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I libri, il trasloco e le carote ripiene di Ada Boni

I libri sono già là. Ero partita convinta di portarci solo una scatola, così per vedere che effetto fa la libreria bianca dell’Ikea con qualche libro, poi le scatole sono diventata due, poi tre… Poi mi è presa la frenesia del ricordo, e ogni libro che toglievo dalle mensole di camera era accompagnato da un oohh, questo era bello… poi dentro una scatola o uno zaino, qualche passo, qualche porta, un po’ di giardino e di nuovo in fila ordinati e spolverati nella libreria. Ho spostato tutti i libri. Il trasloco procede bene.

Rimettendo a posto le scatole ho riscoperto tutti i libri di autori irlandesi: Joseph O’Connor, Nuala O’Faolain, Roddy Doyle… qualche anno fa l’Irlanda era una delle mie passioni più grandi, mi perdevo in racconti che avevano come sfondo colline di smeraldo e ballate di violini. Ho sistemato il barattolo con le conchiglie raccolte a Clew Bay ormai dieci anni fa sullo scaffale più alto fa e mi son fatta la promessa di tornarci il prima possibile… l’Irlanda chiama a gran voce.

Anche i libri di cucina hanno traslocato, e al momento mi sento come una mamma con il figlio in colonia. Io qua, i miei libri di cucina là. Staranno bene? riusciranno a passare la notte senza di me? ma soprattutto, riuscirò io ad addormentarmi senza sfogliare un libro a caso preso prima di sdraiarmi? Per fortuna che le riviste devono ancora essere spostate.

Se il trasloco mi ha fatto rispolverare – è proprio il caso di dirlo – i miei libri e la mia infatuazione per l’Irlanda – mi ha anche fatto riprendere in mano tanti libri di cucina da cui, me tapina, non ho mai cucinato. Credo di non essere l’unica che non può vivere senza quel libro di cucina, lo compra, lo sfoglia, si innamora di tante ricette e poi quante ne fa? nemmeno una. Ecco, insieme alla decisione di tornare presto in Irlanda ho anche pensato che sarebbe il caso di fare almeno una ricetta da ogni libro che ho: così, tanto per provare a sfoltire la lunghissima lista che cresce sempre di più.

Allora inauguro la mia rubrica, appena ribattezzata Ricette dalla mia libreria bianca, con Il talismano della felicità di Ada Boni. Praticamente costituisce la base della cultura gastronomica delle sposine  modello fino a qualche anno (decennio?) fa: si usava regalarlo – come buon auspicio per la felicità a tavola e di conseguenza nella coppia – alle spose nel giorno del loro matrimonio, insieme ad un altro grande classico, Pellegrino Artusi.

Ada Boni è una donna arguta e intelligente, sembra uscita da un’altra epoca, eppure le sue ricette spaziano dalla tradizione italiana a tanti altri richiami stranieri con un’ottica moderna e contemporanea. Riconosco in tanti sui toni l’ironia sottile di Jane Austen, in questo modo di parlare alle padrone di casa e alle signorine da marito, suggerendo, dicendo e non dicendo…

Se volete saperne di più di Ada Boni vi rimando ai link di approfondimento in fondo alla ricetta, adesso vi racconto come Ada Boni mi ha salvato un pranzo.

Le carote ripiene di Ada Boni – da Il Talismano della felicità

Questa ricetta è un inno all’economia domestica, al saper portare in tavola un piatto che riempie gli occhi e la pancia con quel poco che si può trovare in cucina il giovedì (anche voi fate la spesa di venerdì e vi trovate il giovedì con il frigo che piange, vero?). Quanto al pane della ricetta, potete benissimo usare del pane raffermo, perché qui non si butta via niente… d’altronde son di scuola toscana io! Rispetto alla ricetta di Ada Boni ho aggiunto due cucchiaini di senape forte inglese, che aggiunge al piatto un carattere deciso. Se cercate qualcosa di più delicato potete anche ometterla.

Con le carote gialle si può ottenere un piacevole piatto di famiglia riempiendole, come di fa per le zucchine, con un composto di grasso di o di magro – Ada Boni

4.84 da 6 voti
Carote ripiene
Preparazione
15 min
Cottura
50 min
Tempo totale
1 h 5 min
 
Piatto: Piatto unico
Cucina: Italiana
Porzioni: 4
Chef: Ada Boni
Ingredienti
  • 8 carote medio grandi
  • 200 g di tonno sottolio sgocciolato
  • 100 g di mollica di pane
  • 2 cucchiaini di senape forte
  • Un ciuffetto di prezzemolo
  • 250 g di passata di pomodoro
  • 250 ml di acqua
  • olio extravergine di oliva
  • sale
Istruzioni
  1. Ada Boni suggerisce di scavare le carote lasciandole intere, io ho trovato più pratico tagliarle a metà e scavarle come barchette. Il cuore delle carote che togliete non buttatelo via, usatelo in insalata, per fare un brodo di verdure o per aggiungere al minestrone, mi raccomando. Niente sprechi in cucina!
  2. Preriscalda il forno a 170°C.
  3. In una ciotolina unisci la mollica di pane bagnata nell'acqua e ben spremuta, il tonno sottolio sgocciolato, la senape e un ciuffetto di prezzemolo tritato. Schiaccia tutti gli ingredienti con una forchetta per amalgamarli.
  4. Riempi le barchette di carote con il ripieno di tonno e pane e adagia le carote in una pirofila da forno.
  5. Unisci la passata di pomodoro con l'acqua, qualche cucchiaio di olio e un pizzico abbondante di sale.
  6. Versa la passata tutto intorno alle carote e finisci con un filo d'olio.
  7. Cuoci in forno caldo per circa 50 minuti, finché le carote non sono morbide e la passata di pomodoro soda e saporita.
  8. Servi le carote ripiene come piatto unico insieme ad un po' di riso bianco o di pane fresco per raccogliere il sugo di pomodoro. Se invece hai commensali affamati, sono un ottimo contorno ad una bistecca alla griglia o anche ad un bollito misto.

…ebbe sì! All’Ikea la piantina verde da mettere sulla libreria l’ho trovata!!

Link love

  • Per una recensione strepitosa del Talismano della Felicità e per scoprire di più su questa donna straordinaria rimando a questo articolo di Alessandra su Menu Turistico.
  • Per un arguto confronto Ada Boni – Benedetta Parodi leggete questo articolo scritto da Fulvio Pierangelini per l’Espresso Food & Wine.
  • Su IO Donna trovate invece il profilo di Ada Boni come una delle donne del Novecento, da ricordare e ammirare: aveva due sole passioni, la famiglia e la cucina. Con il suo libro di ricette per decenni è stata una guida per le giovani spose. Che potevano permettersi una cameriera ma non una cuoca.
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This Post Has 46 Comments
  1. Che bella la tua libreria piena di libri colorati 🙂 e la piantina sopra è perfetta 😉
    Ciao e buon proseguimento . . .


  2. Adoro Ada Boni e adoro Il talismano della felicità, il primo libro di cucina che ho sfogliato da bambina. E adoro cucinare le sue ricette, così tradizionali ma così attuali…. 🙂

    1. Io l’ho scoperta di recente, ma mi sono subito innamorata del suo stile e delle sue ricette. Mia nonna l’ha sfogliato per la prima volta, e se l’è letto tutto!

  3. Non sei l’unica che colleziona libri e riviste di cucina e poi non ci fa mai neanche una ricetta!!!! Io ho la mansarda che viene giù da quanti libri ho!!!
    Complimenti per sabato avrei voluto esserci con il gruppo di corrado ma la mia bambina cantava al mercatino di natale e poi gli è entrata la febbre!!! E’ un piacere vederti sei sempre così sorridente!!
    Ciao
    Ily

    1. Ciao Ilaria, benvenuta nel club!! mi sa che non si entriamo nemmeno tutte nella sede del club da quante siamo! ^_^
      spero che ci sia prestissimo un’altra occasione.. o meglio, volendo.. ma vi dico presto!!
      Ciao!

  4. mi sa che in ogni casa (almeno nella mia si) c’è una libreria bianca dell’ Ikea! 🙂
    io osno una grande appassionata dell’Irlanda ho vissuto degli anni a Dublino e mi è rimasta nel cuore…
    Ottime queste carote…prendo nota! baci Romy

    1. Sììì!! e sono stata incerta fino all’ultimo se prenderla nera o bianca (n.d.a. le più economiche), ma alla fine sono soddisfattissima della mia scelta.
      Che meraviglia che hai vissuto a Dublino!

  5. Cara, le carote e il Talismano della felicità.
    Noi in casa siamo sempre stati “artusiani”. Credo ne abbiamo più copie di quante donne ci siano in casa (e ti ho detto tutto)… Ada Boni invece mi affascina e vorrei comprare il libro da una vita, solo che, lo confesso, sto cercando una versione più possibile vicina alle originali, o per lo meno abbastanza vecchia da avere nelle edizioni successive meno “correzioni” possibili…. Starò diventando una filologa? Io? Quella del “si cucina quel che c’è?”.
    Mi sa proprio di no. 😉
    E dato che oggi siamo in vena di carote (ti dico solo che insieme alle suddette, oggi mi sono portata in ufficio un pezzetto di set + macchina fotografica per provare a fotografare in pausa pranzo sennò buco il post di domani…), stasera cucino le tue.
    Buon ricongiungimento coi libri (+ scoperta dei “mai cucinati”!).
    Nu’bbacetto.
    r.

    1. Anche io appartengo ad una casa di Artusiani, come dicevo più sopra mia nonna ha sfogliato il libro di Ada Boni per la prima volta quando mi è arrivato, e nonostante la fede incrollabile nell’Artusi, lo ha trovato veramente interessante.
      L’ho lasciato a lei per durante il mio soggiorno londinese e quando son tornata l’aveva sfogliato e letto tutto!
      Questo mio di Ada Boni è degli anni 60, l’ho comprato su eBay, e ci sono le annotazioni a matita di una nonna sconosciuta, ma che accanto a qualche ricetta ha scritto: molto buona. Indovina quali saranno prossime che provo?

  6. bello seguire le tue emozioni da primo trasloco.. mi fa ricordare quando, non ancora trentenne, (cioè giusto qualche anno fa, eh… 😉 mi sono trasferita nella mia prima casa (cioè mia, diciamo per l’80% era della banca ma più o meno mia..).
    quanti ricordi, quante emozioni riempire e svuotare gli scatoloni, la casa “minimalista” (leggi: semi vuota) per tanto di quel tempo, dove anche un’orchidea comprata all’ikea faceva la differenza. la prima spesa al supermercato (di cui conservo ancora lo scontrino), la prima cena cucinata nella mia nuova cucina, i brindisi con gli amici nei bicchieri di carta.. che bei ricordi! goditi questi momenti Giulia, perché saranno i più bei ricordi fra qualche anno, come lo sono per me oggi che la casa non è più quella e la mia vita è sicuramente più “completa”, ma ricordo ancora con infinita dolcezza quelle domeniche passate da sola in quella casetta dove il mondo mi sembrava iniziare e finire nelle mie quattro mura. Felice trasloco!

    1. Mi riconosco nella casa minimalista, anche se adesso nel portare di sopra tutti i miei ciottolini delle foto, i libri, le riviste (sì, stanno arrivando ad ondate anche loro) anche la mia casa minimalista si sta riempiendo!
      Ancora non mi ci sono trasferita del tutto, per il momento vivo a metà tra due mondi, diciamo che sarà un distacco graduale!
      Grazie per la visita, mi ha fatto scoprire il tuo blog, che bello!


  7. ecco…tiro un sospiro di sollievo… in un niente hai cancellato i sensi di colpa di tutti libri comprati… e mai usati
    Ti meriti un bacio

    1. hehehe, e cancellato il senso di colpa, io avrei giusto qualche titolo in mente di cui proprio non posso fare a meno… 😛 un bacione a te di rimando!

  8. ma quanti libri comprati e mai letti… mi sa che per ritrovare un pò me stessa pure io dovrei traslocare… la ricetta è da segnare nella TOdoList!
    E Ada Boni… una donna davvero unica!

  9. Io sto acquistando la seconda libreria… ma prima o poi dovrò darmi una calmata!
    Anch’io ho tantissimi libri che adoro, ma di cui non ho mai testato una piatto… i libri di cucina (belli) per me sono una droga.

    1. Antonella, io mi sto già guardando intorno per capire dove andare a posizionarne eventualmente un’altra, e non dico altro!

  10. Cara Giulia,
    quando esce il tuo libro? Ogni tanto ne parli ma io non vedo l’ora di averlo.

    1. Ciao Sofia, dovrebbe uscire lunedì prossimo, il 10 dicembre, ma venerdì vi darò tutti i dettagli! sono emozionatissima!

  11. Ciao Giulia! Non mi conosci ancora ma mi conoscerai e non e’ una minaccia ehehehe solo la promessa che presto ti scrivo una mail.. Sono giorni che cerco di farlo ma al lavoro nn riesco! Ti seguo da poco ma mi piaci tantissimo, il tuo blog, i colori e i profumi ma
    Anche i sapori che sprigiona e la voglia che mi trasmette sempre quando entro, di mettermi ai fornelli! Anche io come penso tutte amo collezionare libri ma finisce che le ricette restano sempre nella to do list! Pero sono così belli da sfogliare e così belli sulla libreria!!!!

  12. Magia delle librerie vuote …da riempire.
    La figura della Boni è di ispirazione. Anche se come Vaniglia anche da me predomina l’Artusi, arrivato per vie traverse anche nella mia nuova vita.
    Suggerisco anche il Carnacia: è lui il mio tomo di riferimento nei momenti di tradizionismo acuto 🙂

  13. che genialata le carote ripiene! mai provate ma, in quanto toscana, devo assolutamente rimediare 😉
    aspetto il tuo libro!

  14. Cara Julia, il libro di cucina base a casa mia è sempre stato Il Cucchiaio D’Argento, assolutamente un caposaldo a casa mia per qualsiasi preparazione da fare. Niente da fare invece per Ada Boni, ricevuto in regalo e assolutamente mai utilizzato, non mi sono mai trovata con il linguaggio e con l’indice:-)

    1. io lo sto scoprendo adesso il Talismano di Ada Boni, prova a dargli una seconda chance, ti stupirà, anche se sono d’accordo che una volta che sei legata ad una tradizione, nel tuo caso il Cucchiaio d’Argento, è difficile tornare indietro!


  15. Benedetta IKEA e mister Ingvar. Vendeva fiammiferi e ora arreda le case di tutto il mondo. La libreria è bellissima e ci sarebbe da scrivere più di un post solo per i libri che nomini.
    La ricetta mi pare una di quelle cose strepitose da tirar fuori proprio in quei giovedi in cui il frigo piange vuotezza.
    Ada Boni ha un umorismo che pochi comprendono 😀

    1. Assolutamente sì, non mi far partire con Nuala O’Faolain che non la finisco più!
      concordo sull’umorismo – molto Austeniano secondo me! – e sono felice che viviamo gli stessi giovedì!

  16. Il tuo trasloco mi ricorda il mio:quando ho deciso di trasferirsi da Marco sono arrivati prima i miei libri e poi io, loro i libri hanno occupato tutta la libreria e io ho a poco poco invaso l’armadio, lo stanzino é diventata una dispensa, il bagno grande é diventato il mio insieme ai fornelli!ancora oggi mi chiedo come abbia fatto ad espandermi cosí tanto :-0 mistero del femminile!!un bacione grande Giulia!:-)

    1. ehehe, io vivrò lì da sola, e pensavo che se mai dovessi dividere casa con qualcuno, ci sarà bisogno di una seconda libreria! un bacione grande a te!


  17. Bella quest’idea di fare almeno una ricetta da ogni libro della libreria, dovrei fare altrettanto 😉
    Come Ross anche da noi in caso si è sempre stati “artusiani” e Ada Boni mi manca completamente… un nuovo libro da comprare… ecco invece di sfoltire aumento 😉

    1. dovremmo proprio metterci d’impegno, un gesto d’affetto nei confronti della nostra liberia stracolma di libri!

  18. Il talismano della felicità – insieme a Il giornalino di Gianburrasca – è il libro della mia infanzia. Lo aveva comprato la mia bisnonna (ma mi sa che questa storia è materia per un post) all’indomani dell’improvviso licenziamento della cuoca che si levò il grembiule e andò via lasciando il ragù che ancora cuoceva sul fuoco e gettando la mia Titta nella disperazione. A casa della mia bisnonna, che poi viveva con i mie nonni, il Talismano era considerato la bibbia. Sfogliando le sue pagine si trovava la risposta a qualsiasi domanda, la ricetta giusta per ogni occasione. Il mio Talismano è quello della Titta, edizione del dicembre 1934. È passato di mano in mano: la mia bisnonna la dato alla mia nonna, lei l’ha dato alla mia mamma e infine la mia mamma l’ha dato a me. Ancora oggi, fra i tanti libri di cucina che posseggo, il talismano è una certezza e, incredibilmente, è ancora attuale. Un unico appunto: se possedete la mia stessa edizione, non vi fidate della ricetta degli struffoli… il numero di uova è decisamente troppo elevato!
    Giulietta, non vedo l’ora di venirla a vedere di persona questa strepitosa libreria!

    1. la tua vita è un romanzo, tu sei l’eroina di un romanzo, e riusciresti a rendere affascinante anche la descrizione di un piatto di penne all’olio e formaggio…
      Adesso proverò altre ricette e ti racconterò!! vieni a vedere questa libreria, vieni, e raccontiamoci tante cose bevendoci un té sedute di fronte alla liberia!


  19. Ma che bella casina che sta uscendo fuori, e che gioia deve essere poter decidere come più ti piace dove mettere cosa. Durante i traslochi, salta fuori di tutto. Io ne ho fatti 4 in 3 anni ed ho finito di aprire le ultime scatole questo agosto, tenendo presente che l’ultimo trasloco è finito 8 anni fa. Ho battuto tutti i record, tu non fare come me!
    Sull’Irlanda credo di averti già detto qualcosa, come il fatto che io creda fortemente di essere stata Irish nella mia vita precedente (non mi chiamo Patrizia a caso) e che sogno di andarci da una vita ma ancora non l’ho fatto (timore di non voler più ritornare). In attesa mi consolo con le fiabe e leggende irlandesi di Yeats, sperando di non sentire la Banshee che chiama fuori dalla porta!
    Un bacio grande Juls. Pat

    1. sìsìsì, è proprio quello il bello, la scelta arbitraria di dove mettere tutto, salvo poi rispostare di nuovo tutto dopo poche ore… secondo me raggiungerò i tuoi tempi biblici, io porto su le cose con gli zaini, uno o due viaggi al giorno, pensa quanto ci vorrà!
      un abbraccione Irlandese

  20. Cara Giulia.. arrivo quì grazie a Patty di “Andante con gusto” complimenti per il blog.. le ricette e lo spirito positivo che si respira tra queste pagine, tra le ricette…
    La tua presentazione con la ricerca del tuo “posto nel mondo” la capisco.. io ancora vago ma credo che il segreto sia fare, provare e non fermarsi.
    Buona serata!
    A presto..
    Laura

    1. Ciao Laura, allora devo ringraziare Patty per la presentazione, in effetti ha scritto un post che mi ha veramente commossa! ti auguro di trovare il tuo posto nel mondo – vagare è proprio un bel modo per trovarlo, o forse è proprio nel vagare che ci si sente a casa! a presto!


  21. La libreria è piena di libri…ne usciranno cose meravigliose dalle tue revisioni….ma il tuo libro?…non vedo l’ora entri tra i miei…poi spero di fartelo autografare come per il primo….baci,baci

  22. ehh quanti libri anche nella nostra libreria giacciono senza aver dato il contriubuto alla ns cucina nemmeno per una ricetta? Il buon proposito dell’anno nuovo?
    Riprenderli uno ad uno e dargli vita!
    ciao e buon proseguimento 🙂
    ficoeuva

  23. sei il compagnia vedo, idem! quintali di libri e riviste comprate in maniera compulsiva e poi il nulla… invece quest’idea delle carote ripiene è fantastica! non so mai come cucinarle 😉 complimenti per tutto giulia!

I commenti sono chiusi.

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