresso. Quindi direi che la ricetta della ricciolina amiatina casca proprio a fagiolo!

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This Post Has 46 Comments
  1. Non sapevo del Nutella Day ma certo non ho scuse per..abusarne come mio solito 🙂
    E questo dolce vale tutti i peccati del mondo…


  2. A Ottobre dell’anno scorso ho girato per la Valdorcia, zona meravigliosa! Le tue foto mi hanno riportato indietro nel tempo, ai quei momenti di serenità itinerante, alla ricerca del buon cibo e del buon vino, soprattutto dei bellissimi scorci da immortalare.

    Che dire della torta, ho in casa un uomo che mi ha già chiesto di provarla!!!

    Buona Domenica
    Kafcia

  3. che posti magnifici, ci sono stata parecchie volte, per non parlare del vino, dei formaggi ecc.
    Da mozzafiato anche questa torta.
    un bacione
    sabina

  4. Stupende quelle foto, come sono stupendi quei paesaggi! Adoro la Toscana e quando l’ho girata un po’ non sono arrivata fino all’Amiata purtroppo.
    Questa torta è da svenimento soprattutto se la si legge la domenica dal lavoro… 🙁
    Sostituendo la Nutella con un’altra crema alle nocciole che preferisco mi sa che la dovrò provare.
    Ciao, buona domenica, Silvia.

  5. Del Nutella day non sapevo, ma sta torta eccome se la conosco, e grazie proprio ad un amico del Vivo d’Orcia che non perde occasione di portarcela quando viene a trovarci. Si potrebbe fare carte false per una fetta, ti do ragione, e quella copertura così sfacciatamente ammiccante, ti invita a peccare e peccare e peccare ancora.
    La Val d’Orcia e’ la mia zona Toscana preferita senza discussioni. Ti mando una bacio…ma sei tornata? Pat


  6. Che bello leggerti: un po’ alla gola ma anche allo spirito! certi racconti così ben fatti sono un piacere!Tutti i posti così sapientemente descritti li ho percorsi, goduti e gustati a Natale e le tue parole sono una rappresentazione perfetta di tutti i pensieri che il bel paesaggio stimola al ‘viandante’ che non è abituato a certi sfondi!La ricciolina è veramente invitante, ma al momento la novità della neve a roma non rende l’uscita per la spesa una cosa ‘disinvolta’. A presto Laura

  7. Bellissime queste foto!Il monte Amiata nei miei ricordi lo associo sempre ai picnic estivi fatti con i miei zii e le mie cugine che trascorrevano lì le loro vacanze!
    Questa torta è stupenda a vedersi e scometto sia altrettanto buona.
    Buona domenica!


  8. No, svegliarsi la mattina, aprire bloglovin e trovarsi questa torta no! Mi hai ucciso! 🙂 boooonaaaaa!!!!
    Sono felice di leggere il tuo blog, è squisito! Anche io sono toscana! Una sancascianese di preciso, trasferita a Milano (ma ancora per poco spero)! A molto molto presto!
    Claudia

    http://petitecuilliere.blogspot.com/

  9. Vabbè, che dire, questo dolce dev’essere di un godurioso pazzasco.. sarà mica fuori legge???
    Che paesaggi incantevoli, bel reportage!

  10. Ci credi se ti dico che non ne avevo mai sentito parlare? Giuro, mai conosciuta e mai avuta la preziosa occasione di poterla assaggiare… Sarà che dalle pendici del Monte Amiata ci passo in direzione del mare, ma non ci sono mai stata. Ecco, questo sì che è un peccato.
    I tuoi reportage fanno sempre venir voglia di saltare in macchina all’istante… 🙂
    Buona domenica tesoro e buon World Nutella Day (che mannaggia a me, ho perso pure quest’anno…)!

  11. Bòna come un peccato grave mi fa morire! Bella è bella, e poi che dire, si sposa perfettamente con l’immagine montano-bucolica, e vale di sicuro la scampagnata! Buona domenica cioccolatosa 🙂

  12. Conosco bene la zona delle crete senesi, ci sono stata diverse volte… una zona mozzafiato, paesaggi da cartolina, atmosfere uniche!
    conosco meno la zona del Monte Amiata, ma dev’essere altrettanto affascinante…
    Lo credo bene che vale un viaggio questa ricciolina…golosissima!

  13. Non sono mai stata in Toscana ma più seguo il tuo blog e sbircio tra le tue foto e più la voglia di fare un viaggio per scoprila aumenta. Già mi vedo in giro in macchina col caldo sole della primavera a perdermi per quelle stradine. Intanto mi accontento di gustarne un pezzettino con questa ricetta deliziosa e ricca di ingredienti che adoro come nocciole, noci e nutella. La metto tra le ricette da provare subito.

  14. ma daiiii! Il paese del nonno di mio amrito è Castell’azzara che sta vicinissimo a Piancastagnaio e tutte queste zone che hai visitato tu! e a questo punto mi chiedo: perchè io non ho mai assaggiato questo dolce??ti sembra possibile??E? ingiusto! A parte rifarlo io (che lo farò)…mi mandi il nome o un riferimento di un posto dove possano comprarmelo??Giuro che la prossima volta me lo faccio mandare!!!

    1. Caris, mi dicono da fonti molto attendibili che si trova inq ualsiasi pasticceria e forno, un po’ come il Panforte a Siena… ma vedrai che se chiedi ad un locale saprà sicuramente quale è il suo posto preferito per comprarla! fammi sapere poi, che magari integro il post con il suggerimento di dove l’hai presa! baci

  15. Ah, il Monte Amiata, Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore… ci ho fatto i campionamenti per la tesi!! Io e il mio crudele relatore a raccogliere licheni sull’Amiata. La cima deturpata dai ripetitori è peccato grave, molto più che addentare questa torta stupenda…

  16. Siamo stati sul punto di comprare un vecchio casale a Cinigiano, sicche’…Non ti senti un po’ in colpa ad attentare alla nostra virtu’ inducendoci ad un simile peccato?

  17. Ma che goduria! Complimenti per le foto, il reportage e le ricette divine della Toscana..viene voglia di prenotare subito un viaggio.
    Saluti da una freddosissssima Bolzano! 🙂

  18. giulietta mia bella, oh mia ricciolina preferita, quante cose favolose mi posti? (io sto qui che le voglio provare tutte, e lo farò! anzi per questa mi sa che la cosiddetta nutella me la faccio da me, da quando ho scovato la ricetta questo piacere non me lo toglie nessuno! ;-))
    Io devo ringraziarti ad ogni post. Son sempre più belli. Un giorno ci facciamo un giretto in macchina insieme: marche, toscana o basilicata. Oppure tutte e tre, piano piano. Un abbraccio grande. Alla vaniglia! 🙂
    r.

  19. AAAH Juls quanto mi perdo nelle tue foto di colline, paesini, vulcani spenti e storie di vita. Come le racconti tu, non le racconta nessuno,si vede che ami la tua terra. Ma te l’avevo già detta questa cosa forse!? 🙂
    So un pò rinco, ma la torta non me la scordo mica! stai tranquilla che una simile golosità va replicata al più presto anche in quel di Roma. Un bacio grande e buona settimana

  20. Oh my!!! Grazie per questa ricetta…paradisiaca! Fai un giro di ringraziamenti da parte mia a tutti quelli che hanno permesso che sia qui!!
    Meraviglia!

  21. Quel giorno c’era freddo sulla cima dell’Amiata, ma credo che oggi ci sia ancora più freddo!!! E e la zuppa di castagne starà andando a ruba…

  22. Mia cara, sai che sabato volevo mandarti un sms? Poi mi sono trattenuta, per timore di essere indiscreta, ma te lo scrivo qui: ero alla FNAC e cosa vedo tra Jamie e Gordon? Un titolo che mi sembra di conoscere e un nome che riconosco definitivamente… e poi foto bellissime, ricette stupende… e mi sono emozionata e poi commossa. Sapevo che avevi scritto un libro, ma vederlo in libreria è un’altra cosa, mi è venuta in mente una serata lontana in cui mi dicesti “il tuo blog è uno dei primi che ho letto, anche quando non ne avevo uno mio” e M. tornando a casa mi disse “quanto è gentile quella ragazza, un vero tesoro”… ne hai fatta di strada da quella fettunta, mia cara Giulia, e toccarlo con mano mi ha dato un brivido… avevo voglia di mostrare il tuo libro a tutti e dire “Guardate quanto è bello, lo ha scritto una mia amica, io la conosco e ha un blog bellissimo, dovete comprarlo”… ma poi, sai com’è, ne era rimasta una copia sola e l’egoismo ha prevalso. E poi per come stavo latrando, sinceramente, non era il caso di farmi notare. Mi sono asciugata gli occhi e sono uscita dignitosamente, con la mia copia sotto braccio….

  23. Queste foto sono bellissime…..soprattutto i tetti…no lo scorcio con l’insegna in ferro battuto…. no la curva che sale verso il monte,…no la montagna presa solo di striscio dal sole…..o mammma ..e la ricciolina….bona, bona, bona…..Questo post è mozzafiato……corro a comprare la nutella…con questo freddo gli zuccheri servono!!!!!!!!! P.s. concordo con il post di Serena sul tuo libro….correte in libreria….è BELLISSIMO!!!!!!!!!!!! bACIIIIIII

  24. La definizione di peccato grave mi sembra calzi a pennello!! Io, dal canto mio, appena ho visto l’immagine avrei voluto poterci infilare un dito dentro!! é una golosità incredibile!
    Già che son qua volevo invitarti a partecipare al 1° Food Contest di Donna In che si chiama Sfizia&Delizia. E’ un contest divertente e i primi classificati vinceranno dei bei premi con cui cucinare tante ricette sfiziose. Se ti va, ti aspettiamo!
    http://www.donna-in.com/2012/02/1-food-contest-di-donna-in-sfizia-delizia/

  25. Che Foto bellissime! anche a me come ad Elena piace tantissimo la foto con l’insegna in ferro battuto ma quella della torta non è da meno! e cmq che piacere che è sempre leggere i tuoi post! Grazie di condivere le tue emozioni con noi, ogni cosa che ci presenti sia essa una torta o un paesaggio hanno sempre una luce unica!!!!

  26. Più guardo le tue foto e più non vedo l’ora che arrivi settembre per tornare a Chianciano e fare tutte le gite nei dintorni che mi piacciono tanto!
    PS Questo dolce mi ha fatto aumentare la salivazione solo a guardarlo 6 secondi in foto!!!

  27. Cara Giulia
    complimenti, hai scelto un itinerario meraviglioso!!
    Un luogo più bello dell’altro con un qualcosa di magico, e poi l’abbazia di Sant’Antimo
    solo lei vale la pena del viaggio!!
    Tanti saluti da una tua affezionata lettrice.
    Vale

  28. grazie per condividere ogni volta cotante meraviglie paesaggistiche e alimentari: l’itinerario è stupendo e la torta me la mangerei tutta!

  29. Che bellezza che è per me badenga d.o.c. scoprire questo meraviglioso post dedicato alla nostra Bonissima Ricciolina!! Grazie per aver divulgato questa delizia (anche se la ricetta data dalla pianese…. :D) e grazie per aver scritto queste bellissime cose del mio amato Monte Amiata!
    Torna presto a trovarci!

    1. oh, che soddisfazione! eh sì, è una bella soddisfazione che la ricciolina sia apprezzata proprio a una badenga dop! spero davvero di tornare presto, un abbraccio e buon weekend


  30. è da quando avevo un mese che ogni estate vado ad Abbadia..quindi 42 anni di fila……. anche se sono di roma il mio cuore è lì…..Credetemi la ricciolina è davvero buona ma anche il salame dolce abbadengo non è da meno…per chi va da quelle parti,provi anche il biscotto con l’anice salato… io l’adoro…..ma che dire. li ha tutto un’altro sapore, anche la semplice pizzetta rossa……

    1. sono per metà badenga doc anche se nata e residente a milano! cercavo la ricetta della ciaccia rossa e sono finita qui a sognare la ricciolina! per cui chiedo: la ricetta della ciaccia rossa qualcuno ce l’ha? comunque ogni volta che vado ad abbadia compro ricciolina e il salame del re-una sorta di rotolo di pan di spagna bagnato nel liquore con cioccolato- nel panificio sulla famosa via degli ortefossi, la strada principale, vicino all hotel italia.

  31. Una ricetta davvero golosa… mi piacerebbe provarla prima o poi ma temo di finirla tutta in un giorno. La nutella è una droga, ma le noci e le mandorle non sono da meno!

I commenti sono chiusi.

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