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Gli gnocchi di semolino, un comfort food su richiesta

Nonostante tutto, mi piace ancora cucinare per il puro piacere di farlo. Ogni venerdì stilo per la settimana successiva un calendario malamente organizzato che cerca di mettere in ordine quello che devo preparare per il blog, quello che devo cucinare per i clienti, quello che dopo qualche mese andrà su Ci piace Cucinare, quello che alla fine effettivamente mangeremo, in uno studio nel pieno della confusione di un servizio fotografico o la sera, stravolti, sul divano. Scelgo in base a stagionalità e richieste, a volte in base alla mia voglia del momento.

La settimana scorsa mi è venuto voglia di preparare i cookie al cioccolato, quei biscotti grandi come il palmo della tua mano, scuri e cosparsi di gocce di cioccolato e scaglie di sale. La voglia non era tanto quella di mangiarli, quanto quella di passare poco più di un’ora a far finta che la cosa più importante al mondo fosse quell’impasto denso di cioccolato, il profumo di vaniglia, la temperatura del forno. Mi sono regalata un’ora per me per fare qualcosa di fortemente concreto, come infornare dei biscotti, concentrandomi sulle sensazioni tattili, su quel colore bruno che promette solo cose buone.

Quando ho sfornato i biscotti il profumo di cioccolato mi ha avvolta, e mi sono sentita felice, completa, avevo raggiunto il mio scopo.

ingredienti per gnocchi di semolino alla romana

Qui entra in gioco Tommaso. Ne mangia uno, poi un secondo… e mi dice: finalmente cucini qualcosa che piace a me.

Aspetta un secondo. Ma come? Ho iniziato a fare una lista di piatti buonissimi che via via avevo cucinato, incartandomi sempre di più. Effettivamente non era mai lui a scegliere, ma le richieste di lavoro, o la mia voglia. L’ho voluto allora mettere alla prova. Dimmi un po’ cosa vorresti mangiare tu, cosa vorresti che ti cucinassi? Pizza, per favore fammi una pizza. E le polpette, quelle semplici, senza troppi ingredienti, un po’ schiacciate, fritte e poi intrise di sugo al pomodoro. E poi gli gnocchi alla romana, quelli di semolino, gratinati al forno.

Questo non lo definiresti proprio comfort food? Voglia di cibo semplice, di quando eri piccolo, quello che ti cucinava la mamma, quello che festeggiavi perché era proprio quello che avresti voluto trovare nel piatto. Crescendo hai la possibilità di scegliere potenzialmente tutto quello che vorresti mangiare, ma poi sono poche le volte in cui effettivamente te lo concedi.

gnocchi di semolino alla romana

Gnocchi di semolino, o gnocchi alla romana

Ecco come sono arrivata a fare gli gnocchi al semolino. Il problema era però capire come farli. Li ho mangiati tante volte da piccola, ma i miei gnocchi al semolino arrivavano dal supermercato avvolti nella plastica, in un salsicciotto pallido, da scartare e affettare. Mamma li faceva ogni tanto la sera, poi li ricopriva di uno strato di besciamella, una pioggia di parmigiano e qualche fiocchetto di burro, e via in forno. Quello che ci piaceva era tutto il condimento, gli gnocchi di per sé sapevano di poco o nulla.

Anche gli gnocchi alla romana dei ricordi di Tommaso hanno la stessa forma e la stessa origine, anche se i suoi erano conditi con solo burro e formaggio. E lui li voleva così, esattamente così.

Ho preso Il Talismano della Felicità, perché per le ricette romane Ada Boni è il mio riferimento, insieme a La Cuochina, e ho sfogliato le pagine di quel libro invecchiato, trovato di seconda mano e appartenente a un’altra nonna, che ho imparato a conoscere grazie alle poche annotazioni e alle sottolineature leggere, fatte a matita. Gli gnocchi alla romana li aveva provati anche lei, aveva sottolineato un passaggio, a cui ho prestato particolarmente attenzione, come se ci fosse stata lei dietro di me, a indicarmi dove non dovevo distrarmi.

gnocchi di semolino alla romana

Ada Boni suggerisce di tagliare gli gnocchi a quadrati o rombi, il modo migliore in effetti se non si vogliono avere scarti, ma in onore dei nostri ricordi li ho tagliati rotondi, con un coppapasta da 5 cm. Sono molto più semplici di quanto potessi immaginare, il profumo di burro e formaggio è esattamente quello dei miei ricordi, ma il sapore, il sapore! Gli gnocchi sono saporiti anche da soli, hanno una consistenza delicata, che si scioglie in bocca, e che rende del tutto superflua la besciamella della mia infanzia.

Sono un piatto da tenere a mente per quando si riunisce la famiglia o quando ci sono gli amici a cena, perché gli gnocchi si possono preparare per tempo e infilare in forno a gratinare all’ultimo minuto.

Questo, però, li rende anche adatti alle cene infrasettimanali, a quando il tempo è poco e vorremmo qualcuno che ci avvicini la sedia al tavolo e tiri fuori una teglia di gnocchi alla romana dal forno. Poco importa se questi gnocchi li abbiamo preparati noi il giorno precedente, la bella sensazione di avere qualcuno che si prende cura di noi non svanisce, ci confonde in una nuvola di noce moscata, latte, burro e parmigiano.

5 da 6 voti
gnocchi di semolino alla romana
Gnocchi di semolino alla romana
Preparazione
30 min
Cottura
20 min
Tempi di riposo
2 h
Tempo totale
50 min
 
Piatto: Primo
Cucina: Italiana
Ingredienti
  • 1 litro di latte intero
  • Noce moscata
  • 250 g di semolino
  • 2 tuorli
  • 100 g di burro
  • 100 g di Parmigiano Reggiano grattato
  • Sale
Istruzioni
  1. Versate il latte in una casseruola, grattateci dentro un bel po’ di noce moscata.
  2. Portate il latte a un leggero bollore e poi versateci a pioggia il semolino, mescolando continuamente, in modo che non si formino i grumi.

  3. Continuate a mescolare a fuoco medio-basso, con un cucchiaio di legno, per circa 7-10 minuti. Prima il semolino si assoderà, poi comincerà a staccarsi dalle pareti e dal fondo della casseruola. Voi continuate a mescolare, schiacciando via via la polentina di semolino sulle pareti.
  4. Togliete il semolino dal fuoco, trasferitelo in una ciotola e aggiungete i tuorli, metà del burro e metà del Parmigiano grattato. Mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti, poi regolate di sale. Adesso il semolino sarà liscio, e abbastanza denso, ma non tanto da non poter essere steso con una spatola.
  5. Stendete il semolino su un piano di marmo o in una teglia bassa, in uno spessore di 1 cm, e lasciatelo raffreddare e solidificare per circa due ore.
  6. Passato questo tempo tagliate gli gnocchi a quadrati, a losanghe o, come è adesso più comune, con un coppapasta rotondo da 5 cm.
  7. Sistemate gli gnocchi in una teglia leggermente unta di burro. Tradizionalmente gli gnocchi erano sistemati in più strati, a piramide. Io li ho messi però in fila, leggermente sovrapposti, come ha sempre fatto mamma. Non buttate gli scarti, ma sistemateli in una teglietta più piccola, non saranno belli da vedere, ma sono buoni quanto quelli ben formati.
  8. Condite gli gnocchi con il burro fuso e spolverateli con il Parmigiano grattato rimasto, poi infornateli in forno caldo a 200°C finché non saranno diventati dorati, con una bella crosticina sopra. Serviteli subito.

gnocchi di semolino alla romana

Qual è il vostro ricordo di infanzia più forte legato a un cibo comprato, industriale, che oggi non mangereste ma che allora vi sembrava la cosa più buona al mondo?

Per Tommaso erano proprio questi gnocchi, per me la busta congelata di “contorno mediterraneo”, con zucchine, melanzane, patate e peperoni (io ricercavo le melanzane più bruciacchiate, erano la mia parte preferita) e le speedy pizza, da scongelare in forno o anche direttamente nel microonde, e da mangiare sul divano guardando i cartoni animati con mia sorella.

Su Instagram ieri sono venuti fuori i sofficini, i bastoncini Findus, i budini in busta con il caramello amaro… 

meringhe

Link love

  • Con i due albumi avanzati dagli gnocchi di semolino potete fare le meringhe. Io seguo sempre questa ricetta. Anche questa volta non li ho lasciati inutilizzati in frigo, ma ho fatto una teglia di meringhette che ho poi ricoperto di cioccolato.
  • Questa è la ricetta de La Cuochina per gli gnocchi alla romana.
  • Per completare il menu, aggiungerei quest’insalata invernale di Rachel Roddy.
  • Manuela finalmente ci racconta qualcosa del suo primo libro, non sto più nella pelle, già so che mi aiuterà nei miei propositi di essere più presente nell’orto. Qui trovate più informazioni.
  • Il pane di Laura, con albicocche e pepe rosa. Se si desidera che un panino qualunque sia l’occasione trasgressiva per consumare un pasto sul divano, piuttosto che dietro un tavolo e magari sostituendo del tutto la tovaglia con il tepore di un plaid da pomeriggio piovoso, bisogna partire da un’inevitabile premessa: intanto fare un pane. Che poesia.

Ca de memi

7 Aprile 2018 – Workshop di Food Styling e Food Photography @ Ca’ de Memi

Torneremo con Rossella Venezia a Ca’ de Memi per una giornata dedicata agli asparagi bianchi e verdi e ai primi prodotti della primavera come bruscandoli (fiori di luppolo selvatico), carletti e ortiche. La cucina veneta si basa su sapori molto vari e cambia attraverso le stagioni: ad aprile, ad esempio, si prende dalla dispensa la pentola lunga e stretta, si cucinano gli asparagi e si fanno bollire tante, tante uova. 

Fotografare il cibo non significa scattare solo il piatto finito ma raccontare la storia degli ingredienti, del territorio e delle persone che lo preparano. Ogni foto ci insegna qualcosa, ci stimola sensazioni già vissute e le più belle sono quelle legate ai ricordi.

Ca’ de Memi è azienda agricola e agriturismo con camere e cucina su prenotazione. Si trovano a Piombino Dese (PD). 

🐦[Promo Early Bird] È previsto uno sconto early bird del 10% per chi si iscrive entro le 23.59 del 30 Marzo. 
👫[Promo Porta un amico] Se ti iscrivi al corso/workshop insieme a un amico verrà applicato il 10% di sconto su entrambe le iscrizioni.

Trovi più informazioni qui. Ti aspettiamo! Quelle sotto sono alcune delle foto fatte in occasione del workshop di fotografia 2016 tenuto a Ca’ de Memi a novembre. 

Ca de memi Ca de memi Ca de memi

 

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This Post Has 8 Comments
  1. Oooo!!!! Che belli i tuoi gnocchi!!! Sicuramente li cucino , anche se fin ora non lo mai fatto. TI AUGURO UNA FELICE FESTA DELLA DONNA!!

    1. Li ho fatti e sono venuti buonissimi. Anche i bimbi li hanno apprezzati! E poi con i bianchi ho fatto le tue meringhette. Un meraviglioso week end di prime volte 🙂
      Grazie

  2. Anch’io ho ‘dovuto’ imparare a fare gli gnocchi alla romana per Luca! Sua mamma li preparava spesso quando era piccolo e mi ha chiesto di farli un giorno qualche anno fa. Comunque adesso sono davvero contenta di prepararli, sono talmente buoni, soprattutto quando fa freddo. Bellisime le tue foto di un piatto preferito a casa mia.

  3. Questi li conosco bene, fanno parte della mia tradizione gastronomica mia madre ce li faceva spesso sono fra i suoi piatti preferiti per cui li guardo e repentino sale un ricordo familiare. Ti sono venuti benissimo. Un abbraccio Giulia, ti aspetto sempre a Roma!

  4. Ringrazio Tommaso, amo questi gnocchi. Sono ormai proprio vecchietta e più passano gli anni più ho voglia di quello che mangiavo in passato. Tu sei una gioia! Un abbraccio, Daniela

  5. Anche nella mia famiglia Il Talismano della Felicità è un caposaldo, tutte le donne ne posseggono una copia, io infatti taglio gli gnocchi di semolino a rombi, e nella mia memoria di bambina sono sempre stati così.
    Che semolino hai usato? io uso il semolato di Floriddia, ma avendo poco glutine ed essendo macinato a pietra gli gnocchi rimangono un po’ mollicci anche se metto meno liquido in proporzione rispetto alla dose.
    Ciao!!!

  6. io li adoro… e li faccio spesso, anche se piacciono di più a me che a mio marito. Non si tratta propriamente di un ricordo d’infanzia, nel senso che mia madre ogni tanto li preparava ma non sono legati a memorie particolari. Dopo averli fatti secondo la ricetta classica ennemila volte (confesso di seguire quella sul pacchetto del semolino Barilla!), ho cominciato ad “abarthizzarli” aggiungendo all’impasto del soffritto ben… soffritto, del prosciutto cotto tritato, formaggi diversi dal parmigiano, un avanzo di spinaci al burro, zucchine grattugiate e ben strizzate… sono talmente delicati di sapore da rivelarsi un canovaccio perfetto per tante interpretazioni diverse.

    per quanto riguarda i cibi-totem dell’infanzia, a me piacevano i bastoncini di pesce, mentre le mie amiche sono tutte nostalgiche dei sofficini e in particolare quelli al formaggio… tanto che ho recuperato una ricetta per farli in casa e sono venuti uno spettacolo 😀

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