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La cotognata per Natale e il mercato di Greve in Chianti

Io e Eleonora siamo partite con l’intenzione di fare un giro veloce, vedere cosa c’è a Greve in Chianti in questo mercato nuovo per noi e tornare a casa, magari con qualche etto di castagne buone. Appena arrivata avevo un passo baldanzoso, leggero, ispirata anche da una giornata che si prospettava piena di sole e un pranzo in famiglia poco più tardi.

Mercato a Greve in Chianti

Un’ora più tardi sono tornata alla macchina trascinando a fatica quattro buste piene di frutta, verdura, pane, ceramiche, fiori, una ghirlanda, bacche e conserve… Oltre al portabagagli della macchina pieno, tornavo a casa con gli occhi colmi di colori e sorrisi,  il cuore straripante di riconoscenza per quello che la Natura ci regala, di stagione in stagione, e la mente in subbuglio per tutte le idee che erano nate lì, tra una cesta di mele cotogne e un vaso in ceramica fatto a mano.

Marroni belli, sodi, del Casentino o del Mugello, che sono finiti direttamente nel forno a legna, dopo le pizze, e hanno chiuso più di un pranzo o una cena con il loro buon sapore dolce e affumicato. Cipolle brillanti nei loro vestiti rosa e porpora, che sembravano arrivare direttamente da una sfilata di moda. Tutto era fresco, vivo, pronto per essere trasformato in qualcosa di buono che potesse dare conforto e amore.

Mercato a Greve in Chianti  Mercato a Greve in ChiantiMercato a Greve in Chianti  Mercato a Greve in Chianti

Questa abbondanza viene da Il Pagliaio, mercato biologico e dell’antiquariato. Questo mercato si tiene ogni quarta domenica del mese in Piazza Matteotti a Greve in Chianti, proprio di fronte alla Macelleria Falorni di cui vi ho già parlato per una breve gita fuori porta.

Sono presenti più di quaranta produttori, dalla frutta e verdura locali al pane, ai dolci, alle ghirlande intrecciate con fiori e arbusti, i taglieri di legno, le ceramiche, lo zafferano, le erbe, i saponi e il vino e l’olio locale. Ogni mese il mercato sceglie un tema e organizza anche laboratori, incontri e dimostrazioni. A ottobre il mercato era dedicato alla lana, ed era possibile ammirare i filati, gli arcolai di una volta e imparare a fare a maglia.

Il mercato è unico nel suo genere. Tutti i prodotti sono locali, freschi, biologici, fatti a mano o coltivati direttamente dai produttori presenti, con i quali è possibile chiacchierare, scambiarsi consigli e suggerimenti e ricette interessanti.

Il Pagliaio tornerà domenica 23 novembre e sarà dedicato al cibo di strada. Non perdete l’ultima edizione del 2014, altrimenti poi dovrete attendere fino alla prossima primavera, con un clima più mite e il rinascere della Natura e dei suoi prodotti.

Mercato a Greve in Chianti  Mercato a Greve in ChiantiMercato a Greve in Chianti

… e poi ho trovato loro, le mele cotogne goffe e sgraziate, ma dall’animo gentile.

Mercato a Greve in Chianti

Quando le ho viste così, ben sistemate nel cesto di vimini sui banchi del mercato, ho avuto una visione di me in cucina, tra vapori e calderoni, a preparare la cotognata che potrebbe costituire il primo tassello dei miei regali fatti in casa per Natale. Quest’anno – come ogni anno, del resto – preparerò vasetti, cartoccini, sacchetti di biscotti, dolci e cioccolatini, sali profumati e aceti aromatizzati.

I regali buoni, non solo belli, fanno contenti tutti, costano poco, dimostrano amore e attenzione e non passano mai di moda. Quindi cominciamo da qui, e vediamo poi via via cosa andremo ad aggiungere al cesto regalo per gli amici e la famiglia.

Cotognata - Quince paste

La prima volta che ho preparato la cotognata ho sbucciato con attenzione tutte le mele e ho tolto i semini, seguendo poi le stesse proporzioni di questa ricetta. Ho ottenuto quattro vasetti di confettura profumata e densa, ma confettura: da spalmare generosamente sul pane fresco integrale a colazione, o da accompagnare anche a un formaggio, ma non i cubetti.

Il segreto è passare con pazienza certosina le mele cotogne cotte con il passa verdura, senza eliminare buccia e semi, in modo da sfruttare il potere gelificante della pectina contenuta nei semi. Richiede del tempo, ma il risultato è garantito! Se preferite invece la confettura morbida, omettete questo passaggio, sbucciando le mele e privandole dei semi, e procedete alla sterilizzazione dei barattoli come in ogni conserva.

Una volta che la cotognata è pronta potete farla a cubetti e avvolgerla nella carta cerata, da regalare come una caramella d’altri tempi, o potete tenerla a panetto e regalarla così, da accompagnare ai formaggi.

La cotognata
Autore: 
Tipo di ricetta: Conserve
Cucina: Italiana
Tempo di preparazione: 
Tempo di cottura: 
Tempo totale: 
 
Avrai bisogno di...
  • 1 kg di mele cotogne
  • 500 g di zucchero
  • Succo di 3 limoni
  • 1 cucchiaio di essenza di vaniglia
Come si fa...
  1. Lava le mele cotogne sotto l'acqua corrente per eliminare la peluria, poi mettile in una pentola grande e coprile di acqua. Porta l'acqua ad ebollizione e fai cuocere le mele per circa un'ora, finché non saranno morbide, ma non disfatte.
  2. Togli le mele dall'acqua e falle raffreddare leggermente, poi tagliale a pezzi e passale da un passa verdura a maglie strette. Questo è un vero e proprio atto d'amore, servirà tempo e pazienza, ma il risultato è garantito. Passa tutta la mela, buccia e semi compresi, perché è lì che è racchiusa la pectina che darà forma e struttura alla cotognata, rendendola soda e consentendo di tagliarla a cubetti.
  3. Raccogli la polpa in una pentola insieme allo stesso peso di zucchero: io ho attenuto circa 500 g di polpa, quindi ho usato 500 g di zucchero, ma dipenderà dalla qualità delle mele scelte. Aggiungi anche il succo di limone, che aiuterà il lavoro della pectina.
  4. Metti la pentola sul fuoco, al minimo, fai prendere il bollore leggero alla composta e cuoci per circa mezzora, girando spesso con un mestolo di legno, fino a che la composta non avrà assunto un bel colore rosa aranciato e sarà abbastanza soda. Fai la prova del piattino.
  5. Fodera una teglietta con la carta da forno e versa la composta di mele in uno strato di non più di 2 cm. Lasciala raffreddare completamente e poi mettila in frigorifero a finire di solidificare.
 

ChiantiChianti

Queste invece sono i paesaggi che si vedono intorno a Greve… la settimana prossima vi porterò poco lontano, ma con colori e tempo del tutto diverso!

Intanto buon fine settimana, godetevi la cucina, gli amici e la famiglia!

Chianti

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This Post Has 13 Comments

  1. Quanta bellezza! adoro quella ghirlanda! Molto carina l’idea delle caramelline di cotogna. da provare!

    A proposito della gelatina dei semi mele cotogne, da noi si conservano questi semi e li usano come cura casalinga per mal di gola! Basta mettere mezza tazza di acqua bollente su una decina dei semi di cotogna e coprire e lasciarlo riposare per mezz’ora fino a quando diventa denso. Fa miracoli e ti fa tornare la voce perduta!

  2. Ciao Giulia, questi paesaggi mi sono familiari. Ci sono nata e cresciuta da quelle parti (Panzano in Chianti)e anche se adesso vivo a San Gimignano (beh.. anche li con i paesaggi non si scherza) queste colline le ho nel cuore. Cercherò di non mancare domenica 23 e magari se ti vedo tra i banchi del mercato e riesco a buttar via un pò della mia timidezza.. ti chiamo e mi presento. Proverò la ricetta. Mia mamma va adora la cotognata e magari riuscirò a farla mangiare anche alla mia piccola che con frutta e verdura litiga ogni giorno :-). Un abbraccio

  3. Appena ho visto due parole chiavi: mele cotogne e mercatini, sono subito passata di qui! Da un pò che le mele stavano nel piatto profumando tutto il salotto e dopo aver fatto le ricerche di ricette e avendo poco tempo, ho optato di cuocerle nel forno per un paio d’ore. Belle, morbide e profumate! Ma la cotognata voglio provare assolutamente! E poi leggo di questo mercatino.. e che tornerà il 23! Proprio nel weekend che mi sto organizzando di visitare la zona di Siena e intorni. Grazie!

  4. GRAZIE CARA SIGNORA!

    Tantissimi anni fa la cuoca della mamma a Buenos Aires ci faceva la mela cotogna al forno per tagliate a meta, con la bucia e con zucchero sopra e marsala come liquido de cottura al forno.
    fino a che erano tenere per mangiare, ma non sformate, e siccome i semi rimanevano facevano una bella gelatina sulla teglia de coccio.
    bongiorno!
    Susy

  5. quella foto della cotognata è meravigliosa! non ho mai provato a farla con le mie manine, ma per quanto riguarda lo step successivo (mangiarla) sono un’esperta internazionale 🙂

  6. Si sente gia’ profumo di Natale…in fondo, per chi si prepara con cura…e’ quasi partenza!!!! Che meraviglia la cotogna da affettare e la ghirlanda. Peccato ol mercatino sia cosi’ lontano per me!!!! Baci!!!

  7. adoro Greve in Chianti! ci sono passata anche qualche settimana fà!
    quando abitavo a Firenze ci andavo spesso a fare una giratina, ci sono sempre un sacco di belle feste soprattutto d’inverno..vino..castagne…ma ora che abito a lucca purtroppo ci vado raramente.
    però sono sincera..non amo le mele… quindi nemmeno la cotognata ma le caldarroste le mangerei volentieri!
    ahahah
    buona settimana

  8. CaraGiulia, che bellezza quelle foto,perche non regali un calendario, un a foto e una ricetta ogoni mese ?
    Scusami, penso che il nome NESPOLE sia più traducibile di SORBE, ma erano Sorbe: vero ?bye bye

  9. cara Giulia che piacere leggerti…. la tua passione e le tue curiosità sono travolgenti !! .. e così domani mi propongo di andare al mercatino a Greve.. e se ci sono ancora le mele cotogne potrei anche replicare nel pomeriggio la tua invitante cotognata 🙂
    ,,che dire di quelle nespole invernali.. le ho viste anche dalle parti di Siena ma per me sono del tutto da scoprire… ci dirai qualcosa:) qualche idea originale… -saluti

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