skip to Main Content

Dalle pagine di un libro… i tagliolini al limone

Prima di Elizabeth David e di Joanne Harris, prima di collezionare ricettari, memorie di appassionati di cucina e qualsiasi altro libro a tema gastronomico, prima di tutto questo c’erano due libri che mi avevano scatenato fantasie culinarie persistenti e che ancora tornano a farmi visita.

Il primo è un libro dell’infanzia, uno dei primi libri seri che leggono i bambini, uno di quelli di una volta: è Heidi di Johanna Spyri. Ho ancora qui davanti agli occhi le immagini suscitate dal capitolo in cui Heidi arriva dal nonno in baita nelle Alpi Svizzere, le parole precise con cui si racconta la sua cena a base di pane fresco, formaggio di malga e latte profumato. Sento ancora in bocca il sapore genuino di quel formaggio, il latte burroso e il pane croccante.

Il secondo libro risale invece all’adolescenza, due righe nel romanzo Voci di Dacia Maraini, scrittrice che già in Marianna Ucrìa e Bagheria aveva acceso la mia fantasia portandomi in un mondo barocco di profumi mediterranei.

Voci è un romanzo ambientato in una calda estate romana, un giallo denso di sensazioni e domande. Nel corso delle indagini svolte dalla giornalista Michela Canova per far luce sul delitto di una sua vicina di casa vengono rammentati gli spaghetti al limone. Queste poche parole hanno catturato la mia attenzione in maniera inspiegabile.

Entro in casa. Sprango la porta. Mi metto a preparare la cena. Stasera ho ospiti e non ho ancora cucinato niente; sono quasi le otto e mezza. Decido per gli spaghetti al burro e scorza di limone che sono così profumati e rapidi da farsi. Poi servirò del prosciutto col melone e dei formaggi che ho comprato stamattina in tutta fretta, andando alla radio.

Ma mentre riempio la pentola di acqua, mentre gratto la scorza di limone, mentre apro il pacchetto del burro, mi accorgo che la faccia sorniona dell’uomo in nero continua a tornarmi in mente…

Il passaggio di per sé non è particolarmente evocativo, ma forse complice lo stile altamente sensoriale e concreto di Dacia Maraini che mi aveva già attivato i sensi, il giallo, il burro e la freschezza di quegli spaghetti mi si sono impressi in mente, come se li avessi effettivamante assaggiati, come se dovessi ricostruire a distanza di anni una mappa di sapori primordiali a cui far riferimento.

… e così ieri li ho rifatti. Non spaghetti ma delicati tagliolini di pasta fresca al pepe, poi un po’ di parmigiano e il timo appena colto, ad accendere la freschezza del limone. Questo è un piatto da tutti i giorni, una preparazione essenziale che ti ricorda quanto siano buone le cose semplici.

5 da 3 voti
Tagliolini al limone
Porzioni: 4
Chef: Giulia
Ingredienti
Tagliolini di pasta fresca
  • 100 g di farina 00
  • 100 g di farina di semola
  • 1 cucchiaino di olio
  • 1 pizzico di sale
  • 1/2 cucchiaino di pepe nero macinato al momento
  • 2 uova
Per condire la pasta
  • 50 g di burro
  • succo e buccia di 1 limone non trattato
  • 3 cucchiai di Parmigiano grattato
  • pepe nero macinato sul momento
  • timo
Istruzioni
  1. Mescola la farina 00 e la farina di semola su una superficie di lavoro, meglio in legno, e forma una fontana con un buco ampio e profondo nel mezzo. Lì rompi le uova, aggiungi l’olio, il sale e il pepe appena macinato.
  2. Comincia pian piano con una forchetta ad amalgamare uova e farina. Quando la consistenza è briciolosa, impasta con le mani aggiungendo se necessario qualche cucchiaio di acqua fredda.
  3. Continua ad impastare per almeno 10 minuti, più si impasta e più si formerà glutine, dando resistenza alle sfoglie di pasta.
  4. Quando la palla di pasta sarà liscia, vellutata e non più appiccicosa, avvolgila nella pellicola trasparente e lasciala riposare per 30 minuti a temperatura ambiente.
  5. Dopo i 30 minuti di riposo, tira la sfoglia. Qualunque sia il modo che preferisci usare – con la macchina a mano, elettrica o il mattarello -, tira una sfoglia il più possibile sottile, larga e regolare.
  6. Lasciala asciugare sulla spianatoia spolverata di farina di semola per circa 20 minuti, poi tagliala sottile sottile per fare i tagliolini e disponili ben distanziati sulla spianatoia in modo che si asciughino.
  7. In una padella sciogli il burro con il succo e la buccia grattata di un limone.
  8. Cuoci i tagliolini in acqua bollente salata per circa 1 minuto, scolali molto al dente e versali in padella con un cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
  9. Aggiungi il parmigiano grattato, il pepe appena macinato e un po' di timo fresco. Manteca la pasta per un minuto, dando il tempo al parmigiano di sciogliersi con l'acqua di cottura della pasta e formare una crema che rivestirà la pasta.
  10. Togli dal fuoco e servi subito.

E voi? Avete ricette feticcio che vi sono inspiegabilmente rimaste in testa dopo aver letto un libro che con la cucina proprio non c’entra nulla? che so, una ricetta degli Hobbit dal Signore degli Anelli, o qualcosa di più moderno da Harry Potter (un boccale di burrobirra forse?). Nel frattempo, buona settimana, sperando che questo giallo limone cancelli un po’ il malumore delle pioggia di questi giorni!

Link Love

  1. Cercando on line qualche dettaglio in più sui tagliolini al limone ho trovato proprio la ricetta degli spaghetti al limone di Dacia Maraini, tratta da Le ricette del cuore, a cura di Carla Sacchi Ferrero, Blu edizioni, e raccontata qualche anno fa dal Cavoletto.
  2. Alessandra di Menu Turistico racconta passo passo la ricetta dei tagliolini al limone, svelando i segreti della perfetta riuscita di un piatto semplicissimo.
  3. Lydia di Tzaziki a Colazione riporta invece la ricetta di sua mamma, un elogio della perfezione con 3 ingredienti di base: tagliolini, limone e panna.
Sharing is caring:
This Post Has 29 Comments
  1. adoro la pasta al limone… io l’avevo fatta lo scorso anno con limone, panna e melissa!
    Io non ho ricordi culinari abbinati ad un romanzo in particolare, ma mi butterei su un qualsiasi libro di Montalbano per uscirne piena di profumi e acquolina in bocca. 🙂

  2. Bellissima foto complimenti!Negli anni ho notato che in molti libri gialli e polizieschi si trovano riferimenti al cibo, vedi pepe carvalho, per dirne uno!


  3. Ma che coincidenza! Li ho improvvisati anche io qualche giorno fa, a casa di un’amica. Io li avevo assaggiati in una trattoria in cui vado spesso e mi erano rimasti impressi per la delicatezza e l’originalità dell’abbinamento ma non avevo mai provato a rifarli. L’altra sera ne ho avuto l’occasione e ho improvvisato la ricetta per come pensavo potesse essere fatta. Ho usato la panna al posto del burro e non ho pensato di mettere il timo che, anche secondo me, ci dovrebbe stare benissimo. Riproverò con la tua ricetta che mi sembra perfetta 🙂

  4. meraviglia Juls!!
    Adoro gli agrumi e il loro profumo e questi tagliolini hanno una ‘pinta’ come direbbero in Spagna 😉
    Io ogni tanto per renderli cremosi aggiungo un cucchiaio di yogurt greco 😛
    hugs cara

  5. bellissimi i racconti di Dacia Maraini, mi era piaciuto tanto Marianna Ucria, la mutola … e splendidi i tuoi colori come i campi di colza … :-))

  6. Se fosse possibile rendere una certa sensazione di freschezza tramite una foto, sappi che ci riesci. E tanto.
    I tagliolini al limone restano uno dei miei primi preferiti… 🙂

  7. Tutti i libri di Jorge Amado hanno fatto nascere il mio grande amore per Bahia e la sua cucina. Quando è uscito “La cucina di Bahia”, di Jorge Amado e Paloma Jorge Amado (la figlia), ho passato mesi a girare per Firenze cercando tutti gli ingredienti, ricerca culminata in un’enorme cena di cui tutti i miei amici ancora si ricordano! E non mi è bastato: alla fine a Bahia ci sono pure andata, per assaggiare quei sapori nel luogo d’origine, che tanto son sicura sarai d’accordo con me che non è solo il gusto a fare un piatto. E anche a Bahia il libro degli Amado è stato fonte inesauribili di suggerimenti su cosa mangiare dove! Se non l’hai già letto prova “Gabriella garofano e cannella”, son convinta ti piacerà. Ah, per Bahia intendo Salvador de Bahia, i locali la chiamano così.
    Un saluto da una toscana emigrata!
    Fra’

      1. Allora se parliamo di Jorge Amado io ti consiglio di leggere anche “Dona Flor e i suoi due mariti”
        Dona Flor è un’ottima cuoca e gestisce in casa una piccola scuola di cucina. Tra una ricetta e l’altra, ci narra le sue avventure tra un marito morto ma sensuale, provocante e inaffidabile, e uno vivo, solido e maturo.
        Spero di averti incuriosita!!!

  8. Concordo con chi dice che queste foto sono fantastiche…buca-schermo.! Questo piatto sarà sulla tavola del 25…spero di essere all’altezza nel riprodurlo. Kiss Juls

  9. Allora vediamo…alla tua domanda anch’io ho pensato ad Amado e proprio al libro di cui parla Francesca “Gabriella garofano e cannella” : Gabriella ha la deliziosa caratteristica di cucinare così come ama… in totale gratuità ed è proprio per questo che riesce senza saperlo ad ammaliare chiunque; più delle ricette ciò che affascina della protagonista e delle sue ricette sono gli aromi di cui è portatrice ovunque vada: garofano e cannella sono appunto i tratti della sua ‘fisiononomia’ distintiva… spero tu abbia l’opportunità di leggerlo 😀

  10. Assieme al fegato alla veneziana, i tagliolini al limone sono il mio piatto preferito… che deliziaaa!!! :DD

  11. Libri e ricette, libri e cucina…
    Come non pensare a Kitchen di Banana Yoshimoto?
    A quelle pantofole sotto cui si attaccano i pezzetti di verdura che sono caduti a terra?

I commenti sono chiusi.

Back To Top
×Close search
Cerca