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Carbonara atipica con anatra e tartufo bianco di Alba

Mentre scrivo questo post ne sento ancora l’odore inebriante. E pensare che fino a pochissimi anni fa per me il tartufo era solo una cremina piuttosto anonima da spalmare sui crostini durante le cene un po’ più importanti. Un’aberrazione, lo so, ma come si dice: nessuno nasce imparato.

Poi me ne hanno regalato uno, piccolino e vero. Un tubero che sembra un ingrediente degli gnomi, preziosissimo, con un velo di terra bruna sopra, un prodotto del bosco e degli alberi, con un profumo inimitabile, intenso e persistente. Un prodotto prezioso, legato inscindibilmente al suo territorio.

L’Associazione per il Centro Nazionale Studi Tartufo in collaborazione con l’Ente Fiera Internazionale del Tartufo e il Comune di Alba ha invitato noi foodblogger a partecipare al concorso “PASTA, TARTUFO E 2.0”: gli organizzatori, sempre gentilissimi e premurosi, ci hanno inviato un Tartufo Bianco di Alba e una selezione di pasta secca Agnesi. L’obiettivo era quello di realizzare una ricetta creativa con questi due ingredienti. Questa la base, poi la nostra fantasia.

Stavamo camminando con Marco ed Emiko a Firenze sul Lungarno dopo una cena piuttosto impegnativa, e non ancora soddisfatti stavamo parlando di ricette nuove da provare e progetti di menu a tema da fare prima della loro partenza.

Quando mi sono ricordata… Un tartufo bianco, mi mandano un tartufo bianco di Alba! cosa ci possiamo fare? Sono volati nomi ed ingredienti, in un misto di euforia e fame incontenibile: anatra, sì, l’anatra ci sta benissimo con il tartufo. E il formaggio? non ce lo dimentichiamo! sì ma l’uovo? l’uovo è un classico con il tartufo. Proviamo ad usarli tutti? cosa ci facciamo?

Accanto a questi un ingrediente imprescindibile: la convivialità. Perché il profumo del tartufo è troppo inebriante per rimanere chiuso in una cucina con pochi eletti.

Il tartufo richiama alla mente pranzi sontuosi, celebrazioni di ricorrenze speciali, ricchezza, broccati, banchetti, opulenza e risate soddisfatte.

Ma se anche manca tutto questo, basta la celebrazione di un’amicizia, e la magia è fatta. Abbiamo usato il tartufo bianco di Alba per la ricetta nata a 6 mani durante il pranzo di addio con tanti amici di Marco ed Emiko domenica scorsa, un’occasione speciale per salutarli prima che partissero per l’Australia.

In una villa nella campagna di San Miniato, in una bellissima giornata luminosa d’autunno, con le foglie delle viti già giallo carico e i primi alberi che viravano al rosso intenso, ci siamo sentiti personaggi di un quadro o di un romanzo, in un momento perfetto nel tempo.

Nella cucina antica i profumi del forno e delle pentole di zuppa di farro che sobbolliva lentamente sul fuoco si mescolavano all’odore inconfondibile del tartufo, avvolto in un tovagliolino bianco e conservato in un barattolo, pronto ad irretire tutti i presenti con il suo odore che solletica i ricordi e il benessere mentale.


Torniamo all’origine: uovo, anatra, formaggio, tartufo bianco di Alba e spaghetti alla chitarra Agnesi… cosa farci? una carbonara insolita, sontuosa e festiva.

5.0 from 1 reviews
Carbonara atipica con anatra e tartufo bianco
Autore: 
Tipo di ricetta: Primo piatto
Tempo di preparazione: 
Tempo di cottura: 
Tempo totale: 
Porzioni: 8
 
Avrai bisogno di...
  • 300 g di petto d'anatra con la pelle
  • sale
  • pepe nero macinato fresco
  • 4 tuorli
  • spaghetti alla chitarra Agnesi
  • pecorino romano grattato
  • tartufo bianco di Alba
Come si fa...
  1. Metti il petto di anatra su un piatto, fai alcuni tagli incrociati sulla pelle e condiscilo generosamente con sale marino e pepe nero macinato sul momento. Massaggialo bene per far penetrare i sapori.
  2. Scalda una padella antiaderente su fuoco vivace e quando è ben calda adagia il petto di anatra nel centro, dalla parte della pelle. Copri la carne con un piatto e appoggiaci sopra un peso, in modo che schiacci bene il petto d'anatra. Questo servirà a far uscire il grasso e a rendere la pelle croccante e dorata. Come peso ho usato un pacchetto di zucchero da 1 kg! Fai cuocere la carne per circa 8 minuti, finché non è ben dorata. Poi togli il piatto e gira il petto, finendo di cuocerlo per 4 - 5 minuti dall'altro lato. Togli l'anatra dalla padella e mettila da parte, coperta da un piatto perché non si raffreddi troppo, e conserva anche un cucchiaio o due del grasso d'anatra.
  3. Cuoci la pasta in abbondante acqua salata e scolala al dente, lasciando un mestolo dell'acqua di cottura da parte.
  4. Sbatti i tuorli in un piatto e taglia a cubetti il petto di anatra.
  5. In una padella ampia mescola su fuoco medio la pasta scolata, i tuorli, e i cubetti di petto di anatra, aggiungendo se necessario un po' di acqua di cottura per aiutarti nel mescolare.
  6. Quando i tuorli si sono rappresi, andando a rivestire di una crema gialla e vellutata tutti gli spaghetti, togli dal fuoco e servi aggiungendo da ultimo una spolverata di pecorino romano grattato, abbondante pepe nero macinato sul momento e le lamelle di tartufo bianco.
  7. Servi immediatamente e buon appetito.

Visto che oggi siamo a celebrare l’abbinamento del tartufo bianco di Alba con la pasta secca Agnesi, ecco qualche altro spunto interessante dai blog:

Buon viaggio, buona fortuna e buon divertimento!

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This Post Has 31 Comments
    1. haha, come hai visto, era buonissima!!!!! Che nostalgia, era un pranzo indimenticable! I nostri amici hanno parlato di questa pasta con anatra e tartufo tutta la sera! Grazie Juls 🙂

  1. Ho scritto proprio lunedì un post sulla fiera del tartufo bianco di Alba che ho visitato domenica. Anche noi abbiamo comprato un tartufino (“ino” “ino” visti i prezzi..! ) e ieri sera un bel piatto di tagliatelle con quel tartufo..mentre lo grattuggiavo sulla pasta mi sembrava di fare qualcosa di trasgressivo! 😀
    La tua insolita carbonara mi piace un sacco, ci sta tutto veramente bene!
    Un bacio, buona giornata!

  2. Che regalo! Che splendore! Fa conto che è come se avessi ricevuto un gioiello! Un privilegio grandissimo che tu hai sfruttato alla grande. Per quanto io odi tutto ciò che è aromatizzato al tartufo, dagli oli ai burri che inevitabilmente spacciano l’aroma per vero quando invece è miseramente artificiale, io potrei chinarmi prona di fronte ad un piatto di tagliolini burro e tartufo bianco grattugiato fresco. Semplicità estrema. Lui, mr Diamante della terra, deve essere il protagonista assoluto, pochi ingredienti e minimal, quindi la tua pasta mi convince davvero. Guarda che puoi sempre chiamarmi a fare da cavia, eh? Un bacione grande. Pat

  3. Anch’io avevo in mente qualcosa con anatra e tartufo, sai? Anche se non ho a disposizione un tartufo vero e proprio, ma dei preparati, immaginavo il connubio potesse funzionare e ora, grazie alle tue parole, ne ho l’assoluta certezza!

  4. …magari potessi trovare dei tartufi a Londra che non richiedano di vendere la casa…va beh, non esageriamo, pero’ indubbiamente che non costino un occhio della testa! Ma se torno a Siena vedrai che sara’ mio! 😀

  5. …che buona deve essere…peccato che non siamo mica tutti fortunati come te che i tartufi te li ragalano!!!
    mi hai fatto venire una fame…

  6. Che bella atmosfera e che mood piacevole traspaiono dal tuo post. E che belle foto. Mi sarebbe piaciuto tantissimo far parte della tavolata che ha potuto godere di questo tartufo offerto con cosi` tanto calore.

    Ps Grazie per la citazione dolcissima 😉

  7. Che bell’atmosfera, davvero. Ancora non ho mangiato il tartufo quest’anno, ma ti giuro che ne ho una voglia matta! Mi ispira la tua ricetta. come quella di sara, se mai mi capitasse di avere tra le mani la pepita d’oro bianco sceglierò la ricetta da fare in base all’istinto del momento. La tua ricetta e le altre 3 sono davvero splendide, difficile decidersi.
    A presto

  8. Bella la ricetta!!! adoro l’anatra ed il tartufo…mi piace davvero Juls!! le foto poi come sempre non fanno che esaltare i momenti che ci regali attraverso il tuo blog..

  9. Ho pensato anche alla ricetta che mia mamma faceva sempre in ricordo delle nostre origine Piemontesi. Pasta come rigatoni coperti di fonduta all’uovo e coperti di scaglie di tartufo! Wow…incredibile!!

  10. Il profumino mi sembra di sentirlo fin qui…e l’abbinamento con l’anatra mi piace assai…appoggia il tartufo senza tenergli esageratamente testa, e lasciandolo prevalere!! come giusto!! Brava!! un abbraccio Lys=))

  11. Sulla Carbonara, ognuno ha la sua. Mi piace molto la tua variante con anatra e tartufo, veramente chic e innovativa. Ma non posso condividere alcuni procedimenti, che per la “mia” carbonara ritengo vietatissimi. Per esempio, non aggiungo acqua di cottura e condisco la pasta con l’uovo rigorosamente a fuoco spento e in una ciotola a parte (non in pentola), perché non voglio che si rapprenda. Magari un giorno posto la mia ricetta, così la provi e mi dici! E comunque complimenti, siete bellissimi mentre mangiate! 🙂

  12. Ricetta bellissima.
    Foto bellissime.
    Tu bravissima.
    Tartufo diamante.

    Ma dove lo mettiamo QUEL BONAZZO DA PAURA CHE SE LO STA GUSTANDO?
    Dicci di lui, voglio un post dedicato a lui. Il tartufo passa in secondo piano davanti a lui, mi dispiace.

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