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Mamma mi compri un budino di riso?

San Gimignano a me piace la mattina presto, quando ancora non è affollata dai turisti, quando si vedono gli abitanti del paese che camminano per le strade quasi increduli di sentire San Gimignano ancora loro, ancora per qualche minuto.

Mi piace quando i passi risuonano sulle pietre, riecheggiando poi tra le pareti alte delle case, nelle strade sempre in ombra. Mi piace il grigio di quelle pietre, soprattutto quando è stato appena lavato da una pioggia dei primi giorni di primavera.

A San Gimignano, percorrendo la via principale dal piazzale verso il Duomo, si trova poco dopo la porta sulla sinistra la pasticceria di Armando e Marcella. Ogni volta che da piccina mamma mi portava lì, appena entrata la mia domanda era sempre la stessa: Mamma mi compri un budino di riso?

I budini di riso di San Gimignano erano i miei dolcini preferiti, sia che me li comprasse mamma in un sabato qualunque quando andavamo a trovare nonno, sia che me li comprasse zia, al mattino presto prima di andare al mercato quando passavo lì qualche giorno durante le vacanze estive.

Forse proprio per questo loro carattere, per essere intessuti di ricordi e di sapori dell’infanzia, sono ancora i miei preferiti nelle rare volte in cui faccio colazione al bar, o magari quando passo da un forno che li ha appena fatti, e sono tiepidi e con una punta di cremosità dentro.

In una giornata di voglia di cose buone, poco prima di partire per Londra, li ho rifatti, partendo dalla ricetta familiare di nonna per la torta di riso, che comunque riesce sempre bene.

Mi sono segnata la ricetta, ho fatto le foto e sono partita, con l’intenzione di scrivere questo post da qui, dalla cucina di Londra, calda e accogliente, dove non manca mai un caffè italiano. Poi però succede che all’estero mi viene voglia di cucinare le cose di casa, e allora insieme al minestrone ho fatto di nuovo i miei budini di riso per la nostra colazione. I budini di riso, cambiando paese, hanno anche cambiato veste.

In Italia sono e rimangono i budini che si comprano in pasticceria o meglio al forno di fiducia, rotondi o ovali, avvolti in un tovagliolino di carta. Si mangiano in piedi, magari insieme ad un caffè se siamo grandi o con un succo alla pera se siamo piccini, sono coperti di zucchero a velo, quello zucchero a velo che nelle mattine più importanti va sempre a cadere sul vestito.

Qui a Londra, nel quartier generale dei foodblogger, dove ogni scusa è buona per fare nuove foto o provare una nuova combinazione, abbiamo giocato un po’ con i sapori e con la presentazione. Niente zucchero a velo ma un cucchiaio abbondante di yogurt greco, sodo e compatto, e una salsina di lamponi, appena cotti con po’ di zucchero per dare un tocco di acidità molto piacevole. Ad accompagnare tutto i piani per i prossimi giorni e una tazza di Earl Grey.

Adesso voi avete solo l’imbarazzo della scelta su come servire i budini di riso, alla ricetta – provata e assaggiata – ci ho già pensato io!

4.9 from 10 reviews
Risottini o budini di riso
Autore: 
Tipo di ricetta: Dolci
Tempo di preparazione: 
Tempo di cottura: 
Tempo totale: 
Porzioni: 16
 
Avrai bisogno di...
Per il ripieno:
  • 1 l di latte
  • 300 g di riso originario
  • 1 cucchiaio di essenza di vaniglia biologica o 1 stecca di vaniglia
  • scorza di un limone non trattato
  • 6 cucchiai di zucchero di canna integrale
  • ½ bustina di lievito (ca. 8 g)
  • 2 uova codice 0
Per la pastafrolla:
  • 200 g di farina 00 bio
  • 100 g di farina integrale di riso bio
  • 150 g di zucchero di canna integrale
  • 150 g di burro
  • ½ bustina di lievito (ca. 8 g)
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 uovo codice 0
Come si fa...
  1. Per prima cosa prepara la pastafrolla. Staccia le due farine e mescolale con lo zucchero di canna integrale, il lievito, il sale e il burro a pezzettini. Impasta velocemente con le mani la farina con il burro e gli altri ingredienti, formando delle briciole che assomiglieranno a pangrattato.
  2. Sbatti l’uovo per qualche secondo con una forchetta in un piatto, versalo sulle briciole e con le mani unisci il tutto, formando una palla omogenea di pasta. Se hai ben amalgamato burro e farina ci vorranno solo pochi minuti, e così non correrai il rischio di surriscaldare la frolla, che alla fine sarà friabile e leggera. Appiattisci la palla di pastafrolla con le mani, avvolgila con la pellicola e lasciala riposare in frigo.
  3. Mentre la pastafrolla riposa, versa il latte in una pentola capiente con il fondo spesso e portalo ad ebollizione con una buccia di limone e il baccello di vaniglia (o l'essenza di vaniglia biologica).
  4. Quando il latte comincia a sobbollire, versa il riso e portalo a cottura, mescolando spesso con un cucchiaio di legno per evitare che si attacchi sul fondo della pentola (il tempo dipenderà dal tipo di riso che hai scelto, ma deve cominciare a disfarsi quasi, come per le frittelle). Orientativamente ci vorranno circa 20 minuti.
  5. Quando il riso è cotto ed ha assorbito la maggior parte del latte spengi il fuoco e aggiungi 3 cucchiai di zucchero: mescola bene e lascialo raffreddare.
  6. Una volta freddo, aggiungi 2 tuorli, il lievito e altri 3 cucchiai di zucchero e mescola per amalgamare il tutto. Monta le chiare a neve e aggiungile delicatamente al riso.
  7. Stendi la pastafrolla con il mattarello su una superficie infarinata fino a raggiungere uno spessore di circa 5 mm e fodera 16 stampini di muffin. Il modo più veloce per farlo, ottenendo dei gusci di pastafrolla regolari, è quello di ricavare dei dischi con un bicchiere grandi come la base dello stampino e poi tagliare con un coltello delle strisce di pasta per rivestirne i bordi. Premi leggermente con le dita la pastafrolla per unire il disco di fondo con le strisce laterali.
  8. Versa il riso dentro i gusci di pastafrolla ed inforna a forno caldo a 170°C per circa 40 minuti (se il forno è ventilato ne basteranno 25), finché la pastafrolla non sarà dorata e il riso leggermente colorato.
  9. Puoi servirli tiepidi o freddi, con una spolverata di zucchero a velo.

Dietro le quinte dello scatto londinese

  

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This Post Has 67 Comments
  1. Ciao, dovevo assolutamente scriverti perchè il tuo post mi ha colpita di più ad ogni riga che ho letto.
    Sono nata e cresciuta in un paese turistico (Taormina) e la tue descrizione circa la condivisione dei “propri” luoghi con i turisti è a dir poco calzante.
    Poi leggo di Londra e… ti invidio (in maniera benevola, ovvio). Io amo Londra alla follia, non la Londra “istituzionale”, ma quella fatta di gente sulla metro, di profumi, di cibo da tutto il mondo, di mercati, di sorprese ad ogni angolo.
    Ti metto subito fra i miei preferiti, passami a trovare se ti va, mi farebbe veramente piacere.

  2. Il mio primo budino di riso l’ho mangiato durante la mia prima visita a Firenze, quando ancora non ero molto concentrata sul cibo e la cucina. Ho fatto colazione in un terribile bar per turisti ed il budino, manco a dirlo, mi è sembrato terrificante, con un sapore deciso di tuorlo … ne è passato di tempo prima che mi decidessi a provarlo nuovamente ed adesso che vivo a Firenze ho i miei posti di fiducia, dove trovo i budini tiepidi e croccanti, morbidi dentro e con un deliziosa punta di limone.
    Mi piace questa fusione londinese con yogurt e salsa di lamponi.
    Goditi Londra… io ho già prenotato la mia settimana di Giugno e non vedo l’ora 🙂

  3. Giulia, mi hai fatto venire una voglia incredibile di budini di riso! Anche per me questi dolci sono collegati ad una pasticceria e dei momenti ben precisi: mio padre me li comprava in occasione della nostra visita mensile dal dentista, come premio di considerazione finale! Ecco, direi che è giunta l’ora di prepararli personalmente!

  4. …sai da quanto tempo il mio compagno mi chiede di cucinare i budini di riso…adesso non ho più scuse! la colazione della prossima domenica daranno i tuoi tortini.
    poi ti farò sapere come sono venuti.
    Un bacio alla swinging london…k indiviaaaaaa!!!!!!!

  5. Splendidi! Ispirano davvero tanto… anche se credo di non averli mai mangiati! Deve essere godurioso quel ripieno di riso profumato al limone… mmmhhhh che voglia che mi hai fatto venire Juls!!
    Buona continuazione in quel di Londra!! 😉

  6. Li ho ‘incontrati’ la prima volta qualche mese nel corso del mio solito giro in Toscana: li ho assaggiati ad Arezzo incuriosita dalla novità e fedele come sono d’istinto ai sapori che mi rapiscono ho proseguito le tappe (Pienza; Montalcino; Montepulciano; Siena) mangiandone ovunque mi capitasse di trovarli…mi sono portata a casa il ricordo e l’idea che avrei dovuto cercare la ricetta…ma non avrei pensato di trovarla a Londra ;-)Grazie Laura

  7. “San Gimignano a me piace la mattina presto, quando ancora non è affollata dai turisti, quando si vedono gli abitanti del paese che camminano per le strade quasi increduli di sentire San Gimignano ancora loro, ancora per qualche minuto”. Vale lo stesso per me. Non c’è momento migliore di quello. E la stessa cosa vale per la mia Firenze. Al mattino presto, quando è tutta per i fiorentini, riesce a dare il meglio di sé…
    Come si sta a Londra?

  8. questi tortini, o meglio budini (come dici tu dentro sono cremosi) li trovo anche qui a Genova, in qualche buona pasticceria, ovali.mi sono sempre ripromessa di provare a farli, potrei provare i tuoi, promettono benissimo. ciao Ilaria

  9. non solo ti invidio immensamente perchè stai a Londra insieme a tutto il “foodbloggerame”, ma anche perchè non ho mai mangiato i budini di riso e hanno una faccia super! beh almeno a questo posso porre rimedio… 🙂
    ciao bella!

  10. Anche per me le tortine di riso sono un ricordo dell’infanzia, l’unico dolce che mangiavo volentieri in pasticceria… poi sono cambiata ;D
    Interessante anche la versione London, ancora più golosa!

  11. adorabili!
    sono contenta per te! ti ho seguita in quest’ultimo periodo e spesso ho pensato di scriverti ma… ti dico solo che ti capisco (mi trovo in una situazione simile alla tua… solo invece di “mancato rinnovo” mettici “cassa integrazione”).
    Londra è fantastica e penso non potevi fare di meglio per ricaricarti e ispirarti… a me manca così tanto. vai vai vai… sei sulla strada del cuore quindi, sicuro, è quella giusta! 😀
    baci

  12. Mi sembva che questo fumo di Londva le doni tantissimo, Signovina! 🙂 Le foto sono deliziose, davvero davvero belle, Juls, è sempre bello vedere ogni volta come le idee migliori escano sempre in un gruppo creativo, e come si torni rigenerati e pieni di idee ogni volta. Io i tortini di riso così belli non li ho mai visti! 🙁 ma adesso potrei anche farmeli da me, dato che adovo adovo il rice pudding!


  13. Una meraviglia Giulia..sono venuta(anzi tornata) a S.Gimignano proprio a settembre,durante un weekend col mio ragazzo. Mi hai fatto tornare alla mente quei giorni favolosi e, allo stesso tempo, ho immaginato te da piccola x le viette ancora silenziose dopo aver mangiato uno di questi budini.:)) Ricetta che ho amato sin dalla prima riga!!!!!COMPLIMENTI!!Maria Lisa

  14. Che belli questi budini e le foto passo passo.. anche io da piccola li mangiavo, ma mai a san gimignano! ora mi tocca farci un salto…
    mi sa che mi sono persa qualche passaggio… ma che fai a londra?? 🙂

  15. ma solo io non ho mai sentito parlare di questi budini di riso? sono bellissimi! e pensare che sono due anni che vado in vacanza in Toscana, secondo te si trovano anche in Maremma? altrimenti mi toccherà proprio farmeli da me 🙂

  16. Sono meravigliosi non ci sono parole…mi hai fatto venire voglia di replicarli all’istante!! Sarà anche perchè le foto sono bellessime!! complimenti Jul!

  17. nooooooo!!!!!!!!!!!!!
    tu non sai da quanto tempo cerco una ricetta del budino di riso che mi soddisfi!!!!
    e non sai quanto mi fai felice. cacchio, sto facendo training autogeno per cucinare salato da tre giorni e tu che mi combini? cmq no, devo farli SUBITO.
    bellissimo tutto, e grazie mille bella juls!

  18. La tortina di riso (io l’ho sempre chiamata cosima mi sembra la stessa cosa): che ricordi!! Non li mangio da quando ero piccola…li avevo quasi dimenticati, eppure mi piacevano tanto! Non ho mai pensato di rifarli a casa e visto che non abito in italia in pasticceria non li trovo…questa ricetta me la segno e la provero’ presto! Grazie! 🙂

  19. Sono sorprendenti questi budini di riso…….e poi questa visione toscano-londinese è bellissima. La tua descrizione di San Gimignano e delle stradine, e di quella pasticceria proprio li’ sulla strada del duomo….e del risveglio degli abitanti…..non ho parole!!!!! Approposito…confermo la collaudata torta di riso di tua nonna non solo per averla riprodotta….goduriosa…. ma anche perchè la pasta frolla è diventata da un anno la base ufficiale della mia pastiera napoletana…che per il gran successo non mi è stata richiesta solo a Pasqua ma in svariate occasioni festose dell’anno. Kiss kiss!!!!!

  20. Prima con la pinolata, adesso con i budini di riso…torni a ricordarmi cose che ho dimenticato, come quando il budino di riso era la mia pastina preferita per le colazioni nel periodo dell’università, quando se ero di corsa, finiva nascosto in una bustina nella borsa e lo mangiavo dietro al libro in biblioteca….e del budino di riso e’ fondamentale la frolla, che non deve essere troppo secca e asciutta, ma avvolgente e con la superficie friabile….e se l’aroma del limone emerge, benvenga! Io preferisco quelli tondi, come hai fatto tu…anche perché sono più grandi!!!! Sei troppo brava. Goditi Londra anche per me. Un balcone, Pat

  21. Ma che meraviglia questi budini…anni fa avevo fatto la torta di riso, simile alla tua preparazione e mi era piaciuta molto..dovrò provare anche questi!
    Brava juls!
    ps. S.Gimignano è stupenda, ci sono stata un paio di anni fa..e Londra pure…quanto sei fortunella nell’essere circondata da queste città! ^_^

  22. qui c’è solo una cosa da fare: farle entrambe!
    oppure, in alternativa, andare a S. Gimignano e provare la versione classica e poi a casa rifarla e rifarla ancora con la tua variante, perchè un budino solo non può bastare! 🙂

  23. conosco San Gimignano da turista già tre volte o forse quattro, tante volte insomma e adoro questa città intensamente ricca di cose belle italiane, adorerei poterla vedere come tu la descrivi e peccato che so solo ora di questi dolcetti ne avrei mangiati un’infinità per quanto sono deliziosi …grazie per la ricetta !

    Buona giornata!

  24. Il budino di riso è un atto di amore.
    Se passi da Siena, per me quello del Nocino (appena fuori porta Pispini) resta un oggetto di culto. Fino a diversi anni fa, li facevano senza la pasta frolla: una delizia mai provata prima. Un amico mi diceva che da qualche anno hanno rinnovato il bar; spero che non abbiano cambiato anche quella mitica, unica ricetta…

  25. Giulia, ho visto questi spelndidi budini di Riso, voglio farli al più presto, ma dove si trovano gli stampi per i budini?
    ciao a presto

  26. Ho appena sfornato 8 budini di riso strepitosi che mi ricordano i miei anni di università a Siena…Io adoravo quelli del Forno di San Girolamo: belli panciuti e traboccanti di profumi e gusto…E comunque non ho resistito e ne ho assaggiato uno ancora tiepido quasi caldo direi…Giudizio?Ottimo!Grazie Giulia!

    1. evviva!!! ho ben presente il forno ma non ci ho mai preso i risottini, la prossima volta che ci torno li proverò! hai studiato a siena? massenti, anche io!

  27. Siiii!!!Ho studiato Teoria della comunicazione.Comunque sappi che ho appena letto la ricetta dei tortini di riso salati con pancetta e scamorza affumicata e devo assolutamente provare a farli!!!Magari introducendo una piccola variante: la peretta sarda affumicata al posto della scamorza (visto che da sarda doc ce n’è una gran quantità nel mio frigo)…Poi ti racconto com’è andato l’esperimento!;)

  28. La tua proposta a Viareggio dei budini di riso per pasqua: sfruttata, ebbene sì, SUCCESSONE!!!!!!
    Comunque il riso non cuoceva mai, ho dovuto aggiungere molto più latte. Complimenti per la ricetta!!!!!

  29. Oggi ho fatto fare un tuffo nel passato a mia madre!Ho seguito la tua ricetta e sono venuti molto buoni il bello poi facendoli assaggiare è stato scoprire che quando era all’università a Pisa negli anni ’60 erano il suo dolce preferito a colazione!E sapere che quelli che ho preparato le ricordavano quelli che mangiava lei significa che la tua ricetta è ottima!Grazie anche da mamma!

    1. Davvero Sara? sono felice, soprattutto perché i ricordi e le memorie fanno fare dei viaggi bellissimi, e che soddisfazione poterlo far fare alla mamma! un abbraccio a tutti e due!

  30. Ciao Giulia, ieri sera ho “partorito” (una faticaccia!) i tuoi meravigliosi budini di riso. Mi son venuti bruttini, ma ottimi di sapore! Migliorerò…
    Una domanda: gli stampini li hai imburrati e infarinati oppure hai lasciato che l’antiaderente facesse il suo corso? Perché la seconda opzione con me non ha funzionato benissimo…
    La pasta frolla mantiene lo zucchero granellato all’interno. È una sua caratteristica o si può ovviare rendendolo “a velo”?
    Ti ringrazio per aver condiviso questa ricetta!

    1. Meglio imburrare gli stampini, sì, l’ho notato anche io. Magari usa burro e una spolverata di pangrattato, così si stacca meglio.
      La frolla mantiene una leggerissima traccia di zucchero, se viene lavorata bene e fatta riposare non si dovrebbe avvertire troppo.
      fammi sapere! ciao
      g

  31. ciao! vorrei fare questi favolosi budini, ma non ho a farina di riso…volevo sapere se posso usare tutta farina 00 oppure rischio di rovinare tutto? Grazie mille!

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