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Le albicocche sciroppate e i miei podcast preferiti

I have a dream.

Sì, ho un sogno, e profuma di frutta matura. Sogno un frutteto sotto casa.

Qualche anno fa, tra i nostri olivi, abbiamo piantato anche una dozzina di alberi da frutto, specie locali e varietà antiche, investendo in speranza e pazienza. Sono passati già tre anni, e ancora gli alberi sono piccoli, e ci regalano – se tutto va bene – due o tre frutti ogni estate.

Forse un giorno i miei figli proveranno il lusso di camminare tra alberi carichi di frutta, tra il ronzio delle api e il profumo di confettura. Potranno allungare una mano e cogliere una pesca, dargli un morso e sentire il calore del sole che si scioglie nella polpa succosa. Per ora, però, quello che possiamo fare è controllare i progressi di ogni singolo ramoscello, facendo il tifo per le pere e le mele che provano a spuntare tra le foglie.

albicocche albicocche

albicocche albicocche

Poi ci sono due albicocchi.

Non so quando siano stati piantati, ma me li ricordo lì, sul confine, da sempre. Sono alberi alti, che fanno un’ombra consistente. Ad anni alterni si riempiono di albicocche, tanto da assumere una sfumatura aranciata se li guardi da lontano. 

Quando è l’anno buono, babbo si attrezza con gli spaventapasseri per tener lontani gli storni e mamma inizia a mettere da parte le cassette di legno quando fa la spesa al mercato. Le albicocche maturano tutte insieme, quindi da un giorno all’altro ci troviamo con decine di cassette piene di frutti, ancora sodi, tiepidi per il sole estivo. Albicocche dolci e asprigne nello stesso tempo, il simbolo di un’estate giovane e innocente.

albicocche

albicocche albicocche

Ci facciamo la confettura, le albicocche sciroppate. Le essicchiamo. Ma soprattutto le regaliamo, a cassette.

Quest’anno ho lasciato a mamma il grosso del lavoro, e io ho fatto solo un po’ di confettura per le crostate invernali e qualche vasetto di albicocche sciroppate. Per la confettura, ho seguito questa vecchia ricetta (sostituendo il cardamomo con la lavanda), mentre per le albicocche sciroppate, ecco qua la ricetta.

Albicocche Sciroppate

Albicocche sciroppate

Vuole qualcosa da mangiare? Qualcosa da mordicchiare. Albicocche dentro il miele? Perché le fanno nessuno lo sa, visto che smettono di sapere di albicocca e prendono il sapore del miele e se uno vuole il miele va a comprarsi il miele, invece delle albicocche al miele. Ma comunque eccole qui, sono sue se vuole! 

Ogni volta che penso alle albicocche sciroppate, mi viene in mente questa scena di Notting Hill dove un imbranatissimo Hugh Grant prova a offrire a Julia Roberts delle albicocche conservate nel miele. In quel caso, tutto quello che si sente è miele, mentre nel caso delle albicocche sciroppate si conserva integro il sapore asprigno di inizio estate delle albicocche. 

Le albicocche, velocemente scottate, si conservano in uno sciroppo di acqua, zucchero e scorza di limone. È ancora più veloce e immediato del fare una confettura, e devo ammettere che in dispensa questi sono tra i barattoli più belli.

Come si mangiano?

In inverno su uno yogurt insieme a un po’ di frutta secca – soprattutto pistacchi -, ma anche come decorazione di una crostata alla crema. Sono buone da sole, servite su un piattino con posate in argento come fine pasto elegante, ma anche sistemate in bilico su un crostino, con un po’ di formaggio di capra, timo e pepe nero, come aperitivo.

Albicocche Sciroppate

 

Albicocche Sciroppate
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Albicocche sciroppate

Le albicocche, immerse in uno sciroppo dal leggero gusto di limone, conservano intatta la consistenza e il gusto, allo stempo tempo dolce e acidulo.
Portata Conserva
Cucina Italiana
Keyword albicocche, frutta sciroppata
Preparazione 10 minuti
Cottura 10 minuti
Porzioni 2 vasetti

Ingredienti

  • 1 kg di albicocche, non troppo mature
  • 800 ml di acqua
  • 400 g di zucchero
  • 1 limone non trattato

Istruzioni

  • Lavate le albicocche, tagliatele a metà e togliete il nocciolo.
  • In una casseruola, versate l’acqua e lo zucchero, poi aggiungete la scorza di limone tagliata con un pelapatate. Mettere la casseruola sul fuoco e fate cuocere finché lo zucchero non si sarà completamente sciolto, trasformandosi in uno sciroppo.
  • Sistemate le albicocche in due o tre vasi capienti, riempiendoli e lasciando due dita dal coperchio. Sistematele in modo da riempire tutti gli spazi.
  • Versate lo sciroppo ancora caldo sulle albicocche. Attendete circa mezz’ora prima di chiudere i barattoli, per vedere se ci fosse bisogno di versare altro sciroppo.
  • Per la conservazione delle albicocche, sistemate i barattoli in una pentola capiente e copriteli di acqua. Portate a ebollizione e fate bollire l’acqua per circa 20 minuti, poi spegnete e lasciateli raffreddare completamente prima di toglierli.
  • Si conservano in dispensa per più di un anno.
Hai provato questa ricetta?Ci piace vedere tutte le tue creazioni su Instagram, Facebook & Twitter! Scatta una foto e condividila taggando @julskitchen e usando l’hashtag #myseasonaltable!

Il mondo dei podcast

Appena entrata in cucina ho appoggiato la cassetta sul tavolo, e prima ancora di prendere tagliere e coltello per iniziare a preparare le albicocche, ho preso il telefono e ho scorso le puntate recenti dei podcast che più mi piacciono per decidere cosa ascoltare. Oramai da qualche anno l’ascolto dei podcast è diventata un’abitudine quando sono in macchina, quando sono a camminare o in palestra, e quando sono in cucina, alle prese con attività ripetitive come snocciolare le ciliegie, o le albicocche, o pulire fave e carciofi in primavera.

Dopo anni di ascolti, a febbraio Tommaso mi ha finalmente convinta a lanciare il nostro podcast, Cooking with an Italian Accent, che ha ormai 15 episodi all’attivo. Ad ogni puntata impariamo a gestire meglio questo nuovo strumento: il montaggio e i microfoni lui, i tempi e la voce io. L’accento è sempre quello, spiccatamente italiano anche se il podcast è in inglese, ma dopo tutto è proprio questo che ci caratterizza.

Quando lo abbiamo lanciato, a febbraio, ci siamo fatti prendere dall’entusiasmo della novità, quindi ora, nel pieno dell’estate, quando le occasioni per dedicare un po’ di tempo all’ascolto di un nuovo episodio non mancano, ho pensato di darti qualche dettaglio in più sul favoloso mondo dei podcast.

Cosa è un podcast?

I podcast sono episodi di un programma disponibili su internet. Pensa alla radio e alle trasmissioni che più ti piacciono: con i podcast hai la possibilità di ascoltare gli episodi quando vuoi, dove vuoi. Sono come articoli di un blog, ma letti: con racconti, interviste… sono un modo per tenersi informati, per imparare e divertirsi.

Dove si ascolta?

Per ascoltare un podcast generalmente serve un programma o una app per riproduzione audio (Music player). Quelle dedicate ai podcast danno anche la possibilità di ricercare all’interno di tutto il catalogo dei podcast disponibili in base a parole chiave, e di iscriversi gratuitamente per non perdere nessun episodio dei podcast che più ci piacciono. In questo modo, le app diventano aggregatori, lo strumento principale dedicato ai Podcast.

I principali programmi/app sono: Apple Podcast per Apple, Google Podcasts per Android, Spotify per tutte le piattaforme (mobile+desktop).

I miei podcast preferiti legati al cibo

Ormai esistono podcast sugli argomenti più svariati, dall’attualità alla politica, dal giardinaggio alla filosofia, dalla creatività e imprenditorialità femminile alla fotografia. Proprio come su un blog, si impara a riconoscere la voce e lo stile di ogni singolo podcast, ci si affeziona a chi senti parlare lì, accanto a te, in una dimensione privata e intima. Si ride e ci si commuove, e con alcuni podcast ti ritrovi affamato, con la voglia di cucinare un barbecue o impastare una pizza mentre sei fermo nel traffico. 

Pare che i podcast saranno la “rivelazione” del 2020.

Per me sono già una piacevole abitudine da qualche anno, un momento di informazione e intrattenimento che scelgo, che mi permette di essere intenzionale e concentrata, ma anche di passare momenti spensierati e di dimenticarmi dei chilometri percorsi sul tapis roulant. Avevo in mente da anni questo post, e finalmente, di risposta alle richieste arrivate via email e su Instagram, ecco i miei podcast preferiti legati al cibo. Quali sono i tuoi?

The BBC Food Programme

Il primo podcast che ho ascoltato, quello che ogni volta mi lascia stupita, incuriosita, affamata, con qualcosa in più. Sheila Dillon e Dan Saladino ti portano in giro per l’Inghilterra e il mondo, parlano con chef, produttori e autori di libri di cucina, sempre con un approccio fresco, investigativo, mai scontato. Poi, qui si parla di un programma della BBC, quindi inutile dire che l’audio e gli effetti sonori sono da Oscar. Ascoltalo qui.

Inizia con:

Radio Cherry Bombe

Cherry Bombe è un magazine che celebra le donne e il cibo. Il podcast non è da meno. Ogni puntata è l’occasione per conversazioni brillanti con donne che sono una fonte di ispirazione, cuoche, scrittrici, food writer, autrici di libri di cucina, produttrici. Donne che fanno la differenza. Ogni tanto ci sono anche uomini, come nella puntata con Jamie Oliver. Veramente interessante. Ascoltalo qui.

Inizia con:

Keep Calm and Cook on

Julia Turshen è una food writer e un’autrice pluripremiata, che ha pubblicato Now & Again (nominato come Best Cookbook of 2018 da Amazon), Feed the Resistance (nominato come Best Cookbook of 2017 da Eater), and Small Victories. Ha scritto per il New York Times, il Washington Post, il Wall Street Journal, Vogue, Bon Appétit, Food & Wine, e Saveur. Adesso conduce anche un podcast, Keep calm and cook on, uno dei più impegnati e orientati all’attivismo e al senso di comunità. Puoi ascoltarlo qui.

Dopo la prima puntata mi sono affezionata al tono di voce di Julia, caldo e rassicurante. Mi piace ascoltare le sue interviste, e le risposte alle domande degli ascoltatori su ogni aspetto del cibo e della cucina. 

Inizia con:

The Food Talks – Honey and Co.

Itamar Srulovich and Sarit Packer sono l’anima di Honey and Co, – un ristorante, una grill house, un negozio, uno shop on line, un’attività di catering, tre libri di cucina sul cibo mediorientale, e un podcast, The Food Talks. Un podcast vivace, animato, registrato nel loro store Honey & Spice di fronte a un pubblico, con interviste a autori di libri e produttori. Lo trovi qui.

Inizia con:

Bonus – Altri podcast che mi piacciono.

Bonus n.2 – Altri podcast che piacciono a Tommaso.

  • Ti mando la posizione. È un viaggio che parte da un indirizzo per raccontare una storia.
  • #fareSMART, Andrea Ciraolo. Persone migliori tramite l’uso (consapevole) della tecnologia.
  • Un’altra storia. Racconti e storie di chi si impegna quotidianamente per una società migliore, realizzato da Stefano Dal Pra Caputo.
  • Daily Cogito, di Rick DuFer. Svegliarsi per pensare oppure pensare… per svegliarsi? 
  • Strategia digitale. Idee, novità e consigli per imprenditori e professionisti appassionati di Web Marketing e Business Online. A cura di Giulio Gaudiano.
  • Tecnica fotografica, di Alessio Furlan. Pensieri, idee e punti di vista sulla fotografia di oggi

Su Instagram poi ci avete consigliato talmente tanti podcast che menzionarli tutti in un post è impossibile. Allora Tommaso li ha raccolti tutti in un file, che puoi consultare qui. Molti sono in inglese, ma c’è anche qualche podcast italiano, specialmente quelli realizzati da Storielibere.fm.

Bonus n.3 – Festival del Podcasting.

Ma lo sapevi che in Italia si tiene ogni anno anche il Festival del Podcasting? Quest’anno sarà la quarta edizione e si terrà a Milano il 12 ottobre. Sarà una giornata di incontri, workshop, condivisione, networking e divertimento. Ogni anno il Festival fa incontrare centinaia di persone che hanno in comune l’amore per il podcasting.

Noi ci stiamo organizzando per riuscire a partecipare. Se vuoi, sul sito dedicato al festival trovi tutte le informazioni.

Cooking with an Italian accent

Il nostro podcast. Cooking with an Italian Accent

Il nostro podcast è in lingua inglese, ma con accento italiano (qui ti spiego perché).

Si parla di cibo italiano, quello stagionale, quotidiano, di famiglia, o delle occasioni importanti. Si parla di ricordi e tradizioni, di cucina e di Toscana. Qualche volta di porto in cucina con me per preparare insieme una ricetta, altre invece ti faccio accomodare in salotto, per fare due chiacchiere con gli amici che volta volta vengo a trovarci. Abbiamo avuto Judy Witts Francini, la mia mentore per i corsi di cucina, e Tessa Kiros, un’amica e una delle food writer che ammiro di più. Presto sarà il turno di Luisa Cipolla, dell’agriturismo il Rigo, e di tanti altri amici.

Lo hai già ascoltato? Qual è l’episodio che ti è piaciuto di più? Vorresti che trattassimo qualche argomento in particolare?

Noa

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This Post Has 10 Comments
  1. Giulietta ciao!
    Da un po’ di tempo ho un’anima vintage.
    Mi piace l’idea di cominciare riassaporare con calma buone vecchia abitudini, tipo leggere i blog (che cosa retrò eh?), e il primo passo per farlo è venir qui, a “casa”, per ritrovare e ritrovarmi.
    Poi, come sempre sai e sapete fare, in mezzo alle “vecchie cose” che tanto ci confortano e ci fanno sorridere sotto ai baffi, ci sono mille nuovi spunti, che mi fanno incuriosire e sgranare gli occhi.
    Le pupille, e le papille, quelle si sgranano ogni volta, colpa delle foto maledettamente belle, te possino! <3
    :-*

    A presto, vedrai <3

    1. Vintage chiama, vintage risponde! Anche io mi sento molto vintage, sarà per questo che andiamo così d’accordo?
      E per le foto, fammelo dire, qui c’è l’occhio, la mano e l’obiettivo di Tommaso. Io mi limito al cibo! 😉
      Ti aspetto!

      1. Lo sapevo, lo sapevo che c’era Tommaso, per me siete un tutt’uno. Una voce sola per 4 occhi, cosa c’è di più romantico? 😉 <3 (a presto ragazzi :-*)


  2. bello questo blog pieno di idee, di ricette semplici e di vita vera.
    e grazie per le recensioni dei podcast…ero proprio alla ricerca di qualcosa da ascoltare mentre vado a csmminare.


  3. Ciao Giulia! Quante albicocche! Mio marito ha un alberello di albicocche, erano bellissime ma a un certo punto hanno iniziato a cadere e tutte intaccate dalle cimici! Anche altri, qui nel mantovano hanno avuto lo stesso inconveniente nonostante qualche trattamento fatto a suo tempo. Beh, comprerò qualche albicocca al mercato e proverò queste tua invitante ricetta! Forti i tuoi genitori!

    1. oh che peccato Rosa! spero però che tu abbia trovato belle albicocche al mercato! Hai visto che tipi in gamba i miei genitori?

    1. Grazie Andrea! la confettura di albicocche è sempre una delle mie preferite, non ne faccio tantissima ma non può mancare in dispensa!

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