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Un panino ramingo, un panino da viaggio

Qui Londra. O almeno spero, visto che oggi è mercoledì, sono ancora a casa in pigiama, sto scrivendo questo post che andrà on line venerdì mattina, mentre io molto probabilmente mi avvolgerò ancora più stretta nella coperta blu di casa di Sarka, in una casa che non è la mia ma in cui mi sento sempre a casa, fin dall’inizio, con amici che vedo non quanto vorrei ma che sono come parte della mia famiglia.

Qui Londra, ed è cominciato un viaggio di pochi giorni per il FoodBlogger Connect, la mia ora d’aria di quest’anno. Stamani, che poi sarebbe mercoledì, mi son guardata allo specchio e mi sono vista stranamente bianca per essere un’italiana alla fine di un’estate italiana. Ho passato gli ultimi mesi in cucina, o dietro lo schermo del Mac, seminascosta alla gente e alla vita. Ero  impegnata (e lo sono ancora, per un pochino) in un progetto di cui sono estremamente fiera. Sono in fibrillazione, non vedo l’ora di mostrarvi il libro e di parlarvi di una collaborazione incredibile che lo ha arricchito ancora di più. Ma sono bianca, su questo non c’è dubbio. E stamani mi sono anche data un colpo di colore e adesso i miei cortissimi capelli sono mogano. Mi danno un’aria irlandese, o così mi piace pensare.

Per festeggiare questa partenza, oggi vi racconto di un panino ramingo, il panino da viaggio. Se c’è una cosa che non mi piace di quando viaggio – e credo sia l’unica cosa, insieme al fare la valigia – è mangiare negli aeroporti italiani. I panini sono solitamente poco freschi, le insalate tristanzuole e le pizze bruciano in un pasto il mio bonus settimanale di calorie. Ecco perché solitamente mi piace portarmi da casa qualcosa, solitamente un panino e una frutta. Mi ricorda la partenza delle gite alle elementari: mamma mi riempiva sempre lo zaino di frutta, wafer, acqua e panini al prosciutto cotto – così che non ti mette sete, diceva lei a ragione, pensando al nostro prosciutto crudo toscano.

Ero felice di aprire la busta di plastica e trovarci tutto dentro, con i tovaglioli di carta, la frutta lavata, e un pacchettino di biscotti come premio in più. Lei ha messo la stessa attenzione nel prepararmi il pranzo fino allo scorso anno, quando ha fatto il sacchettino per il mio ultimo giorno di lavoro in ufficio. Ecco perché sono così legata al pranzo da portar via, specialmente per un viaggio. Lo lego a lei e all’amore che mi ha sempre dimostrato, si vedeva da come incartava i panini perché rimanessero freschi. Si vedeva perché i panini erano fatti da lei, e anche se meno scenografici di tante pizze o focacce da forno, per me erano e rimangono speciali.

Non ho quindi avuto dubbi quando Negroni mi ha proposto di pensare a qualcosa per il Panino d’Autore, un progetto che nel tempo ha coinvolto grandi chef e blogger nella realizzazione di panini unici, con attenzione agli ingredienti di provenienza, con una storia dietro che li rendesse speciali. Il mio tema sarebbe stato il viaggio: il panino rappresenta il calore di casa che ti accompagna, l’affetto di qualcuno che ha pensato a te, spesso la mattina prestissimo prima dell’alba, incartandolo e mettendolo sul tavolo di cucina con un bigliettino con scritto buon viaggio, divertiti. Baci mamma.

Il panino è composto da due pezzi di focaccia: la ricetta è quella di Sonia de Il pasto nudo, una focaccia di pasta madre che nasce come pizza ma che anche da sola è irresistibile, bagnata di olio toscano e con un pizzico di sale Maldon – d’altronde stavo venendo proprio a Londra. Nel panino c’è il prosciutto cotto, perché non ti mette sete, come dice mamma, e perché fin da quando ero piccola lo lego alle gite. C’è la maionese fatta in casa, a ricreare un connubio classico – il cotto e maionese – rendendolo però affettivamente importante, perché non solo la maionese è fatta con uova vere e olio toscano buono, ma è anche profumata dalle erbe del giardino.

Per concludere, le barbabietole comprate al mercato dei produttori di Colle, il segno più tangibile del legame alla terra. Ho scoperto da poco questo modo di cucinarle, a dirla tutta è proprio da poco che mangio barbabietole: ve lo consiglio soprattutto se dovete avvicinarvi per la prima volta alle barbabietole, sono croccanti e dolci, sembrano chips di patate, solo con un gusto ancora più terroso (guardate che non è cattivo!).

Alla fine non vi resta che chiudere il panino, incartarlo e via! buon viaggio, ecco il vostro pranzo al sacco!

4.8 da 5 voti
Un panino ramingo
Preparazione
5 min
Cottura
10 min
Tempo totale
15 min
 
Piatto: Panino
Porzioni: 2 panini
Chef: Giulia
Ingredienti
  • 1 focaccia di farina bianca e farina di semola dalla ricetta di Sonia
  • 120 g di prosciutto cotto Negroni
  • 1 barbabietola rossa
  • farina
  • olio extravergine di oliva
  • sale Maldon
Per la maionese alle erbette
  • 1 tuorlo di uovo a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaio di succo di limone o di aceto bianco più altro a gusto tuo
  • 1 pizzico di sale
  • ca. 80 ml di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaio di senape
  • sale e pepe
  • 1 ciuffetto di prezzemolo
  • qualche filo di erba cipollina
Istruzioni
  1. Prepara la schiacciata seguendo la ricetta di Sonia. Basterà per due panini e ne rimarrà un po' da usare come stuzzichino.
  2. Per la maionese, monta il tuorlo con un frullatore ad immersione per un minuto o due finché non diventa appiccicoso e denso. Aggiungi un cucchiaio di succo di limone o di aceto bianco e un pizzico di sale e monta per altri 30 secondi. Versa l'olio a filo senza smettere di montare fino a che la maionese non è soda. Una volta che la maionese ha incorporato tutto l’olio, aggiungi la senape, il succo di limone, il sale e il pepe e regola il gusto come più preferisci. Sminuzza il prezzemolo e l'erba cipollina molto finemente e mescolali alla maionese.
  3. Prepara adesso le barbabietole: sbucciale e tagliale in fette sottili. Infarinale e cuocile in una padella ben unta con olio extravergine di oliva. Cuocile per qualche minuto, finché non sono croccanti ai bordi e morbide all'interno.
  4. Lasciale ad asciugare per qualche minuto su un foglio di carta da cucina e condiscile con qualche pizzico di sale Maldon.
  5. Ritaglia dei quadrati di focaccia, spalma entrambe le parti con la maionese alle erbette, da una parte sistema il prosciutto cotto e dall'altra le barbabietole.
  6. Chiudi il panino ed avvolgilo nella carta da cucina, e poi nella carta stagnola, per portarlo con te.

Non so se riuscirò ad aggiornare il blog in questi giorni: se vengo presa dall’irrefrenabile bisogno di fare due chiacchiere con voi può darsi che ricompaia prima (molto probabilmente), altrimenti ci sentiamo ad ottobre, per aggiornarvi sul libro, sul Food Blogger Connect e sul resto di tutte le cose meravigliose che la vita ci regala. Buon fine settimana, rilassatevi e fatevi un panino da portare alla gita fuori porta. A proposito, qual è il vostro panino preferito?

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This Post Has 48 Comments
  1. Quindi ha funzionato!!! Anch’io odio visceralmente i panini dell’aereoporto! E pure quelli della stazione, e non parliamo di quelli degli autogrill, bleah! Sogno un mondo migliore nel quale si trova dappertutto cibo buonissimo e strano, e sano però :-))) Facciamo una petizione per trovare per strada panini al lampredotto fatti con semellini di pasta madre e trippa felice?? Daiiiii! 8-)))

    1. ha funzionato benissimo, mi immagino come possa essere come pizza.. appena ritorno rinfresco la bianca e la provo!
      facciamo sta petizione, sìsìsì!


  2. Buongiorno a tutte! Buono questo panino e originale! Io la barbabietola non l’ho mai mangiata, potrei fare il battesimo sacrificandomi con questo panino! ahahah!
    Il mio panino preferito è con la frittata fatta dalla mia mamma, soffice e profumata con erbette del nostro orto.
    Buon viaggio Juls, ti aspettiamo al rientro con tutte le novità! 😉
    ciao Marinella

    1. guarda, se non hai mai mangiato la barbabietola, questo è il modo in cui ti consiglio di iniziare, è anche il modo che ha avvicinato me alla barbabietola. Ora adesso la adoro, anche solo lessa a cubetti condita con olio, sale e pepe, magari un po’ di maionese… ma comincia così emi dici!!


  3. il mi opanino speciale è quello che mi preparava nonna con le sue zucchine marinate.. me lo mettevo nello zainetto insieme alla bottiglietta d’ acqua fresca e poi partivo in bici per incredibili avventure sull’ Appia Antica.. eheh.
    ma certo che questo panino deve essere un’ esplosione di sapori e consistenze, cremoso, morbido, croccante, salato, poi un po’ dolce con la barbabietola.. wow.
    Buon viaggio Juls, buon divertimento, respira, respira a pieni polmoni! un bacio!

    1. bono con le zucchine marinate!! e poi belle le girate in bici che si facevano da piccini, sembravano esplorazioni che non finivano più! ogni tanto mi mancano quei tempi!

  4. Questo sì che è un signor panino! Altro che il cibo dell’aeroporto 🙂 Hai fatto benissimo a cogliere l’occasione per preparare questa delizia e ti rubo subito la ricetta, perché, in effetti, è perfetto per quando si va in gita o per i giorni in cui mi devo fermare a scuola anche nel pomeriggio!

    Un abbraccio, Eli

  5. Il mio panino preferito è sicuramente quello con prosciutto crudo toscano (che mette sete, ahahahah) e fichi dotati! una bontà! quello però legato all’infanzia è la focaccia con prosciutto cotto e philadelphia che la mamma portava per il pranzo al mare. che bontà! Grazie Juls per aver condiviso con noi questi dolci ricordi! e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti! bacio

  6. Mi piace quello che racconti, mi ricorda la mia mamma quando mi preparava la merenda quando andavo a scuola e mentre i miei compagni si portavano merendine o focaccine industriali, io sfilavo il mio panino e scatenavo l’invidia di tutti.
    Non vedo l’ora di vedere il tuo libro e i tuoi racconti di Londra. Un abbraccio


  7. Mi piace preparare i panini soprattutto perché di solito anticipano un viaggio. Certo che questo così squisitamente presentato non può competere con i miei! Buon viaggio Juls, buona Londra 🙂

    1. verissimo… non avevo mai spostato l’accento sul preparali, pensavo a mia mamma che mi prepara, e in effetti è bello, anticipa quello che viene.. un abbraccio da qui!

  8. Allora, ti devo dire 3 cose:
    1: buona vacanza! Te la stra meriti e non vedo l’ora di leggerti quando rientri!

    2: un panino che in realtà è un vero e proprio pasto da re, per gli ingredienti che hai scelto e per qualla maionese che già mi segno!

    3: e poi, a volte mi chiedo se mi leggi nella mente o se mi hai pedinata.. 😉 Insomma anche le mie merende per le gite erano così… 🙂

    Nadia – Alte Forchette –

    1. allora, ti devo dare tre risposte:
      1. grazie!! alla fine era cominciata come un lavoro, però ho deciso di prendermi effettivamente qualche giorno di stacco per liberare la mente…
      2. sìsì, da re e da regina, per le è proprio la maionese home made con l’olio buono che lo rende speciale!
      3. siamo donne, abbiamo un sesto e anche un settimo senso, io ci credo! 😉

      un abbraccio

  9. Ciao londinese, non posso che sottoscrivere quanto dici e sul fatto che certi panini siano il simbolo stesso della voglia di partire. Per me lo e’ quello con la frittata, lo e’ sempre stato. Confezionato con la frittatina ancora calda che ammorbidiva il pane rendendolo sofficissimo…anche se a volte l’odore emergeva dallo zaino con una scia incredibile.
    Goditi queste giornate di inizio autunno e divertiti al raduno. Avrai tanto da raccontarci. Un grande abbraccio. Pat

  10. ciao Giulia, ti seguo sempre anche se credo di non averti mai scritto, ieri ho provato la tua composta di mele selvatiche ed è qualcosa di veramente buono, aspetto trepidante il dolce con il quale vorrai utilizzare la composta
    buona permanenza a Londra se ci stai ancora
    un bacione
    sabina

    1. sì sì, ci sono ancora!! ancora per una settimana, poi rientro, mamma come vola il tempo… sono felice che ti sia piaciuta la composta di mele, vero che è buona? bella soda e compatta? un abbraccio

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