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Un panino al farro e una birra per divertirmi

Sono giorni un po’ faticosi.

Da una parte c’è l’emozione di costruire una vita in due fatta di quotidianità, alla quale vorrei dedicare certamente più tempo di quanto sto facendo adesso. Vorrei ad esempio riuscire a scegliere e stampare le foto da incorniciare per appenderle al muro, visto che abbiamo un muro, abbiamo le cornici dell’Ikea da qualche mese ma al momento non abbiamo ancora la più remota idea di quali foto stampare.

Panino al farro con tacchino arrosto

Dall’altra c’è un lavoro che ancora mi fa svegliare la mattina con un sorriso – anche se non presto quanto vorrei, ma per lo meno mi alzo con un sorriso – ma che in questi giorni è veramente complicato da gestire. Ho iniziato a temere le scadenze più di quanto prima in ufficio temessi il giorno della revisione dei miei progetti. Ho la tendenza a dire sì a quasi tutto quello che mi piace, con la conseguenza che poi mi trovo a fare i conti con impegni che superano di gran lunga le mie attuali possibilità di organizzazione, per non parlare delle ore che stanno in un giorno.

Poi qualche giorno ho letto questo articolo di Enrica Crivello, Sono qui per divertirmi (dovreste provare anche voi). Leggetelo e meditate. Soprattutto stampatevi questa conclusione e appendetela in fondo al letto:

Il succo è: ho voglia di vedere le mie idee prendere vita, andare in giro, trasformarsi. Ho capito che non posso farlo se passo il tempo china sulla scrivania come se fossi la dipendente di me stessa.

Ecco in cosa mi sono trasformata lentamente, nella dipendente di me stessa. E mi sono resa conto di essere un capo che non mi piace, uno che non lascia modo alla sua dipendente di seguire i suoi tempi, di lasciar andare la mente per divertirsi e trovare idee nuove, che le chiede di lavorare anche dopo cena e nei fine settimana, che è avido di gratificazioni.

Ho scelto di essere food blogger, di scrivere, di fotografare, di insegnare corsi di cucina toscana anche per la voglia di essere libera e creativa, per poter disegnare il mio mondo con i miei colori e le mie forme. Ogni anno più o meno ho bisogno di un periodo faticoso come questo per ricordarmi di questo mio proposito, per ripensare alle mie scelte e capire quali sono quelle che non voglio più fare, perché mi trasformano nella dipendente di me stessa, una posizione lavorativa che ho scelto di abbandonare quattro anni fa.

Come rinasce la mia campagna, è tempo che anche io mi scrolli di dosso le fatiche di questo inverno per iniziare la nuova stagione con più leggerezza, con creatività, con una birra fredda e un panino.

Panino al farro con tacchino arrosto

Cantina della birra mi ha inviato tempo fa una selezione di birre da provare e mi ha chiesto di sceglierne una da usare in una ricetta. Mi è sembrato che fosse l’occasione giusta per prendermi del tempo in cucina e divertirmi, per fare tutto a partire da ingredienti buoni, dalla maionese al pane, passando dalle patatine fino ai carciofi.

Tra le birre che mi hanno mandato c’era anche una birra toscana – mi conoscono bene – la Bianca di Brùton, un birrificio che sorge sulle rive del fiume Serchio, a Lucca. La bianca, poi, pallida e opalescente, è prodotta con ampia percentuale di farro della Garfagnana e frumento non maltato. La Bianca è una birra che richiede abbinamenti con ingredienti leggeri e freschi, e da questo mi sono fatta guidare.

Una birra toscana prodotta con il farro della Garfagnana, uno dei prodotti più tipici della mia regione. Meritava un panino studiato con attenzione.

Panini al farro tipo rosette

Al corso di panificazione abbiamo imparato a fare le rosette, il pane solitamente usato da trippai e lampredottai a Firenze. Ho preso quella ricetta e l’ho un po’ modificata, aggiungendo una metà di farina di farro semi integrale. La biga si comincia il giorno prima, per dare al pane profumi e leggerezza. Il risultato sono panini leggeri, croccanti all’esterno e soffici dentro.

Ne potete fare in quantità e congelarli, sempre che non li finiate tutti a colazione, leggermente tostati, con burro e marmellata.

panino al farro
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Panini al farro

Portata Pane
Cucina Toscana
Preparazione 1 day 2 ore
Cottura 20 minuti
Tempo totale 1 day 2 ore 20 minuti
Chef Giulia

Ingredienti

Ingredienti per la biga

  • 300 g farina di farro tipo 2
  • 200 g farina forte tipo Manitoba
  • 225 g acqua fredda
  • 5 g lievito di birra fresco

Ingredienti per il secondo impasto

  • Tutta la biga
  • 500 g farina di farro tipo 2
  • 400 g acqua
  • 10 g sale marino fine
  • 5 g malto in polvere, o 1 cucchiaino di miele

Istruzioni

Il giorno precedente

  • Prepara la biga. Prima di tutti sciogli il lievito di birra fresco in acqua. Quando è sciolto aggiungi le due farine, mescola velocemente quel tanto che basta a far incorporare tutta la farina e copri con la pellicola da cucina. Lascia maturare la biga a temperatura ambiente (dovrebbe essere sui 18°C) per circa 24 ore.

Il giorno successivo

  • Impasta la biga con la farina di farro, l’acqua, il sale e il malto.
  • Se usi una planetaria impasta con il gancio per circa 10 minuti. Se impasti a mano il tempo si raddoppierà: lavora l’impasto fino a che non sarà omogeneo, liscio, non più appiccicoso.
  • Lascialo riposare per una decina di minuti.
  • Stendilo con un matterello come per fare la sfoglia e piegalo a tre. Ripeti l’operazione tre volte, lasciando riposare ogni volta per una decina di minuti. Questo darà forza all’impasto.
  • Ungilo di olio e fallo riposare per circa 40 minuti al riparo dagli spifferi.
  • Suddividi l’impasto in palline di 80 g ciascuna. Avvolgi ogni pallina su se stessa in entrambe le direzioni, poi forma una pallina ben stretta con la pirlatura.
  • Incidi ogni pallina a croce con un tarocco, poi spostale a lievitare, capovolte, su una tavola ben infarinata.
  • Coprile per tenerle al caldo e falle lievitare per almeno un’ora.
  • Scalda il forno a 220°C. Quando i panini sono raddoppiati sistemali su una teglia da forno, capovolgili nuovamente per portare l’incisione verso l’alto, spruzzali con un vaporizzatore d’acqua e cuocili in forno ben caldo per 15 - 20 minuti.
  • Sono buonissimi ancora tiepidi, ma si conservano bene per qualche giorno in un sacchetto di carta ben chiuso. Possono essere congelati e poi consumati una volta riportati a temperatura ambiente e passati brevemente in forno.
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Panino al farro con tacchino arrosto

Tacchino arrosto con birra e ginepro

Il ripieno del panino non è un hamburger, ma una fesa di tacchino. Carne non pregiata, molto economica e di solito piuttosto insapore, se cotta con attenzione si rivela un taglio versatile. In questo caso c’è la birra bianca, usata in cottura al posto del vino, e il ginepro, che trasforma una carne bianca quasi da mensa in un arrosto con i profumi del bosco e della cacciagione.

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Tacchino arrosto con birra e ginepro

Portata Carne
Cucina Toscana
Preparazione 10 minuti
Cottura 30 minuti
Tempo totale 40 minuti
Porzioni 4
Chef Giulia

Ingredienti

  • 450 g di fesa di tacchino
  • 2 fette di pancetta stesa
  • 4 bacche di ginepro
  • 1 cucchiaino di sale fino
  • ½ cucchiaino di pepe nero appena macinato
  • Olio extra vergine di oliva
  • Pepe nero appena macinato
  • 1 bicchiere di birra bianca Bruton

Istruzioni

  • Apri la fesa di tacchino a libro e farciscila con la pancetta tagliata a listarelle. Chiudi di nuovo la fesa di tacchino, legala con uno spago da cucina per renderla ben compatta.
  • Trita il ginepro finemente e mescolalo al sale e al pepe. Massaggia il tacchino con la miscela di sale, pepe e ginepro.
  • Scalda l’olio in una pentola dal fondo spesso e quando è ben caldo aggiungi la carne. Lasciala rosolare a fuoco medio, girandola via via, finché non diventa dorata su ogni lato.
  • A questo punto versa la birra bianca, lasciala sfumare per un minuto, poi copri la pentola con un coperchio e cuoci il tacchino a fuoco medio-basso per circa 20 minuti.
  • Passato questo tempo spegni il fuoco e lascia riposare la carne per almeno un’ora prima di servirla.
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Panino al farro con tacchino arrosto  Panino al farro con tacchino arrosto

Adesso non rimane che comporre il panino. Per la maionese seguite questa ricetta e aggiungete un cucchiaio di succo di arancia e la scorza grattata di un’arancia. Pulite poi qualche carciofo, tagliatelo in spicchi e saltateli in padella con olio e aglio finché non sono morbidi.

Ora apri il panino al farro e spalmalo su entrambi i lati con la maionese all’arancia. Aggiungi le fette di tacchino con qualche cucchiaio del suo fondo di cottura. Copri il tacchino con i carciofi saltati in padella. Chiudi il panino e goditelo con le patatine fritte e un bicchiere di birra bianca ben fredda.

Link Love

  • Trovate la ricetta anche su Cantina della Birra, qui
  • Oggi anche Laura ha pubblicato una ricetta con la birra, i crackers del meschino… è andata così, allora, che per fare crackers io mi sia ritrovata faccia faccia col ‘meschino’: a zonzo tra acqua, farine e lieviti, smarrendo l’abituale strada di casa.
  • 10 food memoirs da leggere ancora, e ancora, su Food 52. Per ritrovare ispirazione, per passare del tempo con un libro da sfogliare, in mano.
  • Mi sono innamorata di questa torta, penso che la farò presto.
  • Sono rimasti pochissimi posti per il Fettunta Party, affrettatevi!

Nel frattempo…

Ecco come ho passato il sabato di Pasqua, a impastare a mano 4 chili di pizza fatta con un polish di 24 ore e 1 grammo di lievito di birra. Anche se al momento non dovrei mangiare né grano, né lievito né latticini, questa pizza meritava un’eccezione alla regola, soffice e digeribilissima.

Il corso di panificazione comincia a dare i suoi frutti!

 pizza-1

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This Post Has 16 Comments
  1. Ah Giulia!!! Mi hai fatto sorridere stamani e di sorridere c’è sempre bisogno. Io una vita in due l’ho costruita talmente tanto che da 4 siamo rimasti in 3 poi siamo tornati 4, poi 5, poi 6, poi 8, perchè i genitori diventano bambini e i figli genitori… una famiglia allargata insomma e le cornici dell’ikea sul muro sul quale ho dipinto un enorme quadrato color tortora, le ho appese ma alcune sono ancora vuote… c’è tempo per tutto anche per ricordi che ancora dobbiamo vivere.
    Buona giornata.

    1. La famiglia allargata è sempre una buona cosa, per me, come dicono gli inglesi, the more, the merrier!
      Bello pensare alle cornici vuote come ricordi ancora da vivere! un abbraccio Enrica

  2. Grazie, grazie per queste parole che arrivano, anche per me, in un periodo faticoso e pieno di pensieri.
    Grazie per la lettura e per la conclusione che mi aiuta.
    Grazie
    naturalmente qui, nel tuo spazio, tutto è magnifico.
    un grande coraggio che anch’io un giorno spero di avere

    1. Forse è la primavera e la voglia di leggerezza che ci fa ripensare alle nostre priorità, Giulia. Grazie di cuore, e buona fortuna con i tuoi pensieri!

  3. domanda tecnica. adesso che comincia a fare caldo, metto la biga in frigo per la notte e la tiro fuori alla mattina? o la lascio a temperatura ambiente per meno ore? che dici?
    grazie per le tue bellissime ricette e le belle riflessioni che condividi con noi lettori :-)))))
    Barbara

    1. Ciao Barbara, è meglio tenerla a temperatura ambiente e magari farla maturare per un minor tempo, comunque ancora la notte va bene!
      Grazie a te! 🙂

  4. Cara Giulia, quanto mi colpisce quello che leggo e come descrive perfettamente il mio stato d’animo in questo periodo. Il senso del divertimento che io tanto inseguo in ogni espressione della mia quotidianità il più delle volte rischia la pietrificazione a causa proprio del mio approccio ‘sistematico’ a ciò che mi piace. Chissà delle volte penso che la colpa sia del nostro modo di comunicare: forse tastiera e fotografia non sempre aiutano a ‘vivere’ il divertimento quanto piuttosto a raccontarlo, ma finché questo non sembra pesarci io penso si possa portare avanti senza troppe remore e poi ho notato che io e te abbiamo lo stesso modo di berci su qualcosa di buono 😉 Un bacio enorme!

  5. Siamo qui per divertirci: già, credo sia il problema di chi ama ciò che fa, rischiare di farlo diventare un peso e non una leggerezza. Ricordarselo di tanto in tanto fa bene, specialmente se a farci compagnia c’è una birretta.

  6. salve, sei davvero bravissima e mi piace tanto il tuo stile e la tua toscana, che adoro (siamo vicini di casa, io sono umbra), ma la ricetta della pizza? grazie mille..

  7. Ciao Giulia! Ho provato a fare questi panini dopo che la tua schiacciata con le noci è diventata un mio cavallo di battaglia! Però con questi panini devo aver frainteso qualcosa perché l’impasto è rimasto molto liquido. Per caso è possibile che ci sia un refuso negli ingredienti per il secondo impasto e che invece di 50gr di farina siano 500gr? Grazie!

    1. Ciao Andrea, diciamo che avevo trascritto gli ingredienti male, molto male, dal mio quaderno di prove! Li ho ritrovati, e ho aggiornato i dati.
      Scusa se ti ho fatto buttare un impasto, mi dispiace davvero! Così funzionano!

      1. Ciao Giulia, sono sempre io, scusa il disturbo! Ho riprovato la ricetta ma questa volta credo ci sia un errore nella biga perché l’impasto è troppo duro 😭 l’ho dovuto buttare via, mentre la prima volta aggiungendo un po’di farina avevo risolto.ho fatto l’errore di non essermi segnato la ricetta precedente, per caso ti ricordi gli ingredienti che avevi segnato per la biga? So che mi sono mille ricette di panini online ma io mi fido solo del tuo blog! Ti ringrazio per un tuo aiuto!

        1. Ciao Andrea, ma figurati! li ho riprovati già due volte questi panini, la biga è consistente, rimane qualche briciolo di farina fuori, ma funziona. Semmai se ti pare troppo dura aggiungi un goccio di acqua, a volte dipende anche da quanto fibre ha la farina! scusa se non ha funzionato di nuovo, spero che alla prossima funzioni!

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