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La frittata di zucca

Ci stiamo avvicinando al 31 ottobre: Halloween, la notte delle streghe, dei morti viventi, quando bambini mascherati da scheletri o mostri vanno in giro nelle case dei vicini a bussare alla porta ripetendo l’ormai celebre ‘dolcetto o scherzetto’.

Halloween non è una festa che ci appartiene, è stata importata insieme ai Marshmellow e agli hot dog dall’America grazie a film, telefilm e cartoni animati. Quando ero piccola io a scuola si aspettava la festa di Tutti i Santi per avere un giorno di vacanza, ma già quando Claudia faceva le elementari la sera del 31 ottobre si organizzavano le prime festicciole tra bambini: era d’obbligo trovare una maschera spaventosa e portare dei dolcetti a tema.

I puristi storcono il naso di fronte a zucche intagliate, scheletri e streghe, affermando che Halloween non ci appartiene, come non ci appartengono tutte queste tradizioni. Ma ne siamo sicuri?

Frittata di zucca

 

Quando nonna era piccola, durante il periodo in cui si sfogliava il granturco, che corrisponde all’incirca a questa fine di ottobre, si raccoglievano le grosse zucche gialle che dall’estate erano rimaste nei campi e che ormai non erano più buone per essere mangiate perché troppo dure e filacciose. C’era chi le dava ai maiali insieme alle ghiande e chi invece, soprattutto le famiglie con i bambini, le svuotava, le intagliava disegnando occhi, naso e bocca e ci metteva dentro una candela accesa. A casa di nonna la zucca così lavorata veniva messa sul pozzo di fronte a casa e nel buio delle sere autunnali facevano un effetto spettrale e spaventavano tutti i bambini, allo stesso tempo complici e vittime consapevoli dello scherzo. Queste zucche venivano chiamate ‘la morte secca’.

Frittata di zucca

Ecco quindi come, anni prima che i telefilm provenienti dall’America conquistassero folle di teenager e prima ancora che gli Americani del fronte passassero da qui portando cioccolata e racconti a tempo di rock and roll, si intagliava la zucca e si sussurravano storie di streghe e spettri di fronte ai grandi camini accesi nelle cucine delle case di campagna.
Per celebrare questi ricordi di nonna, una ricetta che di spaventoso ha ben poco, ma che esalta nella sua semplicità il sapore della zucca! Eh sì, perché quando si compra una zucca buona che non mi si venga a dire che non sa di nulla

La frittata di zucca
Preparazione
10 min
Cottura
15 min
Tempo totale
25 min
 
Piatto: Secondo
Cucina: Toscana
Porzioni: 2
Chef: Giulia
Ingredienti
  • 400 g di zucca gialla
  • 2 spicchi d'aglio
  • Sale
  • Pepe nero macinato fresco
  • 4 uova
  • Olio extravergine di oliva
  • Farina per infarinare
Istruzioni
  1. Taglia la zucca a fette sottili e strette e infarinale.
  2. Versa dell’olio extravergine di oliva in una padella larga e aggiungi uno o due spicchi di aglio. Scalda l’olio e quando l’aglio comincia a colorarsi aggiungi la zucca infarinata.
  3. Mescola con attenzione in modo che tutte le fette si cuociano, diventino dorate e croccanti ma non brucino. Togli gli spicchi di aglio e sala la zucca.
  4. A questo punto rompi le uova e sbattile in un piatto con sale e pepe.
  5. Versa le uova sbattute sulla zucca e con un forchettone di legno bucherella qua e là per far in modo che l’uovo liquido piano piano entri a contatto con il fondo della padella e si rapprenda.
  6. Quando una parte è rappresa e dorata gira la frittata con l'aiuto di un piatto e falla rapprendere anche dall’altro lato. Servi caldissima con delle fette di pane toscano.

 

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This Post Has 24 Comments
  1. che spasso le ricette della nonna con le dosi “alla bisogna”. adoro le frittate e adoro la zucca, quando finalmente riuscirò a ordinarla al mio gas credo proprio che te la copierò

  2. Ma lo sai che è una polemica che intraprendiamo io e Topy79 ogni anno con mia suocera, che sostiene che Halloween sia una festa straniera, che non ci compete… e ogni anno proviamo a spiegarle che Haloween è nata proprio in Europa, magari come rito pagano, chissà probabilmente, in origine, deriva dalle nostre feste per i morti e poi ha preso una piega… come dire? Zuccona? Beh, io per stare sicuri una zucca l’ho comprata!

  3. Settimana di halloween è vero! Che bello però esere nate nell’81 Juls! Anche io come te questa festa la vedevo solo nei telefilm e a scuola si aspettavano i morti non halloween… Stano come cambiano le abitudini! Ti mascheri tu quest’anno?
    Io credo che mi toccherà una festa e cercavo in giro qualche spunto… Avevo pensato a mortisia ma sarebbe bello avere un gomez accanto…. CAVOLO QUI PURE I GOMEZ SCARSEGGIANO! Che ci vuoi fà! 😉
    Senti cara la frittata con la zucca non l’ho mai mangiata ma visto l’aspetto invitante della tua credo non tarderò molto a provare.
    Mi piacciono le frittate come la tua dicamo rustiche belle erte… Quasi tortillas spagnola!

  4. Le frittatemi piacciono tantissimo e io non le avrei concesso così tanto tempo da vivere. Credo tu sia troppo clemente nei confronti di questi preparati che invece vanno consumati nel giro di pochi minuti (per non essere ingorda e non fare la figura delle signorine non perbene… altrimenti pochi secondi bastano e avanzano!) Per il resto, il tuo racconto mi ha quasi convinta… ma la mia nonna la zucca così non l’hai mai fatta e invece proprio nel giorno dei “morti” (non per i “santi”) mi regalava la “pupa di zuccaro” (ossia una statuetta, di solito una ballerina del circo o un paladino fatto di zucchero e coloratissimo) delle caramelle e un giocattolo che appunto si diceva portassero i nostri morti… Per questo mi piace conservare la tradizione nostra e non “europea” o americana che sia. La poesia che proviene dalla nostra tradizione non si trova in quell’altra dove invece si cerca soltanto l’orrorifico!
    Baci
    Stefania
    P.s. Le tue foto sono magnifiche (e non solo per effetto della luce giusta!!!)

  5. @ Federica: peccato fosse merenda e poi sono andata a cena al cinese! =)

    @ Lise: non c’è dubbio, fai bene ad aspettare la zucca del GAS, non c’è paragone!!

    @ Manu e Silvia: eh sì, era la prima volta che la facevo e la mangiavo anche io, ma non tarderò a farne un’altra!

    @ Laura: la frittata sembra sempre meglio con una bella storia a condimento!

    @ Micaela: ripeto… era merenda!! che figura! =P

    @ Onde99: brava!! nel più ci sta il meno! poi quello che conta è lo spirito con cui si affrontano le cose e le tradizoni…

    @ Sweetcook: a chi lo dici! quando la vedo, aperta e così bella con quel colore caldo, non riesco a trattenermi!

    @ Elisa: anche io sono orientata per una festa, ma senza travestimento per fortuna! non parliamo di Gomez che mancano… altro che Gomez! manco lo zio Fester riesco a trovare io!!! Se stessimo più vicine potremmo vestirci da Banshee ed ovviare la mancanza! =)

    @ CorradoT: presenterò e già di anticipo che ti risalutano tutti!

    @ Stefania: giustissimo! sono stata anche troppo clemete con la frittata! poi, è bene rispettare le microtradizioni locali, quelle alle quali siamo affezionati e che ci fanno essere chi siamo! Quanto alle foto, non so che dire.. grazie!! forse riescono ad esprimere la fame e la gioia che provavano i miei occhi quando le ho scattate?!

    @ Imma: potrei continuare l’elenco… noi la facciamo anche di zucchine, tonno e capperi, pomodori, e spinaci!

  6. sapevo che anche nella nostra tradizione c’era qualcosa si simile, ma non addirittura nei termini in cui la racconti tu. Molto belli e istruttivi i tuoi ricordi!! 🙂

  7. @ Mariù: grazie!! la dovresti assaggiare per davvero, è proprio buona!

    @ Elvira: anche per me è stata una sopresa, però l’ho trovata estremamente affascinante, mi piacciono queste interconnessioni misteriose!

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