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Un risotto ai gamberi per negare l’evidenza

Fino allo scorso anno avrei atteso con trepidazione marzo, per me il primo mese della bella stagione, della rinascita primaverile. Avrei scelto con un pizzico di incoscienza gli abiti più leggeri, sfidando con coraggio il freddo delle mattine ancora nebbiose, solo per la soddisfazione di indossare qualcosa di frivolo e intonato alla nuova stagione, che il più delle volte tardava a sbocciare. Avrei scandagliato i banchi dei mercati in cerca dei primi pisellini, delle fave e degli asparagi, stanca ormai delle verdure invernali.

Risotto ai gamberi

Quest’anno, invece, cerco di trattenere lo scorrere del tempo, ma è una lotta impari, come se volessi fermare un ruscello di montagna a mani nude. Guardo con malinconia i maglioni di lana che mi ero comprata all’inizio della stagione: li ho messi una volta, è stato un inverno troppo mite per loro. Al mercato sono spaventata dall’esplosione di verde tenero e cerco disorientata i colori brillanti degli agrumi, l’aspetto rassicurante di cavoli e zucche.

Se arriva la primavera significa che sono già paurosamente in ritardo sulla tabella di marcia che mi ero data all’inizio dell’anno. Mi ero ripromessa che avrei avuto un inverno intero per riposarmi e per organizzare il lavoro in vista dell’arrivo della stagione dei corsi, e invece la primavera fa già capolino e io sono ancora con la testa a Natale.

A marzo i corsi di cucina hanno preso di nuovo slancio, complice la Pasqua che arriva a fine mese. Gli stranieri sono già in giro, i paesini toscani si risvegliano sonnacchiosi dopo l’inverno, si aprono le persiane e compaiono i primi vasi alle finestre. C’è ancora pace, ma si nota un fermento che ormai avanzerà inarrestabile fino all’esplodere dell’alta stagione.

Il Juls’ Kitchen Studio procede, e vorremmo riuscire a finire tutto in tempo per aprile: a fine mese abbiamo infatti programmato la prossima edizione del Fettunta Party, il modo migliore per inaugurare il nostro nuovo spazio per corsi e workshop. Con il nuovo studio scenderemo a piano terra, e questo mi porterà, anche fuor di metafora, ad un maggior contatto con il giardino, l’orto e tutto quello che succede intorno. Fremo, ma allo stesso tempo temo il momento del trasloco.

Siamo alle fasi finali del libro, che dovrà essere consegnato a breve, e vorrei poter avere ancora una manciata di mesi per portare a termine il lavoro con calma. Nel contempo però aspetto il momento in cui scatterò l’ultima foto, scriverò l’ultima ricetta e potrò finalmente pensare a introduzione e ringraziamenti.

Nego l’evidenza, ignoro la primavera alle porte e mi concentro su ricette che hanno ancora la capacità di coccolare l’animo, di rassicurare i timori e di farmi sentire al centro del mio mondo, al controllo degli eventi.

risotto ai gamberi

Risotto ai gamberi con bisque di gamberi

Eccoci alla seconda ricetta ispirata al vino Campofiorin di Masi, una ricetta che ben si addice alla mia ricerca di rassicurazione e conforto in cucina. Questo risotto ai gamberi ha due ingredienti particolari che lo elevano a un livello superiore rispetto ai soliti risotti di pesce: da una parte c’è la scelta di un riso integrale, dall’altra l’uso di una bisque di gamberi in cottura.

Il riso integrale è la mia scelta negli ultimi mesi quando devo fare un risotto, mi pare che abbia più carattere, un piglio più intraprendente. La bisque, o fumetto di pesce, è una preparazione che, con una cottura lenta, consente di estrarre tutto il sapore dalle teste e dalle code dei gamberi. Pochi ingredienti possono così dar vita a un piatto raffinato e corposo, adatto a una cena elegante.

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5 da 1 voto

Risotto ai gamberi

Preparazione 20 minuti
Cottura 1 ora 30 minuti
Tempo totale 1 ora 50 minuti
Porzioni 2
Chef Giulia

Ingredienti

Ingredienti per la bisque

  • 400 g di gamberi interi
  • 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • ½ cipolla dorata
  • 2 pomodorini
  • 1 ciuffetto di prezzemolo
  • ½ bicchiere di vino bianco
  • 500 ml di acqua

Ingredienti per il risotto

  • 200 g di riso baldo integrale
  • ½ cipolla dorata
  • 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • Succo di 1 arancia rossa
  • 1 l di acqua calda leggermente salata
  • 50 g di burro
  • Pepe nero

Istruzioni

  • Iniziate preparando la bisque di gamberi. Pulite i gamberi e sciacquateli sotto l’acqua corrente. Raccogliete da una parte i gamberi puliti e dall’altra teste e code.
  • In un pentolino fate scaldare qualche cucchiaio di olio con la cipolla affettata, i pomodorini tagliati in quarti e il prezzemolo. Quando la cipolla diventa dorata, aggiungete teste e code dei gamberi e fateli tostare a fuoco medio, girandoli con un cucchiaio di legno e schiacciandoli bene per estrarne il sapore. Sfumate con il vino bianco e, quando questo è ritirato, aggiungete l’acqua. Fate cuocere a fuoco medio basso per circa un’ora.
  • A metà cottura della bisque cominciare a preparare il risotto: usando un riso integrale richiederà circa 50 minuti di cottura.
  • Affettate finemente la cipolla e tritatela. Fatela soffriggere in qualche cucchiaio d’olio, quando si ammorbidisce versate in pentola il riso integrale e fartelo tostare a fuoco medio, girandolo con un mestolo di legno. Quando il riso è ben tostato versare il succo d’arancia e fatelo sfumare.
  • Iniziate la cottura del risotto versando di volta in volta un ramaiolo di acqua calda e mescolando il riso con energia per farlo diventare cremoso. Quando il riso ha assorbito l’acqua, aggiungetene altra via.
  • Quando la bisque è pronta, passatela attraverso un colino per raccogliere i gusci e le teste e schiacciateli bene per estrarne il succo.
  • Terminate la cottura del risotto con la bisque di gamberi, che darà un sapore molto intenso.
  • Quando il riso è al dente toglietelo dal fuoco, aggiungete i gamberi tagliati a pezzetti e lasciatene da parte qualcuno per decorare il piatto. I gamberi cuoceranno velocemente con il calore del riso rimanendo morbidi e succosi.
  • Mantecate il risotto con il burro fuori dal fuoco e nel frattempo cuocete in padella i gamberi che avete lasciato da parte con una noce di burro finché non sono dorati.
  • Impiattate il risotto, decoratelo con i gamberi cotti nel burro e finite con una spolverata di pepe nero appena macinato. Servite subito.
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Link Love

Ecco qualche articolo interessante che ho letto ultimamente, qualche buona lettura per il weekend che io passerò, ancora una volta, a lavorare e cucinare per cercare di rimettermi in pari con le scadenze.

  • Sul The Washington PostHow to purge 30 years of cookbooks? Si avvicina un’ennesima pulizia dei libri di cucina in sovrappiù, che non mi interessano più o che semplicemente sono stati sostituiti nel mio cuore da nuovi arrivati. Ne porterò solo una selezione nel n uovo studio, è il momento di fare le pulizie di primavera, questo è un buon articolo che dà qualche consiglio.
  • Sul The Guardian, invece, un articolo molto interessante che fa luce sulla nuova tendenza del clean eating. Purity, cleanliness, guilt and modern diets. Classificare qualcosa come pulito, implica che qualcos’altro sia, di conseguenza, sporco. Rischiamo di essere spaventati da quello che abbiamo nel piatto.
  • Se siete in cerca di ispirazione, invece, questo fa per voi. How This Entrepreneur’s Food Obsession Became a $6 Million Business. La storia di come Amanda Hesser è passata dall’essere una pasticciera e cuoca a food writer per il New York Time a imprenditrice e fondatrice del colosso Food52.
  • A proposito di Food52, questo è un veloce articolo per capire chi conta adesso nel mondo del cibo, chi sono le tredici persone che dovremmo conoscere, inclusi scienziati, chef, produttori e attivisti. 13 People to Know in the Food World Right Now, per andare oltre i soliti chef da copertina.
  • Oggi su Cucina.Corriere.it trovate anche il mio food reportage sull’Umbria. Quattro giorni di paesaggi indimenticabili, tra Spello, Bevagna, Norcia, Castelluccio e la Val Nerina, prodotti di eccellenza e produttori intelligenti.

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This Post Has 10 Comments
  1. Grazie Chiara, non vedo l’ora di potermi guardare indietro e osservare tutto quello che ho fatto! 🙂 Grazie per il tuo sostegno e il tuo affetto!

      1. Yay! e pensare a quando ti raccontavo a pranzo da te l’inizio del progetto, e ora ci siamo! 🙂 o era l’altro libro?! ci faccio confusione!!


  2. Giulia cara ti seguo senza poter commentare ogni volta che vorrei, cioé ad ogni tuo nuovo post…oggi mi fermo e scrivo perchè tu sappia che siamo in tanti a sostenere ogni tuo progetto! stai tranquilla, riuscirai in tutto, come sempre e brillantemente. Baci

  3. Gentile Juls,
    Sono Canadese e, provo di imperare italiano. Vorrei dirti che ho un apprezzamento profondo per la tua passione , e per la tua genuinita,. Penso che sei una brava cuoca e una brava scrittrice..
    Spero che il tuo lavoro non e’ troppo pesante e sara possibilie di sentire il profumo dei fiori.

    un abbraccio,
    Bronwen

    1. Carissima Bronwen, il tuo messaggio ha rischiarato una giornata di pioggia e il tuo augurio di poter sentire il profumo di fiori è delicato e poetico. Grazie di cuore, you made my day!

  4. Ciao Cara Juls,
    rispondo qui al tuo commento cdi qualche giorno fa ormai.
    Noto con piacere che qui c’è un tripudio di progetti e nuove idee! Sono sempre felice per te e non sai quanto mi piacerebbe venire una volta nella vita al tuo fettunta!
    Comunque si per rispondere a quello che mi chiedevi… si il foodies in rome è stato ormai credo 6 anni fa.
    Che storie! Se c’avessimo pensato al tempo, se avessimo capito quello che stava succedendo. 🙂
    A volte penso che adesso esiste l’AiFb e ifood e che noi eravamo lì a un passo dal poter creare qualcosa del genere e non l’abbiamo fatto. Non è un rimpianto sia chiaro! Ma agli albori di tutto abbiamo unito 100 foodblogger italiani per una giornata insieme prima delle associazioni, prima degli eventi per foodblogger prima di tante cose insomma.
    Ed è bello tronare su queste pagine e trovare il tuo blog sempre più bello e migliore nei testi e nelle foto ogni giorno che passa. Sei il mio esempio.

    1. Ci pensavo poco tempo fa anche io! Eravamo all’inizio di tutto e abbiamo raccolto un sacco di persone solo per divertimento, per star bene insieme, senza nessun fine. Ma che soddisfazione e che senso di invincibilità, ti ricordi? Forse era ed è proprio quello il nostro punto di forza!
      Come dici tu, nessun rimpianto, mi sento forse troppo indipendente per partecipare a una di queste associazioni, che pur fanno un ottimo lavoro. Ma a guardare indietro avevamo precorso i tempi! 🙂

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