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Torta di pane e mele per festeggiare i 9 anni di Juls’ Kitchen

Nove anni fa era uno scaffale nella cucina di mamma. È qui che ho iniziato a collezionare le mie prime spezie e i primi props, anche quando non sapevo che potessero avere un loro nome, props: per me erano solo tazze, piattini e strofinacci da cucina. Ora quello scaffale è pieno di frutta secca, farine e essenze naturali di mia sorella Claudia, ma quando lo apro sento ancora lo stesso profumo di speranze miste a nuove scoperte.

In quello stesso scaffale ho allineato anche i miei primi libri di cucina: ne avevo appena scoperto il fascino, ci investivo parte del mio stipendio, li trattavo con il massimo rispetto, ma questo non escludeva che ne consumassi le pagine sfogliandoli e che le macchiassi con schizzi di salsa di pomodoro e di olio. La reverenza che provavo andava di pari passo con un rapporto quasi fisico che avevo con quelle pagine. Nove anni fa Juls’ Kitchen era un blog appena nato, tutto dipendeva dal mio tempo libero, dalla mia curiosità e dal mio amore per il cibo.

Questo febbraio Juls’ Kitchen ha compiuto nove anni.

Ora Juls’ Kitchen è una cucina vera e propria, uno studio, due librerie cariche di libri di cucina, una stanza piena di props, una dispensa e un blog condiviso Tommaso, il mio compagno di vita e di avventure.

Torta di pane e mele

Quella con il blog è anche la relazione più lunga che abbia mai avuto, visto che Tommaso è arrivato a metà del mio percorso con Juls’ Kitchen. Ho deciso di aprire questo blog per avere un angolo tutto mio, che dipendesse da me, dove poter scrivere del mio amore per il cibo. È stata la mia terapia, la mia ultima speranza, il mio primo pensiero al mattino. Quando tutti i miei amici si sposavano o avevano figli, rispondevo alle domande preoccupate di parenti e persone incontrate per caso in modo conciso: io ho un blog. Poi ho incontrato Tommaso, che ha capito perfettamente cosa significava questo blog per me. Ha accolto il blog, tutto il cibo, gli alti e bassi, questa vita insolita e me.

Quando ho iniziato a scrivere il blog, questo era un mondo completamente diverso.

Immagina i blog prima dei Social Media. Tutti i contenuti erano qui, in queste pagine, non sparsi attraverso i diversi feed social con gli aggiornamenti e i condividi ora. A volte mi mancano quei tempi, quando ti sentivi quasi un pioniere, quando ogni giorno era l’inizio di un’avventura in un mondo sconosciuto e avevi la fortuna di incontrare altri blogger appassionati come te lungo la strada. Sfruttavi ogni occasione per imparare e rafforzare la tua professionalità.

Se apro quello scaffale ora, sono ancora travolta dallo stesso odore di cannella e chiodi di garofano, e mi sento di nuovo un pioniere in cerca di avventure. Non dovresti mai smettere di imparare e esplorare. Ogni post qui sul blog mi provoca la stessa emozione del primo, lo stesso pizzicore sulle dita e la stessa curiosità nel vedere quello che succederà ogni volta che premo pubblica. Quello che mi guida fin da allora sono queste parole di Molly Wizenberg, una blogger che ammiro per la sua onestà e il suo impegno.

“Well, I want to write – or make pictures, or develop recipes; you can fill in the blank – I want to write well enough that my work markets itself. I want my work to speak for itself. I want my work to be good enough, alive enough, smart enough, that it spreads on its own merit. I am willing to work that hard. Maybe it sounds idealistic or audacious, but I think that should be the goal of everyone producing creative work.”

noi

Eccoci a festeggiare a Dublino con una pinta di Guinness!

Caterina Maria Romula di Lorenzo de’ Medici

Questo è un mese di compleanni, perché lo scorso anno, proprio il 1 febbraio, abbiamo anche dato vita alla nostra società, Romula.

Romula è il terzo nome di Caterina de’ Medici. Nel 1533 Caterina, poco più che quattordicenne, lasciò un convento di Firenze per andare a sposare il delfino di Francia, Enrico d’Orleans. Portò con sé un largo seguito di cortigiani, medici e cuochi, l’influenza della sua famiglia di ricchi banchieri e anche un’attenzione all’etichetta a tavola che mancava alla corte di Francia. Con sé aveva anche dei semi di spinaci. Tra leggende e realtà, tra campanilismi e effettive influenze, pare che a Caterina si debba l’introduzione in Francia del gelato, dei sorbetti, dello zabaione, delle crespelle, delle forchette e delle mutande: amava infatti cavalcare all’amazzone, e questo richiese che le dame che la imitavano iniziassero a indossare le coulottes.

Abbiamo scelto un nome ambizioso per la nostra società. La nostra missione è lavorare insieme per condividere questo amore per il cibo toscano e italiano, per trasmettere ricette autentiche e genuine. Caterina de’ Medici ci è sembrata un ottimo esempio in questo.

Eravamo amici, poi ci siamo innamorati. Abbiamo iniziato a lavorare insieme come freelance, poi anche a vivere insieme. Abbiamo costruito uno studio. Una società sembrava la cosa giusta da fare per ufficializzare i nostri progetti condivisi. Chi sa cosa porterà quest’anno?

Torta di pane e mele

Torta di pane e mele

Pane e latte, due ingredienti semplici e che sanno parlarci a più livelli, sono evocativi e nello stesso tempo alla base della nostra cultura. Aggiungi un tocco di vaniglia, l’umidità delle mele, la ricchezza di uvetta e fichi secchi, il sapore intenso e adulto delle prugne. Immagina il gesto rassicurante di scaldare a fuoco lento il latte in una casseruola con un baccello di vaniglia che piano piano rilascia il suo aroma. Quest’odore che ti riporta all’infanzia riempirà la tua cucina e ti accoglierà la mattina a colazione.

Stavo cercando una torta celebrativa, e son finita a preparare questa torta di pane e mele per la colazione, modesta e casalinga. Si adatta perfettamente alla cucina di Juls’ Kitchen. 

Torta di pane e mele
Piatto: Colazione, Dolce
Cucina: Italiana
Porzioni: 8 persone
Ingredienti
  • 450 g di pane raffermo
  • 750 ml di latte intero
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • 60 g di uvetta
  • 60 g di prugne spezzettate
  • 60 g di fichi secchi spezzettati
  • 2 cucchiai di marsala o altro vino liquoroso
  • 2 uova sbattute
  • 160 g di zucchero + qualche cucchiaio per spolverare
  • 2 Mele
  • 70 g di burro sciolto
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 4 cucchiai di pangrattato
Istruzioni
  1. Tagliate il pane raffermo a pezzetti e raccoglietelo in una ciotola grande.

  2. Riscaldate il latte in una casseruola con il baccello di vaniglia. Quando inizia a sobbollire, togliete il baccello di vaniglia e versate il latte sul pane raffermo. Lasciatelo riposare per circa 10 minuti, in modo che il pane si ammorbidisca e assorba tutto il latte.

  3. Raccogliete l'uvetta, i fichi e le prugne in una ciotola e bagnateli con il marsala. Metteteli da parte per qualche minuto.

  4. Preriscaldate il forno a 180°C.

  5. Schiacciate il pane ormai zuppo di latte con una forchetta fino a che non otterrete una pappa liscia, morbida ma non troppo liquida. Potete anche frullare tutto con un frullatore.

  6. Aggiungete alla pappa di pane e latte le uova, le mele sbucciate e fatte a cubetti, lo zucchero, il lievito e il burro fuso e mescolate bene. Aggiungete anche la frutta secca bagnata nel marsala e mescolate.

  7. Imburrate uno stampo da ciambelle da 26 cm di diametro e cospargetelo con metà del pangrattato e un po 'di zucchero.

  8. Versate l'impasto nello stampo, levigate la superficie e cospargetela con il pangrattato rimasto e due cucchiai di zucchero. Aggiungete anche qualche fiocco di burro.

  9. Cuocete la torta in forno caldo per circa 50 minuti - 1 ora, fino a che non sarà dorato e lo zucchero unito al burro non avrà creato una crosticina. Controllate la cottura con uno stuzzicadenti inserito nella torta, dovrà uscirne pulito ma ancora umido.

  10. Lasciate raffreddare la torta per circa 10 minuti su una gratella, quindi rovesciartela su un piatto. Lasciatele raffreddare completamente prima di affettarla.

  11. Si conserva per alcuni giorni sul tavolo di cucina, basta coprirle la torta con un po' di carta da cucina.

Note

Per questa torta ho usato del pane fatto in casa di farro, bello croccante, che ha assorbito tanto latte. Se scegliete un pane più morbido e bianco dovrete ridurre un po' la quantità di latte.

Goodbye Gennaio

Questa è una nuova sezione qui sul blog alla quale stavo pensando da secoli, vediamo se il 2018 è l’anno giusto per iniziare a realizzare qualcuno dei nostri progetti. È una raccolta di ricette che abbiamo creato per clienti e riviste al di fuori dal blog, di link e libri interessanti, di foto su Instagram che abbiamo amato. Un breve riassunto dell’ultimo mese prima di tuffarci gioiosamente in quello nuovo. Quindi… Goodbye Gennaio.

Gennaio sei stato breve e pieno di impegni, mi hai regalato giorni gelidi e un’anticipazione di primavera, una vacanza attesa da tanto a Dublino, un gruppo Facebook, Cooking with Juls’ Kitchen, e un hashtag su Instagram, #myseasonaltable, due weekend di lavoro e non abbastanza serate sul divano davanti a Netflix.

Dublin e Howth, la prima vacanza in più di un anno, una breve e meritata pausa a base di pinte di Guinness, lunghe passeggiate sul molo, zuppe di pesce calde e confortanti. Abbiamo mangiato il nostro peso in pane e burro, e che burro, perché eravamo in vacanza e le calorie non contano quando sei all’estero. Abbiamo camminato per tutto il giorno, dalla Guinness Storehouse, dove l’odore di orzo tostato si diffondeva nell’aria gelida, fino alla Jameson’s Distillery, dove abbiamo imparato a riconoscere le differenze tra il whisky irlandese, quello scozzese e quello americano.

Ho sentito i brividi lungo la schiena quando siamo entrati nella Old Library del Trinity College e quando siamo passati accanto a Bewley’s, la mia fermata preferita per la colazione quando andai a Dublino più di quindici anni fa. È stata breve, ma intensa, e ci ha lasciato il desiderio di esplorare di più, addentrarci all’interno, affacciarsi sulle scogliere e farci riempire gli occhi di verde. 

Quello che ho amato e che sto leggendo 

  • Trattoria Sergio Gozzi a Firenze.  Uno degli aspetti positivi dei Social Media è che puoi leggere di posti come questi, la Trattoria Sergio Gozzi, in Piazza San Lorenzo a Firenze, nell’ultimo post di Girl in Florence e recarti direttamente alla sua porta un’ora più tardi per provare le sue polpette fritte. Georgette aveva ragione, erano veramente divine. Oltre alle polpette ho ordinato il bollito misto, servito con una delle migliori salse verdi che abbia mai assaggiato e che, mi spiace dirlo, se la batte con quella di mamma.
  • A tiny Frenchwoman has had a huge impact on food in America. Sapevi che c’era un’altra donna che è stata influente quanto Julia Child nella diffusione della cucina francese negli Stati Uniti? Questo è un articolo scritto meravigliosamente che fa un po’ di luce sulla vita di Lulu Peyraud, una donnina piccola e piena di energia che ha da poco festeggiato il suo 100° compleanno.
  • In punta di forchetta. Storie di invenzione in cucina di Bee Wilson. Il capitolo sulle unità di misura e i metodi di misurazione è quello che più mi ha divertita. Hai mai pensato a come potessero misurare la temperatura di un forno prima dei termometri? Si usava carta o farina, e il fatto che prendessero fuoco, si annerissero o cambiassero semplicemente colore passando dal dorato al marrone scuro indicava la temperatura. Geniale. Bee Wilson è riuscita a scrivere un saggio su come la tecnologia abbia cambiato non solo il modo in cui mangiamo e cuciniamo, ma anche, e soprattutto, le nostre vite. Un libro che ti tiene incollato come se fosse un giallo, e nel contempo ti insegna tanto.
  • The Kitchen Diaries di Nigel Slater. Ho amato The Christmas Chronicles che mi ha presa per mano da Novembre attraverso I mesi magici e freddi dell’inverno. Adesso mi sto gustando pagina dopo pagina questo suo vecchio libro per vivere con più consapevolezza ogni giorno, ispirata dalle sue fresche e vibranti ricette stagionali.

torta di arance e mandorle

Cadoro

Ogni mese da più di un anno scrivo anche una ricetta per il magazine on line di Cadoro. Gennaio era dedicato alle arance biologiche, e la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la torta di arance e mandorle di Claudia Roden.

Claudia Roden, food writer di fama internazionale, ha reso famosa questa torta di arance e mandorle di origine ebraica. È una torta umida, fatta con un procedimento molto particolare; le arance sono bollite intere per circa due ore, fatte raffreddare e poi frullate per essere incorporate nell’impasto di uova, zucchero e farina di mandorle. 

Qui puoi trovare la ricetta, da fare finché ci sono queste arance bellissime.

Ci Piace Cucinare Ci Piace Cucinare Ci Piace Cucinare

Ci Piace Cucinare

Come ogni mese, una volta a settimana puoi anche trovare le mie ricette su Ci Piace Cucinare. Mi diverto un sacco a sviluppare nuove ricette, fotografare il risultato e, soprattutto, condividere tutto quel cibo con la famiglia e con gli amici o congelarlo per i giorni pieni di impegni. A gennaio sono uscite le ricette dedicate alla lonza, agli hamburger alternativi (abbiamo eletto quello di barbabietola e quinoa è come il nostro preferito) e alle torte di verdura.

Cosa ti è piaciuto a gennaio? 

Libri, post, articoli e libri che hai letto, ricette che hai cucinato… condividi tutto nei commenti per ispirare me e chi passerà a leggere questo post. E se hai cucinato qualche ricetta tratta dal blog, condividila con gli hashtag #julskitchen e #myseasonaltable. Ci rileggiamo giovedì con una ricetta speciale per la pasta con le polpettine… sì, proprio come in Lilli e il Vagabondo.

 

This has been our lunch today: a few slices of toasted sourdough bread with hazelnuts and seeds, a bowl of chickpeas and a generous serving of grilled radicchio tardivo di Treviso, a beautiful and seasonal curly vegetable with a meaty texture and a subtle bitter taste. I quickly grilled the halved radicchio on a hot griddle. Once charred here and there I transferred it onto a pan with a few drops of aceto balsamico di Modena and a drizzle of our extra virgin olive oil and cooked it for a further 5 minutes. A sprinkle of salt and a few grinds of black pepper and lunch is ready on the table. How do you prepare this radicchio? Are you fond of its bitter taste or do you prefer sweeter vegetables, like fennel? #myseasonaltable

Un post condiviso da Giulia Scarpaleggia (@julskitchen) in data:

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This Post Has 3 Comments
  1. garantiscoper la torta e l’arista 😉 e poi il corso di foodphotography…Juls ne hai fatta di strada da quando ci siamo incontrate a Viareggio e ci insegnavi a fare i biscotti…ci hai messo passione ed impegno…per citare un film che adoro “circostanze della vita” ma sono fondamentali anche quelle 😉

    1. C’ero anche”io quel giorno a Viareggio nel negozio di Lombardi in via Fratti e infatti stavo pensando a quando potremo rivederti da queste parti per qualcosa di completamente libero come fu quel giorno!

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